Contesto della foto: lo sfondo

Rubrica: Portare al limite una compatta digitale -1-
Titolo o argomento: Contesto della foto

Ipotizziamo di nutrire il desiderio di voler vendere un oggetto da collezione su internet. Dobbiamo realizzare un annuncio valido, chiaro, corretto, ben formulato e veritiero ovviamente. Ma c’è un dettaglio, forse il più importante, che molti tralasciano o trascurano: la foto.

La foto parlerà del vostro oggetto e di nessun’altra cosa. Al centro della vostra foto ci sarà il vostro oggetto e dovrà essere ben in evidenza affinchè possa convincere delle sue particolarità.

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Ma come risaltarle?

Fare una foto a caso su una mensola o un tavolino (FOTO 1: esempio di foto senza nessuna cognizione tecnica) e poi inserirla nell’annuncio potrebbe non essere la scelta ideale (certo dipende dall’oggetto). Ammettiamo di voler vendere una bottiglia di Coca Cola da collezione e di volerne sottolineare le caratteristiche. Potremmo scegliere di utilizzare uno sfondo per studi fotografici sorretto da 2 stativi (FOTO 2: illuminazione professionale). In questo modo nella foto vedremmo solo il corpo della bottiglia e nessun altro oggetto a distoglierci l’attenzione e, soprattutto, ad influenzare la scena con i propri colori.

Ehi ma due stativi più lo sfondo per il set fotografico costano! Non vale la pena acquistare un kit del genere per fare qualche scatto per un inserzione e niente di più! CERTO, ovvio. Ed è proprio a causa del costo che stiamo ritardando la pubblicazione degli articoli sulla pagina “Grafica e intrattenimento” di questo Blog…

La soluzione sta nell’ingegno: possiamo ricreare un mini set fotografico in casa badando ad alcuni accorgimenti molto importanti:

  • Per la FOTO 3 come stativo è stato usato un porta asciugamani da bagno alto non oltre 80 cm
  • Come sfondo è stata usata una risma di fogli a strappo 1m X 0,6m che si trovano in cartoleria (euro 5) e che vengono usati a mò di lavagna appendendoli al muro generalmente.
  • Per gli scatti abbiamo utilizzato, o meglio sfruttato al limite, una semplice (mica tanto…) compatta digitale da 6 Mega Pixel (Risoluzione: 2816 x 2112) con zoom ottico 4x.

Cosa è stato  settato sulla macchina fotografica? Tra le nostre regolazioni possibili c’erano:

  • Priorità dei tempi (per gestire quanta luce entra)

  • Diaframma (per gestire come la luce entra)

  • Messa a fuoco manuale (per mettere a fuoco solo il dettaglio)

  • Possibilità di escludere il flash (se non si vogliono riflessi incisivi)

  • zoom ottico 4x (riprendere da più lontano zoomando evita distorsioni e nasconde imperfezioni)

  • Timer di scatto (mentre la macchina fotografica è sul cavalletto il timer fa sì che, nel momento in cui effettuiamo lo scatto, abbiamo il tempo di togliere le mani dal corpo macchina evitando di far rientrare nella foto anche le minime vibrazioni)

  • Possibilità di regolazioni ISO da 80 a 800 (per regolare la sensibilità del sensore, una volta della pellicola…)

Non pensavate che su una compatta ci fossero tante regolazioni? : ) E’ proprio per tale motivo che vi consiglio (ma fate come volete ovviamente) di imparare ad usare tutte queste funzioni prima di passare ad una reflex. Vi accorgerete che potete fare molto ma molto meglio di quanto una persona inesperta fa con un’ottima reflex.

Continua.

