Perchè è importante avere un webmaster aziendale?

Rubrica: Spunti
Titolo o argomento: La collaborazione con il webmaster del tuo sito

Il desiderio di comunicare

Alcuni anni fa non avevo la più pallida idea di come si creasse un sito internet, né tanto meno di come si potesse metterlo online. Ma la cosa più spaventosa, anche nell’eventualità di riuscire a realizzare qualche pagina in html, era che non sapevo minimamente posizionare una pagina nel web in modo che fosse visibile a coloro i quali fossero in cerca dei miei contenuti.

Così uno cosa fa? Si mette alla ricerca di un valido webmaster. Ma attenzione perchè non è facile trovarne di bravi sul serio e la vostra operazione potrebbe rivelarsi un errore madornale.

I webmaster meno avveduti

Molte volte i webmaster meno avveduti (i quali non conoscono il tuo lavoro) tendono a scopiazzare qua e là contenuti ed idee provenienti da altri siti simili al vostro nella speranza che siano efficaci anche per voi. Non conoscono minimamente il tuo lavoro, né i tuoi prodotti, né tanto meno le cose che hai imparato all’interno della tua ditta/azienda/piccola-media impresa in tanti anni. Non conoscono le corrette parole chiave (le così dette Tag Head che si inseriscono in un’apposita lista) da aggiungere al tuo sito affinché la giusta clientela ti possa trovare. Le parole chiave che usano sono semplicemente parole che devono attirare quanti più visitatori le digitino nei motori di ricerca. Alcuni webmaster poi non considerano che se un visitatore entra (grazie ad una parola chiave efficacie che però non corrisponde a quanto offerto su un sito) e non trova quello che cerca, esce immediatamente. Spesso si guarda la quantità e non la qualità delle visite che si possono ottenere ed il risultato è che si ottengono spesso siti con tante visite di pochi secondi. Visite che possono tranquillamente essere considerate inutili, nulle, a valore zero.

Il ruolo di Google Analytics

Ma come si viene a conoscenza di queste informazioni sui visitatori, sull’efficacia delle parole chiave, dei contenuti di un sito ecc.? Grazie a sistemi quali Google Analytics è possibile monitorare in modo del tutto anonimo quanti visitatori ha avuto ogni pagina del nostro sito ogni giorno/mese/anno. Ma non solo. E’ possibile sapere quanto tempo si sono trattenuti sul sito, su quali pagine, cosa cercavano e una miriade di dati in più. Tutti rigorosamente anonimi e nel rispetto della privacy.

Grazie a questi dati ho potuto constatare come utilizzare parole chiave che attirino molta gente non serva praticamente a nulla. Il webmaster meno avveduto però tende ad affermare imprudentemente il contrario. Continua a guardare che il vostro sito ha avuto magari 1500 visite oggi grazie alle sue parole chiave. Però non guarda che la quasi totalità dei visitatori che sono entrati, non hanno trovato quello che cercavano (essendo le parole chiave errate ed inserite solo per aumentare i visitatori) e sono usciti all’istante. Un sito così non funziona.

Le regole di base per un sito

Scrivere il titolo corretto di una pagina web, inserire in tale pagina le parole chiave corrette, una descrizione sintetica ed efficace della pagina, scrivere contenuti validi e ben formattati, rispettare le regole basilari riguardo ai link, alle immagini, ai contenuti aggiuntivi, alla struttura dell’intero sito, è un’operazione che nessuno può fare meglio di voi.

Ora mi aspetto che pensiate: “Io non sono capace di realizzare un sito web!” E’ possibile, ovvio, ma sì impara e state certi che se imparate bene, i risultati possono essere nettamente migliori di quelli che otterreste affidando la realizzazione del vostro sito a chi non conosce voi, il vostro carattere, la vostra attività, la vostra esperienza, i vostri prodotti, i vostri punti di forza, i vostri metodi, le vostre idee, i vostri obiettivi, i vostri progetti futuri… E se proprio non avete tempo di imparare, la soluzione altrettanto valida può essere quella di assumere un dipendente interno alla vostra azienda che curi giorno dopo giorno il sito aziendale in ogni dettaglio. Non pensate che una volta realizzato un buon sito, non occorra più avere il vostro web master personale. Eh già perchè i siti vanno aggiornati nella grafica, nel codice, nei contenuti molto più spesso di quanto crediate. Se un sito funziona può essere aggiornato e migliorato anche giornalmente.

