Lighting: illuminazione artificiale

Rubrica: Lighting -11-
Titolo o argomento: Luce artificiale

Lampade ai vapori di mercurio. Hanno una forte dominante gialla tendente all’arancione ideale se si desidera rendere più calda e gradevole una scena ma assolutamente inadatta per ritratti/primi piani nei quali la dominante gialla sarebbe praticamente irreale. Questo tipo di illuminazione non è correggibile con alcun filtro (non è quindi possibile aggiungere lunghezza d’onda). Stesso dicasi per le lampade ai vapori di sodio.

Lampade al tungsteno. Si tratta di lampade la cui luce tende al rosso e contiene l’intero spettro luminoso. La dominante rossa può essere corretta mediante appositi filtri

Tubi fluorescenti al neon. Tradiscono l’occhio umano, la loro luce “sembra” bianca ma in realtà soffre di una carenza di rosso. Scattando foto con questa illuminazione si commette spesso l’errore di utilizzare impostazioni per scatti in luce diurna ed il risultato sono foto con una non trascurabile dominante di verde.

Faretto Spot. Si tratta di una luce generalmente definita “dura”. Il faretto Spot contiene una piccola lampagina racchiusa in un cilindro alla cui estremità è posta una lente. Tale lente può essere avvicinata o allontanata alla lampadina per rendere più o meno nitido il confine tra luce e ombra e, ovviamente, per modificare l’ampiezza del fascio di luce.

Lampade da studio. Sono realizzate con lampadine fino a 1000watt poste davanti ad una calotta argentea che funge da riflettore. Lo scopo del riflettore è quello di non concentrare il fascio di luce in un punto ma aprirlo con un angolo tale da illuminare l’intera scena o la parte di scena che interessa. Si tratta senz’altro di una delle soluzioni più tecniche ed interessanti del lighting in quanto, la lampada da studio, è uno strumento molto flessibile che permette di apporvi numerosi accessori per ottenere differenti rese dell’illuminazione.

E’ possibile applicarvi un soft box, ovvero una sorta di schermatura in tessuto che “diffonde” la luce emessa dal riflettore e ne riduce l’intensità delle ombre (ottimo per lo still life che vedremo in seguito).

E’ possibile applicarvi gli ombrellini riflettenti o quelli diffusori che sono delle valide alternative ai soft box e che permettono ai tecnici di giocare con la luce ottenendo rese leggermente differenti rispetto ai soft box.

E’ possibile inoltre applicare filtri colorati per convertire la luce da calda a fredda o ancora filtri diffusori. Si possono infine montare alette atte a regolare sia l’intensità che la direzione della luce evitando tra l’altro fastidiosi riflessi nell’obiettivo di una videocamera o di una fotocamera.

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Immagine di un prodotto: Acquistare una fotocamera digitale

Rubrica: L’immagine di un prodotto (attenti a)
Titolo o argomento: Acquistare una fotocamera digitale

Un paio di anni fa ho acquistato una macchina fotografica Reflex. La scelta poteva ricadere su diverse marche. Vista la mia ignoranza circa i marchi delle macchine fotografiche mi sono affidato a consigli di amici e fotografi. Così ho ristretto il “campo” a due soli marchi che non mensionerò.

Subito dopo ho iniziato a raccogliere per conto mio informazioni di vario genere. Molte persone affermavano che i due prodotti fossero equivalenti. Stesso prezzo, stessi valori di risoluzione, ottiche più o meno uguali, ecc.

Poi scopro che, nonostante i due prodotti avessero prezzi praticamente equivalenti, una delle due marche aveva condotto una campagna pubblicitaria impressionante, soprattutto in televisione, costata diverse “centinaia di milioni di dollari” data la sua lunga durata. Ovviamente simili costi pubblicitari vengono considerati nel prezzo di vendita del prodotto  e divisi in previsione di quante unità dello stesso verranno vendute. Insomma, come è ovvio che sia, la pubblicità ricade anche sul costo finale del prodotto.