Modellismo creativo: modificare una FXX

Quando la tecnologia meccanica diventa 1/18

Le lavorazioni

Il modello di base è una Ferrari Enzo (in scala 1:18) della Hotwheels la quale, in seguito ai pochi secondi di normale vita da automodello statico originale, è stata completamente sverniciata e smontata pezzo pezzo. Le principali lavorazioni effettuate da Carlo (così si chiama l’autore di questo modello) hanno comportato per l’appunto:

  • La sverniciatura

  • L’intaglio della lamiera della carrozzeria in diversi punti come ad esempio ai lati del cofano per inserire gli sfoghi del calore posizionati sopra le ruote

  • L’aggiunta di parti (racing replica) quali ad esempio lo spoiler sul fronte, gli estrattori marcati sul retro, il cofano motore con snorkel, probabilmente realizzati  con apposite fibre e resine espossidiche.

  • La stuccatura (sulla quale ci stiamo ponendo diverse domande)

  • La verniciatura (immaginiamo completa di fondo)

Notevoli i dettagli dell’abitacolo, i ganci fermacofano (anche se incompleti) il gancio di traino il cofano motore e la finitura dello spoiler anteriore.

Resta ancora senza risposta la curiosità di sapere se le componenti aggiuntive siano state modellate a mano adattandole con un ottimo occhio o lavorando ricoprendo il pezzo originale per valutare i volumi ed usando poi un distaccante per poter terminare le lavorazioni solo sul pezzo realizzato. Probabilmente l’ipotesi corretta è la seconda ma… mai dire mai. L’ipotesi dello stampo ci sembra alquanto lontana ma non impossibile.

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Le campanature di un’auto da corsa

Rubrica: Il setup che fa impazzire – Livello base

Titolo o argomento: Angoli caratteristici – Le campanature

Se si esclude il caso di lievi affinamenti come citato nel precedente articolo “Le Ali“, anche per le campanature all’anteriore e al posteriore vale la stessa logica già trattata. Significa che in caso di interventi importanti sui valori di campanatura all’anteriore, si hanno effetti che si ripercuotono al posteriore e viceversa.

  • Foto 1: esempio di campanatura portata quasi a ZERO. Il contatto a terra del pneumatico è massimo. Naturalmente in curva il pneumatico tenderà a sollevarsi e a non toccare nella parte interna alla curva.

  • Foto 2: esempio di campanatura di base fornita generalmente con gli assetti base sui simulatori e sulle vetture stradali a trazione posteriore. Ognuno poi affinerà, in base alla sua guida, i valori ottimali.

  • Foto 3: esempio di campanatura eccessivamente negativa. L’esempio mostra come ora solo una minima parte della gomma tocchi a terra. Questo si traduce in uno scarso contatto e scarso feeling. Non arrivano sensazioni al pilota se non quelle sgradevoli che indicano la continua perdita di aderenza. La campanatura ottimale deve sì essere negativa ma non eccessiva.

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Ammettiamo che vogliamo più trazione (stiamo parlando di una trazione posteriore) ed andiamo a ridurre le campanature al posteriore (ad esempio da -1,5° fino al valore -0,9°) per avere più contatto a terra e conseguente maggiore aderenza nel momento in cui apriamo il gas…

che effetti secondari incontreremo?

Improvvisamente otterremo un retrotreno molto stabile, probabilmente troppo. Questo si ripercuoterà sull’avantreno che non disponendo del leggero sovrasterzo che occorre in rilascio per inserirsi in curva, tenderà ad andare dritto sottosterzando.

Perchè?

Si tratta sempre di una questione di semplici rapporti matematici. Se la superfcie di contatto a terra al posteriore è molto maggiore di quella all’anteriore, il mezzo tenderà ad andare dritto. Viceversa sovrasterzerà molto pericolosamente.

Considerando che le cause di sottosterzo e sovrasterzo sono molteplici anche se spesso la poca esperienza porta ad agire sempre sulle stesse cose (vedi gli alettoni), potremmo ottenere un effetto sottosterzante non solo aumentando il contatto a terra delle gomme posteriori, bensì anche riducendo eccessivamente il contatto a terra all’anteriore con campanature esagerate. Il discorso è sempre lo stesso: il rapporto tra l’anteriore e il posteriore risulta squilibrato con effetti fastidiosi se troppo elevato.

