Coprisedili climatizzati Dometic Waeco per auto, furgoni, suv, camion – Berardi Store

Berardi Store

BerardiStore

Vendita Assistenza Ricambi Installazione
prodotti
Electrolux Dometic Waeco DEFA
per la CASA, il CAMPER, la NAUTICA e per applicazioni PROFESSIONALI

E ancora:
Condaria, Cruisair, Marine Air Systems, Sealand
Cramer, Mobicool, Origo, Smev
AEG, Grand Cuisine, Frigidaire, Rex, Zanussi, Zoppas
LOFRA, ITEM…

Elettronica Meccatronica Elettrodomestici Utility Hi Tech
per la Casa, il Camper, la Nautica
e
Professional per i settori indicati di seguito:

Alberghiero, ristorazione e catering
(frigoriferi, cantine vini, armadi climatizzati, frigo container…)

Automotive & Automotive alternativo
(sensori di parcheggio, impianti telecamere di retromarcia, sistemi di cruise control, sistemi di preriscaldamento dei motori e degli abitacoli… prototipi di biciclette elettriche, moto elettriche, Formula SAE elettriche ed ibride…)
Veicoli speciali
(allestimento fuoristrada, furgoni, camion, moto per impieghi speciali
e per attraversare il mondo dal deserto a Caponord)
Stazioni di ricarica Aria Condizionata
(per autoveicoli, bus, veicoli su rotaia, elicotteri)
Elettronica, Meccatronica, Robotica, Automazione
(costruzione di dispositivi personalizzati per le più svariate esigenze)
Energie rinnovabili
(produzione, accumulo e gestione dell’energia)
Carpenteria metallica e lignea
(costruzione di supporti e dispositivi personalizzati per laboratori e attività professionali)
Biomedicale
(refrigerazione e trasporto campioni biologici)
Tempo libero e avventura
(tutti gli accessori di cui hai bisogno per viaggiare…)
Trasporti via terra, via mare e trasporti speciali
(dispositivi elettronici per veicoli commerciali, veicoli industriali, veicoli militari, veicoli di soccorso…)
Residenziale
(tecnologie per le abitazioni del futuro)

Servizio Vendita Assistenza Ricambi Installazione equipaggiamenti,
accessori, elettrodomestici, elettronica ed utility
per caravan, motorhome, camper barche, moto…

Frigoriferi trivalenti ad assorbimento, climatizzatori, generatori, inverter, gruppi frigoriferi, kit fotovoltaici, eBike professionali, accessori di ogni genere…

Costruzione di BICICLETTE ELETTRICHE su misura per il cliente
(eBike a basso costo ed elevata autonomia, fino a eBike
ad elevatissime prestazioni per impieghi speciali)

Motori, gestione elettronica, pacchi batterie, strumenti, accessori, componentistica, sistemi frenanti, kit, progettazione, assistenza tecnica e ricambi…

Record del Mondo di Autonomia di una bicicletta elettrica ad elevate prestazioni studiata e prototipata in partnership con Ralph DTE

“580 km con una sola carica”

Progettazione e installazione IMPIANTI ENERGETICI stand alone con sistemi d’accumulo

Espressamente dedicati per uso residenziale, commerciale, imbarcazioni, veicoli ricreativi, veicoli speciali, mezzi pesanti, fuoristrada e le applicazioni più disparate…

LABORATORI di Ingegneria dedicati:

Energetica, Tecnica del Freddo, Meccatronica, Materiali e Lavorazioni Meccaniche, Motori a combustione interna, Motori Elettrici, Prototipazione…

Aperti soprattutto durante le ferie : )

Sito web: www.berardi-store.eu
Contatti: www.berardi-store.eu/contattaci.html

Che cos’è un vettore energetico?

Rubrica: Che cos’è?

Titolo o argomento: Vettore energetico e fonte energetica primaria

Cosa distingue una fonte primaria di energia da un vettore energetico? Energia solare, energia eolica, energia potenziale gravitazionale (posseduta da una certa massa d’acqua ad una determinata quota altimetrica), energia nucleare, energia delle biomasse, gas naturale, petrolio grezzo, legno, carbone, moti ondosi, vento e geotermico sono esempi di fonti primarie di energia. Essi, infatti, sono direttamente utilizzabili appena raccolti.

Un vettore energetico è una sostanza o un fenomeno che può essere utilizzato per produrre lavoro meccanico o calore, o ancora per operare processi chimici o fisici (ISO 13600). Si tratta di un sistema o di una sostanza che contiene energia che può essere convertita ed utilizzata in un secondo momento e in un altro luogo*. Si parla di vettore e non di fonte energetica tutte le volte che il composto a cui ci si sta riferendo deve essere prodotto e raccolto a partire da una forma di energia precedente. L’elettricità (ricavata ad esempio dal sole, o da una centrale idroelettrica, ecc), l’idrogeno (ricavato dall’acqua o da fonti fossili) , le molle, le batterie (caricate ad esempio da un pannello fotovoltaico o dalla rete elettrica domestica), i condensatori, l’aria compressa, l’arginamento dell’acqua (ottenuto mediante dighe), i prodotti petroliferi (la benzina, il GPL -gas di petrolio liquefatto-, il gasolio, sono ricavati dal petrolio grezzo) sono “vettori energetici”.