La costanza innanzitutto

Se aderite ad una o più campagne AdWords e se avete installato un sistema di monitoraggio come Google Analytics (sono solo alcuni esempi di una scelta ben più vasta di utili applicazioni per far funzionare a dovere il vostro sito), avrete un bel po’ da fare giornalmente. Il vostro webmaster potrebbe avere proprio l’ufficio o la scrivania accanto alla vostra, tanto elevata sarà la frequenza delle consultazioni reciproche. Lui avrà bisogno di stare a contatto con voi e voi avrete bisogno di una persona esperta che trasformi le vostre richieste in qualcosa di concreto.

Un semplice esempio

Oggi ho diversi siti, tutti curati da me e tutti molto semplici ma ben realizzati, validi, funzionanti, in continuo aggiornamento ed evoluzione. Ho imparato a fare siti statici e dinamici, blog e forum, ho imparato a combattere con i diversi browser e con tante differenti tipologie di implementazioni, di utilità, ho imparato a posizionarli nel web, ad investire su di loro, ad evolvere i loro contenuti, la loro grafica, ho imparato ad implementare il loro codice con nuove funzioni per me molto interessanti. Me li giro e rigiro come voglio, li faccio, li disfo, li rinnovo ed i visitatori mi contattano spesso e aumentano sempre più. Ho imparato persino a chiedere ai visitatori stessi cosa cambiare, cosa migliorare. Cosa ancor più importante: li ho inventati da zero. Ma come?

Come iniziare

Ho comprato molti libri per imparare a realizzarli, ho comprato costosi video-corsi professionali, mi sono fatto consigliare da informatici esperti, da webmaster amatoriali e professionisti, ho studiato anche alcune guide su internet ed ho scoperto che bisogna stare molto attenti ad esempio a coloro che si spacciano per persone che miglioreranno con questo o quello stratagemma la posizione del tuo sito nell’iperspazio web. (Per posizione si intende: cerco un divano su internet, a quale pagina uscirà il tuo sito? Alla 45°? Allora difficilmente la tua pagina web verrà vista). Molte di queste persone sono proprio quelle che ti forniscono la solita pappardella che propongono a tutti il solito metodo che fa ottenere ad un sito la maggiore quantità di visite… tante visite sì, ma quanto durano? Che risultati portano? A cosa servono? Hai effettivamente aumentato le tue vendite ed i tuoi contatti con il mondo?

Continua…

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I prodotti LEGO in Italia si stanno estinguendo?

E con essi anche la fantasia dei giovani?

Di tanto in tanto faccio un salto sul sito della Lego (quanti ricordi da bambino e non solo… grazie ai famosi Lego Città, Lego Technic…). Proprio di recente ho notato una cosa sconfortante. Sul catalogo prodotti del sito Lego italiano, nell’area prodotti, ci sono davvero pochissimi articoli. Le costruzioni Lego destinate all’Italia sono state decimate. Se invece si visita il sito inglese/americano, si può osservare come l’area prodotti sia suddivisa in ben tre pagine con le categorie al completo.  Ad esempio all’estero ancora esistono le costruzioni Lego destinate alla città (pompieri, caserme, aeroporti, stazioni, treni, trasporti, addirittura agricoltura…) e alla creatività dei bambini e dei ragazzi.

Ebbene quando su un catalogo non sono presenti taluni prodotti, significa che questi non vengono richiesti. Ma allora cosa fanno i più giovani in Italia nelle ore di svago? Troppa televisione? Troppi videogames?

Con gli anni che avanzano ed i tempi che cambiano tutto diventa più prematuro e anticipato. Anticipa l’età in cui i giovani entrano in possesso di un telefono cellulare, anticipa l’età in cui si guardano programmi televisivi dedicati a persone più adulte, anticipa l’età in cui si entra in possesso di un computer e si naviga abbondantemente su internet… Anticipa tutto.

Questo significa che i più giovani in Italia saltano una fase importante come quella del “giocare con le costruzioni”?* Se la Lego ha eliminato diversi prodotti importanti dal catalogo italiano, evidentemente sì.

La Lego ha vinto ben due premi come “gioco del secolo” e questo perchè è dimostrato che stimola incredibilmente la creatività dei giovani a costruire non solo cose tecniche, cose pratiche, cose curiose e creative,  ma stimola addirittura a costruire una società…

Di seguito due righe tratte dalla descrizione del brand LEGO.

Il Brand LEGO

Il brand LEGO è molto di più del nostro famoso logo. È l’aspettativa che la gente ha della nostra società, nei confronti dei suoi prodotti e dei suoi servizi, è la responsabilità che il LEGO Group prova nei confronti del mondo che lo circonda. Il brand è una garanzia di qualità e originalità. I bambini sono curiosi, creativi e fantasiosi, con un innato desiderio di apprendere. Dobbiamo incoraggiare il fanciullo che è in ciascuno di noi!