Tuttavia è inutile continuare a cercare i valori ideali di campanatura se non si sono regolati a dovere i differenziali e gli alettoni ad esempio. Ogni parametro può giocare brutti scherzi all’altro. Per trovare le campanature che più si addicono al vostro stile di guida, affidatevi al rilevamento delle temperature delle gomme nella parte centrale e ai due estremi di ogni gomma. Dividete il pneumatico in 3 ipotetiche fasce su cui prendere le temperature con un’apposita sonda se siete in pista realmente o semplicemente premendo F9 sulla tastiera se state simulando con Live for Speed.

Note

Inoltre io sto considerando un mezzo a trazione posteriore dove generalmente l’angolo di campanatura al retrotreno è minore di quello all’avantreno (anche se dipende dal posizionamento all’anteriore o al posteriore del motore che vuol dire davvero molto… ne parleremo in seguito) ma vi accorgerete che è il contrario per una trazione anteriore e che è variabile per una trazione integrale in base all’uso che se ne fa…

Maggiori approfondimenti alla sezione “Setting” della pagina “Motori“.

Le ali di un’auto da corsa

Rubrica:Il setup che fa impazzire – livello base

Titolo o argomento: Le ali

Vai a scaricare gli alettoni ma la macchina va più piano. I tempi sul giro si alzano. Blocchi il differenziale ma all’ingresso in curva l’auto rifiuta di inserirsi. La abbassi pensando che con un baricentro più basso percorrerai le curve più velocemente ma in realtà diventa solo più nervosa e reattiva. Le campanature non vanno mai bene e le gomme scaldano troppo oppure non ti accompagnano nella curva.

Cosa succede al tuo setup?

In alcuni brevi articoli a partire da questo (le ali, le campanature, l’altezza da terra, i differenziali, le barre anti rollio ed un rapid resume molto utile) cercheremo di rispondere alle domande dei lettori nel modo più chiaro e semplice possibile evitando di dilungarci troppo. Successivamente ci occuperemo di approfondire via via sempre di più.

Il setup in realtà è fatto di rapporti ovvero andando a toccare un parametro che riguarda l’avantreno, gli effetti del mutamento si ripercuotono anche sul retrotreno. Per tale ragione ogni modifica fatta all’avantreno deve tener conto delle conseguenze che comporterà sul retrotreno e viceversa.

Un esempio?

Solitamente quando la macchina stenta ad inserirsi in curva, si agisce sull’ala anteriore con la volontà di ottenere più aderenza. Il più delle volte si finisce con l’ottenere una vettura che in realtà sovrasterza troppo.

Come mai?

Non bisogna solo considerare l’angolo dell’ala anteriore o posteriore durante una regolazione, bensì anche le percentuali di carico sul fronte sul retro. Se abbiamo un carico aerodinamico del 30% sul fronte e del 70% sul retro e vogliamo più aderenza all’anteriore, aumenteremo sì l’angolo dell’ala anteriore, ma andremo a correggere anche l’ala posteriore affinchè le percentuali di carico rientrino in quel range che mantiene la vettura in equilibrio durante la curva. Questo soprattutto quando andiamo a creare nuovi assetti. Prima ancora di scegliere l’angolo delle ali, sarà opportuno effettuare qualche conto sul bilanciamento del veicolo. Come sono ripartiti i pesi? Ha il motore anteriore o posteriore? Valori numerici ben precisi sono riportati alla pagina info della vostra vettura (sul simulatore lfs). Solo nel caso si facciano leggeri affinamenti correttivi si va a toccare una sola ala. Se invece le prestazioni del vostro mezzo sono da rivedere e la vettura in curva dinamicamente vi piace ma non vi entusiasma nel rettilineo, allora riducendo l’ala al posteriore per avere più velocità, dovrete ricordarvi di agire anche sull’ala anteriore per ricreare quell’equilibrio che avevate prima e che non rendeva la macchina né troppo sottosterzante, né troppo sovrasterzante.

