L’auto del futuro? Leggera Elettrica e per soli 50.000 Euro??? -1-

Le idee per il futuro volgono nuovamente verso la direzione del mezzo elettrico che ha tutt’al più un piccolo motore a scoppio di emergenza. Corredate di ruote alte e stabili con larghezza ridotta per ridurre i consumi e che mentre sono parcheggiate si ricaricano con pannelli solari anche se il cielo è nuvoloso. Hanno pesi contenuti che permettono loro di aumentare l’autonomia.

Sono ottime idee: ma che risparmio porta acquistare una vettura dalle dimensioni di uno scooter cabinato per 50.000 euro? Ma soprattutto chi se la potrà permettere?

Certo è vero che una tecnologia prima di conquistare un’elevata diffusione costa di più… molto di più. Ma non vedo come possa aver successo una simile idea. Eppure molte riviste che si interessano di economia ne hanno parlato ultimamente. Le hanno presentate ed hanno commentato con le stesse nostre osservazioni circa il prezzo.

Però nessuno parla della TESLA. L’azienda che produce auto elettriche delle dimensioni di auto vere, sicure, l’azienda che produce auto elettriche con autonomie fino a 3 volte più elevate di quelle che conosciamo. L’azienda che realizza auto elettriche BELLE, sportive e desiderabili nonchè prestanti. Raggiungono velocità di tutto rispetto e autonomie impensabili per i modelli di cui sentiamo parlare. Non ne parla nessuno così ve le facciamo vedere noi: teslamotors.com

Giudicate voi stessi (sono realizzate su base Lotus e costano meno delle scatolette di cui si sente parlare in questi giorni); ultima cosa, non meno importante, sono già in produzione da una vita negli Stati Uniti.

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Facoltà di Ingegneria

Manuale d’uso e manutenzione : )

Anche se non è per tutti così, il passaggio dalle scuole superiori all’università, può rivelarsi traumatico per molti ragazzi con ampie aspettative per il loro futuro. Molti si trovano da soli perchè gli amici delle superiori hanno scelto altre facoltà o perchè hanno interrotto i loro studi. Molti altri invece hanno avuto la fortuna di avere compagni di studio vicino, oppure hanno trovato consiglio nei fratelli/sorelle più grandi che magari hanno già finito gli esami e si stanno laureando… altri ancora hanno genitori che fanno i professori o che a loro volta sono ingegneri e sanno insegnargli un metodo di studio valido e suggerirgli come muoversi.

Ma come ci si comporta specie durante il primo anno se non si ha alcun tipo di aiuto/consiglio/sostegno?

Ci si trova persi in un mondo dove sembra che si arrivi sempre tardi, dove le cose le si imparano e le si scoprono dopo… a lezioni perse o appelli di esami saltati o ancora dove non si sa quali carte preparare per la segreteria: tasse personalizzate, timbri, piani di studi. Tutto e nuovo e tutti ti dicono che devi cavartela da solo.

Se vi iscrivete ad ingegneria e siete solo voi e la vostra abilità a portarvi avanti, quello che segue potrebbe essere un buon metodo/consiglio. A tanti potrebbe sembrare persino banale, a molti altri sicuramente no:

  • Arriverete e cercherete gli orari delle lezioni ma potreste presentarvi in aula e non trovare nessuno. I primi tempi (durante il mese di Ottobre) gli orari cambiano spesso. Nessuno vi avvisa. Il sito dell’università magari vi sembra un immenso disordine nel quale le cose più banali non sono facili ed intuitive da trovare. Potrebbe essere utile porre attenzione a fine lezione (quando tutti fuggono non si sa da cosa visto che si sono iscritti di loro volontà…) a ciò che comunica il professore. In alternativa chiedete informazioni, circa le aule scelte dal professore, presso la portineria della facoltà. E’ proprio qui che i professori se cambiano orario o non trovano disponibile un’aula, prendono la chiave dell’aula che utilizzeranno. Verificate che i cartelloni degli orari attaccati sulle pareti di corridoi e uffici non siano cambiati. Questo accade spesso il venerdi e se il lunedi mattina non siete prontamente lì davanti a verificare cambiamenti, potreste letteralmente incasinare un’intera settimana cruciale.