E’ opportuno ricordare però che carbone, petrolio, legno, gas naturale, moti ondosi, vento, geotermico, derivano da un’unica fonte di energia primaria: il sole. Ma, come abbiamo detto nell’articolo inerente le caratteristiche dell’idrogeno, il sole è formato, per oltre il 70% della sua massa, da idrogeno. Questo significa che un domani potremmo affermare di ricavare idrogeno dall’idrogeno perchè ad esempio lo produrremo sfruttando l’energia solare.

*Questa definizione può trarre in inganno e far pensare al legno ed al carbone (per esempio) come a vettori energetici. Sono gradite correzioni in merito, per migliorare questo articolo, da lettori preparati ed esperti in materia. Grazie.

 vettore_energetico_fonti_primarie.jpg

Vi raccontiamo l’idrogeno

Rubrica: Energia
Titolo o argomento: L’atomo responsabile della vita è il più semplice della tavola degli elementi

L’atomo più “chiacchierato” degli ultimi anni, specie per problematiche legate all’autotrazione ed all’abbattimento delle emissioni inquinanti, è senza dubbio l’idrogeno. Si tratta del primo atomo della tavola degli elementi, il più semplice ed allo stesso tempo il più importante, l’atomo responsabile della vita sul nostro pianeta. Il sole ne è costituito per il 74% della massa e per oltre il 90% del volume. Fonti di energia come il carbone, il petrolio, il metano, i moti ondosi, il vento ed il geotermico, sono fonti energetiche che derivano da una fonte primaria imprescindibile: il sole (e quindi dall’idrogeno). Vediamo nel dettaglio le sue caratteristiche:

Simbolo: H

Numero atomico: 1. Il numero atomico è il numero di protoni di cui è costituito l’atomo

Peso atomico: 1. Unità di misura arbitraria adottata per non utilizzare il “grammo” considerato oltremodo scomodo per misure così piccole. Per fare altri esempi di chiarimento, l’azoto ha un peso atomico pari a circa 14, l’ossigeno pari a circa 16, l’alluminio pari a circa 27, il ferro pari a circa 56, il piombo pari a circa 207.

Numero di elettroni: 1.

Configurazione elettronica: 1s’. Questa terminologia, apparentemente incomprensibile, sta a significare che nell’orbitale 1s vi è un elettrone. L’orbitale 1s è la prima regione di spazio, situata attorno al nucleo, sulla quale è presente, in questo caso, l’unico elettrone dell’atomo di idrogeno. Se si fosse trattato dell’elio, nella medesima regione avremmo trovato 2 elettroni e la configurazione elettronica sarebbe stata: 1s2.

Tipologia: non metallo. Possiamo distinguere gli atomi tra: metalli, non metalli, semimetalli. Un gas ad esempio è un non metallo, vedi ad esempio: ossigeno, azoto, elio, idrogeno. Atomi come ad esempio boro e silicio sono semimetalli; atomi come palladio, cadmio, platino, molibdeno, potassio, ferro, alluminio, sono metalli.

Proprietà acido basiche: ossido anfotero, ossia un ossido che può maniferstare sia un comportamento acido che basico.

Punto di ebollizione: -255,77°C. Ovvero il valore di temperatura e pressione (generalmente pressione atmosferica) alla quale coesistono la fase liquida e la fase aeriforme di una sostanza.

Punto di fusione: -259,2°C. Ovvero il valore di temperatura e pressione (generalmente pressione atmosferica) alla quale coesistono la fase solida e la fase liquida in equilibrio termodinamico, cioè senza che vi sia transizione fra le due fasi.

Raggio atomico: 0,32 Å. Si misura in ångstrom ovvero 1 x 10-10 metri. Il raggio (apparente) di un atomo, convenzionalmente, è pari alla metà della distanza minima di avvicinamento tra due atomi della stessa specie.

Numero di ossidazione: 1. Numero di elettroni cedibili o acquisibili “virtualmente” durante la formazione di un composto.

Energia di ionizzazione: 313 (kcal/g) mole. Misura sperimentale del lavoro necessario per strappare un elettrone dall’atomo neuto o da un atomo già ionizzato.

Elettronegatività (secondo Pauling): 2,1. La tendenza ad acquistare elettroni (più elevata nei non metalli).

Temperatura di autoaccensione: 500°C c.a. in aria con 21% di O2.

