Ibrido benzina diesel. La proposta dell’Ing. Steve Ciatti.

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Rubrica: The expert on the salmon

Titolo o argomento: Proposte per motori ibridi benzina-diesel

Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad un costante miglioramento dei consumi di carburante delle nostre autovetture. I due problemi principali legati ai consumi di carburante ovviamente sono da un lato l’elevato prezzo del combustibile (destinato ad aumentare) e dall’altro le emissioni inquinanti derivate dalla combustione. Grazie alle norme internazionali che pongono precisi limiti alle emissioni (le norme Euro), le case automibilistiche sono alla costante ricerca di innovazioni tecnologiche che permettano di ridurre il consumo di combustibile sacrificando il meno possibile le prestazioni della vettura.

Ing. Steve Ciatti – Argonne National Laboratory

Per gli acquirenti si è presentato molte volte il dilemma della scelta tra un performante motore a benzina o un risparmioso ed elastico motore diesel. Ma cosa si ottiene quando si incrocia un motore a benzina con uno diesel? Steve Ciatti, un Ingegnere Meccanico presso l’Argonne National Laboratory, ha qualcosa da dire in proposito. Ciatti crede che il risultato  di un tale incrocio sarebbe un “motore figlio” geneticamente superiore ai suoi genitori. Prendendo le caratteristiche genetiche migliori di entrambi i motori (per il diesel una buona efficienza, per il benzina basse emissioni di ossido di azoto e particolato) si potrebbe ottenere un ibrido considerato il Santo Graal della moderna progettazione di motori a combustibile liquido.

Esistono diversi modi per unire i due motori. Un esempio ne è la recente tecnologia ad accensione per compressione di carica omogenea (HCCI). Nel caso di Steve Ciatti però si sta adottando un approccio leggermente diverso tentando di utilizzare un combustibile con più basso numero di ottani (RON 80-85) rispetto alla tradizionale benzina disponibile (RON 95). Il vantaggio consiste in una benzina più facile da innescare, rispetto alla benzina attualmente in uso, ma non ancora al livello del carburante diesel. Utilizzando un motore diesel modificato (ovviamente privo di candele) l’alimentazione viene programmata in modo tale che gli iniettori spruzzino il combustibile due o tre volte prima che si verifichi l’accensione in prossimità del punto morto superiore. Le ripetute pre-iniezioni di carburante diffondono il carburante in modo più uniforme nella camera di combustione, riducendo le emissioni di particolato e di NOx rispetto ad un motore diesel tradizionale.

Il vantaggio di un basso numero di ottani del carburante è la sua facilità di raffinazione (interessante per le compagnie petrolifere) e la sua maggiore facilità di accensione in camera di scoppio. Il costo del carburante potrebbe essere quindi più basso della benzina normale (al netto delle accise) visto che si tratta di una raffinazione più grezza del petrolio.

Tuttavia vi è un rovescio della medaglia per questo motore ibrido benzina-diesel: un minore numero di ottani infatti favorisce il fenomeno della denotazione. Su questo aspetto si potrebbe sorvolare per l’appunto utilizzando struttura ed organi di un motore diesel*, in tal caso l’affidabilità non sarebbe compromessa.

Altro problema risulta essere una combustione meno generosa con conseguente calo del picco di potenza di circa il 25%. Questo potrebbe costringere il guidatore a ripetute ed abbondanti azioni sull’acceleratore con la conseguenza di un bilancio non del tutto favorevole. La curva di coppia invece rimarrebbe essenzialmente la stessa secondo l’Ing. Steve Ciatti.

Siamo pronti a scommettere che una larga fetta di automobilisti potrebbe anche decidere di sacrificare un po’ di potenza massima in cambio di una soluzione motore/carburante più risparmiosa.

Articolo scritto da:
Ing. Gestionale Davide Mazzanti.
 Leggi tutti gli articoli della rubrica “The Expert on the Salmon”  a cura dell’Ing. Davide Mazzanti

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*Un motore diesel lavora essenzialmente per detonazione ed è progettato quindi con un  dimensionamento più generoso dei suoi organi (pistoni, bielle, albero motore, basamento) i quali sono chiamati a resistere a sollecitazioni ben più intense rispetto ad un motore a benzina.

Appassionato di motori a costo zero (o quasi)

Come detassare una passione

Nel precedente articolo vi ho raccontato l’evoluzione naturale del rapporto tra l’uomo e l’acquisto di un automobile. Sono sicuro che i casi reali sono molti di più di quelli da me citati, tuttavia credo che quelli maggiormente diffusi siano stati riportati. Ora voglio aggiungere un ultimo caso, il mio. Esiste un caso assai raro di appassionato di automobili sportive o vere e proprie auto da corsa che non nutre alcun interesse per le utilitarie o comunque per le vetture stradali. Uno come me è il classico tipo che gira per la città con un’auto vecchia di 15 o 20 anni, che non ha alcun interesse per l’auto alla moda del momento e che vede l’acquisto di una nuova auto come uno spreco di denaro che poteva orientare preferibilmente verso la sua grande passione per le vetture destinate alla sola pista. Immaginate di voler comprare la vostra auto sportiva preferita per utilizzarla solo in pista, che vantaggi avreste?