  • Arrivate in aula sempre un pò prima. Oltre la mezz’ora prima. Se siete volenterosi lo farete e riuscirete, sedendovi avanti, ad ascoltare nuovi concetti, nuove logiche alquanto complicate per chi viene dalle superiori. L’ingegneria non prende niente per buono, l’ingegneria dimostra ogni cosa che afferma usando la logica… tanta logica. Potrebbe non piacervi inizialmente, perchè infondo volete solo il voto e passare all’esame successivo. Non è così. Niente ragionamento o niente sforzo nell’usare la vostra mente e niente esame passato.

  • Il primo anno non dedicatelo a fare quanti più esami possibili, utilizzatelo ad inquadrare bene quello che state facendo ma, soprattutto, utilizzatelo per studiare e passare ANALISI MATEMATICA 1, GEOMETRIA e FISICA. Se non passate questi tre esami capendoli, troverete tutto ciò che viene dopo difficile e incomprensibile e il vostro lavoro diventerà ancor più duro di quanto già non lo sia. Quanto tempo impiegherete per passare questi esami dipende da voi ma vi garantisco che passati questi tre, troverete una bella strada in discesa prima delle successive fatiche.

  • Non fate gli esami in maniera disordinata. Ce ne sono tanti che si assomigliano molto e che se fate in successione vi faranno risparmiare molto del tempo investito prima. Fatta Analisi 1, Geometria e Fisica, avete i collegamenti riportati nello schema più in basso in formato 1024×768 (cliccateci sopra). Dopo “analisi matematica 1” vanno possibilmente fatti esami a mio giudizio molto simili quali “analisi matematica 2” e fisica matematica (o meccanica razionale). Fisica matematica non è altro che un modo di utilizzare l’analisi matematica e la fisica nello spazio che ci circonda. Se non avete fatto gli esami che occorrono per comprenderla, non la passerete mai… o comunque ci perderete un tempo eccessivo. Esami come Chimica e Tecnologie di chimica applicata (o Tecnologia dei materiali. Credo si chiami così per gli edili) possono essere agevolmente passati se fatti a poca distanza l’uno dall’altro. Esami come Macchine (che si interessa di Macchine idrauliche: turbine, pompe, scambiatori ecc) e fisica tecnica sono praticamente identici. Se ne fate uno fate subito l’altro. Osservate la sequenza indicata nello schema in basso e valutatela bene.

  • Può tornare molto utile cercare presso la fotocopisteria dell’università, sin dai primi giorni di studi, vecchi appelli o dispense messe a disposizione dai professori. Molti lasciano volutamente del materiale per farvi meglio approfondire o esercitare per l’esame. Inizialmente se studiate da soli potreste non saperlo e vedere altre persone a lezione con molto materiale che voi non avete.

  • In alternativa non pensate che andando a trovare il professore durante l’orario di ricevimento, gli darete fastidio… Tutto il contrario, ai professori fa piacere che vi interessiate a sentire i loro consigli sul metodo di studio e sul materiale aggiuntivo che potrebbero aver messo a disposizione. Se non glie lo chiedete non lo saprete 🙂

  • Tornate a trovare i professori delle superiori e chiedete loro consigli circa la possibilità di ripetizioni di matematica (più raramente fisica). Sicuramente non vi ricordate più tutti i tipi di equazioni e disequazioni (secondo grado, fratte, irrazionali ecc.). Senza le opportune basi non si capisce nulla degli esercizi di Analisi, e Analisi 2. Se il vostro prof. delle superiori non è disponibile, chiedegli se ne conosce uno bravo che lo è: avere qualcuno esperto su cui fare affidamento, è un’ottima carta da giocare quando vi sentite persi.

Esempio di Ingegneria Meccanica in sintesi:

Gli esami collegati dalle frecce sono in stretta relazione tra loro, farli in successione avvantaggia molto.

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Crisi: Come uscirne?