Curiosità

A mano a mano che scarichi gli alettoni, solitamente sono necessarie alcune correzioni anche ad altri parametri del set. Spesso riducendo l’angolo di un’ala, si interviene anche sulle campanature delle relative ruote (anteriori o posteriori in base alla rispettiva ala) aumentandole un pelino. Tuttavia la migliore certezza l’avrai provando questa soluzione ed osservando in che misura ti da vantaggi/svantaggi. Muovi sempre le regolazioni di poco, si tratta di affinamenti. Aumentare un paramentro del 30%-40% ogni volta andando di 10 in 10 non ha senso. L’intervento è troppo esagerato e non ti dirà la verità.

Maggiori approfondimenti alla sezione “Setting” della pagina “Motori“.

Che cos’è la cartolarizzazione dei mutui

In Italia migliaia di famiglie cercano di rinegoziare il proprio mutuo, ma perchè trovano ostruzioni? Un terzo dei mutui concessi in Italia è stato cartolarizzato. Cosa significa? In parole più che semplici per far meglio comprendere a chiunque, significa che le banche cedono il tuo mutuo o meglio i crediti alle società per la cartolizzazione incassando così immediatamente la somma prestata e cedendo la rata a tali società.

Questo implica che con grandi difficoltà si può negoziare un mutuo perchè il cliente della banca non ha la possibilità di cambiare gli accordi tra la banca e la società per la cartolarizzazione.

Viene da chiedersi: è un’operazione consentita e trasparente? La risposta è sì. Non ci sono leggi che prevedono che il cliente debba essere informato di tali operazioni ma in caso si presentasse in banca per richiedere una rinegoziazione, si troverebbe davanti una bella bega.

In Italia è successo ad un terzo di coloro che hanno un mutuo e la cifra totale dei mutui cartolarizzati si aggira intorno ai 70 miliardi di euro.

Sicurezza nei cantieri

Rubrica: Sicurezza nei cantieri

Titolo o argomento: La variazione delle norme che regolano la sicurezza nei cantieri

Sono cambiate le norme che regolano la sicurezza nei cantieri. Sono diventate più severe. E se pensiamo a quanto poco vengono ascoltati i responsabili di cantiere dalle persone che in esso lavorano, ci fa piacere. Il rovescio della medaglia sta nel fatto che ora, se sei il responsabile di un cantiere e le persone che lavorano con te non ti danno retta facendosi male, rischi di passare grossi guai. Se poi l’incidente sul lavoro è tale da causare conseguenze definitive… Beh allora l’ipotesi del carcere oggi non è poi così lontana. Ma è corretto?

Da un lato irrigidire le norme era necessario anche per pareggiare la situazione economica. Vi erano cantieri che spendevano fior fior di quattrini per regolarizzarsi e ce n’erano altri che facendo i furbi ottenevano, tirando le somme, un capitale netto superiore con il rischio giornaliero di perdere dipendenti sul lavoro.

Dall’altro lato non è possibile incolpare un Geometra che era stato chiaro sul non andare in cantiere quando pioveva o non incominciare un lavoro in uno scavo senza picchettare le pareti se più alte di 120 cm ecc, per non essere stato ascoltato. Diventa assai difficile dimostrare davanti a un Giudice che si era ripetuto più e più volte:”Questo non si fa! Quello lo devi fare così! Guarda che c’è una regola! Attento che così ti fai male! Se potessi ti manderei via perchè ogni 5 minuti ti metti in pericolo con le tue mani…” E’ la verità, molti non ti ascoltano! Che colpa ne ha il Geometra se il più delle volte non ascoltano. E’ la troppa sicurezza di sè, la classica convinzione: L’ho sempre fatto così ed è andata bene.

No non è così, un cantiere non va avanti per fortuna o per speranza, un cantiere deve osservare le regole non per imposizione ma perchè chi ci lavora si rende conto che c’è un modo per fare ogni cosa. Il responsabile del cantiere deve assicurarsi che le norme vengano rispettate o sospendere il cantiere.