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*Come mai i cataloghi più completi delle costruzioni Lego sono disponibili in Inghilterra, Danimarca, Germania… e come mai ci capita di osservare spesso sui documentari come i giovani di queste nazioni abbiano inventato molteplici utilità, migliorato il loro ambiente, la loro società, i servizi?

Aspirapolvere Electrolux con iPod integrato

Per chi come me pensa che una casa pulita sia importante ma che il rumore continuo dell’aspirapolvere sia talvolta stressante, ecco che nasce un prodotto dedicato all’intrattenimento durante le pulizie. Si tratta naturalmente di un aspirapolvere Electrolux ovvero il marchio più prestigioso del pianeta. E’ oltremodo silenzioso e nel suo corpo dal design accattivante sono integrati due altoparlanti ed un subwoofer, nonchè un iPod di ultima generazione in un apposito vano nella parte superiore.

L’idea è quella di poter ascoltare la musica, e non l’aspirapovere, durante le pulizie. Questo permette non solo di non subire un rumore spesso visto dai familiari come molesto, ma di rilassarsi o rinvigorirsi con la musica preferita sfruttando le pulizie domestiche come un esercizio ginnico salutare.

Electrolux con iPod integrato

Curiosità sul sistema Start and Stop

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili

Titolo o argomento: Curiosità sul sistema START and STOP
Il dispositivo

Tra le novità presenti per le dotazioni delle moderne utilitarie troviamo il sistema START and STOP che spegne ed avvia il motore automaticamente mentre siamo in coda nel traffico, o ad un semaforo. Tale dispositivo ha lo scopo di ridurre le emissioni inquinanti ed, ovviamente, il consumo di carburante. In un ciclo di marcia europeo (NEDC) sono previste 12 fermate di 15 secondi ciascuna per un viaggio di 7 miglia (circa 11,3 km) ed il sistema Bosch “Start and Stop” riduce i consumi di carburante (e le relative emissioni di CO2 fino all’8%.

La storia

Pochissimi lo sanno ma questo dispositivo non è una novità.

Nel 2002 mi trovavo ad una conferenza con alcuni ingegneri della Ferrari. Se non vado errato l’incontro era presieduto dall’Ingegner Bonetti che già 8 anni fa ci raccontava di quanto non vedesse l’ora che tutte le vetture in circolazione per le strade fossero corredate del dispositivo oggi chiamato Start and Stop che era già stato largamente studiato da tempo. L’obiettivo era anche quello di ottenere incroci e attraversamenti pedonali con aria più respirabile.

Ma non è tutto, nel 1980 venne lanciata la versione “economica” dell’Audi 80, ovvero la 1.6 GL Formel E la quale era mossa da un motore 1600cc a benzina dotato di dispositivo di spegnimento/riavvio automatico al minimo (per ridurre i consumi). Trent’anni fa. 🙂

Quello che è stato fatto ora, in realtà, non è una nuova idea ma un miglioramento della stessa. Gli aspetti del sistema Start and Stop su cui si è lavorato sono la semplicità costruttiva, la robustezza e la silenziosità (riferita al motorino d’avviamento), la facilità di installazione su qualunque vettura e, per ultimo ma non meno importante, il minore costo possibile.

Controindicazioni 

Il dispositivo di avviamento/spegnimento presenta anche dei lati piuttosto svantaggiosi. Al mattino, con motore freddo, i continui avviamenti e spegnimenti del motore non giovano alle bronzine, all’albero motore, alla distribuzione e a tutte le componenti che necessitano di lubrificazione abbondante e costante. Il motore, per durare nel tempo e subire meno attriti possibili, dovrebbe essere avviato (senza lasciare la vettura ferma a “scaldarsi”) partendo subito e procedendo ad un regime non superiore ai 2.000-2.300 giri al minuto (lo abbiamo chiaramente spiegato al seguente articolo: Scaldare il motore). Quello che danneggia i motori sono proprio le fasi di avviamento e spegnimento in quanto sono le fasi in cui la quantità di olio lubrificante che arriva agli organi meccanici è minima ed insufficiente. Tuttavia se avete una vettura sportiva con indicatore della pressione dell’olio vi accorgerete senz’altro di come, stando fermi ad un semaforo con il motore al minimo, la pressione dell’olio sia davvero bassa (diciamo circa 1 bar su una Clio 1.8 16valvole con motore in temperatura). Questo significa che tale dispositivo può creare problemi di longevità ad un motore a scoppio; problemi che però non si risolvono tenendo il motore acceso al minimo, ma si riducono sensibilmente.