Rubrica: Crisi, osservazioni e riflessioni

Titolo o argomento: Uscire dalla crisi

Più corretto sarebbe stato dire come evitarla. Una volta entrati in un periodo di crisi è difficile sapere quando realmente terminerà. Si possono solo avanzare delle ipotesi sulla base di dati. Una cosa è certa, in Italia c’è un detto che non sempre è vero: “Sei fai una cosa sola la fai meglio!” Molte volte sento amici e conoscenti dire a persone che fanno più di una cosa: “Ne fai troppe…” oppure “Ne vuoi troppe…” Anche questa affermazione andrebbe pesata. Non è affatto detto che fare più di una cosa porti svantaggi.

Vediamo perchè. Le prime aziende che vanno in crisi, sono quelle che producono un solo bene o servizio. Questo implica necessariamente che, quando tale bene o servizio avrà richieste in calo o non sarà ricercato affatto, l’azienda produttrice rischierà grosso e dovrà escogitare l’impossibile per tirare avanti. Guarda caso in paesi con altre mentalità questo fenomeno si verifica ma in maniera meno preoccupante.

Come mai? Perchè infondo non possiamo pensare che con un’aspettativa di vita di 100 anni (ve lo auguro a tutti…) dobbiamo acquistare per forza  20 utilitarie (tanto per fare un esempio) altrimenti le case produttrici non lavoreranno a sufficienza. Significherebbe lavorare tutta la vita solo per comprare auto e, oltretutto, non è detto che ci si riesca o che ci interessi ovviamente. C’è anche chi per lavoro ne acquista persino di più ma sono eccezzioni dovute a particolari esigenze, non fanno testo.

Allora come comportarsi? Il mercato, è saputo e risaputo, va secondo dei cicli, quando arriva il turno di un prodotto in particolare, questo si vende da solo -vedi tutti i negozi alla moda che abbiamo visto alternarsi ognuno nella propria generazione – ma quando arriva il momento di passare il testimone, se produci una cosa sola: è crisi. Non ci sono alternative, non ti puoi buttare su un altro settore che va meglio o che, se non altro può compensare perdite e offire mantenimto per l’altro che non va. Produrre in più direzioni può salvare la situazione a patto che ne siate capaci. Richiede ingenti sforzi ed obbliga a fare un mestiere per pura passione. Potresti non riuscire mai a trarne grandi profitti ma manderesti avanti aziende anche familiari subendo comunque gli alti e bassi del mercato, con effetti minori. Diverse aziende asiatiche non producono solo auto o moto ad esempio… Producono anche moto ad acqua, strumenti musicali, mezzi agricoli, motori per aeroplani, attrezzature di vario tipo…

Poi ci sono aziende del nord Europa come la Electrolux. La più prestigiosa casa al mondo di elettrodomestici in termini di qualità assoluta. Va in crisi anch’essa ovviamente ma con effetti molto minori in quanto produce sì ottimi elettrodomestici, ma si occupa di molti altri settori: dagli elettrodomestici ai fiori finti, dalle moto (quando possedeva Husqvarna) ai robot, dalla Nautica al tempo libero (caravan, camper, roulottes), dalla purificazione dell’aria (anche depurazione dell’acqua utlimamente) ai rimedi per le allergie.

Ora, capirete da soli che l’Electrolux, per chiudere, deve andare in crisi in tutti questi settori e in tutti gli altri che non ho elencato… Deve succedere proprio una supercrisi da fine del mondo… Altrimenti non ne vedo il modo. Quando un’azienda che punta a crescere si muove in più direzioni (senza per questo arrivare all’eccessivo esempio di Electrolux), con un settore che va meglio solitamente compensa quello che va meno bene. Non è il caso di Grandi industrie automobilistiche che producono solo ed esclusivamente auto o annessi e connessi quali camion, trattori, furgoni ecc…

Naturalmente ci si deve pensar prima e non essendo cosa facile, non è detto che si riesca a guardare sempre avanti nel modo migliore. Ci si aspetta che il petrolio sia la fonte di energia per sempre… Si fa di tutto affinchè lo sia ma, se nel frattempo non hai pensato ad altro, puoi attendere con calma il giorno in cui il tuo motore a benzina non potrà più essere alimentato e chiuderai i battenti.