1. Innanzitutto nessuna spesa di passaggio di proprietà. Fate demolire la vettura dal precedente proprietario, glie la pagate e realizzate una scrittura privata con testimone che controfirma che avete versato tot euro a tizio per l’acquisto ad esempio di una Lotus Elise del valore di 12.000 Euro.

2. Secondo vantaggio, non essendo il veicolo targato e non essendo circolante sulle strade, non dovete pagare alcuna tassa di proprietà o bollo. Potete pertanto possedere un mezzo con tanti cavalli e con i soldi annuali risparmiati dal bollo pagarvi i turni di prove libere in pista.

3. Terzo vantaggio: l’assicurazione aumenta? Per il vostro veicolo è addirittura alle stelle? Nessun problema perchè un mezzo che gira solo in pista non ha bisogno dell’assicurazione che si usa su strada. Anzi, non la deve proprio fare in quanto l’assicurazione stradale non copre nulla se andate in pista. Casomai vi informerete presso un club di appassionati per sapere se c’è una qualche convenzione per un’assicurazione espressamente dedicata alla pista che comunque non ha i prezzi esosi di quelle stradali.

4. Quarto vantaggio, non hai vincoli Euro questo o Euro quello. Puoi finalmente acquistare quella vettura che dieci anni fa sognavi tanto e pagarla addirittura oltre il 60% in meno.

5. Nessuna revisione ogni due anni. Spesso un veicolo sportivo lo curiamo meglio di noi stessi eppure quella scocciatura ogni due anni di far toccare ad altri (e pagarli pure per questo) qualcosa di cui siamo oltremodo gelosi per sentirci dire che è tutto a posto, non ci va giù.

6. Rischio zero per multe o altri inconvenienti legati a vetture sportive: limitazioni sul traffico in centro, autovelox, comportamenti azzardati per strada… In fondo, diciamo la verità, l’auto sportiva o da corsa la compri per te o la compri per fartela vedere da tutti per le strade di tutti i giorni? Se la compri per fartela vedere allora dovrai pagare tutte le spese indicate sopra, se la compri realmente per te hai già capito come puoi risparmiare. In più la strada non è una pista, è fatto obbligo di rispettare il codice stradale. Quindi tanti cavalli per cosa? Provali, emozionati, divertiti… vai in pista e corri solo in pista 🙂

Preventivo di risparmio nell’ipotesi che acquistiate una BMW M3 E46 del 2002.

Ovvero il preventivo del denaro che “non” pagherete se andrete solo in pista (con un carrello).

Passaggio di proprietà: dai 950,00 Euro ai 1223,00 Euro circa a seconda della città in cui vivete

Bollo auto: dagli 855,00 Euro ai 1100,00 Euro circa a seconda della città in cui vivete

Assicurazione: dai 527,00 Euro ai 1892,00 Euro circa se siete in prima classe e stipulate un’assicurazione online. Se vi trovate in classi successive, o stipulate una normale assicurazione, la spesa aumenta drasticamente, ad esempio in 14° classe si va dai 1567,00 Euro ai 4138,00 Euro per le assicurazioni online mentre le cifre sono ancora più elevate per le normali assicurazioni.

Revisione: circa 64-68 Euro ogni due anni.

Acquisto vettura: oggi (BMW M3 attuale) oltre 70.000 Euro; acquisto BMW M3 del 2002 (vettura che conserva comunque un gran fascino e vantaggi non indifferenti  in termini costruttivi e di progettazione) si parte dai 15.000 Euro (prezzo di un’utilitaria).

Preventivo di risparmio nell’ipotesi migliore:
2396,00 euro il primo anno, 1446,00 gli anni successivi.

Preventivo di risparmio in un’ipotesi intermedia:
4010,00 euro il primo anno, 3060,00 gli anni successivi.

Preventivo di risparmio nell’ipotesi peggiore:
tariffe sconcertanti.

Se sei un vero patito di motori hai già capito che puoi avere molto di più con molto meno. Pensa inoltre a tutto ciò che puoi procurarti risparmiando: attrezzature, accessori, un carrello, strumenti, ricambi, abbigliamento sportivo, protezioni…

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Trovi facilmente online strumenti per:
Calcolo bollo | Preventivo assicurazione | Calcolo passaggio di proprietà

Un curioso sondaggio sul mercato dell’automobile

Perchè si vendono meno auto nuove?

Di recente ho sentito su un approfondimento di un telegiornale che, secondo gli esperti, il mercato dell’automobile (con riferimento al “nuovo”) sarebbe in calo perchè la gente non ha il denaro sufficiente per acquistare una nuova auto. Questo esperto che esponeva la sua teoria è pronto a scommettere che se i cittadini italiani avessero più liquidità senza meno cambierebbero la loro auto con un modello più nuovo, meno inquinante e con maggiori dispositivi di sicurezza. Io credo che questa affermazione sia corretta ma incompleta.