Ebbene i due prodotti avevano un prezzo equivalente ma uno dei due era stato oltremodo pubblicizzato mentre l’altro si era limitato alla ordinaria pubblicità e si era affidato al valore del prodotto riconosciuto dai professionisti del settore.

Conclusione. Se una delle due aziende ha investito centinaia di milioni di dollari in pubblicità e se tale azienda vende allo stesso prezzo della diretta rivale… cosa ha tolto in termini di qualità al suo prodotto per poter ottenere comunque un profitto? Non lo so. Fattosta che ho acquistato la macchina fotografica reflex dell’azienda che non aveva investito su una campagna pubblicitaria mastodontica.

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Nota. E’ chiaro che la qualità va intesa come funzionalità, efficacia,
robustezza, durata e quindi ammortamento della spesa nel tempo. 😀

Schema delle sospensioni diviso per il rollio ed il beccheggio

Rubrica: Curiosità tecnica da corsa

Titolo o argomento: Sospensioni con funzioni indipendenti per il rollio ed il beccheggio

Se fino a pochi anni fa una vettura di formula era dotata di uno schema delle sospensioni (generalmente push-rod, più raramente pull-rod) a ruote indipendenti con un ammortizzatore per ogni ruota, oggi la situazione è cambiata se non altro per le piccole vetture di formula che preparano ad un possibile domani nella F1*. Si tende infatti ad optare per uno schema assai più ingegnoso, semplificato, funzionale e facile da mettere a punto: le sospensioni con funzioni indipendenti per il rollio ed il beccheggio.

Non si tratta di una soluzione nuova (in realtà la Dallara Automobili la usava già 20 anni fa) tuttavia oggi è una soluzione più richiesta perchè maggiormente gradita dai piloti e da chi si occupa di messa a punto del setup.

Oggi l’avantreno di una vettura di formula può essere dotato ugualmente di due ammortizzatori, tuttavia uno solo (il classico ammortizzatore con sistema idraulico + molla) è incaricato di smorzare i movimenti di pompaggio e beccheggio della vettura, mentre un secondo ammortizzatore, costituito da molle a tazza contenute in un apposito astuccio (riferimento D in figura), ha il compito di attenuare il rollio del mezzo.

Come?

Tramite un sofisticato ed allo stesso tempo semplice sistema di leve.

sospensione anteriore sospensione anteriore

Come funziona?

Pompaggio e beccheggio. Quando la vettura affonda come ad esempio in seguito allo schiacciamento verso terra che si produce dopo una discesa a forte velocità (SPA Francorchamps) o durante il passaggio su una sconnessione dell’asfalto o ancora in fase di frenata, allora i puntoni (A) spingono con forze di intensità molto simili sul rinvio (B) detto “rocker”. Tale rinvio (B), in seguito all’azione dei puntoni, tende a ruotare rispetto al piano orizzontale sollevandosi quindi di pochi millimetri dal suo piano di appoggio sulla scocca ed andando così a comprimere l’ammortizzatore (C) incaricato di smorzare il fenomeno.

Rollio. Durante una fase di rollio, quando si verifica un trasferimento di carico laterale del mezzo (ovvero quando questo tende a coricarsi o da un lato o dall’altro rispetto all’asse longitudinale), i puntoni (A) non premono con uguale intensità sul rocker (B) . Il puntone che preme maggiormente tenderà questa volta a far scorrere il rinvio (B) anziché sollevarlo. Scorrendo tale rinvio (B) tenderà a comprimere l’una o l’altra molla a tazza contenuta nell’astuccio (D) a seconda del verso della spinta.

Condizione necessaria affinché il rinvio (B) possa essere sollevato rispetto al piano orizzontale (e non fatto scorrere) è che i puntoni premano con forze di intensità quasi uguali.

Quali vantaggi e quali svantaggi?

Vantaggi. Soluzione semplice, ingegnosa, leggera, facile da mettere a punto, maggiormente gradita dai piloti e dai tecnici che si occupano del setup,

Svantaggi. Maggiore ingombro, minori configurazioni possibili.