Quindi saper fare più cose può sicuramente darti un vantaggio anche nel tuo piccolo. Se sai fare solo la cassiera del supermercato ad esempio, puoi aspettarti il giorno che le casse saranno tutte elettroniche, nasceranno dispute sul fatto che la gente preferisca incontrare una persona con cui parlare anzichè un computer, ma state tranquilli che se servirà per risparmiare lo faranno e se nel frattempo avrai imparato a lavorare a maglia con un metodo o uno stile tutto tuo, sopravviverai (si tratta solo di un esempio per capire il concetto che voglio esprimere). E’ ovvio anche che uno su mille ce la fa (come diceva la nota canzone).

Il ruolo dell’istruzione. Da qui si ritorna al concetto fondamentale dell’istruzione che secondo me in Italia è carente dal punto di vista pratico. Non siamo in grado nelle scuole di enfatizzare le passioni che hanno gli studenti. A lezioni gli si chiede solo la maledetta pappardella che devono imparare a memoria per prendere l’agognato 7 e stare in pace fino alla prossima interrogazione. Questo non forma l’Italia.

Cosa ci vuole a chiedere ad uno studente cosa gli piace, che passioni ha o, nel caso non lo sappia ancora, quanto meno stimolarlo? Certo non saranno tutti dottori in carriera, avvocati impressionanti, ingegneri rivoluzionari, idraulici bravi, meccanici di talento, carpentieri esperti, elettricisti bravi, falegnami artistici, commercianti di classe, chef o baristi capaci, tecnici informatici svegli o sportivi vincenti… Ma saranno sicuramente molto più di quello che le scuole italiane tirano fuori da decenni. “Sì certo, devono sapere cos’è la seconda guerra mondiale o un babilonese ma se poi escono con il tanto sudato diploma per poi non combinare nulla e cercare solo il posto fisso, allora sì che le crisi arrivano e anche con cicli più fequenti”.

Le cose si guardano alla radice, non compreremo venti automobili nella vita per evitare la chiusura della casa automobilistica. Sarà la casa automobilistica a stupirci con idee geniali e noi a desiderarla fortemente.

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Risparmiare il carburante: il sistema cut off.

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili
Titolo o argomento: Risparmiare il carburante

Ho una macchina abbastanza stabile quindi posso mettere a folle in tutte le discese e risparmiare carburante.

Errato, oggi le migliori utilitarie (sotto il punto di vista dei consumi) sono corredate di una utile funzione che si chiama CUT OFF. Questo sistema permette di interrompere l’iniezione di carburante ogni qualvolta si rilascia il gas. Offre un ottimo risparmio di carburante in tutte quelle situazioni in cui lasciando il gas il motore diventa passivo e viene trascinato dalle ruote motrici e non viceversa, ovvero durante le discese o i rilasci di gas in autostrada ad elevate andature ad esempio.

Il risparmio ottenuto è maggiore rispetto a quello che si ottiene mettendo in folle. In quest’ultima modalità infatti il motore per rimanere acceso deve essere comunque alimentato anche se solo al minimo. E’ vero però che sotto un determinato numero di giri l’alimentazione viene comunque ripristinata e il CUT OFF si interrompe per evitare lo spegnimento del motore.

Le vetture tedesche furono le prime anni fa a montare questi sistemi sulle auto. Oggi molte altre marche si sono adeguate. Inoltre sottolineo che quando dico “le migliori vetture montano questo sistema”, è da intendersi: migliori sotto il punto di vista della gestione dei consumi. Sottolineo questo per evitare che una vettura venga considerata ottima in ogni aspetto solo perchè dispone di un tale sistema. Ovviamente non è detto.

Scienza delle costruzioni vs Femore

Interessante come madre natura abbia concepito la struttura ossea dell’uomo. Basti pensare al fatto che l’interno di un femore non è esattamente come lo vediamo nei libri, bensì si tratta di una struttura cava costituita da  tante gallerie che si incrociano trasversalmente per un ottimo e logico motivo strutturale:

Alimentare le ossa costa!

Persino l’organismo dell’uomo si pone nella logica di ottimizzare le sue funzioni. Sarebbe inutile, mangiando cibi contenenti calcio, che quest’ultimo si posizioni senza una regola ma soprattutto, andando a riempire completamente le ossa. In tal caso avremmo una struttura ossea molto pesante da portare avanti, meno elastica ed un consumo energetico molto elevato.

