Può succedere anche a te: Il folle abuso di potere di una direttrice di banca invidiosa che voleva distruggere la mia azienda – Pillola 5: La direttrice esordisce con “Tu ci usciresti con mia figlia?”

Rubrica: Può succedere anche a te

Titolo o argomento: Il folle abuso di potere di una direttrice di banca invidiosa che voleva distruggere la mia azienda

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Pillola 5: La direttrice esordisce con “Tu ci usciresti con mia figlia?”

Siamo ai primi di Dicembre 2022, la direttrice mi fa contattare nuovamente dal suo braccio destro che questa volta, nel chiedermi un ulteriore appuntamento, apre con un incoraggiante:

“Andiamo male! Molto male!”.

Sfinito mi reco in ufficio. La direttrice ha di nuovo l’aria da dramma liturgico. Ho la bocca dello stomaco che vorrebbe uscire per mostrarle il mio disappunto e dirgliene quattro. “Cosa c’è questa volta? Che è successo?”.

“Non possiamo deliberare perché manca la Perizia estimativa!”.

“Ma se te l’ho portata questa estate!! Si trova anche nel server della banca e il vostro perito mi ha confermato persino l’autorizzazione alla procedura e l’avvenuto inserimento nel portale gestionale interno!!”

A questo punto passo all’equivalente di DEFCON 3. Anche la persona più pacata, tranquilla, comprensiva e ragionevole di questo Mondo, in simili casi, esaurisce i toni cordiali. La tolleranza è terminata, siamo prossimi al grippaggio. Sono pronto ad effettuare la chiamata per richiedere l’intervento delle Forze dell’Ordine.

Replico informando che, essendomi occupato personalmente di ogni documento, ho visto bene dove il suo collega ha riposto la Perizia. Intimo che a seguito di queste precise indicazioni i Carabinieri o la Polizia la troveranno rapidamente.

La direttrice mi fissa, nota che non sto scherzando. Mi contengo ma sono profondamente alterato. Qui si schernisce la mia vita. Sa che non sto dicendo per dire, sa bene che vado in fondo alle cose e fa un passo indietro in modo “lurido”.

Lei era seduta dietro la sua scrivania, io ero ovviamente dall’altra parte; alla mia sinistra, la destra della direttrice, si trovava il suo braccio destro in piedi. Lei si gira, lo guarda, fa un cenno di assenso con la testa e lui parte e si reca subito nel suo ufficio a prendere la Perizia per reinserirla nel fascicolo di documenti dell’istruttoria.

Non mi sembrano spaventati per le conseguenze legali, ma più che altro preoccupati per un mio eventuale reclamo interno presso l’Ispettorato della banca. Sono piuttosto spavaldi. Dico chiaramente alla direttrice che questa volta la situazione è molto grave e che è meglio che io vada a sbollire altrove. Solo a questo punto inizio a vederla realmente preoccupata e mi risponde, con aria rammaricata:

“Lo so…”.

Perizia recuperata, siamo di nuovo in movimento. Ma quale sarebbe ora la dinamica? Il movimento di che cosa? Sono ben coscente che è tutto finito. La mia fredda ipotesi, quella che ritengo più probabile, è che la direttrice non manterrà fede alla sua parola. Ha giocato sporco, non mi ha fatto vendere i locali, non ho tempo per cominciare tutto da capo con un’altra banca (che ora avrebbe comunque interessi ancora più alti di quelli già insostenibili calcolati prima della manovra sui tassi, oltre a tempi di rientro improponibili), inoltre la Proposta di Acquisto è vicinissima al suo termine.

E’ la prima volta che sono veramente arrabbiato. Ventitre anni. Ventitre anni di sacrifici, rinunce, sforzi da far collassare chiunque non abbia sogni così grandi. Sta andando tutto all’aria. Per quale motivo? Cosa non digerisce la direttrice? Perché i salati interessi di mutuo le interessano meno (perdonate il gioco di parole) dell’opportunità di farmi fallire i progetti?