Le regole sono importanti ma è giusto punire il Geometra per una mancanza altrui? Forse bisognerebbe smussare qualche spigolo di queste regole che vedono il solo ed unico responsabile il Geometra il quale in caso di consegenze gravi, va diretto in carcere.

Risultato? molti Geometri stanno rinunciando a prendersi le responsabilità dei cantieri e questo perchè? Perchè tanto se dici a tizio non salire su quella scala pericolante, sostituiscila e fissala! Stai sicuro che come volterai lo sguardo farà come dice lui… Ma che ci deve fare il Geometra o il titolare di un’impresa che si prende una gastrite dopo l’altra rimprovereando a destra e a sinistra la pericolosità di certe azioni sconsiderate.

Ingegnerizziamo i nostri processi fino all’esasperazione! Nel nostro caso, ormai raro mi rendo conto, l’Ing. arriva a mettersi la tuta, le scarpe da lavoro anti infortunistica e il caschetto, per assicurarsi che le cose vengano fatte come dice lui. E non perchè è un tiranno… Un motivo c’è sempre.

Motorsport Expotech – 1a Edizione ‘08 – Una scoperta

Prima edizione del Motorsport Expotech di Modena

Breve introduzione fotografica al Motorsportexpotech (Fiera di Modena) presso il quale abbiamo trovato un vasto assortimento di componenti racing per auto e moto destinati a tutti coloro che nutrono il desiderio di progettare/costruire un prototipo di vettura/moto da corsa. Si spazia dalle piccolissime vetture da autocross realizzate dagli studenti di Ingegneria Meccanica iscritti alla Formula Student, sino alle prestigiose vetture di formula della Dallara. Non sono mancati stand inerenti le “Tecnologie meccaniche” quali fonderia dell’alluminio per la realizzazione di componenti per la ciclistica delle moto o per i motori. E ancora: stand in cui erano esposti sistemi di progettazione CAD CAM CAE, macchinari a controllo numerico CNC per la lavorazione dei materiali, utensileria professionale per officine specializzate, sistemi di sospensioni regolabili, sistemi per la prototipazione rapida, forniture di materiali compositi per la realizzazione di scocche e componenti per prototipi. Sono inoltre state esposte moto e vetture “rare” tra le quali la nota moto TESI 2D, la KTM X -bow, la impressionante Pagani Zonda… Molto interessanti anche le conferenze tenute su temi quali il “Design e le tecnologie” adottate nel motorismo mondiale. Gli ospiti più importanti rappresentavano Pininfarina, Lamborghini, Ducati, iaad… La fiera era riservata agli operatori del settore e si è distinta per il buon contenuto di materiale esposto destinato a chi ama realizzare prototipi da corsa. Una sfida che vedrà impegnatio anche Ralph DTE nei prossimi anni.

Link correlati

Motorsport Expotech 1° edizione 2008
Motorsport Expotech 2° edizione 2009
Motorsport Expotech 3° edizione 2010
Motorsport Expotech 5° edizione 2013

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Apertura mentale

L’apertura mentale è quella caratteristica propria delle persone che riescono a immedesimarsi in pensieri altrui o in pensieri di vario genere con punti di vista anche “lontani dal proprio”. Significa saper valutare le cose razionalmente e tendere verso l’evoluzione della persona (e della società) senza per forza passare per punti di vista personali spesso atti a rafforzar il proprio orgoglio ma non la mente. Non avere apertura mentale porta al blocco evolutivo della persona e della mente che tra l’altro genera svantaggi nel mondo del lavoro, nell’inserimento in una società e nel seguire il mondo che cambia. Qualunque sia il vostro ideale, qualunque siano le vostre idee, tenete sempre conto che il mondo non ruota sempre intorno a voi, se non nei promo della telefonia, e che spesso accettare che il mondo sia cambiato può voler dire migliorare la propria esistenza, se non altro semplificarla. E poi, diciamoci la verità, quante volte ci accorgiamo di aver detto una fesseria ma non lo ammettiamo per orgoglio?

