La continua lotta contro il sistema Italia: La sanità

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Risolvere i problemi dell’Italia da soli

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La sanità

Mia nonna dispone di una interessante gamma di acciacchi dovuti all’età, a dire il vero mia nonna rappresenta un vero e proprio caso di studio utile per la medicina (ma snobbato -gulp!- da diversi medici) in quanto, a lei, non si cariano i denti qualunque cibo mangi e anche in totale assenza di pulizia dentale giornaliera. I denti le restano bianchi e puliti in ogni caso. Li ha tutti a 84 anni belli come a 20, nessuna carie, nessun dente traballante, nessun danno. Lei ci apre persino le bottiglie con i tappi metallici (a me fa rabbrividire). Come è possibile, dopo oltre 80 anni, non si sa e nessuno sembra volerlo sapere/studiare (questo per me è un vero mistero della vita persino superiore al chi siamo, da dove veniamo e quando finirà realmente il petrolio…). Ma non solo. Mia nonna, a seguito dei disservizi che conosciamo tutti, è divenuta un caso di studio persino per me* che, proprio a seguito delle incombenti necessità per assisterla, sono potuto risalire alla causa (con tanto di prove scritte confermate dal medico e dalle case farmaceutiche) di alcuni suoi acciacchi. Insomma mia nonna, potremmo persino dire, sta benone, o meglio è di ottima costituzione, resistente agli urti della vita come un blocco di ghisa ma, superato un certo punto ha fatto crak (sempre perchè a tutto c’è un limite).

Il problema economico-sociale che vede al centro del discorso mia nonna, così come i nonni della maggior parte degli italiani, è che la pensione che ha non è assolutamente sufficiente né per vivere, né per coprire l’assistenza a casa, né tantomeno per acquistare parte del materiale di consumo necessario alla sua cura e che lo stato le passa solo in misura ridotta pressappoco del 50% rispetto alle reali necessità. Ancora peggio il discorso dell’assistenza a casa che, viene fornita dallo stato, solo per un’ora al giorno, sei giorni la settimana. Ne segue che la mia famiglia deve provvedere “con il proprio reddito” a sostenere le spese per l’assistenza, per il materiale di consumo, per le bollette, per la spesa e tutto l’occorrente. Ma, cosa ancor più preziosa, deve provvedere con il proprio tempo. Nessuna persona di buon senso che nutra dei sentimenti si sottrarrebbe a questo impegno, è ovvio. Però se considerate che poi i miei genitori non riescono a lavorare come potrebbero (con le enormi conseguenze che ciò comporta specie in connubio con la crisi economica, la pressione fiscale e la drastica riduzione della qualità della vita), sono esausti e abbattuti da una realtà che si spaccia per democratica e chiede, chiede, chiede, ti controlla, ti sollecita, ti priva e poi, quando c’è da dare, si assenta… ebbene immaginate quindi come poteva andare a finire?

*Che non mi sostituirei mai al parere di un medico preparato, non mi permetterei mai in virtù della coerenza e del rispetto verso le professioni.

Esempi di risposte logiche

Subentro io per fornire tutto quanto è nelle mie possibilità al fine di vedere i miei genitori e mia nonna stare al meglio. Ma questo nuovamente va a scapito della mia (nostra) esistenza, del mio ruolo nella società, dei miei studi, delle mie ricerche. Tutto rallenta e diventa distante con un effetto molto simile a quando muovete una telecamera in avanti zoomando indietro, voi avanzate ma tutto si allontana.

Quello che ho potuto fare io è stato capire le cause che hanno portato mia nonna nelle sue condizioni e sottrarle dalla mia (nostra) vita: dallo stile alimentare, alle abitudini giornaliere, dalle sollecitazioni cui è sottoposta quotidianamente la nostra mente fino al controllo del tipo di farmaci assunti ed i relativi dosaggi. Quest’ultimo punto è molto delicato in quanto siamo abituati a fidarci ciecamente di ciò che viene scritto su un foglio di carta e non abbiamo gli strumenti per verificare se quanto scritto è corretto. Spesso un certo tipo di medici nemmeno informa esaurientemente paziente e familiari circa le reali problematiche ed uno dei motivi, acquisito in seguito ad una mia interrogazione mirata, è che diversi medici lo ritengono inutile vista l’ignoranza in materia di chi si presenta a loro. Anche in tal caso posso (in parte) capire.