Se da una parte è vero che con l’aumentare delle possibilità economiche dei cittadini, aumenta il numero di coloro che sono pronti a togliersi lo sfizio di cambiare la loro auto (il famoso meccanismo della domanda e dell’offerta), d’altra parte è ugualmente vero che la crisi economica degli ultimi anni ha svegliato una quantità non indifferente di persone che ora meglio indirizzano le loro spese. Non è vero infatti che non si comprano nuove automobili “solo perchè” non c’è denaro sufficiente per farlo.

Non si acquistano nuove automobili perchè ora i consumatori sono più avveduti e si chiedono più e più volte: “Me la posso risparmiare questa spesa? E’ davvero necessaria? Ci sono cose più importanti alle quali dovrei pensare? Sarà meglio che investa i miei risparmi in qualcosa di buono? E se la crisi non sta finendo? Meglio essere cauti!”

In sostanza ho avuto modo di chiedere a diverse decine di persone (in un arco di tempo pari a 2 anni) cosa pensano dell’idea di acquistare una nuova auto e questo è quanto è emerso:

  • Ci sono famiglie benestanti che, non avendo accusato in particolar modo la crisi, continuano a cambiare auto quando lo ritengono opportuno in quanto possono permetterselo. Teoria che combacia perfettamente con quanto detto dall’esperto che citavo all’inizio dell’articolo.
  • Ci sono famiglie benestanti che dichiarano tranquillamente che la loro auto avrà anche qualche anno di vita ma non vi è alcun motivo “vero” di sostituirla. Ragione per cui, soldo o non soldo, non si procede all’acquisto.
  • Ci sono famiglie benestanti che affermano chiaramente che la crisi li ha intimoriti e che prudenzialmente cercano di spendere per beni di primaria necessità. Risparmiano il denaro per aiutare i figli a sposarsi, per dare un anticipo per un appartamento, per richiedere un mutuo meno gravoso o comunque per tenersi pronti a reali necessità o ad imprevisti.
  • Poi ci sono le famiglie normali che in soldoni affermano: “Euro 3? Euro 4? Euro5? Euro6? Sono sicuro che se acquisto un’auto Euro 6, tra tre o quattro anni non potrò andare ugualmente in centro perchè la legge richiederà un Euro 7, poi Euro 8 e così via. Conclusione, ho capito il meccanismo quindi non compro nulla.
  • Ci sono le famiglie che fanno fatica a mantenere più di un mezzo tra bollo, assicurazione, manutenzione, carburante… e stanno pensando di ritornare ad avere sole due auto in famiglia o, perchè no, se si sposa il figlio o la figlia, magari tenerne una sola fino a che funziona.
  • Ci sono inoltre quelli che dicono: “Ho comprato quest’auto, mi piace, mi ci sono affezionato, se riesco me la tengo 15-20 anni e di cambiarla non se ne parla proprio”.
  • Ma ci sono anche quelli che affermano: “Nuova non la compro neanche morto, come esci dal concessionario hai perso il 20% dell’iva, dopo un anno perde un altro 15-20% di valore… Non esiste, mi compro un buon usato con due o tre anni di vita, lo pago poco e chi s’é visto s’é visto…”
  • Incredibilmente c’è anche chi cerca vetture quasi ventennali per poterle iscrivere come auto d’epoca all’ASI e usufruire dei vantaggi fiscali circa bollo, assicurazione, nonchè avere la possibilità di circolare in centro come e quando si vuole. Il più delle volte queste persone sono o sono stati meccanici o hanno parenti o cari amici meccanici pronti a restaurare la vecchia auto in questione con cifre tutto sommato di gran lunga inferiori all’acquisto di un mezzo nuovo. Attenzione però l’ASI accetta l’iscrizione solo di vetture di interesse storico (magari anche sportivo), non credo si possa iscrivere all’asi una vettura qualunque. Informatevi.
  • Ci sono coloro che hanno tenuto a precisare che non vogliono lavorare per mantenere le case automobilistiche in quanto, affermano, che ogni cittadino dovrebbe acquistare un’auto ogni 4 anni per far sì che i bilanci delle case automobilistiche siano costantemente in crescita.
  • Esistono persino quelli che della macchina non ne vogliono più sapere nulla ed hanno scoperto che raggiungere il lavoro con un abbonamento dell’autobus d’inverno e con una bici elettrica d’estate è una svolta. Una svolta dove ti dimentichi il bollo (o tassa di possesso del veicolo), ti dimentichi il rincaro annuale dell’assicurazione, ti dimentichi le visite controvoglia dal meccanico, le revisioni ogni due anni, dimentichi il viso del benzinaio, dimentichi (non sempre) le buche, il problema del parcheggio, il traffico martellante, le sudate a fare manovra d’estate…
  • Infine c’è chi davvero dice: “Non posso, l’auto è l’ultimo dei miei pensieri”.