*Vedi ad esempio la Formula Renault FR 3.5

Motorsport Expotech – 3a edizione 2010 – Costruire auto da corsa

Si è conclusa da pochi giorni la terza interessante edizione del Motorsport Expotech di Modena. Una fiera dedicata agli operatori del settore motorsport che abbraccia una vasta gamma di appassionati a partire dagli studenti di Ingegneria Meccanica con il pallino per la costruzione di veicoli da corsa, per passare a meccanici e artigiani che lavorano nel mondo delle corse o che ad esso si interessano per pura passione, fino ad arrivare a veri costruttori di veicoli da pista come Dallara e Pagani ed ai costruttori di componentistica e attrezzature professionali per la lavorazione dei materiali, per la realizzazione di stampi, per la fonderia e quant’altro…

Quest’anno abbiamo trovato di particolare interesse le soluzioni di telaio e sospensioni destinate alle piccole vetture di formula delle più svariate categorie (ragione per cui il nostro servizio fotografico pone una particolare attenzione a questo aspetto). Anche nelle categorie minori si inizia a fare abbondante uso di carbonio e telai monoscocca in fibra di carbonio; all’ordine del giorno è diventata anche la soluzione che prevede motore e cambio come parti integranti del telaio. Sul cambio viene infatti montato il comparto sospensioni mentre monoblocco e testata si legano tramite appositi supporti motore al telaio monoscocca in fibra di carbonio. Inutile precisare che si tratta di soluzioni ultratecnologiche derivate dalle Formula1.

Sono state inoltre esposte le vetture “aggiornate” della Formula Student del Politecnico di Torino, il Politecnico di Milano, l’Università di Modena e Reggio Emilia, l’Università di Pisa, l’Università di Padova… con nuove soluzioni inerenti in particolar modo telaio, sospensioni ed elettronica. Le piccole vetture della Formula Student sono ora dotate del launch control (un dispositivo che controlla elettronicamente la frizione durante la fase di partenza) e di sistemi di sospensioni sdoppiati: uno per il rollio ed uno per il beccheggio ed il pompaggio. Ulteriori approfondimenti nei prossimi articoli. (vedi anche l’articolo: rollio beccheggio pompaggio imbardata).

Molto curiosi anche i veicoli ad elevata efficienza. Diversi studenti universitari hanno esasperato lo studio dell’aerodinamica, dei materiali, dei propulsori, arrivando ad ottenere mezzi in grado di percorrere ben 267 chilometri con un litro di carburante. No, non è un errore di battitura: duecentosessantasette chilometri con un litro. Ulteriori approfondimenti nei prossimi articoli.

Non è mancata come al solito la presenza della Pagani che ogni anno espone un modello diverso della Zonda. Quest’anno per la precisione è stata esposta l’impressionante Zonda R. Se ne stava lì (minacciosa) in un angolo ed il pubblico ci girava intorno come se stesse allo zoo davanti alla gabbia dei felini.

Link correlati

Motorsport Expotech 1° edizione 2008
Motorsport Expotech 2° edizione 2009
Motorsport Expotech 3° edizione 2010
Motorsport Expotech 5° edizione 2013

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Ottenere un brevetto: importanti suggerimenti.

Rubrica: Sogni il tuo brevetto? -7-
Titolo o argomento: Importanti suggerimenti per registrare un brevetto

Per i meno esperti nel settore dei brevetti la cosa migliore che consiglio da sempre è appoggiarsi ad un valido studio di pratiche e brevetti… ce ne sono parecchi nel settore, l’importante è trovarlo preparato e competente.

Nel caso invece volessi praticare un “fai da te” la cosa è fattibile ma leggermente complessa. Nel sunto che ti do troverai i punti fondamentali da seguire.