La presenza di gallerie che si incrociano trasversalmente fa si che il calcio acquisito con il nutrimento vada solo dove occorre. Ovvero nelle zone più sollecitate a trazione e compressione. E’ noto infatti che le ossa umane resistono molto facilmente a trazione e compressione ma resistano molto meno a flessione. Le fratture sono quasi tutte dovute a grossi carichi laterali improvvisi come quelli dovuti agli urti. Raramente si rompe un arto in seguito ad una sollecitazione di compressione o trazione come ad esempio un salto.

Stupefacente. La scienza delle costruzioni studiata in Ingegneria Edile e in Ingegneria Meccanica, si basa da centinaia d’anni su logiche come quella del corpo umano attraverso una specie di reverse engineering.

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European Truck Racing Championship

Molti non le conoscono, sono le corse dei camion (FIA) ovvero l’ European Track Racing Championship. Ci sono delle date anche in Italia, vi suggerisco di farci un salto se amate i camion performanti o se siete semplicemente curiosi come me 🙂 Ovviamente trattandosi di corse sconosciute, non vi sono interessi economici tali da imporre costi elevati persino nei biglietti… L’ultima volta sono entrato con 8 euro e forse anche meno e ci sono stato un’intera giornata tra turni di qualifiche e più gare disputate nello stesso giorno. Spassoso…

Motori Diesel Sovralimentati derivati da quelli di serie – massima cilindrata ammessa per regolamento: 13.000 centimetri cubici. Motori da 6 a 8 cilindri a V.

Potenze impressionanti intorno ai 1.400CV a poco più di 1000 giri al minuto.

Coppia smoderata di circa 500 Kgm.

Velocità massime limitate a 160km/h  per regolamento anche considerando che poi ad ogni staccata occorre frenare una massa di diverse tonnellate.

L’altezza del veicolo non deve oltrepassare i 2,5 metri per permettere migliori performance in curva ed evitare possibili ribaltamenti.

L’abitacolo deve necessariamente essere munito di ROLL-BAR onde evitare lo schiacciamento della cabina in caso di incidenti gravi (perchè non farlo anche su strada? Per il peso?).

Il calendario lo trovate al seguente link:
http://www.truckracing.de/truckrace/en/news/index.html

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Bisonti da corsa – FIA Truck Racing Championship

Acquistare un’auto usata, ecco cosa guardare.

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili
Titolo o argomento: Cosa devo guardare se acquisto un’auto usata?
Metodo: cosa devo guardare per non fare errori?

La vettura usata deve essere libera per ogni tipo di prova, se questo ti viene impedito vuol dire che c’è qualcosa da nascondere.

Se ti dicono di parlare con il proprio meccanico che garantisce, tu rispondi che deve essere “il tuo meccanico” a garantire e non quello del venditore. Il tuo meccanico è disinteressato e neutrale ovviamente.

Autotelaio e carrozzeria

Porta la macchina da un gommista esperto, possibilmente da uno che prepara assetti anche sportivi e sia ben attrezzato. Fai verificare che l’auto non sia incidentata e che il telaio sia diritto. Mettila sul ponte e controlla il suo stato nella parte inferiore. Avere la convergenza da rifare è normale e non significa che il telaio è storto.

Controlla tutte le guarnizioni, specie quelle intorno a parabrezza e lunotto e osserva se sul bordo di esse trovi tracce di vernice. Se sì chiedi perchè (sicuramente l’auto è stata verniciata). Sii un bravo psicologo: se chi sta vendendo esita nelle spiegazioni o evita il discorso, ha qualcosa da nascondere. Non effettuare l’acquisto.

Controlla la verniciatura contro luce di giorno all’aperto, se trovi strani aloni, quella parte è stata riverniciata.

Controlla le staffe che reggono i fari anteriori, verifica incrinature o imperfezioni nella verniciatura. Se hai un carrozziere di fiducia informati su tutti quei fattori che indicano riverniciature in punti anomali. La comune bottarella non pregiudica l’ottimo funzionamento di un mezzo ovviamente.