Credo che questo sia “qualcosina” di più rispetto al credere che il denaro di una famiglia sia direttamente proporzionale a quante auto verranno vendute. Bisogna rendersi conto che la crisi ha cambiato molte persone che ora valutano in ben altra maniera cosa gli occorre e cosa gli è veramente venuto a mancare in questi anni ardui… La realtà è che la macchina non è più al centro dei pensieri degli italiani. Fino a poco tempo fa l’automobile era un modo di essere. Si sceglieva una vettura che parlasse di noi, che rispecchiasse il nostro carattere. Oggi invece si cerca innanzitutto la soluzione per muoversi senza spendere cifre non proporzionate alla situazione economica e all’evolversi dei mercati mondiali.

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Il rumore (suono) della chiusura portiera

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili

Titolo o argomento: Il suono delle portiere ci dice davvero la qualità di un veicolo?

Forse non tutti sanno che, quando si progetta un’auto che deve dare l’idea di essere molto più solida delle sue concorrenti, si effettuano molteplici studi volti a ricercare nella scelta dei sistemi di chiusura e delle guarnizioni quelli che permettono di ottenere un suono più secco e con una ben precisa tonalità.

Questa sorta di stratagemma permette di offrire la sensazione di una vettura più solida. Per tale ragione vi sono, all’interno di talune industrie automobilistiche, appositi reparti dove si studiano i suoni emessi dalle portiere di un’auto ed i fattori atti a modificarli. Negli ultimi tempi questi studi si stanno estendendo pesino al suono emesso dalla chiusura centralizzata…

La protezione anticorrosione e le lamiere magari saranno le stesse del marchio concorrente ma volete mettere gli effetti appaganti della suggestione? 😀

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Le portiere per eccellenza

Curiosità sul sistema Start and Stop

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili

Titolo o argomento: Curiosità sul sistema START and STOP
Il dispositivo

Tra le novità presenti per le dotazioni delle moderne utilitarie troviamo il sistema START and STOP che spegne ed avvia il motore automaticamente mentre siamo in coda nel traffico, o ad un semaforo. Tale dispositivo ha lo scopo di ridurre le emissioni inquinanti ed, ovviamente, il consumo di carburante. In un ciclo di marcia europeo (NEDC) sono previste 12 fermate di 15 secondi ciascuna per un viaggio di 7 miglia (circa 11,3 km) ed il sistema Bosch “Start and Stop” riduce i consumi di carburante (e le relative emissioni di CO2 fino all’8%.

La storia

Pochissimi lo sanno ma questo dispositivo non è una novità.

Nel 2002 mi trovavo ad una conferenza con alcuni ingegneri della Ferrari. Se non vado errato l’incontro era presieduto dall’Ingegner Bonetti che già 8 anni fa ci raccontava di quanto non vedesse l’ora che tutte le vetture in circolazione per le strade fossero corredate del dispositivo oggi chiamato Start and Stop che era già stato largamente studiato da tempo. L’obiettivo era anche quello di ottenere incroci e attraversamenti pedonali con aria più respirabile.

Ma non è tutto, nel 1980 venne lanciata la versione “economica” dell’Audi 80, ovvero la 1.6 GL Formel E la quale era mossa da un motore 1600cc a benzina dotato di dispositivo di spegnimento/riavvio automatico al minimo (per ridurre i consumi). Trent’anni fa. 🙂

Quello che è stato fatto ora, in realtà, non è una nuova idea ma un miglioramento della stessa. Gli aspetti del sistema Start and Stop su cui si è lavorato sono la semplicità costruttiva, la robustezza e la silenziosità (riferita al motorino d’avviamento), la facilità di installazione su qualunque vettura e, per ultimo ma non meno importante, il minore costo possibile.

Controindicazioni 

Il dispositivo di avviamento/spegnimento presenta anche dei lati piuttosto svantaggiosi. Al mattino, con motore freddo, i continui avviamenti e spegnimenti del motore non giovano alle bronzine, all’albero motore, alla distribuzione e a tutte le componenti che necessitano di lubrificazione abbondante e costante. Il motore, per durare nel tempo e subire meno attriti possibili, dovrebbe essere avviato (senza lasciare la vettura ferma a “scaldarsi”) partendo subito e procedendo ad un regime non superiore ai 2.000-2.300 giri al minuto (lo abbiamo chiaramente spiegato al seguente articolo: Scaldare il motore). Quello che danneggia i motori sono proprio le fasi di avviamento e spegnimento in quanto sono le fasi in cui la quantità di olio lubrificante che arriva agli organi meccanici è minima ed insufficiente. Tuttavia se avete una vettura sportiva con indicatore della pressione dell’olio vi accorgerete senz’altro di come, stando fermi ad un semaforo con il motore al minimo, la pressione dell’olio sia davvero bassa (diciamo circa 1 bar su una Clio 1.8 16valvole con motore in temperatura). Questo significa che tale dispositivo può creare problemi di longevità ad un motore a scoppio; problemi che però non si risolvono tenendo il motore acceso al minimo, ma si riducono sensibilmente.