Racconto l’accaduto alla mia famiglia, agli amici, a colleghi e collaboratori. Esposta in modo ordinato, come nei capitoli di questo saggio, è più facile da assorbire, specie grazie al titolo che riassume quel che è stato e orienta il lettore immediatamente nell’ottica corretta. Ma “durante”… “durante” tutto cambia, i punti di osservazione sono diversi. “Durante” ricevi suggerimenti amichevoli che tendono a minimizzare, che tendono a farti notare che forse hai travisato perché sei molto teso per quello che, con impegno strabocchevole, stai facendo. I miei genitori mi dicono cose del tipo:

“Evita di discuterci altrimenti rischi di perdere il capannone per una stupida litigata…”.

E proseguivano bonariamente:

“Sopporta, come hai sempre sopportato e pensa a quello che per te conta davvero, concludi.”

Era evidente che nemmeno loro si rendessero conto. Sembrava tutto surreale. Il “durante” è tutta un’altra cosa. Tutti erano convinti che lei volesse solo guadagnare il più possibile dagli interessi di mutuo. Io l’avevo guardata negli occhi, avevo visto molto di più. Era ben definito il suo odio e quanto lei puntasse alle mie proprietà (rendendolo palese con espressioni come quelle che vedremo nelle prossime pillole, oltre che con comportamenti gravissimi che lei stessa ammetterà di aver messo in pratica, specie verso la mia casa), alla mia azienda (cercando di sottrarre il frutto dei miei studi per fornirli a non si sa chi dato che lei non era in grado di comprendere cose così complesse) ed al controllo dei miei progetti futuri. Ero seriamente preoccupato, la direttrice stava delirando.

Passano pochi giorni, ci avviciniamo alla scadenza della Proposta di Acquisto. Non è più possibile implementarla con ulteriori Addendum, la parte venditrice non offre più margini. Giustamente.

Tutti intorno a me dicono che mi sto preoccupando inutilmente. Familiari, amici, colleghi sono pronti a scommettere che ora la direttrice mi comunicherà la delibera positiva o negativa la quale, son convinti, sarà sicuramente positiva.

In effetti la direttrice sembra essersi data una calmata. Forse ha capito che l’ha fatta grossa. Penso che abbia iniziato a sentir nell’aria le Forze dell’Ordine come una concreta possibilità ed abbia iniziato ad intuire che una fragile barriera mi divide dall’Ispettorato della banca.

Malgrado ciò i pensieri sono ridondanti nella mia mente, sto mettendo in ordine i tasselli. Sto decodificando. Ho iniziato a fare la somma delle sue richieste aberranti lungo tutti questi mesi e a capire che cosa sta facendo. Lei non cerca di portarmi a pagare più interessi con l’imminente manovra sui tassi (Dicembre 2022 – Gennaio 2023), lei cerca di prendere le mie cose. Genera perdite di tempo per farmele perdere. Sa che ho orientato e predisposto la mia azienda sui servizi professionali che il capannone mi permetterebbe di fornire e che, se riesce ad impedirmelo, potrei prendere una botta* fortissima rischiando di perdere tutto.

*In un apposito speciale vi illustrerò una curiosa modalità con cui persone simili possono danneggiare aziende che vanno benissimo e che sono virtuose.

Vado a trovarla in ufficio una mattina. Stiamo definendo l’appuntamento con il notaio (rigorosamente scelto da lei, pena l’impossibilità di erogare il mutuo – dettaglio che ad oggi apre molte interrogazioni), ripassiamo tutto. Quasi mi inganna. E’ sorridente, sembra di buon umore come qualcosa che funziona e sta per definirsi. Però divaga, parliamo del più e del meno, sembra voler essere accomodante.