Controlla se le portiere chiudono tutte allo stesso modo e verifica se senti strane vibrazioni su uno degli sportelli. L’auto potrebbe aver preso una seria botta da quella parte. Controlla i codici sui vetri per capire se uno di essi è stato sostituito ed eventualmente chiedi perché.

Anche un pneumatico usurato in modo anomalo può esser segno di un telaio storto.

Motore

Ovviamente guida l’auto e senti le tue impressioni. I chilometri non saranno mai quelli che leggi a meno che tu non stia acquistando da un privato (anche in questi casi però ho trovato persone che li hanno tirati indietro).

Verifica la fumosità allo scarico. Se parti a freddo in una giornata invernale è normale che esca la condensa e ti possa sembrare fumo bianco. Tranquillo non è olio.

Se il motore, in temperatura, fuma in modo anomalo, potrebbe avere problemi con la guarnizione della testa o con i paraoli delle valvole che lasciano passare l’olio in camera di scoppio. Questo viene in parte bruciato e mandato allo scarico.

Verifica, tramite un meccanico esperto, possibilmente con una sonda a fibre ottiche e l’apposito monocolo o monitor, lo stato di camere di scoppio, pistoni e cilindri. E’ sufficiente togliere tutte le candele -niente di più- potrai vedere velocemente se i cilindri sono rigati o presentano tracce di grippaggio. Un esperto in rettifiche ti potrà essere utile…

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Segni omogenei a 45° che si incrociano per tutta la superficie del cilindro non sono dovuti a danni ma servono per trattenere l’olio sulle pareti dei cilindri e lubrificare i pistoni.

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Attraverso un compressiometro (dal meccanico) potrai verificare la tenuta di pistoni e valvole. In poche parole verificherai se c’è compressione nel motore e quindi, se il motore va a dovere e consuma carburante nella norma. I valori corretti sono riportati sui manuali delle officine specializzate.

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Se mentre il motore è avviato senti strani e persistenti ticchettii metallici, potrebbe avere i bicchierini idraulici delle punterie danneggiati.

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Verifica aprendo il cofano motore che non ci siano eccessive macchie d’olio o perdite che hanno causato abbondanti strisciate. In tal caso evita l’acquisto.

Verifica che nel vaso di espansione il liquido di raffreddamento non sia “melmoso”. Se dovesse presentarsi sotto forma di melma significa che si è miscelato con l’olio per problemi di tenuta tra testata e monoblocco. Evita l’acquisto ovviamente.

Quando leggi che il motore è stato appena “rifatto” domandati perchè uno spende tanto per rifare un motore e poi rivende subito il mezzo… Inoltre un motore, quando lo si restaura, bisogna saperlo preparare e revisionare altrimenti è molto facile rovinarlo del tutto. In Italia sono veramente pochi quelli che effettuano tali lavori in modo corretto e con un livello di precisione decisamente elevato. Oltre alle capacità e alle conoscenze nonchè una rigorosa pazienza, bisogna disporre di macchine per rettifica decisamente costose e con gradi di precisione molto molto elevati.

Quando leggi su un’inserzione che gomme e freni sono stati appena sostituiti non è detto che si tratti di un’auto in pessime condizioni ma potrebbe esser stata molto sfruttata… In effetti se il mezzo è in ottime condizioni, il proprietario non si interessa di cambiare gomme e freni ma si limita a dirvi di farlo oppure non vi dice nulla in quanto sa che il suo mezzo è OK ed ha bisogno al limite della regolare e normale manutenzione ordinaria.

Circa i mezzi elaborati (auto moto) sappiate che non è assolutamente vero che valgono di più, anzi… Le elaborazioni riducono drasticamente il valore del mezzo. Per non parlare poi di mezzi omologati che però hanno girato in pista: il loro valore è molto molto BASSO. Non farti prendere dall’euforia del fatto che la macchina sia bella e aggressiva. Ne troverai altre 10 meglio a prezzi più vantaggiosi.

Un mezzo originale può essere facilmente iscritto all’ASI se sei un appassionato. Un mezzo elaborato non ha alcuna possibilità.

Conclusioni

Infine il consiglio che penso sia più semplice ed efficace: acquista un’auto o una moto usata da un conoscente, un amico, un parente, un collega di lavoro, insomma una persona fidata. Risparmi tempo e denaro. Se un mio amico acquista una moto che ho posseduto, fidati che non prende un bidone 😀

Capitale di rischio – Capitale di credito

Che differenza c’è?