Entalpia di combustione: –286 kJ/mol.

Reazione di combustione con l’aria: 2 H2(g) + O2(g) → 2 H2O(l) + 572 kJ/mol.

Infiammabilità: elevata. Brucia in aria a concentrazioni da 4 a 75 parti di idrogeno su 100 parti d’aria. Brucia in atmosfera di cloro a concentrazioni da 5 a 95%.

Utilizzo: nella produzione di ammoniaca, nell’idrogenazione degli oli vegetali, in aeronautica, in qualità di combustibile alternativo, come riserva di energia nelle pile (o celle) a combustibile.

L’idrogeno allo stato elementare lo troviamo nella forma di molecola biatomica: “H2”. Tale molecola, a pressione atmosferica e temperatura ambiente (298K), si presenta come un gas incolore, inodore, altamente infiammabile. L’idrogeno è l’elemento più abbondante di tutto l’universo conosciuto (si trova nell’acqua, nei composti organici e negli organismi viventi). Nonostante ciò sulla terra è scarsamente presente nella forma libera e non è assolutamente facile da produrre. Per assurdo il modo più semplice di produrre l’idrogeno è attraverso il petrolio o altri combustibili fossili. Circa il 97% dell’idrogeno prodotto deriva dai combustibili fossili, tale processo porta all’emissione di elevate quantità di CO2 dannose per il pianeta in quanto favoriscono l’effetto serra. L’altro 3% di idrogeno prodotto proviene dall’elettrolisi dell’acqua. Per essere considerato (ad esempio) un carburante “pulito” è necessario valutare “come viene prodotto” e quindi quanta CO2 viene emessa per produrlo. Per essere considerato vantaggioso invece è necessario effettuare un bilancio della spesa (energetica) sostenuta per produrlo e dell’energia che se ne ricava. La scienza sta facendo enormi passi avanti per produrre l’idrogeno a basso costo ed in maniera realmente pulita grazie a microrganismi come batteri rossi, cianobatteri e microalghe.

Potrebbe interessarti leggere l’articolo: I numeri dell’idrogeno.

 atomo_idrogeno.jpg

Realizzare da soli il proprio brevetto. Ecco il perchè.

Rubrica: Sogni il tuo brevetto?
Titolo o argomento: Realizzare il proprio brevetto autonomamente per essere competitivi da subito

Siamo un popolo che nel mondo è definito “di mente creativa”. Non mancano mai da noi idee, metodi, soluzioni, invenzioni, tecniche. Nonostante tutto è opportuno sottolineare che solo una minima parte delle tante idee e brevetti proposti, ha una reale utilità e possibilità di diffusione sui mercati di tutto il mondo. Questo perchè, spesso, chi brevetta un’idea non ha una preparazione tecnica tale da poterne valutare la reale efficacia ed utilità. Altre volte un’idea valida non viene realizzata correttamente perchè non si hanno al seguito tecnici preparati. Ciò accade soprattutto per mancanza di fiducia in quanto si teme che qualche furbacchione copi l’idea migliorandola ed avendo successo facile al posto nostro.

E’ bene sapere che, anche coprendo la vostra idea con un brevetto, non siete comunque blindati al sicuro come vorreste. Anzi, diverse volte si verifica un fenomeno alquanto spiacevole. Coprite la vostra idea con un brevetto (o più di uno) magari in Europa, in Cina, in India, negli Stati Uniti; investite una fortuna ogni anno ma sapete bene che questo non può durare a lungo. Sperate di “piazzare” la vostra idea il prima possibile (magari in un anno) ma tutte le risposte sono picche. Poi un bel giorno terminate il rinnovo del vostro brevetto e, magicamente, dopo sole poche settimane la vostra idea è in commercio ad opera di altri. In simili casi lo sconforto e la perdita di fiducia (oltre che di denaro) è massima. Allora come comportarsi?

In un mondo che ormai offre strumenti di ogni genere, e dimensione, per competere non sarebbe una cattiva idea produrre da soli la propria idea. Strumenti che una volta erano a disposizione solo di grandi aziende, oggi sono a disposizione di tutti. Avete bisogno di farvi realizzare uno stampo? C’è l’azienda che offre tale servizio al privato o al libero professionista, all’ingegnere, al tecnico, ecc. Avete bisogno di un prototipo? Navigate su internet e scoprite centinaia di aziende in grado di effettuare lavori di prototipazione rapida per voi. Avete bisogno di materia prima? Il mondo è a vostra disposizione.