Esempio 1: Prendere in considerazione suggerimenti

Ieri realizzando un altro mobile per una ricerca su legno e design nel mio lab, mi sono scontrato con un banalissimo problema legato alla punta da legno del trapano. Senza dilungarmi sul quale fosse il problema, mio padre che mi aveva visto fare i lavori di assemblaggio aveva notato una imprecisione tecnica. Io non l’ho ascoltato e due ore dopo mi sono accorto che aveva ragione. Un radiotecnico che corregge uno studente in Ing. Meccanica? Non sia mai! Scherzate! E invece aveva ragione. Spesso ci si perde nelle piccole cose. Risultato: come l’ho visto gli ho fatto notare che lui aveva ragione e che io avevo fatto un ragionamento errato. Non solo la cosa ha migliorato il dialogo, ma non ho dovuto inventarmi scuse assurde pur di dire che avevo ragione. E’ bastato ammettere l’errore per migliorare il clima lavorativo e stare spensierati. In poche parole siamo andati avanti molto più velocemente a vantaggio della qualità del prototipo del mobile che sto realizzando. C’è stata evoluzione. Provate a moltiplicare questo esempio per tanti quanti sono gli abitanti di una nazione, o anche di più. Certo è pura utopia, allora provate a farlo per voi stessi.

Esempio 2: Le due sorelle

La mia ragazza e sua sorella proprio non si capiscono. Senza puntare il dito, sostengo solo che una delle due non fa il minimo sforzo per comprendere le esigenze dell’altra. In questo modo condividendo la stessa camera, i litigi si susseguono giornalmente peggiorando l’umore di entrambe, l’armonia a pranzo e cena e la resa a lavoro. La lamentela principale, se le interrogaste entrambe, sarebbe sempre la medesima: “Mia sorella non capisce nulla!”. La verità potrebbe stare nel mezzo, oppure si potrebbe non escludere che l’una non faccia il benché minimo sforzo per vedere la situazione dal punto di vista dell’altra e questo non le porta problemi solo con la sorella con cui litiga, bensì le arreca danno anche nel suo modo di interagire con i colleghi di lavoro, nel modo di porsi con il mondo del lavoro, nel modo di porsi verso gli obiettivi che vuole raggiungere con logiche distanti dalla realtà. Se si capisse che comprendere le logiche altrui può farci imparare qualcosa di nuovo e se si capisse che comprendendo nuove logiche si può sviluppare la mente e il modo di fare le cose, beh allora ci sarebbe una maggiore evoluzione della persona. Questo vale a partire dal rapporto con il vicino di casa o di scrivania, fino alle persone che riteniamo sciocche. Quanto tempo perderemo in assurde discussioni prima di immedesimarci nel loro punto di vista per meglio comprendere anche la loro idea?

Esempio 3: Il mio amico Enzo ed io

Una persona schematica potrebbe dire, che essendo Enzo un geometra (anche se con molti esami di Ing. Edile e Architettura alle spalle…), la sua presenza all’interno di una scuderia di veicoli da corsa sarebbe inutile. Nessun errore è più grande di questo nel mondo del lavoro. La presenza di Enzo all’interno di un team di lavoro, in realtà, offre un apporto non indifferente. Le sue osservazioni logiche e la velocità e la volontà con cui apprende molti fattori, fanno sì che il lavoro risultante dagli sforzi di entrambi sia migliore ma soprattutto, renda di più in termini di efficienza. Quando si è precoci (io personalmente ho iniziato a collaborare nel mondo delle corse a soli 16 anni mentre studiavo all’istituto tecnico) si può cadere in un brutto errore: l’abitudine e la frenesia con cui si fanno le cose nel mondo delle corse porta spesso a dare alcune cose per scontate. Le osservazioni di Enzo, invece, sono utili in quanto bloccano la frenesia del susseguirsi dei lavori, anche solo per una domanda che può apparire sciocca. Così non è. Non si contano più le volte in cui grazie alle sue domande e alle sue riflessioni abbiamo approfondito un aspetto dato per scontato. Questo, guarda caso, ha portato enormi miglioramenti ed in tempi tutto sommato brevi, io ci rifletterei.