Guarda caso però, per una volta che sono voluto andare oltre è venuto fuori che 6 anni fa a mia nonna è stata prescritta una dose doppia (rispetto al massimo consentito indicato dalle principali case farmaceutiche di marchi noti e di farmaci equivalenti) di un preciso farmaco il quale, dopo 5 anni di esubero ha fatto consistenti danni. Se sei anni fa io avessi semplicemente letto il foglio di carta bianco, andando a verificare le confezioni di ogni singolo farmaco e le avvertenze all’interno, avrei evitato questa grave conseguenza (o parte di essa, visto che non si può integralmente dimostrare a rigore scientifico) così come sono riuscito poi ad evitarla al suo compagno che ora, proprio grazie a questo, sta benone in direzione 100 anni (e per benone intendo che porta a spasso il cane, va in bicicletta, fa i suoi giretti spesso al parco, zappa persino la terra gratis per puro gusto personale e, over the top, è lui che aiuta i vicini quando ne hanno necessità.

Non date mai nulla per scontato, imparate a leggere, subito dopo a studiare, a ragionare e, prima di andare a prendervela con qualcuno, verificare che quanto avete tratto sia corretto. Nessun medico mi ha potuto mai dare del saccente o dell’arrogante dopo che gli ho portato la “carta scritta” con i dosaggi errati e le avvertenze targate con i marchi delle principali case farmaceutiche. Anche in questo caso da un disagio qualcosa ho guadagnato, nonostante ciò potrei comunque perdere prematuramente l’affetto di una persona cara come mia nonna.

Continua…

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toto_peppeino_e_la_malafemmina_500px

T’ho fatto male? Pensa alla salute!!
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Totò, Peppino e la… malafemmina, Camillo Mastrocinque, Italia, 1956

La continua lotta contro il sistema Italia: La sicurezza

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Risolvere i problemi dell’Italia da soli

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La sicurezza

Nelle ultime settimane ho ricevuto visita da ben 4 gruppi (3 coppie ed 1 singolo) di persone straniere poco raccomandabili e da 2 persone italiane (1 coppia di soggetti diversamente salubri) altrettanto poco raccomandabili (alcuni persino in preda all’effetto di stupefacenti secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine che si sono adoperate al meglio per fornirmi la loro assistenza). Si è trattato di sopralluoghi a scopo di successivo furto (le forze dell’ordine ne sono già al corrente e stanno operando di conseguenza). Il risultato è che già uno dei potenziali furti è andato in porto a mio danno con modalità ed esiti che possono essere enunciati solo dopo l’azione del giudice.

Però che ho subìto un furto lo posso dire, che il furto si poteva evitare anche. Si poteva evitare in quanto l’autore dello stesso non è nuovo a questo tipo di crimini ed infatti, grazie ad opportune fonti ed alla prolifica collaborazione delle forze dell’ordine e della scientifica, è stato individuato a tempo di record ed è ora in carcere. Il problema è che uscirà presto (niente di nuovo mi direte) e che, grazie a questo “entra ed esci”, nelle ultime settimane pare abbia compiuto circa 7 furti ma… questo paese non sa farsi rispettare, o meglio, non vuole.