Trovate dei validi legali e accordatevi con chi può realizzare ogni singola parte del vostro progetto dopodiché… mettetela in commercio. Realizzate un sito web anche di sole 5 pagine purché tecnicamente ben progettato, visibile e facile da visitare. Scoprirete che quello che avreste speso in tanti anni di copertura del brevetto potrebbe essere di gran lunga superiore a quello che vi è costato realizzare e distribuire autonomamente la vostra idea. Ovviamente copritela comunque con ogni brevetto necessario ma cercate di andare in positivo, o quantomeno al pari, entro un paio d’anni. Una volta che sarete presenti sul mercato, potreste andare incontro a piacevoli sorprese.

Eh già perchè quando siete un’idea, siete abbattibili, sostituibili, talvolta completamente neutri. Ma quando siete una realtà (a patto ovviamente che la vostra idea sia realmente valida, utile, vantaggiosa e logica da un punto di vista tecnico e della sua funzione), quando siete in crescita, quando iniziate ad essere percepiti da chi vi circonda, qualcuno un giorno potrebbe contattarvi per proporvi accordi, collaborazioni o per acquistare il vostro brevetto. Ma questo, se accadrà, sarà accaduto perchè vi sarete mossi per primi.

Prototipazione rapida

Nuove tecnologie. Sono sempre migliori?

Assolutamente non è detto. Molti dei prodotti presentati come “innovativi” presentano lati piuttosto svantaggiosi. Di seguito alcuni esempi inerenti prodotti di larga diffusione.

Bici

La bicicletta rappresenta il mezzo di spostamento semplice per eccellenza. Quello che non si rompe mai, che funziona sempre, che ti permette di andare dappertutto, che dura decine di anni e che, quando proprio dice basta, si ripara con costi contenuti. Negli ultimi anni però abbiamo assistito ad una importante diffusione di biciclette per uso non agonistico (utilizzate per semplici scampagnate se non addirittura su strada) le quali ereditano componenti derivate dalle corse. Troviamo sulle strade di tutti i giorni mountain bike biammortizzate, dotate di forcella idraulica e freni a disco. L’elenco dei problemi di tali biciclette è notevole.
In più di un caso, ci si sente dire al momento dell’acquisto che bisogna riportare la bici in negozio per i tagliandi altrimenti decade la garanzia (stiamo sempre parlando di una bicicletta giusto?). Dopo un arco di tempo piuttosto limitato si deve intervenire per sostituire i paraoli della forcella perchè lasciano trafilare l’olio e si perdono le prestazioni desiderate e, spesso, mai sfruttate del prodotto. Ci si ritrova a portare la bici dal tecnico per sostituire le pasticche perchè si ha il timore di andare incontro ad un’operazione troppo complessa e, nell’uso semplice stradale o soft-campagnolo, non si avverte una frenata ottimale in quanto pasticche e dischi non riescono ad andare in temperatura con andature tranquille. Insomma, in soldoni, ci si può benissimo rendere conto che un freno di tipo V-Brake, già ottimale nelle competizioni, rappresenta realmente il top anche su strada. Ci si può rendere conto che una forcella ad elastomeri, per un uso da normale ciclista, è praticamente indistruttibile e longeva senza manutenzione alcuna. Ci si può rendere conto del fatto che il discorso del decadimento di garanzia, su una bicicletta, è assurdo e che è molto piacevole durante il weekend, avere un rapporto di pura passione con il proprio mezzo e curarlo senza timore di andare incontro a sciocchi decadimenti di garanzia.

A meno che tu non sia un ciclista di down-hill o cross-country (agonista o anche solo fortemente appassionato), potresti accontentarti di freni v-brake, telaio monoammortizzato e forcella ad elastomeri. Oltre a non avere praticamente “mai” bisogno di manutenzione, ridurrai il rischio di problemi e non vi sarà bisogno alcuno di tagliandi salva-garanzia.

Motori

Passiamo ai motori? Di recente è diventato davvero facile trovare motori con cilindrate modeste, se non ridotte, e potenze notevoli. Poco male se si considera che i sistemi di alimentazione (aspirazione, iniezione, elettronica) e accensione sono stati migliorati ed evoluti per ridurre i consumi e le conseguenti emissioni inquinanti. Malissimo, invece, se solo si considera che, molti di questi veicoli dei quali non farò nomi, sono dotati di organi meccanici sottodimensionati e con ridotti coefficienti di sicurezza. I monoblocchi sono esili, altrettanto si può dire dei cappelli di biella e di banco e delle relative viti, molti alberi motore delle versioni top di gamma sono realizzati con lo stesso dimensionamento e gli stessi materiali del modello con la potenza più contenuta. Stesso dicasi per cambi e frizioni. Risultato? Il motore deve essere sempre perfettamente a punto e trattato con la massima cura durante l’utilizzo a freddo e a caldo. Inoltre le sue prestazioni massime possono essere richieste solo durante precisi e limitati intervalli di tempo ed in precise condizioni d’utilizzo. Pena l’usura precoce di diversi organi e la facile rottura degli stessi in caso di imprevisti. Spesso si pensa di avere il massimo della tecnologia sotto il sedere e invece si dispone di un mezzo che è sì prestante, ma molto, molto fragile. Come del resto accade nelle corse. Ciò ovviamente si traduce in un obbligo di sostituzione più frequente del proprio veicolo.