Conclusioni

Tanto per intenderci, questo blog nasce da una logica… è una logica. Per tale ragione, per diverse persone, è stato difficile comprendere come mai un blog (in fase di avvio) trattasse argomenti apparentemente non legati tra loro e che più volte mi è stato suggerito di dividere (erratamente) in più blog. Se io ti parlassi di come usare una certa tecnologia, sapresti poi capire gli effetti della sua presenza in un’azienda e sul mercato? Saper saldare il rame non significa che saprai come portare innovazione nella saldatura del rame attraverso un servizio unico. Sono argomenti delicati. Non saranno sufficienti le prime centinaia di articoli scritti per spiegare. Probabilmente non ne basteranno mille.

Crisi: i guadagni facili

Rubrica: Crisi, osservazioni e riflessioni

Titolo o argomento: Cosa successe con i bond argentini spiegato in termini semplici

  • Ammettiamo che una nazione abbia bisogno di un aiuto economico perchè ha dei debiti e cerca un ritorno di capitali per tamponarli come meglio può.
  • Ammettiamo che esista una cassa comune (fondo monetario internazionale) alla quale tutti gli stati possano accedere in caso di situazioni di crisi.
  • Ammettiamo che l’Argentina fosse in crisi all’epoca, ma anche in un periodo antecedente lo scandalo dei Bond e che non potesse accedere al fondo internazionale perchè aveva già un altro debito da sanare prima di ottenere un nuovo prestito.
  • Ammettiamo che l’interesse per i prestiti sul fondo monetario internazionale fosse stato all’epoca del 6,45% (ovvero l’Argentina doveva restituire al fondo internazionale, il suo debito più il 6,45% annuo)
  • Ammettiamo che l’Argentina, sapendo bene questo, abbia emesso dei titoli che voleva vendere alla gente offrendo un vantaggioso interesse del 25%.
  • L’Argentina che convenienza avrebbe avuto a prendere dei soldi dalla gente per poi restituirli con addirittura il 25% di interesse, se poteva prenderli dal fondo monetario internazionale restituendoli con il 6,45% di interesse?

Risposta. L’Argentina sapeva bene che non avrebbe restituito nulla alla gente, nè il capitale investito, nè tantomeno gli interessi. L’argentina sapeva che non avrebbe potuto accedere al fondo monetario internazionale nuovamente senza aver pagato il precedente debito.

Cosa ne deriva. Molte persone sono corse dietro i guadagni facili… I guadagni facili a mio avviso non esistono o se ci sono non funzionano. Gli investimenti migliori non hanno mai interessi così alti e così facilmente realizzabili. Possibile che non venga alcun sospetto?

Da cosa deriva. Un gesto disperato per tentare di salvare una nazione dal fallimento, nessuno poteva immaginare che una intera nazione fallisse; è successo. Io credo (ma non sono un esperto, mi informo solo e con tutti i miei limiti) che sia dovuto anche a tutta una serie di fattori legati con il resto del mondo ed i grandi squilibri economici tra nazioni.

Perché questo esempio? Questo è uno dei tanti esempi che si potevano fare a posteriori per trattare il tema dei “momenti di crisi economica”. Ognuno di questi articoli (crisi, prima parte; crisi, seconda parte; ecc.) sta a significare che dietro un botto improvviso segnalato dai giornali, esistono diversi fenomeni che si muovono ogni giorno e che noi il più delle volte ignoriamo interessandoci ai problemi solo quando ormai sono davanti a noi.

Cosa sono i titoli di stato? Approfondisci

Questo articolo è una sintesi semplificata richiesta da alcuni lettori per comprendere un meccanismo.