Tagliare i fondi alle forze dell’ordine, metterli nelle condizioni di non avere il carburante per le proprie vetture, ridurre i posti di blocco, rendere inermi persone che più di altre credono nella giustizia, è una mossa che non serve ad altro che aumentare la criminalità, distogliere la gente dai problemi seri del paese, far vivere le persone nell’ansia.  Inoltre, come nella logica già spiegata in passato del “creo una causa affinché tu poi ne possa accettare una conseguenza antidemocratica”, permette di ottenere sciempiaggini come ad esempio i pagamenti elettronici obbligatori (con surplus di spese e commissioni) quando un semplice ed economico bonifico è già fin troppo sicuro, legale e “tracciabile” pur non implicando “spese obbligatorie di mantenimento strumenti quali il POS, tariffe sul venduto (che si sommano ad una già smisurata tassazione), linea telefonica per la rete di trasmissione dei dati implicitamente obbligatoria, ecc.”. Ma ciò che si ottiene da crimini depenalizzati e caos è ben di più e, ogni cittadino lo sa dato che, in modi diversi, ne ha pagato e ne paga le spese.

Esempi di risposte logiche

Per raggiungere il livello di sicurezza a me utile ho approfondito i miei studi in meccatronica al fine di realizzare impianti di sicurezza personalizzati (non commerciali) molto difficili da interpretare per un malvivente. Questo mi ha permesso, con opportune impostazioni metodologiche iniziali, di trarre conoscenze utili anche per i miei prototipi ibridi ed elettrici (dato che io compio studi universitari in Ing. Meccanica che non prevedono applicazioni di meccatronica per le quali mi sarei dovuto rivolgere a terzi). In questo modo ho cercato in ogni caso di trarre un guadagno anche da un disagio.

Nell’attività di mio padre ho suggerito l’esposizione delle scatole dei prodotti senza i prodotti all’interno, in tal modo il negozio mantiene un aspetto professionale, comunicativo e caldo. I prodotti non sono stati rimossi dalle confezioni per essere immagazzinati altrove, questo perchè in tal modo si sarebbe solo spostato il problema presso un altro luogo che a sua volta non possiamo controllare. Ho semplicemente suggerito a mio padre di chiedere alle aziende con cui lavora alcuni packaging dei prodotti più costosi. In tal modo, grazie alla logica matematica, semplicemente non si può rubare ciò che non c’è. Trattasi di un primo esempio di risoluzione autonoma di un problema (che “altri” non risolvono) senza far uso di strumenti illegali né tantomeno di violenza e, persino, con un guadagno formativo (in questo caso in meccatronica).

Continua…

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Segnali come quelli esposti preventivamente dalle Ferrovie dello
Stato Italiane potreste vederli presto esposti anche nei condomini,
nei parcheggi, nei luoghi pubblici con suggerimenti circa la
prevenzione da molteplici attività criminali. Prima della propria
prevenzione però è necessaria la prevenzione da parte della
società civile di cui si fa parte.

La continua lotta contro il sistema Italia: Il tempo

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Risolvere i problemi dell’Italia da soli

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Il tempo
(nel mio caso sottratto allo studio, alla ricerca ed alla prototipazione)

Se devo affrontare (in difesa) i problemi di cui si dovrebbero occupare opportuni* gestori dello stato**, ciò cui vado in contro sono una serie sconcertante di disagi: dalla perdita di tempo (e quindi di opportunità professionali), all’accumulo di inutile stress (che può danneggiare la capacità di concentrazione), dalla perdita di energie (con conseguente minore resa quando ci si applica su uno studio in modo intensivo), alla perdita di risorse economiche (fondamentali per lo sviluppo di nuove tecnologie utili alla collettività). Tutte cause-effetto di cui si conosce ampiamente la natura in quanto largamente trattate sui testi di economia, di neuroscienze e, persino, di biologia molecolare, tanto per darvi una prima massiccia fonte.

Ora, posso io esser libero di ipotizzare che se si conoscon bene gli effetti che determinate cause offrono, si possano indurre tali cause volontariamente per ottenere risultati quali il blocco della crescita sociale, tecnologica ed evolutiva di un paese, nonché della competitività economica? La mia ipotesi, adornata di ricche dimostrazioni causali***, è… sì.