  1. Prima cosa collegarsi alla camera del commercio e scaricare i moduli pdf da compilare per la domanda di brevetto che sarà naturalmente italiana.
  2. Premetto che se si tratta di un’invenzione nuova  avrai fatto dei disegni tecnici descrittivi. Attenzione però, per il brevetto non è necessario che i disegni descrittivi siano fatti a regola d’arte, a misura ed in tolleranza. Servono disegni semplici in due o tre dimensioni che diano l’idea dell’oggetto in questione. Questi complessivi componenti saranno numerati sui particolari per far capire la descrizione. E’ chiaro che se i disegni saranno ben fatti (magari con il cad) potrai sfruttare questi nelle varie viste e particolari. Devi vedere tu poi con il “descrittivo” quali sono i disegni fondamentali che danno l’idea di originalità e di unicità del brevetto.
  3. Compilare tutto il modulo brevetto (dovrebbero esserci dei “descrittivi in pdf” sul sito della camera per compilarlo).
  4. Descrittivo. Questo punto va associato ai disegni e deve dare, in maniera quanto più precisa, l’idea di cosa si va a brevettare (ricorda che tutti i brevetti saranno esaminati in primis dal nostro Stato Italiano per il discorso sulla sicurezza nazionale. Pensa che se il brevetto risulta utile a livello militare lo Stato può pagartelo e liquidarti o addirittura sottrartelo).
  5. Il punto che andremo a descrivere ora è il più delicato. E’ quello delle rivendicazioni del brevetto. Queste sono importantissime per blindare il brevetto. In altre parole devi far si che il brevetto nelle rivendicazioni non abbia punti critici sul suo punto di forza o unicità.
  6. Sempre nelle rivendicazioni devi trovare il sistema di blindare il brevetto da varianti che possono creare brevetti d’utilità. Qualsiasi modifica miglioratuiva non elencata ma applicativa può essere definita come brevetto di utilità.
  7. A questo punto resta il deposito del brevetto presso la camera del commercio. Ti consiglio prima di depositarlo di telefonare direttamente alla camera di commercio della tua provincia e chiedere informazioni ancora più precise.

Da qui in poi ci sarà il resto delle verifiche e controlli. Infatti la cosa non  finisce qui. Con una spesa aggiuntiva nell’arco dell’anno solare dal giorno di deposito della domanda di brevetto (considera che il brevetto resta coperto a livello internazionale da parte del nostro stato per un anno solare) generalemente si fa il “pct” che verifica a livello internazionale l’unicità del progetto. Consiglio da questo punto in poi però di farsi seguire veramente da uno studio di consulenti specializzati in brevetti perchè la cosa si fa abbastanza laboriosa ed impegnativa.

Consigli a cura di Gianluca De Bei

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Quanto costa ottenere un brevetto?
Procedura per il brevetto europeo.

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Appassionato di motori a costo zero (o quasi)

Come detassare una passione

Nel precedente articolo vi ho raccontato l’evoluzione naturale del rapporto tra l’uomo e l’acquisto di un automobile. Sono sicuro che i casi reali sono molti di più di quelli da me citati, tuttavia credo che quelli maggiormente diffusi siano stati riportati. Ora voglio aggiungere un ultimo caso, il mio. Esiste un caso assai raro di appassionato di automobili sportive o vere e proprie auto da corsa che non nutre alcun interesse per le utilitarie o comunque per le vetture stradali. Uno come me è il classico tipo che gira per la città con un’auto vecchia di 15 o 20 anni, che non ha alcun interesse per l’auto alla moda del momento e che vede l’acquisto di una nuova auto come uno spreco di denaro che poteva orientare preferibilmente verso la sua grande passione per le vetture destinate alla sola pista. Immaginate di voler comprare la vostra auto sportiva preferita per utilizzarla solo in pista, che vantaggi avreste?

1. Innanzitutto nessuna spesa di passaggio di proprietà. Fate demolire la vettura dal precedente proprietario, glie la pagate e realizzate una scrittura privata con testimone che controfirma che avete versato tot euro a tizio per l’acquisto ad esempio di una Lotus Elise del valore di 12.000 Euro.

2. Secondo vantaggio, non essendo il veicolo targato e non essendo circolante sulle strade, non dovete pagare alcuna tassa di proprietà o bollo. Potete pertanto possedere un mezzo con tanti cavalli e con i soldi annuali risparmiati dal bollo pagarvi i turni di prove libere in pista.