Il fabbisogno finanziario è coperto attraverso due fonti:

Capitale di rischio (o capitale proprio). Non è prefissata la restituzione se non alla cessazione dell’attività. Inoltre la sua remunerazione è funzione dei risultati ottenuti dall’impresa. Se l’impresa ha risultati negativi, il capitale può essere parzialmente o completamente perso. Il capitale di rischio è fornito dai soci.

Capitale di credito. Sono prefissate le modalità di restituzione ed è prevista una remunerazione che è indipendente dai risultati dell’impresa. Vedi ad esempio un prestito effettuato da una banca a favore di un’impresa.

Riuscire ad aprire un negozio su internet o una qualunque attività che possa agevolmente funzionare in rete, riduce notevolmente il capitale di rischio che occorre (soprattutto quando non è necessario tenere un magazzino con merce ferma) specie se offrite un servizio raro e particolare e non vi buttate a fare ciò che fanno tutti. Aprire una pasticceria o una gelateria (tanto per fare un esempio) senza ricorrere a prestiti delle banche, aumenta le vostre possibilità di riuscire nell’impresa.

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Immagine tratta da una ricerca sul web

P.N.D. Metodo dei liquidi penetranti

Rubrica: P.N.D. Prove non distruttive -5-

Titolo o argomento: Liquidi penetranti

Cricche, microcricche o  cavità sulla superficie di un pezzo possono essere visibili irrorando la superficie con un liquido ad elevate proprietà penetranti. Tali liquidi riescono a penetrare in fessure o fori molto sottili dopodiche la porzione di liquido che è riuscita a penetrare viene riassorbita con mezzi di sviluppo e contrasto.

Tecnica:

  1. Prelavaggio: Viene eseguito per pulire il pezzo da esaminare e le sue cavità (pezzi nuovi vengono sgrassati con trielina o tetracloruro – pezzi incrostati o corrosi vengono sgrassati con soluzioni saponate o elettrolitiche ed infine nuovamente sgrassati con acetone).

  2. Applicazione del liquido: Può avvenire per spruzzamento o per immersione. L’applicazione può raggiungere i 30 minuti.

  3. Applicazione di una sostanza emulsionante: Viene applicata una sostanza emulsionante per rimuovere il liquido penetrante rimasto in superficie senza per questo asportare quello che si è correttamente insinuato nelle fenditure. NOTA: se l’intervallo di tempo tra l’emulsione ed il lavaggio è breve, sarà più facile rilevare difetti poco profondi o di forma schiacciata.

  4. Lavaggio: da effettuarsi con acqua o solventi organici. Se nella precedente operazione si è utilizzato un liquido che non ha bisogno di emulsionanti, allora è necessario effettuare un superlavaggio molto più accurato onde evitare che venga asportato anche il liquido nelle fessure.

  5. Sviluppo: Lo sviluppo consiste nell’applicare un mezzo di contrasto capace di assorbire il liquido penetrato entro le fessure e di rendere visibile il difetto. Si utilizzano per questo polveri a secco, ad umido, o vernici. Le polveri a secco vengono applicate in una camera in cui viene introdotto il pezzo e la polvere è tenuta in sospensione e agitazione da forti turbolenze nell’aria indotte da appositi ventilatori. Le polveri ad umido o le vernici invece vengono applicate con apposite pistole a spruzzo oppre per immersione. Dopo l’applicazione delle polveri si procede allo sviluppo (dai 15 minuti ad alcune ore), per rendere evidenti i piccoli difetti lo spessore del mezzo di sviluppo deve essere sottile.

  6. Rilevamento difetti: alcuni liquidi sono colorati (in rosso) ed i difetti sono osservabili e fotografabili con la normale luce. Molto migliore è invece l’osservazione con liquidi fluorescenti che richiedono una luce ad ultravioletti (luce nera o luce di wood). Alcuni tipi di vernici, dopo l’essicazione, possono essere tolte dal pezzo senza frantumarsi (formando una specie di pellicola) in modo tale da poter conservare i dati rilevati.

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