Per porre rimedio alla situazione ho operato una vasta e articolata serie di scelte logiche, che non posso render pubbliche in quanto trattasi di strategie, che hanno la particolarità di basarsi sul rispetto della legge, sulla logica matematica e sulla totale assenza di uso di forza/violenza (a mio avviso decisamente inutile per ottenere risultati solidi, determinati e durevoli). Non esporrò quindi dei tutorial da copiare passo passo ma molto di più, dei metodi (cosicché possiate arrivare alle vostre soluzioni personalizzate mediante l’uso della ragione).

Di seguito proseguo con esempi più concreti tratti dal quotidiano, ma se avete colto l’essenza di questo paragrafo, allora ne potrete realizzare molti altri (sulla base delle vostre specifiche esigenze) tanto facilmente quanto più avrete studiato oltre gli ordinari schemi standard.

Continua…

*E (primo condizionale figurato) specializzati.
**Nonché (secondo condizionale figurato) dipendenti al servizio dei cittadini e da quest’ultimi stipendiati anche se attualmente senza facoltà né potere di giudizio d’operato e di eventuale licenziamento per inadempienze. Leggi vitali per la salute di qualunque paese che, chissà come mai, mancano.
***Con “dimostrazione causale” intendo la possibilità logica di dimostrare almeno un movente causa-effetto.

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La continua lotta contro il sistema Italia: Introduzione

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Risolvere i problemi dell’Italia da soli

Introduzione

Oggi fa un mese esatto che non riesco a pubblicare i miei articoli. Nonostante abbia già scritto numerose bozze ed abbia perfettamente chiaro quali temi trattare, quali fonti contattare, quali spunti inserire, quali viaggi fare, non riesco a trovare un momento di tranquillità per riprendere la concentrazione ed organizzare contenuti di qualità come si conviene ad una seria e prolifica divulgazione. La causa risiede nel fatto che il sistema Italia da troppi anni continua a non funzionare e gli effetti dei conseguenti danni non tardano a farsi sentire. Se fosse solo per reale incompetenza degli addetti ai lavori potrei anche capire (in parte) ma… che si tratti di precise volontà per mettere il paese in ginocchio ed annullare slealmente la sua competitività, proprio non lo posso tollerare.

Io mi occupo di studiare, ricercare, imparare e, al momento opportuno, progettare, sperimentare e costruire. L’oggetto delle mie ricerche, dei miei studi e dei miei progetti, è generalmente utile ad un enorme numero di persone (vedi l’intro alla pagina STUDIO). Quindi questa mia volontà nello studiare, ci si aspetterebbe, dovrebbe esser premiata in qualche modo in quanto rara ed al contempo necessaria. Ma secondo voi è ciò che realmente accade? Ovviamente no (scialba domanda retorica) anche se un lieto fine per fortuna c’è. Grazie ad una formazione extra (non prevista dagli ordinari percorsi di studio), ho imparato a risolvere da solo molti dei problemi che echeggiano nel quotidiano. Naturalmente quel poco che posso fare da solo è utile solo ai miei familiari e me però, se desiderate seguire nella lettura, è probabile che riesca ad offrirvi una scossa utile a credere di più nel vostro potenziale nascosto. Certo non posso esporre chiaramente la mia strategia sulle questioni economiche, del lavoro, dei trasporti, dell’energia, dell’innovazione, e molto altro, per il semplice motivo che, per fare una legge sciocca che renda illegale la mia vita pare che bastino pochi giorni, mentre per emettere leggi utili all’intero paese pare non siano sufficienti diversi decenni.

Sono naturalmente portato per affrontare i problemi di tutti i giorni (di diversi livelli di difficoltà e che si estendono dalla microeconomia all’ingegneria, dalla burocrazia alle truffe, dalla giovane impresa all’organizzazione di servizi, dai trasporti all’energia, dall’innovazione alla legislazione, ecc.), analizzarli e, sovente, persino risolverli. Non son fatto per ignorarli attendendo l’improbabile intervento di qualche chimerico personaggio… A tutto però c’è un limite, cominciamo quindi con qualche utile spunto.