3. Terzo vantaggio: l’assicurazione aumenta? Per il vostro veicolo è addirittura alle stelle? Nessun problema perchè un mezzo che gira solo in pista non ha bisogno dell’assicurazione che si usa su strada. Anzi, non la deve proprio fare in quanto l’assicurazione stradale non copre nulla se andate in pista. Casomai vi informerete presso un club di appassionati per sapere se c’è una qualche convenzione per un’assicurazione espressamente dedicata alla pista che comunque non ha i prezzi esosi di quelle stradali.

4. Quarto vantaggio, non hai vincoli Euro questo o Euro quello. Puoi finalmente acquistare quella vettura che dieci anni fa sognavi tanto e pagarla addirittura oltre il 60% in meno.

5. Nessuna revisione ogni due anni. Spesso un veicolo sportivo lo curiamo meglio di noi stessi eppure quella scocciatura ogni due anni di far toccare ad altri (e pagarli pure per questo) qualcosa di cui siamo oltremodo gelosi per sentirci dire che è tutto a posto, non ci va giù.

6. Rischio zero per multe o altri inconvenienti legati a vetture sportive: limitazioni sul traffico in centro, autovelox, comportamenti azzardati per strada… In fondo, diciamo la verità, l’auto sportiva o da corsa la compri per te o la compri per fartela vedere da tutti per le strade di tutti i giorni? Se la compri per fartela vedere allora dovrai pagare tutte le spese indicate sopra, se la compri realmente per te hai già capito come puoi risparmiare. In più la strada non è una pista, è fatto obbligo di rispettare il codice stradale. Quindi tanti cavalli per cosa? Provali, emozionati, divertiti… vai in pista e corri solo in pista 🙂

Preventivo di risparmio nell’ipotesi che acquistiate una BMW M3 E46 del 2002.

Ovvero il preventivo del denaro che “non” pagherete se andrete solo in pista (con un carrello).

Passaggio di proprietà: dai 950,00 Euro ai 1223,00 Euro circa a seconda della città in cui vivete

Bollo auto: dagli 855,00 Euro ai 1100,00 Euro circa a seconda della città in cui vivete

Assicurazione: dai 527,00 Euro ai 1892,00 Euro circa se siete in prima classe e stipulate un’assicurazione online. Se vi trovate in classi successive, o stipulate una normale assicurazione, la spesa aumenta drasticamente, ad esempio in 14° classe si va dai 1567,00 Euro ai 4138,00 Euro per le assicurazioni online mentre le cifre sono ancora più elevate per le normali assicurazioni.

Revisione: circa 64-68 Euro ogni due anni.

Acquisto vettura: oggi (BMW M3 attuale) oltre 70.000 Euro; acquisto BMW M3 del 2002 (vettura che conserva comunque un gran fascino e vantaggi non indifferenti  in termini costruttivi e di progettazione) si parte dai 15.000 Euro (prezzo di un’utilitaria).

Preventivo di risparmio nell’ipotesi migliore:
2396,00 euro il primo anno, 1446,00 gli anni successivi.

Preventivo di risparmio in un’ipotesi intermedia:
4010,00 euro il primo anno, 3060,00 gli anni successivi.

Preventivo di risparmio nell’ipotesi peggiore:
tariffe sconcertanti.

Se sei un vero patito di motori hai già capito che puoi avere molto di più con molto meno. Pensa inoltre a tutto ciò che puoi procurarti risparmiando: attrezzature, accessori, un carrello, strumenti, ricambi, abbigliamento sportivo, protezioni…

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Trovi facilmente online strumenti per:
Calcolo bollo | Preventivo assicurazione | Calcolo passaggio di proprietà

Un curioso sondaggio sul mercato dell’automobile

Perchè si vendono meno auto nuove?

Di recente ho sentito su un approfondimento di un telegiornale che, secondo gli esperti, il mercato dell’automobile (con riferimento al “nuovo”) sarebbe in calo perchè la gente non ha il denaro sufficiente per acquistare una nuova auto. Questo esperto che esponeva la sua teoria è pronto a scommettere che se i cittadini italiani avessero più liquidità senza meno cambierebbero la loro auto con un modello più nuovo, meno inquinante e con maggiori dispositivi di sicurezza. Io credo che questa affermazione sia corretta ma incompleta.