Inizia a descrivermi il lavoro di sua figlia. Mi fa notare che sua figlia è a contatto con tecnologie che io apprezzerei sicuramente (???), che fa cose particolari, che anche lei ama la Fisica e la Matematica. Ma di che sta parlando?! Non alimento la conversazione ma la direttrice non demorde e se ne esce come un dolore con un sorrisetto che vuole sembrare gentile ma che per me è solo preoccupante:

“Te la potrei far conoscere, magari uscite insieme, ti potrebbe far vedere quello che fa…”

Nella mia mente risuona di nuovo un “Eh?!?” ed ammetto che avrei tanto voluto replciare con “Ma che siamo nel Medioevo?! Sembri un sensale!”. Ma tutte le persone di cui ho stima, e che non hanno i miei difetti, mi avevano suggerito di non essere sempre “schietto”. “Non puoi dire sempre quello che pensi! Anche se stai esprimendo un pensiero corretto!”.

Impiego tutto me stesso per rimanere cordiale e dire più “semplicemente”, dando del “tu” all’aspirante suocera:

“Ti ringrazio del pensiero ma faccio una vita molto particolare, la faresti solo soffrire, vedi io non ci sono mai, non faccio le cose che sono abituati a fare i suoi amici; vivo in un modo molto particolare per gli altri ma naturale per me, realizzo progetti che avevo fin da piccolo, sono dedito ai miei studi, al mio lavoro, ai miei viaggi di lavoro, a costruire. Richiede molto tempo, molto impegno. Per rilassarmi non giro per locali la sera, non vado in vacanza, non provo soddisfazione nel comprare auto alla moda, oggetti alla moda; mi trovi in giro per l’Europa per studio o lavoro o tra le campagne e il mare, con gli elementi della Natura e gli Animali che mi mettono tranquillità. Sentirebbe la puzza di letame perché io non sono tipo da villa con la piscina ma da casale con gli Animali”.

Sono stato soffice, penso io. Le ho dato mille motivazioni che, stando agli standard giovanili di oggi, dovrebbero spontaneamente allontanarla dal pensiero malsano che sta partorendo. Forse ho avuto il giusto tatto.

La direttrice sembra prenderla bene ma il suo si rivela ben presto un sorriso di plastica. Pochi giorni dopo il Notaio, fortemente scelto da lei, si negherà al nostro appuntamento per definire tutto. Risolverà con una motivazione tra le più blande:

“Mi scuso ma non ci sono improvvisamente per impegni improrogabili fuori città”.

E’ finita. Proposta di Acquisto conclusa. La direttrice non ha fatto avere alcuna delibera, né per il sì, né per il no. Sembro così destinato anche alla perdita della caparra. La situazione è drammatica.

Indignato la vado a trovare per l’ennesima volta in ufficio per chiedere chiarimenti sulla “scomparsa” del notaio. Lei elude qualsiasi domanda e replica con espressioni del viso e toni che sono propri di una bambina capricciosa al primo anno di scuola materna.

“Eh purtroppo non ho potuto deliberare né per il sì né per il no”.

Le rispondo:

“Ma almeno delibera per il no così recupero la caparra!”.

e lei

“Mi dispiace ma non posso farlo, sono cose che succedono…”.

con l’aria come a dire “Vedi cosa succede a dire di no?!”.

E’ Guerra.

Continua…

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Prologo | C’è una galassia persino in un piccolo barattolo di china
Introduzione | Domande che aprono alla lettura del saggio

Parte 1: Se conosci hai netti vantaggi
Parte 2: Sembrava una brava persona ma è il nostro concetto di brava persona che è sbagliato
Parte 3: Dalla Fisica generale alla vita quotidiana
Parte 4: La direttrice criminale a cui piace uccidere lentamente e sadicamente
Parte 5: La disciplina, il bene, le arti marziali per la difesa, l’intelletto… i mezzi migliori
Parte 6: Sconfiggete il vostro nemico con risultati di eccellenza, fanno più male di qualunque arma
Parte 7: Perché dicono che non te lo meriti? Oltre lo specchio di un vecchio arcano italiano
Parte 8: Il crollo di un castello di carte con un soffio di psicologia. Smantellare avversari fittizi
Parte 9: In Italia ti perdonano tutto tranne il successo