Quindi? (conclusioni)

I percorsi migliori per chi desidera che la propria vettura duri a lungo sono senz’altro gli extraurbani. Per la città credo che l’ideale sia l’elettrico o i motori ibridi che sotto una data velocità funzionano elettricamente.

Start and Stop

Le impressioni dell’ing. Davide Mazzanti sulla Tesla Roadster

Rubrica: Le nostre prove
Titolo o argomento: Impressionante Tesla Motors

Quale miglior scenario che un torrido pomeriggio d’estate per provare di persona il perfetto connubio tra motorsport e ingegneria elettrica?

Grazie a Raffaele Berardi e al team di Ralph DTE ho avuto l’onore di vedere con i miei occhi e sfiorare con le mie dita il frutto delle ricerche della Tesla Motors, la ormai famosissima Tesla Roadster. Premetto che non sono un esperto di super sportive, e consiglio a tutti gli amanti del profumo di pneumatici bruciati di leggere la recensione tecnica qui. Il mio interesse per una vettura avanguardista come questa è più scientifico e mi piacerebbe condividere con i lettori alcuni interessanti punti di vista sul futuro della tecnologia elettrica.

Consapevole che la prima impressione è quella che poi rimane impressa più a lungo, posso dire che il mio primo approccio alla Roadster è stato di puro stupore. Memore di film come Minority Report e Blade Runner, sono rimasto senza parole nel vedere un’auto collegata a una presa di corrente, ricaricarsi come fosse un comune telefono cellulare. In soli cinque anni di ricerca e sviluppo, la Tesla Motors ha sfornato dalle proprie fabbriche di Palo Alto in California – stessa cittadina che ospita il quartier generale di Google – una versione riadattata della Lotus Elise alimentata elettricamente da batterie. Negli ultimi tempi sono stati presentati diversi prototipi elettrici con scarse prestazioni, ma Tesla è stata la prima azienda ad aprire le porte ad un futuro di auto in serie con prestazioni eccellenti ed autonomia simile, in alcuni casi migliore, delle vetture alle quali siamo abituati. La Roadster è il fiore all’occhiello di una tecnologia che racchiude alte prestazioni, grande autonomia e introduce novità importanti nel settore dell’automotive elettrico.

Appena si “scende” nell’abitacolo, si notano subito le differenze con un auto comune. Ovviamente non c’è il pedale della frizione, il contagiri lascia il posto al contakilowatt ed è presente di serie un computer di bordo che permette una visione completa di tutta l’elettronica di bordo. Anche l’indicatore del carburante è scomparso, in cambio troviamo un comodo display che ci ricorda di quanti chilometri di autonomia disponiamo e che si adatta automaticamente al tipo di guida che stiamo impiegando (sportiva o più rilassata).

Ma il cuore smette di pulsare durante un paio di secondi al premere il pulsante di accensione di questo bolide. Ci aspettiamo un grido di guerra, ma l’attesa è vana. Dalla Roadster esce solo un sibilo causato dall’impianto di raffreddamento delle batterie e dall’azionamento automatico dell’aria condizionata. Nient’altro. Se in un primo momento questa mancanza di rumore può causare instabilità emotiva, ci si abitua velocemente al piacevole suono del rotolamento dei pneumatici al suolo e l’udito si sofferma sui rumori ambientali, come il vento sul finestrino abbassato e addirittura i suoni della natura intorno al circuito. Peccato non aver potuto guidarla senza hardtop.

Dopo aver scaricato i 250 cavalli a terra ed aver provato l’accelerazione da aereo in decollo, mentre l’adrenalina si disperdeva nell’organismo, ho immaginato un futuro fatto di auto elettriche. Un futuro in cui poter circolare nel centro storico di una città e sentire la gente che parla, respirando la brezza del mare e tornando e vivere i piaceri ormai delegati alla vita di campagna.

Oltre al silenzio infatti, il motore ci regala un’altra particolarità. Non c’è tubo di scarico… perché non ci sono scarichi! Vi rimando alla galleria fotografica  per poter apprezzare pienamente le foto del posteriore e della prova su strada. Non si vedono nuvole di gas, a parte quelle causate del surriscaldamento dei pneumatici durante accelerazioni improvvise.

Che sia finalmente giunta la fine dello smog e dell’inquinamento acustico? E’ presto per dirlo, ci vorranno anni e molto impegno prima che l’elettrico si trasformi in uno standard per l’industria automobilistica. Ma visto il traguardo raggiunto dagli ingegneri della Tesla in soli cinque anni, forse immaginarne a breve un largo uso non è una previsione poi così azzardata. Ovviamente dovremmo attendere una produzione di massa di vetture elettriche per avere un abbassamento dei prezzi, ma già oggi possiamo beneficiare nella riduzione del prezzo del “pieno” derivato dall’uso dell’energia elettrica rispetto alla benzina/gasolio. Sono pronto a scommettere che lo sviluppo di queste vetture crescerà parallelamente all’adozione di impianti casalinghi per la produzione autonoma di energia elettrica, e credo che alla Energy Resources (che ci ha concesso la vettura per la prova) condividano la mia visione.