Se da una parte è vero che con l’aumentare delle possibilità economiche dei cittadini, aumenta il numero di coloro che sono pronti a togliersi lo sfizio di cambiare la loro auto (il famoso meccanismo della domanda e dell’offerta), d’altra parte è ugualmente vero che la crisi economica degli ultimi anni ha svegliato una quantità non indifferente di persone che ora meglio indirizzano le loro spese. Non è vero infatti che non si comprano nuove automobili “solo perchè” non c’è denaro sufficiente per farlo.

Non si acquistano nuove automobili perchè ora i consumatori sono più avveduti e si chiedono più e più volte: “Me la posso risparmiare questa spesa? E’ davvero necessaria? Ci sono cose più importanti alle quali dovrei pensare? Sarà meglio che investa i miei risparmi in qualcosa di buono? E se la crisi non sta finendo? Meglio essere cauti!”

In sostanza ho avuto modo di chiedere a diverse decine di persone (in un arco di tempo pari a 2 anni) cosa pensano dell’idea di acquistare una nuova auto e questo è quanto è emerso:

  • Ci sono famiglie benestanti che, non avendo accusato in particolar modo la crisi, continuano a cambiare auto quando lo ritengono opportuno in quanto possono permetterselo. Teoria che combacia perfettamente con quanto detto dall’esperto che citavo all’inizio dell’articolo.
  • Ci sono famiglie benestanti che dichiarano tranquillamente che la loro auto avrà anche qualche anno di vita ma non vi è alcun motivo “vero” di sostituirla. Ragione per cui, soldo o non soldo, non si procede all’acquisto.
  • Ci sono famiglie benestanti che affermano chiaramente che la crisi li ha intimoriti e che prudenzialmente cercano di spendere per beni di primaria necessità. Risparmiano il denaro per aiutare i figli a sposarsi, per dare un anticipo per un appartamento, per richiedere un mutuo meno gravoso o comunque per tenersi pronti a reali necessità o ad imprevisti.
  • Poi ci sono le famiglie normali che in soldoni affermano: “Euro 3? Euro 4? Euro5? Euro6? Sono sicuro che se acquisto un’auto Euro 6, tra tre o quattro anni non potrò andare ugualmente in centro perchè la legge richiederà un Euro 7, poi Euro 8 e così via. Conclusione, ho capito il meccanismo quindi non compro nulla.
  • Ci sono le famiglie che fanno fatica a mantenere più di un mezzo tra bollo, assicurazione, manutenzione, carburante… e stanno pensando di ritornare ad avere sole due auto in famiglia o, perchè no, se si sposa il figlio o la figlia, magari tenerne una sola fino a che funziona.
  • Ci sono inoltre quelli che dicono: “Ho comprato quest’auto, mi piace, mi ci sono affezionato, se riesco me la tengo 15-20 anni e di cambiarla non se ne parla proprio”.
  • Ma ci sono anche quelli che affermano: “Nuova non la compro neanche morto, come esci dal concessionario hai perso il 20% dell’iva, dopo un anno perde un altro 15-20% di valore… Non esiste, mi compro un buon usato con due o tre anni di vita, lo pago poco e chi s’é visto s’é visto…”
  • Incredibilmente c’è anche chi cerca vetture quasi ventennali per poterle iscrivere come auto d’epoca all’ASI e usufruire dei vantaggi fiscali circa bollo, assicurazione, nonchè avere la possibilità di circolare in centro come e quando si vuole. Il più delle volte queste persone sono o sono stati meccanici o hanno parenti o cari amici meccanici pronti a restaurare la vecchia auto in questione con cifre tutto sommato di gran lunga inferiori all’acquisto di un mezzo nuovo. Attenzione però l’ASI accetta l’iscrizione solo di vetture di interesse storico (magari anche sportivo), non credo si possa iscrivere all’asi una vettura qualunque. Informatevi.
  • Ci sono coloro che hanno tenuto a precisare che non vogliono lavorare per mantenere le case automobilistiche in quanto, affermano, che ogni cittadino dovrebbe acquistare un’auto ogni 4 anni per far sì che i bilanci delle case automobilistiche siano costantemente in crescita.
  • Esistono persino quelli che della macchina non ne vogliono più sapere nulla ed hanno scoperto che raggiungere il lavoro con un abbonamento dell’autobus d’inverno e con una bici elettrica d’estate è una svolta. Una svolta dove ti dimentichi il bollo (o tassa di possesso del veicolo), ti dimentichi il rincaro annuale dell’assicurazione, ti dimentichi le visite controvoglia dal meccanico, le revisioni ogni due anni, dimentichi il viso del benzinaio, dimentichi (non sempre) le buche, il problema del parcheggio, il traffico martellante, le sudate a fare manovra d’estate…
  • Infine c’è chi davvero dice: “Non posso, l’auto è l’ultimo dei miei pensieri”.