Quindi? (conclusioni)

I percorsi migliori per chi desidera che la propria vettura duri a lungo sono senz’altro gli extraurbani. Per la città credo che l’ideale sia l’elettrico o i motori ibridi che sotto una data velocità funzionano elettricamente.

Start and Stop

Quanto consuma una Formula1?

Rubrica: Curiosità tecnica da corsa
Titolo o argomento: Quanta strada fa una formula1 con un litro di benzina?

Una vettura di formula1 attuale dispone di un motore V8 di 2.400 centimetri cubici che eroga una potenza di circa 720 cavalli. Abbiamo quindi una potenza specifica di circa 300 cavalli/litro. Prima del 2005 le vetture avevano motori V10 di 3.000 centimetri cubici con potenze specifiche molto simili di circa 300 cavalli/litro ma potenze totali di circa 900 cavalli.

E’ ovvio che stiamo parlando dei motori per i veicoli terrestri più esasperati del pianeta. Per non considerare poi i motori dell’era turbo della formula1 che arrivavano a potenze specifiche di ben 750 cavalli/litro. Qualcosa di inimmaginabile…

Ebbene una vettura di F1 attuale a 18.000 giri al minuto consuma 650 litri di ARIA in un secondo e 75 litri di BENZINA per percorrere 100 km. Questo significa che percorre 1,3 km con un litro di benzina ad un regime di quasi 20.000 giri al minuto. Non male 😀

Consumi F1

Simulazione fase di combustione tramite software di calcolo Ansys

Solenoidi per gestione carburatori Aprilia RS 250

Rubrica: Tecnologia due tempi

Titolo o argomento: Elettrovalvole per la gestione dell’aria minimo/massimo ai carburatori

Ci sono delle moto due tempi (in questo esempio ci riferiamo nuovamente all’Aprilia RS 250) che hanno i carburatori muniti di controllo elettropneumatico sui freni aria dei circuiti del massimo e del minimo per ottimizzare l’erogazione in ogni frangente.

Il controllo elettropneumatico è affidato alla centralina elettronica che gestisce anche l’accensione e le valvole di scarico di cui abbiamo parlato nel precedente articolo (Valvole RAVE).

La gestione del sistema di controllo elettropneumatico dei carburatori viene calcolata in base alla percentuale di apertura del gas (vi è un apposito potenziometro montato dove si incontrano: il cavo dell’acceleratore che si sdoppia per raggiungere i carburatori, il cavo della pompa olio ed il cavo della gestione delle valvole di scarico) ed in base ai giri motore.

Una volta elaborati i dati in ingresso, la centralina agisce su tre elettrovalvole a solenoide le quali aprono o chiudono in base alle esigenze di utilizzo del motore il circuito del massimo e del minimo dei carburatori. Lo scopo è quello di ingrassare o “smagrire” la miscela a seconda delle prestazioni che il pilota chiede al suo motore. Quasi come se la moto ti dicesse: Stai andando ad un filo di gas… perchè ti devo buttar giù tutta questa miscela? Te la darò quando ti servira! 🙂

Non è solo il circuito dell’aria a subire variazioni così complesse, anche la pompa dell’olio viene gestita su precisi parametri. Su un comune “due tempi” il cavo del gas apre o chiude anche il comando della pompa aumentandone o diminuendone la portata. Qui la storia si fa più seria. La portata dell’olio è scelta su “tre” precisi parametri: 1) Apertura del gas (letta tramite apposito potenziometro citato poche righe sopra); 2) giri motore; 3) posizione attuatore valvole di scarico.

In accelerazione il comando della pompa dell’olio viene mosso normalmente, in staccata, quindi a gas chiuso, il comando delle valvole di scarico comanda in apertura la pompa per evitare grippaggi ad alti regimi. Un vero prodigio della tecnica se si considera che questo sistema veniva montato sulle Aprilia RS 250 uscite definitivamente di produzione nel 2002.