Pillola 1: L’alba di un nuovo grande capitolo d’impresa
Pillola 2: Mi raccomando, non fare scherzi, mi ci gioco l’intera vita su questo progetto!
Pillola 3: Iniziano le richieste e gli abusi della direttrice che preme per avere “qualcosa” in cambio
Pillola 4: Il furto di identità sospetto e la tutela enorme fornitami dalla Banca d’Italia e dal CRIF
Pillola 5: La direttrice esordisce con “Tu ci usciresti con mia figlia?”
Pillola 6: Non tutti gli illeciti della direttrice vanno in porto
Pillola 7: Speculatori inviati dalla direttrice per tentare l’assalto a casa mia
Pillola 8: Arrivano i soccorsi! Ma la direttrice li respinge…
Pillola 9: La direttrice distrugge la documentazione e inizia a delirare davanti a tutti
Pillola 10: La direttrice dichiara il falso all’ispettorato della banca, “Era solo una chiacchierata!”
Pillola 11: Il tentativo di hacking per distruggere le prove
Pillola 12 – Disponibili tra poche ore : )
Pillola 13
Pillola 14
Pillola 15
Pillola 16
Pillola 17
Riferimenti utili
Conclusioni (parte 1, parte 2)

Estensioni

La vita è destabilizzante per sua natura
A cosa serve l’Arte?
Prendi un foglio bianco e progetta da zero – Reazioni costruttive

Complementi

Pagina Literature
L’Italiano, La Matematica e la Comunicazione visiva
Sempre di più: Viaggio dentro le proprie progressioni
Pensiero, ragione, presa di coscienza, paura…

Complementi neuroscientifici e filosofici

Lifelong Learning. L’apprendimento che non finisce mai: Un vasto territorio chiamato Cervello
Lifelong Learning. L’apprendimento che non finisce mai: Plasticità neuronale
Tra le masse le persone che tentano di argomentare vengono derise

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Introduzione | Domande che aprono alla lettura del saggio

Volete sapere come si riconosce il personale di banca che, a seconda delle vostre vulnerabilità, può danneggiare seriamente la vostra vita, il vostro lavoro, il vostro equilibrio mentale, la vostra salute, la vostra famiglia o persino tutti questi aspetti insieme se vi trovate in un punto nevralgico della vostra vita?

Un punto nevralgico della vita è un punto singolare, molto delicato, in cui avete molte occasioni insieme, esposte davanti a voi e tutte, per un limitato arco temporale, alla vostra portata. E’ tutto retto da uno straordinario equilibrio. Muovere un ciglio nella direzione giusta può far riuscire ogni passaggio con un’armonia strabocchevole che vi porta a dialogare con i vostri pensieri: “Sta succedendo davvero? E’ la mia occasione? Posso farcela!”.

Può succedere quando meno ce lo aspettatiamo. Dopo anni di intenso lavoro, ostacoli impervi, persino ostilità. Può arrivare all’improvviso, come un riconoscimento. Tutto vi sembra così ben oliato, una volta tanto, che comprendete da soli che difficilmente si riproporranno concomitanze così efficaci tutte assieme.

Quel ciglio tuttavia può esser soffiato via se, per fissarlo intensamente, non vi accorgete che sta arrivando qualcuno di soppiatto che inspira più del normale. Può cogliervi alle spalle con totale sorpresa, può affiancarvi un poco alla volta, con il tempo, sfruttando la vostra fiducia, può pararsi davanti improvvisamente come un sinistro. Può arrivare da qualunque direzione, può avere qualunque aspetto, e forse i suoi sorrisi di plastica assomigliano più a quelli del Grinch.  Qualcuno pertanto può essere pronto a perturbare il delicato equilibrio.