Credo che questo sia “qualcosina” di più rispetto al credere che il denaro di una famiglia sia direttamente proporzionale a quante auto verranno vendute. Bisogna rendersi conto che la crisi ha cambiato molte persone che ora valutano in ben altra maniera cosa gli occorre e cosa gli è veramente venuto a mancare in questi anni ardui… La realtà è che la macchina non è più al centro dei pensieri degli italiani. Fino a poco tempo fa l’automobile era un modo di essere. Si sceglieva una vettura che parlasse di noi, che rispecchiasse il nostro carattere. Oggi invece si cerca innanzitutto la soluzione per muoversi senza spendere cifre non proporzionate alla situazione economica e all’evolversi dei mercati mondiali.

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Il blog Ralph DTE prova la BMW S1000RR

La proposta di guidare la BMW S1000RR ci è arrivata all’improvviso e ci ha a dir poco ingolosito nonostante ci sia stata concessa la possibilità di una prova solo su strada. Diciamoci la verità… 190 cavalli su due ruote e con 190 kg di peso (circa) non sono numeri a nostro avviso adatti alla strada. Fatta pace con questa idea ci siamo messi in sella e siamo partiti.

Una leggera pressione del tasto di avviamento ed il motore, subito pronto, si avvia deciso con un tono minaccioso. Invece, a sorpresa, innestata la prima e lasciata la frizione, la moto si avvia fluida senza borbottare e senza quel fastidioso effetto ON/OFF che invece abbiamo avvertito pesantemente sulle sorelle da enduro F800GS, F650GS.

Impostiamo la modalità SPORT (vengono erogati 190 cavalli ma il controllo di trazione interviene quasi immediatamente) ma vi sono anche le modalità RAIN e RACE. In modalità RAIN il motore eroga 150 cavalli mentre in modalità RACE il motore eroga la stessa potenza che in modalità SPORT ma con interventi del controllo di trazione a regimi di rotazione più elevati.

Pelo leggermente il gas, essendo abituato a moto da corsa scorbutiche e nervose, invece qui la situazione è molto differente. La belva sembra dormire. Sale di giri sorniona e non dà affatto l’idea di una moto pericolosa. Mi sembra strano così affondo un pizzico di più ma niente… su altre moto un tale abuso di confidenza avrebbe senz’altro innescato una qualche reazione furibonda. Almeno un pattinamento della ruota posteriore. Niente di tutto questo.

La moto sembra dare tanta confidenza e subito, la cosa mi preoccupa e contrariamente a quanto si possa pensare non mi dà molta fiducia. Temo che potrebbe improvvisamente diventare brusca. In fondo 190 cv sono un valore impressionante. Invece la BMW S1000RR si lascia guidare come uno scooterone fino a 6500-7000 giri al minuto. Potresti persino viaggiare in 6° a 60 km/h e non sentire vibrazioni né incertezze.