Quando acquisti la nuova auto potrebbe non essere una cattiva idea acquistare il modello con la cilindrata intermedia e la minore potenza erogata. Questo aumenterà la longevità del tuo veicolo perdendo prestazioni di cui in fondo, su strada, non hai bisogno. Per la pista puoi puntare su potenze specifiche di ogni livello dato che gli interventi di manutenzione sono più frequenti e ragionati in tutt’altra maniera.

Elettronica

E l’elettronica? Grazie alle tecnologie sempre più avanzate e “microscopiche”, o meglio, nanometriche, è possibile aumentare le prestazioni dell’hardware di un computer. La prestazione desiderata viene senza ombra di dubbio raggiunta ma, molti ignorano, vi è un prezzo elevato da pagare. Non tanto all’acquisto del vostro nuovo supercomputer, quanto più durante l’utilizzo, o un’assistenza, o un upgrade che si può rivelare fatale. Un tecnico con il quale ho parlato di recente,  mi ha raccontato della frequenza con cui si possono danneggiare le microscopiche piste delle schede elettroniche. E’ sufficiente un brutto scherzo da parte delle “scariche elettrostatiche”. E’ sufficiente non indossare gli appositi braccialetti antistatici durante l’assistenza. E’ sufficiente deumidificare eccessivamente la stanza dove si trova il computer (l’aria secca infatti permette un movimento molto agevolato delle cariche elettrostatiche). E’ sufficiente un’inezia e il computer “super-plus-ultra”, acquistato anche solo il giorno prima, può danneggiarsi seriamente. Tanto più le geometrie delle componenti elettroniche sono ridotte, tanto maggiore è il fenomeno. Se si considera che si progettano sistemi operativi e software che in gergo definiamo sempre più “pesanti” e si deve, per forza di cose, adeguare l’hardware, ne viene da sé che ce le andiamo praticamente a cercare. Nella stragrande maggioranza dei casi, poi, il software di ultima generazione non siamo nemmeno in grado di sfruttarlo a pieno e, i guadagni ottenuti, non giustificano le spese sostenute.

Non sarebbe male provare un sistema operativo “free” ed i relativi software “free”. Puoi scoprire un mondo gratuito che allunga gli intervalli di sostituzione del tuo hardware con altro più prestante.

Conclusioni

In tutto questo, cosa sbagliano le case produttrici di prodotti hi-tech? Nulla (o quasi). Per sopravvivere in una giungla chiamata “mercato” è necessario produrre ciò che il cliente desidera acquistare. Ognuno di noi è anche un cliente ed ognuno di noi, in fondo in fondo, desidera sempre di più, continui miglioramenti, numeri più grandi, prestazioni più esasperate… anche quando questo non ha poi molto senso. Chi produce qualcosa per noi, semplicemente, lo fa con l’intento di saziare una fame inesauribile e spesso irrazionale.

Ricorda comunque che, generalmente, ciò che offre prestazioni al top spesso esasperate, ha una vita limitata o un bisogno di cure e attenzioni continue, costanti se non addirittura maniacali. Se il tuo obiettivo è testare, scoprire, gustare… può starci. Se il tuo obiettivo è fare un acquisto e non pensarci più, ricordati questo articolo 🙂

innovazione_tecnologica.jpg

A prestazioni sopra la media corrispondono cure, attenzioni ed impegni sopra la media

Una pompa del gasolio da 2500 euro

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili
Titolo o argomento: Una pompa del gasolio da 2500 euro*

Domanda di un nostro lettore
La mia auto diesel si è fermata all’improvviso e non è più ripartita. In officina mi hanno preventivato una spesa di oltre 2500 Euro (esclusa la manodopera) per una nuova pompa (Bosch VP44 – Bosch VR4) ma mi sembra una spesa esagerata. Avete consigli utili in merito?

La nostra risposta
Una pompa di iniezione del gasolio Bosch del tipo VP44 o VR4, se acquistata nuova presso i centri di distribuzione autorizzati Bosch**, ha un prezzo di circa 2900,00 Euro più iva. Se la si acquista ricondizionata dalla stessa Bosch, ha un prezzo di circa 2500 Euro più iva. Le officine meccaniche, i pompisti e gli elettrauti ovviamente ottengono uno sconto sui prezzi sopra indicati. Il costo elevato di tale prodotto è dato dal fatto che si tratta di una particolare pompa rotativa venduta per un breve periodo a cavallo tra l’era delle vecchie obsolete pompe del gasolio e le moderne pompe dei sistemi common rail. Si tratta quindi di una pompa piuttosto complessa la quale, seppur prodotta per un breve periodo, è stata montata su un gran numero di marche e modelli di automobili.