La Tesla Roadster probabilmente sarà ricordata come una capostipite, come una pietra miliare tra un passato di auto inquinanti e un futuro di trasporto verde. Prepariamoci psicologicamente a scegliere il nostro prossimo modello di automobile in base alla durata delle batterie, al loro tempo di ricarica, alla loro vita utile e alla facilità di ricarica. Prepariamoci ad un elettrizzante futuro elettrico.

Articolo scritto da:
Ing. Gestionale Davide Mazzanti.
 Leggi tutti gli articoli della rubrica “The Expert on the Salmon”  a cura dell’Ing. Davide Mazzanti

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Prova Tesla Roadster

Galleria fotografica Tesla Roadster provata da Ralph DTE

Rubrica: Le nostre prove
Titolo o argomento: Impressionante Tesla Motors

In questo articolo lasciamo la parola alle fotografie che ritraggono la prova più bella mai fatta da noi fino ad ora. Una di quelle prove che ti consacra ad un pensiero nuovo. Prima di provare la Tesla Roadster avrei giurato che non mi sarebbero mai interessate le auto elettriche (certo gli esempi che avevo prima erano piuttosto deprimenti). Ringrazio Elisa e Davide, che hanno condiviso questa strabocchevole prova con me, per i preziosi scatti.

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Note
La prova è stata condotta da personale esperto in un’area privata chiusa al traffico. Evitate di imitare tali manovre in assenza di un istruttore esperto e soprattutto evitate tali manovre su strada ove potete mettere a rischio la vostra vita e la vita degli altri.

Ringraziamenti
Ringraziamo la Energy Resources (sede di Ancona) ed in particolar modo Raul Sciurpa e Davide Picciafuoco per la loro gentile disponibilità e per aver messo a disposizione una TESLA Roadster affinchè ne potessimo ricavare delle impressioni per scrivere questo articolo.

Tesla Roadster connettore di ricarica tesla roadster

abitacolo tesla roadster Prova Tesla Roadster

cruscotto tesla roadster plancia tesla roadster

servofreno e impianto clima Tesla Roadster tesla roadster sulle strade italiane

accelerazione tesla roadster accelerazione tesla roadster

handling tesla roadster handling tesla roadster

sovrasterzo sottosterzo

Prova Tesla Roadster skid pad

ingresso curva Prova Tesla Roadster

Prova Tesla Roadster Prova Tesla Roadster

 Prova Tesla Roadster Prova Tesla Roadster

 ricarica tesla roadster

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LA SICUREZZA

Ci tengo a precisare che la TESLA Roadster è completamente programmabile. Questo significa che si può impostare elettronicamente la velocità massima raggiungibile dal mezzo, nonché la potenza e la coppia erogata. Queste impostazioni possono essere protette con un codice PIN, in tal modo puoi prestare l’auto a tuo figlio certo che non supererà i 45 km/h e con un’accelerazione da ciclomotore. La prova è stata condotta da personale esperto in un’apposita area chiusa al traffico.

LA MANUTENZIONE

Il tagliando della TESLA Roadster viene effettuato dalla California tramite GPS… Questo significa che si collegano via satellite al tuo mezzo, si connettono al “check” e verificano ogni eventuale anomalia e se necessario la correggono. Per quanto riguarda il lato meccanico il tagliando consiste in un normale cambio gomme, freni, ammortizzatori. Verranno presto aperti i centri di assistenza tecnica principali a Milano e a Roma. Dopodiché, conoscendo il settore, possiamo immaginare che alle migliori officine che seguiranno appositi corsi verrà concessa l’autorizzazione per assistenza e ricambi.

L’ABITACOLO

La posizione di guida è equivalente a quella di una monoposto di formula. La seduta è praticamente rasoterra e le gambe sono stese orizzontalmente. I sedili sono molto comodi e non si avverte alcun colpo sulla schiena nemmeno sulle strade dissestate che abbiamo oggi in Italia. Sul cruscotto troviamo il contachilometri e, al posto del contagiri, l’indicatore di assorbimento dei KW; la curiosità è che l’indicatore può andare in due direzioni: quando acceleri indica la potenza che si sta utilizzando, quando lasci l’acceleratore oppure freni indica la potenza che si sta impiegando per recuperare energia… una sorta di KERS (Kinetic Energy Recovery Systems).