Se avete avuto modo di assaporare il destino potreste intuire, anche se inizialmente mal volentieri, che quella situazione, apparentemente quasi perfetta e poi gravemente perturbata, può aprirvi le porte ad orizzonti ben più vasti, multidimensionali, esplorazioni più ricche di scoperte, opportunità che pesano ma che non avreste mai saputo reggere se tutto si fosse evoluto con la perfezione iniziale. Perché non avevate la profondità dell’esperienza ma solo le sue quote di facciata (larghezza e altezza) senza sapere cosa ci fosse oltre. Mancavano le dovute conoscenze per capire i movimenti corretti necessari per maneggiare quei pesi. La schiena ben dritta (piani di impresa solidi, verificati, collaudati), le gambe toste e flessibili (capacità di assorbire colpi, sopportare carichi, adeguare l’assetto, equilibrarsi), quei glutei ben sodi che non guastano (la spinta, la forza di volontà, il dolore delle fibre che è costato quell’allenamento) e aiutano gli audaci, quelle braccia asciutte, leggere agili forti come quelle di un carpentiere instancabile. Un enigmatico controsenso vi scuote e vi aliena ed ognuno può addentrarsi e portare alla luce da sé le proprie ambite risposte ed i metodi, a cui mai aveva pensato prima, per raggiungere elegantemente tali ambizioni. Oppure potete lasciarvi cadere.

“La pressione… cambia tutto vivere sotto pressione, certe persone le spremi e si svegliano, altre crollano”. Cit. Al Pacino, L’avvocato del diavolo, Taylor Hackford, U.S., 1997.

Che forma hanno gli indizi, le azioni, le parole, le espressioni in presenza delle quali dovreste preoccuparvi anche solo se vi si accenna timidamente? Come si ferma sul nascere un imminente dramma che sta per sfociare in un grave abuso di potere? Che provvedimenti potreste prendere e a chi potreste davvero rivolgervi con efficacia qualora vi troviate avvolti in un turbine irrazionale di consigli errati e informazioni tra loro incompatibili, contrastanti?

Come evitare, in un momento di profonda vulnerabilità, di essere travolti e mal consigliati da chiacchiere leggere che riverberano nei corridoi della banalità e che recitano fantasie trasformate in mito che si riveleranno perfettamente inutili e che non faranno altro che esaurire “il vostro tempo” e “le vostre energie” bruciando le vostre risorse e lasciando, a chi vi ha danneggiato, la  beffarda serenità di proseguire indisturbata/o con la sua dannosa vita criminale?

Soprattutto, come risolvere problemi all’apparenza insormontabili con un successo schiacciante che faccia leva sul virtuosismo e la nobiltà della mente umana anziché su scadenti e approssimative soluzioni violente di bassa levatura?

Se avete il piacere di proseguire la lettura lungo i capitoli che seguiranno troverete una foresta fitta di curiosità e situazioni assurde.

Continua…

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Parte 1: Se conosci hai netti vantaggi
Parte 2: Sembrava una brava persona ma è il nostro concetto di brava persona che è sbagliato
Parte 3: Dalla Fisica Generale alla vita quotidiana
Parte 4: La direttrice criminale a cui piace uccidere lentamente e sadicamente
Parte 5: La disciplina, il bene, le arti marziali per la difesa, l’intelletto… i mezzi migliori
Parte 6: Sconfiggete il vostro nemico con risultati di eccellenza, fanno più male di qualunque arma
Parte 7: Perché dicono che non te lo meriti? Oltre lo specchio di un vecchio arcano italiano
Parte 8: Il crollo di un castello di carte con un soffio di psicologia. Smantellare avversari fittizi
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Pensiero, ragione, presa di coscienza, paura…

Il sorriso beffardo del Grinch. Image’s Copyright Dr. Seuss Enterprises, LP