Il problema di un preventivo così alto per il componente, non è tanto se sia veritiero o meno in quanto, come indicato poco sopra, la pompa ha realmente costi molto alti. Il problema principale, invece, sta nel fatto che solo in rari casi è realmente necessario sostituire l’intera pompa. Nella stragrande maggioranza dei casi infatti si tratta semplicemente di sostituire alcune delle componenti, di cui è composta la pompa, che possono essersi logorate.

Solitamente tali pompe del gasolio manifestano improvvisi guasti elettronici che riguardano la centralina posta sopra la pompa stessa. Sebbene il danno sia in realtà di pochi centesimi di euro, lavorare sulla scheda elettronica, testarla, sostituire il componente danneggiato applicandolo correttamente e testare la pompa con la centralina revisionata al banco prova, non è un’operazione alla portata di tutti. Ma non solo. Una volta smontata la pompa conviene controllare anche diversi organi meccanici tra i quali: il cuscinetto, il pistone dell’anticipo, gli elementi di tenuta ed i paraoli…

Ricambi pompa iniezione gasolio Bosch VP44 VR4

Componenti sostituite su una pompa Bosch VP44 (vedi fig. più in basso).
Sono stati sostituiti: centralina elettronica pompa con relativi sensori,
sensore posizione albero, pistone anticipo, cuscinetto, or e paraoli.

L’operazione più conveniente consiste nel recarsi presso un pompista autorizzato Bosch che disponga del computer (Bosch) collegabile direttamente alla pompa di iniezione del gasolio. In tal modo è possibile verificare in modo sicuro se la vettura non si avvia più per un problema legato all’elettronica della pompa del gasolio. Collegare il computer alle prese di diagnosi può non dare le informazioni desiderate.

Una volta assodata la natura del problema elettronico, si procede allo smontaggio della pompa dal motore (operazione decisamente complessa che va fatta eseguire solo a meccanici realmente esperti e minuziosi), alla sostituzione della centralina elettronica con una nuova o ricondizionata (preferibilmente acquistata dal vostro meccanico presso i centri di distribuzione autorizzati Bosch ad un prezzo di circa 400 euro per la ricondizionata e di circa 500 euro per la centralina completamente nuova), alla sostituzione degli organi meccanici che evidenziano stati di affaticamento ed alla taratura della nuova centralina (installata sulla pompa) tramite un apposito banco prova. Il costo di tali componenti è di qualche centinaio d’euro ma non va dimenticato che nel conto ci sarà anche la manodopera del montaggio/smontaggio pompa e della taratura della nuova elettronica che va obbligatoriamente settata sulla vostra specifica pompa in quanto non è uguale per tutti e tiene conto dello stato di usura degli organi e del reale funzionamento. Fattori che variano di caso in caso.

Pompa iniezione gasolio Bosch VP44 VR4

Una pompa Bosch VP44 revisionata in ogni sua parte e pronta per essere rimontata

*Questo articolo segue dall’articolo: “Una pompa del gasolio da 1500 euro”.
**Centri che forniscono esclusivamente officine meccaniche, pompisti ed elettrauti.

Gruppi frigoriferi Dometic Waeco per barche e yacht – Berardi Store

Berardi Store

BerardiStore

Vendita Assistenza Ricambi Installazione
prodotti
Electrolux Dometic Waeco DEFA
per la CASA, il CAMPER, la NAUTICA e per applicazioni PROFESSIONALI

E ancora:
Condaria, Cruisair, Marine Air Systems, Sealand
Cramer, Mobicool, Origo, Smev
AEG, Grand Cuisine, Frigidaire, Rex, Zanussi, Zoppas
LOFRA, ITEM…

Elettronica Meccatronica Elettrodomestici Utility Hi Tech
per la Casa, il Camper, la Nautica
e
Professional per i settori indicati di seguito:

Alberghiero, ristorazione e catering
(frigoriferi, cantine vini, armadi climatizzati, frigo container…)

Automotive & Automotive alternativo
(sensori di parcheggio, impianti telecamere di retromarcia, sistemi di cruise control, sistemi di preriscaldamento dei motori e degli abitacoli… prototipi di biciclette elettriche, moto elettriche, Formula SAE elettriche ed ibride…)
Veicoli speciali
(allestimento fuoristrada, furgoni, camion, moto per impieghi speciali
e per attraversare il mondo dal deserto a Caponord)
Stazioni di ricarica Aria Condizionata
(per autoveicoli, bus, veicoli su rotaia, elicotteri)
Elettronica, Meccatronica, Robotica, Automazione
(costruzione di dispositivi personalizzati per le più svariate esigenze)
Energie rinnovabili
(produzione, accumulo e gestione dell’energia)
Carpenteria metallica e lignea
(costruzione di supporti e dispositivi personalizzati per laboratori e attività professionali)
Biomedicale
(refrigerazione e trasporto campioni biologici)
Tempo libero e avventura
(tutti gli accessori di cui hai bisogno per viaggiare…)
Trasporti via terra, via mare e trasporti speciali
(dispositivi elettronici per veicoli commerciali, veicoli industriali, veicoli militari, veicoli di soccorso…)
Residenziale
(tecnologie per le abitazioni del futuro)