I NUMERI

Un pieno di energia sulla Tesla Roadster utile per percorrere 340 chilometri costa circa 7 Euro di corrente presa dalla normale rete elettrica oppure, se disponete di un impianto fotovoltaico il costo di ricarica equivale ad una frazione dell’ammortamento delle spese sostenute per installare l’impianto presso la vostra abitazione. Per percorrere gli stessi chilometri con una vettura di pari potenza si spendono circa 50 Euro.
Altri dati li trovi qui: http://www.teslamotors.com/roadster/specs

L’ECOLOGIA

Niente motore a scoppio (sob), niente marmitta, niente catalizzatore, nienteEGR, niente filtro antiparticolato, niente artifizi costosi per ridurre i grammi di anidride carbonica emessa per chilometro… niente di niente, solo un’innata semplicità e lo sforzo da parte degli automobilisti di capire che per la città (ma non solo) questa soluzione è davvero redditizia. Inoltre una corsa automobilistica con evoluti motori a scoppio diventerebbe ancora più singolare e desiderabile per il pubblico… Si potrebbe fare una netta distinzione strada-pista e… Difficile che accada perchè come abbiamo visto per le moto classe 250 – 2 tempi, la pista è un luogo dove pubblicizzare mezzi che poi venderai in replica per la strada. Sarà un bel dibattito.
Trovi maggiori info qui: http://www.teslamotors.com/roadster/technology

IL PREZZO

Si è molto discusso in passato sul prezzo di questa vettura negli Stati Uniti e sul prezzo che avrebbe avuto arrivando in Italia. Ebbene possiamo confermare che Energy Resources ha pagato l’auto un anno fa circa 99.000 dollari. Oggi il prezzo è già sceso a 84.000 dollari, che con il cambio a 0,759 equivarrebbe a 63.756,00 Euro, tuttavia la vettura viene venduta in Italia a 84.000 Euro… 🙂

Continua…

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Immagina di poter mettere nel tuo frullatore adrenalina, stupore, ecologia e uno straordinario desiderio di pista. Bere tutto d’un fiato e… Come ti sentiresti subito dopo?

LE SENSAZIONI

In due anni vi abbiamo parlato in più di un’occasione della TESLA Roadster, la vettura che si trova ai vertici dell’automotive elettrico e la cui tecnologia anticipa di gran lunga quella delle future vetture ecologiche che percorreranno le strade di tutto il mondo. Oggi invece… l’abbiamo provata per il piacere vostro e soprattutto, devo essere sincero, per il piacere mio. 🙂

Da diverse settimane aspettavo con una certa ansia questo momento. Oggi ci siamo presentati con mezz’ora d’anticipo all’appuntamento per la tanto attesa prova. Mezz’ora durante la quale abbiamo familiarizzato con la TESLA, osservandola, riprendendola, ammirandola, scoprendola, apprezzandone ogni dettaglio.

Mezz’ora per vedere dal vivo ciò che avevamo sempre visto solo su carta o sul sito della TESLA. Mezz’ora per capire che la TESLA roadster è una sportiva di razza, che ama l’asfalto, se ne nutre e lo digerisce come acqua fresca. Mezz’ora per capire che questa vettura, all’apparenza docile ed innocua, può darti tanto…

E’ agile, leggera, apparentemente innocua ma se provi a metterle il sale sulla coda pretende rispetto e una tecnica di guida sopraffina da vero pilota pur mantenendo elevatissimi margini di sicurezza (come vedremo nel seguito di questo articolo).

Un muso tondeggiante, sobrio, ripreso dalla Lotus Evora discendente della Lotus Elise dalla quale tra l’altro eredita anche il telaio. I fari e la presa d’aria centrale sembrano sorriderti, sembrano invitarti ad un viaggio tranquillo in armonia, dove scorazzando per una strada di campagna puoi persino udire il suono della natura. Eh già perchè la TESLA Roadster fa rumore ZERO. Sebbene questo non piaccia ai puritani del Motorsport, è un dettaglio che durante la guida passa in secondo piano e dopo soli pochi istanti viene praticamente dimenticato.

LA PROVA SU STRADA

Al momento dell’inizio della prova, la nostra TESLA Roadster, stava ultimando la sua carica. Una carica che dura 8 ore con il normale trasformatore in dotazione con la vettura e che può scendere a sole 3 ore se si usa il dispositivo BOOSTER anch’esso in dotazione con l’auto. Per le versioni che stanno uscendo ora i tempi di ricarica sono stati ridotti addirittura a soli 40 minuti per la carica rapida in cui si ottiene l’80% di ricarica del pacco batterie al litio. Con la carica completa è possibile percorrere ben 340 km toccando velocità di punta (solo in pista) di oltre 210 km/h autolimitati elettronicamente. Valori ineguagliabili dalla concorrenza. 😀

Partiamo dall’hospitality messa a disposizione dalla Energy Resources. Alla guida il responsabile customer care Davide Picciafuoco. L’abitacolo è basso, bassissimo… entrare in macchina è un’operazione riservata ai giovani 🙂 Il display presente sul tunnel centrale visualizza i chilometri ancora percorribili. Il primo rumore percettibile è quello delle ventole dell’impianto di climatizzazione il cui radiatore è posto nel vano anteriore della vettura. Il secondo rumore appena percettibile è quello del sibilo del poderoso motore elettrico da 250 cavalli. Davide si appresta ad uscire dalla sede della Energy Resources di Ancona, si nota subito che la vettura è sprovvista del servosterzo tuttavia non si avverte alcuna fatica nelle sterzate a bassa velocità perchè l’auto è leggera (la carrozzeria ha diverse componenti in carbonio) e le gomme non sono eccessivamente larghe. L’abitacolo diventa subito fresco… i due posti mostrano subito un impensabile vantaggio: il climatizzatore impiega solo pochi istanti a rinfrescare. Siamo ormai in marcia, usciamo dal cancello, mettiamo le ruote sulla strada e nonostante le buche e  la posizione a bordo che rasenta l’asfalto, la marcia risulta subito confortevole e appagante. Si respira aria di pista eppure stiamo viaggiando a 40 km/h… Il sibilo del motore è quasi impercettibile e solo abbassando i finestrini si riesce a sentire il rumore dato dal rotolamento delle gomme. Ci dirigiamo verso un’area privata dove effettuare una prova più approfondita in piena sicurezza.