Continua…

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Tratto da | Taken from
Matrix, Lana e Andy Wachowski, USA, Australia, 1999

La vita breve delle Start-Up: Ragione di vita

Rubrica: Spunti

Titolo o argomento: Logiche alla radice della chiusura di numerose Start-Up

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Ragione di vita

Interessante potrà risultarvi anche il fatto che ho diversi amici, colleghi e conoscenti giovani imprenditori che aprono start-up. Anzi, per l’esattezza, aprono e chiudono start-up. La procedura solitamente segue questa linea: idea, start-up, richiesta finanziamenti, apertura, disillusione, perdita di interesse, chiusura. In moltissimi casi va così. Molti aprono una realtà, un qualcosa che non corrisponde alla loro ragione di vita, ai loro più sani interessi. Al primo riscontro numerico o procedurale negativo subentra l’abbandono dell’idea e si avvia il tentativo di reperire nuovi finanziamenti per architettare qualcos’altro. Questo evidenzia come, se non vi è alla base una smoderata passione, difficilmente ci si soffermerà su dettagli di primaria importanza per la sopravvivenza di un’idea e, cosa ancor più importante, per far sì che questa idea raggiunga altre persone di buona volontà.

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Dettaglio della “Creazione di Adamo” di Michelangelo Buonarroti.

La vita breve delle Start-Up: Fattore pregresso

Rubrica: Spunti

Titolo o argomento: Logiche alla radice della chiusura di numerose Start-Up

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Fattore pregresso

C’è poi da considerare il “fattore pregresso”, una sorta di fattore ereditario inerente la presenza, lo storico e gli esiti di esperienze imprenditoriali in famiglia. Nel severo mondo dell’imprenditoria ogni minimo dettaglio, ogni fattore di rischio, ogni chicca appresa in precedenza soprattutto da persone a noi molto vicine, come i familiari, è di fondamentale importanza. Conoscere in partenza i percorsi assolutamente da evitare o per i quali si sa in anticipo che comporteranno non trascurabili perdite di risorse (tempo, investimenti, opportunità, hardware), fa una differenza enorme tra il successo è il fallimento di un’idea. Conoscere il perchè delle cose, i percorsi ideali da seguire per portare a segno un buon colpo imprenditoriale, significa molto in un mondo che va sempre più di corsa e lascia pochissime occasioni di sbagliare e recuperare (perchè sbagliare è importante, fondamentale ma l’evoluzione che abbiamo scelto ce lo permette sempre meno). Solo con gli errori si forgerà una propria concreta esperienza sul campo e, credetemi, vi fiderete solo della vostra esperienza. Per questa ragione si pone sovente il problema per il quale, se non si ha esperienza, di chi ci si può fidare? Pertanto esperienze maturate dai vostri familiari, anche negative, saranno estremamente formative in particolar modo al fine di conoscere i punti deboli del vostro paese e generare idee che ne tengano conto e propongano, magari, reale innovazione.

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Per portare a segno un buon colpo imprenditoriale risulta fondamentale conoscere i
percorsi ideali da seguire nella loro interezza e complessità (mossa dopo mossa) e
non solo il punto d’arrivo desiderato. L’esperienza pregressa è semplicemente: vitale.
La mancanca di conoscenza del terreno di gioco e delle regole del gioco stesso rappresentano
il fattore principale alla base della chiusura della maggior parte delle Start-Up.
Image’s copyright: Shot Science Basketball
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La vita breve delle Start-Up: Punto di ambigua singolarità

Rubrica: Spunti

Titolo o argomento: Logiche alla radice della chiusura di numerose Start-Up

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Punto di ambigua singolarità

Perchè si verifica questa standardizzazione? Probabilmente perchè per avere successo oggi si tende a fare le cose come il pubblico le può capire. In questo modo, in effetti, il pubblico può fornire più facilmente il suo feedback e, quando qualcosa è facile, è altrettanto facile raggiungere un vasto numero di persone, utenti, clienti…
Non sono molti coloro i quali si affiderebbero ad un professionista atipico (anche se all’avanguardia) perchè… il pubblico è costituito da una massa non trascurabile di individui che potrebbe non essere in grado di comprendere, perlomeno non subito, particolari finezze e sfumature. Vi è una vasta fetta di pubblico che, chiamata a fare uno sforzo, il ragionamento, preferisce rinunciarvi e seguire la più intuitiva routine*. Talvolta apprende in un secondo momento, e tali altre volte non comprende affatto qualcosa di nuovo e di diverso concepito secondo schemi non classici.