Non oso pensare cosa sarebbe stato abbinare alla estrema tecnologia della Aprilia RS 250 anche il sistema Di-Tech ad iniezione diretta… Meno inquinanti, meno consumi, maggiori prestazioni e costi di produzione tutto sommato leggermente più alti. I veri costi invece sarebbero stati quelli di progettazione di un intero nuovo motore. Eh già perchè Aprilia “parte del motore” che montava sulle 250 stradali lo prendeva “in prestito” da Suzuki. Ora vi prego, non svenite. 🙂

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Elettrovalvolve gestione aria carburatori aprilia rs250

Vista del complesso sistema di gestione dell’aria minimo/massimo ai carburatori

1. Statore accensione. 2. Rotore accensione. 3. Centralina. 4. Sdoppiatore. 5. Sensore posizione gas. 6. e 12. Filtro aria. 7. e 13. Elettrovalvola aria massimo. 8. Carburatore destro. 9. Passaggio al circuito aria massimo. 10. Passaggio al circuito aria minimo. 11. Elettrovalvola aria minimo. 14. Carburatore sinistro. 15. Pick up accensione.

Valvole RAVE per raffinati motori 2 tempi

Rubrica: Tecnologia due tempi

Titolo o argomento: Il compito delle valvole RAVE nei motori 2 tempi raffinati

Iniziamo con il precisare che il termine RAVE significa: Rotax Automatically Variable Exaust. Le valvole RAVE presenti ad esempio sulle Aprilia RS 125 monocilindrica e Aprilia RS 250 bicilindrica hanno un compito ben preciso: parzializzare lo scarico.

I parzializzatori delle luci di scarico fanno sì che la stessa luce di scarico si comporti in modo variabile pur essendo ovviamente di diametro fisso. Questo è possibile grazie ad una sorta di serranda (posta davanti alla luce di scarico del cilindro) la cui altezza è regolabile per mezzo di un motore elettrico passo passo.

Il collegamento tra il motore passo passo e le valvole di scarico (una per ogni cilindro) avviene tramite cavi metallici; la centralina gestisce l’apertura delle valvole di scarico in base ai giri motore.

Ai bassi regimi le valvole di scarico RAVE sono abbassate lasciando alla luce di scarico di ogni cilindro uno spazio minimo per espellere i gas combusti. Ai medi regimi il sollevamento di questa sorta di saracinesche è parziale, oltre gli 8.000 giri al minuto l’apertura delle valvole di scarico è massima. Cambiando la dimensione della luce di scarico si varia il rapporto tra le luci di travaso e luce di scarico, in questo modo varia la depressione all’interno del cilindro favorendo o meno la quantità di carica introdotta.

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Valvole Rave

Vista dell’insieme motore-carburatori-valvole rave del motore che equipaggia l’Aprilia RS 250

1) Registri dei cavi sui carburatori. 2) Registro del cavo pompa olio. 3) Registro del cavo del motorino attuatore. 4) Registro del cavo dell’acceleratore. 5) Registri dei cavi della valvola di scarico del cilindro sinistro. 6) Registri dei cavi della valvola di scarico del cilindro destro.

Fare drift con il carro funebre è possibile?

Maniaco del drift?

Notizia certamente stramba, insolita e assurda… eppure qualcuno (autocar.co.uk) ha provato a vedere se è possibile riuscire a “driftare” con il carro funebre sebbene questo pesi due tonnellate ed abbia una passo esageratamente lungo che dovrebbe conferire una buona dose di stabilità in curva. Certo per riuscire nell’impresa si è dovuto letteralmente allagare la pista dello “skid pad” ma i risultati non si sono fatti aspettare.

Per i maniaci del drift ecco il link al video: clicca qui!

drift con carro funebre

Condizioni al contorno (condizioni ai limiti)

Rubrica: Officina della Matematica
Titolo o argomento: Condizioni al contorno (o condizioni ai limiti)

In matematica, una condizione al contorno è una condizione imposta che la soluzione di un’equazione differenziale deve soddisfare ai margini del suo insieme di definizione (ovvero, il suo contorno).

Un’equazione differenziale ammette spesso un’infinità di soluzioni e l’imposizione di condizioni aggiuntive è necessaria per individuare una particolare soluzione, che sarà inoltre unica se l’equazione soddisfa certe ipotesi di regolarità.

Ci sono diversi tipi di condizioni ma le più comuni sono quelle che specificano il valore della soluzione (Dirichlet) e il valore della sua derivata (Neumann).

Nel caso delle equazioni differenziali alle derivate parziali, le condizioni al contorno si strutturano come imposizioni date alla soluzione su tutto un perimetro o una superficie.

Un esempio di applicazione delle condizioni al contorno lo abbiamo nello studio delle strutture in scienza delle costruzioni ad Ing. Meccanica ed Ing. Edile. Le condizioni al contorno sono quelle per cui, noti ad esempio i vincoli di una trave appoggiata e quindi gli spostamenti che ciascuno di essi impedisce, puoi restringere il campo di studio della trave stessa evitando di studiarla laddove gli spostamenti sono nulli.