LA PROVA PRESSO IL PARCO CHIUSO

Finalmente raggiungiamo l’area privata destinata alla prova. E’ una giornata calda, il cielo è sereno, una leggera brezza si avverte appena. Eppure, tra poco, si scatenerà un temporale di adrenalina forse impossibile da definire con le parole. Rettilineo… pronti partenza via! La TESLA Roadster si scaraventa in avanti con un’accelerazione impensabile persino per molte moto supersportive… La coppia c’è… è tanta e arriva subito. Sembra di stare su un aereo in fase di decollo… Anche il motore elettrico ha un suo canto: un sibilo in tutto e per tutto simile a quello di un aereo a reazione. La spinta continua, sembra non esserci mai un buco di coppia, un’incertezza… macché continua ad attaccarci al sedile al punto quasi da spaventarmi. Ogni interminabile istante che passava, era un istante in cui credevo che la coppia sarebbe diminuita e cha la vettura avrebbe accennato anche un piccolo affaticamento. Niente di tutto questo, l’unico modo di interrompere la spinta è quello di staccare il piede dall’acceleratore. Solo alla mia richiesta di interrompere 🙂 posso finalmente staccarmi dal sedile e allentare la presa con la cintura di sicurezza. Che brivido!! Qualcosa di inimmaginabile. Qualcosa che per le vetture più prestigiose che conosciamo è un sogno difficilmente raggiungibile se non con badilate di elettronica e un overdose di carburante in camera di scoppio. Abbiamo raggiunto i 100 km/h in poco più di 3 secondi 🙂

Ora la voglio provare, la desidero, la devo guidare. Con il sorriso in viso Il responsabile customer care Davide Picciafuoco si accosta e mi lascia il suo posto. Io non sono un matto, la voglio conoscere con calma, abbiamo tutto il tempo di presentarci. Procedura di partenza: spingo il pedale del freno, premo il tasto D (drive – per inserire la marcia) e partiamo. Viaggio per il parco chiuso a velocità da codice stradale, prendo confidenza con lo sterzo, direttissimo e con una precisione pari a quella di un compasso, e con i freni (per fortuna qui il servofreno c’è , in passato la pecca delle vetture elettriche era proprio la mancanza di tale dispositivo). Le gomme sono calde, i freni pure, lo sterzo non mi sembra altro che il proseguimento del mio corpo, proviamo a spingere almeno un pò… La TESLA Roadster mostra subito il suo cuore Lotus, è precisa, reattiva, maneggevole, si guida e ci si prende confidenza quasi come se la si fosse sempre conosciuta. Il rollio è ridottissimo e il trasferimento di carico trasversale lo abbiamo notato più osservando le nostre foto che durante la guida. Nell’abitacolo, anche nelle curve più tirate, non si ha la sensazione che il veicolo si stia coricando da un lato; la distribuzione dei pesi è ottimale con motore e batterie centrali si ottiene un bilanciamento del veicolo che garantisce subito una buona dose di confidenza.  E’ serena, ti da confidenza: ha un carattere tendezialmente sottosterzante e nelle curve, anche le più strette, a gas aperto non accenna la minima incertezza del retrotreno (con il traction control inserito).  Devi anticipare l’ingresso in curva, farla sottosterzare leggermente e non avere il timore di affondare il gas dal centro curva sino all’uscita. E’ subito chiara la sua legge, ti dice: Portami in pista e ti permetto di affondare, tutto, al massimo… divertiti… traccia traiettorie precise, seguile e fatti catapultare fuori dalle curve con una spinta da vettura di formula. Stuzzicami e io ti do una scarica di adrenalina lungo la schiena… mettimi alla prova e io non ti deluderò, dacci dentro non mi stanco, ma rispettami…

Persino disinserendo il controllo di trazione è difficile far partire il retrotreno in una curva ben impostata… Una frenata più decisa, il carico si trasferisce all’avantreno, ci si inserisce in curva con un forzato colpo di sterzo, si affonda e finalmente il retrotreno ci molla ma con una gradualità sconcertante… bisogna esagerare letteralmente, trattarla male, per farla arrabbiare e provocare un completo testa coda… ma cosa vuoi… infondo te l’aveva chiesto di rispettarla 😀

Raffaele Berardi

Continua…

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