Servizio Vendita Assistenza Ricambi Installazione equipaggiamenti,
accessori, elettrodomestici, elettronica ed utility
per caravan, motorhome, camper barche, moto…

Frigoriferi trivalenti ad assorbimento, climatizzatori, generatori, inverter, gruppi frigoriferi, kit fotovoltaici, eBike professionali, accessori di ogni genere…

Costruzione di BICICLETTE ELETTRICHE su misura per il cliente
(eBike a basso costo ed elevata autonomia, fino a eBike
ad elevatissime prestazioni per impieghi speciali)

Motori, gestione elettronica, pacchi batterie, strumenti, accessori, componentistica, sistemi frenanti, kit, progettazione, assistenza tecnica e ricambi…

Record del Mondo di Autonomia di una bicicletta elettrica ad elevate prestazioni studiata e prototipata in partnership con Ralph DTE

“580 km con una sola carica”

Progettazione e installazione IMPIANTI ENERGETICI stand alone con sistemi d’accumulo

Espressamente dedicati per uso residenziale, commerciale, imbarcazioni, veicoli ricreativi, veicoli speciali, mezzi pesanti, fuoristrada e le applicazioni più disparate…

LABORATORI di Ingegneria dedicati:

Energetica, Tecnica del Freddo, Meccatronica, Materiali e Lavorazioni Meccaniche, Motori a combustione interna, Motori Elettrici, Prototipazione…

Aperti soprattutto durante le ferie : )

Sito web: www.berardi-store.eu
Contatti: www.berardi-store.eu/contattaci.html

Differenze. Dalle leggi della natura al denaro.


Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Il denaro e le leggi della natura

Con un po’ di fantasia ho voluto mettere in relazione alcuni “meccanismi” fondamentali della natura (ed i loro reciproci ottenuti con soluzioni realizzate dall’uomo che rispettano ovviamente le medesime leggi fisiche) con i meccanismi cui è soggetto il denaro. Certo il denaro non fa parte della natura e non segue leggi fisiche ma, in questo breve articolo, ho voluto “fantasiosamente” proporre una relazione in cui ipotizzo il denaro esserne parte. Solo per un istante, solo per stuzzicare la vostra mente razionale e la vostra fantasia.

Differenza di potenziale: corrente elettrica

La tensione elettrica è la causa fisica che spinge le cariche elettriche a passare da un punto a più alta energia potenziale verso un punto ad energia potenziale più bassa. Questo movimento genera una corrente elettrica. Tra i due punti deve ovviamente essere interposto del materiale conduttore di elettricità.

Se però desideriamo ad esempio ricaricare una batteria (ovviamente di tipo ricaricabile), ciò è possibile forzando una corrente elettrica attraverso la batteria stessa. Il tutto ovviamente può avvenire solo con una spesa energetica.

Differenza di pressione: fluidi

Un fluido si muove spontaneamente da una zona a pressione più elevata ad un’altra a pressione più bassa. Come è ormai risaputo quando vi è l’alta pressione vi è bel tempo ma quando questa si abbassa si formano “automaticamente” venti e perturbazioni. Altro chiaro esempio può essere rappresentato da fluidi quali ad esempio i gas combusti di un motore. Essi tendono a fluire spontaneamente verso lo scarico (una volta aperta la relativa valvola) perchè in questo vi è una pressione più bassa.

Se però desideriamo spingere un fluido da un sistema a bassa pressione verso uno ad alta pressione questo è possibile spendendo del lavoro. E’ il caso ad esempio di un comunissimo compressore da officina. Con una spesa energetica per alimentare il motore del compressore, l’aria viene aspirata dall’ambiente e spinta all’interno di un serbatoio dove la pressione può essere incrementata di un tot e dove una valvola di non ritorno provvede ad impedire la naturale fuoriuscita dell’aria appena accumulata e compressa.

Differenza di altezza: caduta corpi

Un corpo cade spontaneamente dall’alto verso il basso. Possiamo mettere anche un solo grammo di un dato materiale ad una qualsiasi altezza e, ovviamente, questo andrà giù grazie alla forza di gravità senza che noi siamo costretti a spendere lavoro.

Per riportarlo alla precedente altezza però sarà necessario che qualcuno compia un lavoro.