Quindi per fare le cose come il pubblico le capisce, si fanno le cose come le fanno tutti e basta una leggera brezza per spostare i gusti e le opinioni del pubblico da un versante all’altro, da un prodotto all’altro, da una sfumatura all’altra. Fare qualcosa di totalmente innovativo significa che si potrebbe persino arrivare a non usufruire di alcun canone schematico ordinario attuale. Per questo non scriverò su un mio articolo (o su un mio libro) come, secondo il mio modesto parere, si fa. Del resto non solo sarebbe arrogante da parte mia, ma qualcuno a suo tempo mi insegnò che le cose non si dicono… si fanno. Anche l’innovazione segue questa logica, del resto anche l’innovatore è tale e non uno che dice di essere tale. L’innovazione quindi si fa, non si dice.

Pertanto se una start-up realmente innovativa corre il rischio di non essere compresa dalla massa, una start-up molto intuitiva rischia di essere carente di contenuti realmente innovativi (io definisco questa situazione: di ambigua singolarità). A questa contrapposizione non vi è una soluzione che, se seguita in maniera rigorosa e meccanica, porta un preciso risultato. Apprendo di continuo che molti vorrebbero poterlo credere e che molti altri (dall’altra parte) vorrebbero poter speculare su una simile prospettiva. La realtà è che la soluzione si trova nella mente di chi già ce l’ha, di chi ha avuto un’intuizione, di chi nel corso della vita ha attraversato numerose difficoltà e da esse ha tratto insegnamenti e soluzioni propositive. Paradossalmente (ma nemmeno tanto) chi ha affrontato momenti difficili, in particolar modo durante l’infanzia o l’adolescenza, uscendone sì con degli acciacchi ma tutto sommato con esito positivo, ha molte più probabilità di contenere già inglobate in sé logiche, funzioni, propositi positivi stimolati i quali, con i migliori studi ed esperienze sul campo, possono offrire quel tocco di gagliarda singolarità inimmaginabile per altri e, solo all’iniziale apparenza, di difficile comprensione. Il prodotto finito infatti avrà ottime chances di essere altrettanto gagliardo.

Continua…

*L’altra fetta importante, quella delle persone più sveglie, sovente non costituisce una fetta di mercato consistente utile a generare flussi di cassa adeguati per progetti di produzione estesa.

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La scienza ha dimostrato che due gemelli monozigoti, quindi identici, non sono in realtà
geneticamente identici. Per tale ragione, oltre a cause quali i fattori ambientali, si può
manifestare una determinata malattia di natura genetica solo in uno di essi. Due start-up
innovative all’apparenza identiche possono essere ambiguamente singolari, sembrare
identiche ma avere un corredo genetico differente che le porterà a vivere situazioni diverse.
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La vita breve delle Start-Up: Questione di serie e standard

Rubrica: Spunti

Titolo o argomento: Logiche alla radice della chiusura di numerose Start-Up
Questione di serie e standard