Entra in curva precisa e filante, ti segue in tutti i tuoi movimenti e non si oppone alla piega. Imposti una traiettoria e la segue con una precisione sconcertante. La ciclistica è davvero ottima a mio avviso. La moto è rigida, impostata, ma non trasmette sgradevoli sensazioni di perdita di contatto con il terreno sulle strade piene di buche di tutti i giorni, anzi… le buche, nonostante la sua indole, si avvertono poco. La posizione del manubrio e delle pedane (piuttosto alte) è decisamente corsaiola ma per me è un bene, le amo solo così. Stare seduti a bordo con questa posizione potrebbe risultare  scomodo per un viaggio ma molto, molto comodo per muoversi sulla moto e muoverla come si vuole. Nulla interferisce nella fluidità dei movimenti che sono necessari a spostare il peso verso l’una o l’altra curva. Il serbatoio sembra quasi non esserci. La moto è caricata sull’anteriore ma i polsi non si affaticano.

La frenata è impressionante. E’ sufficiente “sfiorare” e sottolineo sfiorare la leva del freno anteriore per avere una frenata decisa. Non oso pensare a cosa accadrebbe se si usasse la forza. Ed infatti trattandosi di una prova su strada non oso.

Le gomme sono calde, decido di sentire come risponde il motore se si supera il regime del “sonno”, ovvero i 7000 giri. L’erogazione diventa corposa, ma non troppo. Il controllo di trazione interviene senza che tu te ne accorga. Non avverti tagli all’alimentazione tali da provocare un senso di on/off, tuttavia non si sente una spinta da far rabbrividire. Sarà l’abitudine (di chi scrive) nel guidare moto iraconde, saranno i tanti chilometri percorsi, sarà il fatto di vivere spesso la pista, ma questa moto non sembra dimostrare tanta esuberanza. I cavalli si sentono senz’altro, ma arrivano con molta calma e forse era proprio questo l’obiettivo di casa BMW: realizzare una moto di serie con numeri che contano in modo da poter iscriversi con serie intenzioni al campionato Superbike (con la versione derivata) e, allo stesso tempo, mettere su strada un mezzo che, seppur consigliabile a centauri decisamente “saggi”, sia guidabile anche per chi tanta esperienza ancora non ne ha. Sembra quasi una moto soffocata di proposito. Insomma sul libretto ci sono 193 cavalli, sul corpo se ne sentono molti di meno.

Questo però non deve trarre in inganno i meno esperti che magari sognano di passare subito ad una moto così. Sarà pure vero che non dimostra oltre 190 cavalli ma è pur vero che ne scarica a terra comunque in quantità industriale e consiglio vivamente l’acquisto di questo prodotto solo a chi ne farà un frequente uso in pista. Per strada ci vuole davvero tanta tanta saggezza, la testa sulle spalle ed il codice stradale bene in mente. Ma se anche decideste di andare piano ed usarla solo su strada, vi sembra utile spendere oltre 20.000 Euro per una moto che si comporta come uno scooterone fino a 7000 giri (anche un 2 tempi 125cc, per non parlare di un 250cc, vi starebbe con scioltezza avanti) e che oltre è consigliabile solo per la pista? Certo di fascino ne ha da vendere ma si capisce che si tratta di un modello realizzato per ottenere l’iscrizione in Superbike.

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Il rumore (suono) della chiusura portiera

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili

Titolo o argomento: Il suono delle portiere ci dice davvero la qualità di un veicolo?

Forse non tutti sanno che, quando si progetta un’auto che deve dare l’idea di essere molto più solida delle sue concorrenti, si effettuano molteplici studi volti a ricercare nella scelta dei sistemi di chiusura e delle guarnizioni quelli che permettono di ottenere un suono più secco e con una ben precisa tonalità.

Questa sorta di stratagemma permette di offrire la sensazione di una vettura più solida. Per tale ragione vi sono, all’interno di talune industrie automobilistiche, appositi reparti dove si studiano i suoni emessi dalle portiere di un’auto ed i fattori atti a modificarli. Negli ultimi tempi questi studi si stanno estendendo pesino al suono emesso dalla chiusura centralizzata…

La protezione anticorrosione e le lamiere magari saranno le stesse del marchio concorrente ma volete mettere gli effetti appaganti della suggestione? 😀

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Le portiere per eccellenza