Differenza di temperatura: temperatura e calore

Il calore si trasferisce spontaneamente da un corpo a temperatura più alta ad uno a temperatura più bassa. Non vedrete mai la vostra bibita preferita raffreddarsi al sole, al contrario diventerà rovente.

Tuttavia, anche in questo caso, spendendo del lavoro, è possibile raffreddare una bibita: è il caso del ciclo frigorifero. Nelle macchine frigorifere (macchine operatrici) del calore viene ricevuto ad una temperatura inferiore e viene portato ad una temperatura superiore alla quale viene restituito unitamente al lavoro speso.

Differenza di capitali e cicli inversi

Visti tali concetti fisici, con un po’ di fantasia, si può supporre che il denaro potrebbe fluire in modo “naturale” da casse più grandi verso casse più piccole colmando dei buchi, dei vuoti, delle mancanze, laddove realmente necessario. Ovviamente così non è.

E’ possibile infatti dar luogo a cicli i quali, a scapito di una spesa di lavoro più o meno grande, permettono di ottenere effetti inversi a quelli naturali. Tornando alla fisica possiamo accomunare il ciclo che subisce il denaro, al ciclo frigorifero, o al lavoro speso per caricare un compressore da officina o una batteria. Quanto lavoro si spende oggi affinché il denaro si muova così?

 cubetto_ghiaccio.jpg

Il calore si muove spontaneamente da un sistema a temperatura più alta ad uno a temperatura più bassa. Non vedrete mai la vostra bibita preferita raffreddarsi al sole, al contrario diventerà rovente. Anche il denaro potrebbe fluire da casse a più alto contenuto verso casse a minor contenuto (perlomeno quando realmente necessario). Ovviamente così non è; tramite una spesa di lavoro è possibile ottenere l’esatto opposto.

Un esempio di applicazione della metodologia DoE

Rubrica: Metodologie della progettazione meccanica
Titolo o argomento: Esempio di applicazione della metodologia DoE – Caratterizzazione di schiume di alluminio come assorbitori d’urto

Indipendentemente dai dati strettamente legati all’esempio, questo viene riportato per concretizzare il concetto di “metodologia DoE” espresso nell’articolo: Metodologia DoE – Design of Experiment.

Per intenderci gli assorbitori d’urto frontale sono quei componenti il cui compito è assorbire un urto deformandosi (formazione di cerniere plastiche negli elementi scatolati) o sfaldandosi (elementi in composito). Si tratta di componenti largamente utilizzati ad esempio nell’industria automobilistica per migliorare la sicurezza passiva di un veicolo.

Dalla curva Carico-Spostamento (rappresentata poco più in basso), oltre a rilevare il comportamento dell’assorbitore d’urto, si ricava l’energia assorbita tramite una semplice operazione di integrazione. La prova si pone di scoprire se le schiume di alluminio (materiali cellulari), iniettate dentro l’assorbitore d’urto, sono in grado di rendere la deformazione plastica graduale e quindi stabile nel comportamento.

diagramma_carico_spostamento_500px.jpg

Attraverso l’applicazione della metodologia DoE si investiga in primo luogo sugli effetti della densità in relazione alla capacità di assorbimento; in secondo luogo si cerca di comprendere il ruolo della schiuma come riempitivo di profilati. Si realizza pertanto un “piano degli esperimenti” come quello rappresentato nella tabella di seguito. Un simile piano è detto fattoriale. Più esattamente, in questo caso,  ci troviamo davanti ad un piano fattoriale di 2k prove, ovvero un piano a 2 livelli e k fattori. I fattori sono le variabili in ingresso (in questo caso: spessore, densità) mentre i 2 livelli possono essere interpretati come segue: il provino “tubo + schiuma” da 2 mm può avere densità 600 kg/m^3 oppure densità 900 kg/m^3. Stesso dicasi per lo spessore da 3 mm. Ciò significa che ciascuno dei due fattori ha 2 livelli. Pertanto un piano fattoriale 22 consisterà in 4 prove da eseguire per gestire tutte le combinazioni possibili dei livelli dei fattori.

esempio_piano_esperimenti_metodologia_doe.jpg

Le prove del piano A forniranno interessanti dati sull’effetto della densità e dello spessore in relazione alla capacità d’assorbimento dei provini composti e la possibile interazione tra lo spessore del tubo e la densità. Le prove del piano B permetteranno di valutare come la schiuma influenzi la risposta del tubo. Il risultato dell’analisi dei dati di questo esempio permetterà di scoprire che la schiuma iniettata nel tubo consente di aumentare notevolmente l’energia assorbita, inoltre non vi è alcuna interazione tra la densità e lo spessore del tubo.

Maggiori informazioni:
Sito web dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
Sito web dell’Università degli Studi di Padova
Sito web www.qualitastatistica.it