Ho letto curiosamente alcuni articoli scritti, nell’arco di un paio d’anni, da un gruppo di ragazzi in gamba che parlano di start-up. Inizialmente raccontavano e scrivevano con toni ottimistici dato che erano prossimi alla realizzazione della loro affascinante idea. Successivamente, in seguito all’affermarsi di una realtà diversa da quella prevista, o comunque ipotizzata inizialmente, hanno scritto circa l’importanza di imparare dal fallimento. Anche fin qui tutto bene, umano e di valore.
Il problema è che questi ragazzi usano termini, logiche, comportamenti, metodi, schemi, procedure, ecc. tutti standardizzati. In sostanza il percorso che usano tutti (ma se tutti scommettono sullo stesso risultato, e se questo viene convalidato, il premio diviso per per ogni partecipante potrebbe persino essere inferiore alla scommessa iniziale). E’ questo, a mio avviso, il problema che affligge la stragrande maggioranza delle start-up, sono fatte in serie, consigliate da gente che lavora in serie, formate su libri scritti in serie, con corsi concepiti in serie…
Inoltre siti web tutti uguali, parole, espressioni e comunicazione tutte uguali, procedure di impresa tutte uguali, lamentele sui soliti problemi sempre uguali, continua attesa che qualcosa là fuori cambi per mano e volontà di terzi* e così via. Risultato: zero innovazione. Insomma, se non si mette del proprio e non si corre il rischio di ricevere un rifiuto, una risposta negativa, non si saprà mai se il pubblico “prova qualcosa per voi”.

Continua…

*Campa cavallo… se resti in attesa di altri.

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Così ti distruggono la Patria: introduzione

Rubrica: Conflitti attraverso i mercati
Titolo o argomento: Ne verifichi gli effetti ma non puoi dimostrarne le cause

Se dovessimo riassumere, in chiave semplificata, alcuni dei principali fenomeni, tra loro interconnessi, attraverso i quali è possibile danneggiare una nazione ed usurparne le ricchezze, potremmo ipotizzare la seguente scaletta così ordinata (e meglio esposta negli articoli successivi di questa rubrica). Si attacca la serietà, l’immagine di una nazione, colpendo particolari figure rappresentative o, persino, gli stessi cittadini. Si procede con il sistema economico e, un passo dopo, con quello socioeconomico danneggiando quindi ciò che fa funzionare la nazione quotidianamente, i suoi cinematismi, i suo ingranaggi. Si attacca poi il combustibile che alimenta il sistema sociale, il lavoro, facendo in modo che il motore della nazione inizi a singhiozzare, sobbalzare, stentare, a funzionare in modo irregolare con qualche scoppietto e fumata di troppo. Si rende gradualmente il sistema società incapace di porre rimedio ai problemi di cui è afflitto attaccando l’istruzione e facendo sì che ogni generazione sia sempre più inerme, sempre più gestibile, sempre più fragile. Si attacca inoltre il credo popolare della società, si instaurano convinzioni, timori, depressioni che portano i cittadini a vagare senza metà, sprecando risorse e perdendo al contempo la fiducia e la capacità di credere di poter essere in grado di cambiare le cose. Aumenta il menefreghismo e l’individualismo, ognuno ormai pensa esclusivamente a sé e, solo rare volte, davanti a fatti critici (vedi ad es. le guerre), mostra i propri sentimenti (anche se la velocità della società moderna permette di “dimenticare” tutto in pochi giorni, azzerando di fatto l’utilità dei sentimenti. Se poi le guerre non si combattono più con i vecchi metodi ma sui mercati, ecco che ad un bene si antepone subito un nuovo male, un mostro che stiamo imparando a conoscere quotidianamente, dopo che questo ha già apportato i suoi cambiamenti e già ottenuto i risultati prefissati. Si effettuano poi attacchi complementari a condizioni quali la salute, la libertà e la sicurezza, al fine di togliere ogni residua motivazione in chi aveva le capacità per resistere ad un vero e proprio cataclisma, privo di intemperie, che porta via ricchezza da un paese e la sposta in un altro dove potranno nuovamente affermare che vi è crescita. Sì, una crescita fittizia a danno altrui. Una crescita che non ci sarebbe stasta se i giocatori non avessero modificato le “regole” durante il gioco, di fatto barando.

Continua…

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Moderne sale conferenza possono ospitare il campo di battaglia delle guerre 2.0,
guerre che oggi si combattono attraverso i mercati, attraverso regolamentazioni
o deregolamentazioni sancite opportunamente per raggiungere un fine
generalmente di carattere macroeconomico.
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