A cosa serve l’Arte?

Rubrica: Può succedere anche a te

Titolo o argomento: Il folle abuso di potere di una direttrice di banca invidiosa che voleva distruggere la mia azienda

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Parte 2 | A cosa serve l’Arte?

A cosa serve l’Arte? Me lo sono chiesto dopo il “riavvio” di me stesso spolverato, rinfrescato, ripristinato, efficientato pezzo per pezzo. Dal 1999 al 2022 ho fatto sacrifici di ogni tipo per realizzare i miei sogni. Nel 2022 una direttrice di banca, frustrata dallo squallore della sua vita, ha danneggiato di proposito un mio grande sogno, accoltellando le mie emozioni.

Lo ha fatto volutamente, lo ha fatto per invidia. Lo ha fatto perché non sapeva coltivare un sogno così bello. Lo ha fatto perché la sua vita continua a negarle quel che con sotterfugi pretende, relegandola alla sua dannazione. Lo ha fatto perché non accetta di non poter vivere qualcosa di cui non custodisce le fatiche. Lo ha fatto perché conosce le sue scelte comode, le sue priorità e inconsciamente sa che non la porteranno dove vuole lei e l’ansia la corrode.

Al contrario le strade in salita, le fatiche, le battaglie, donano la magia, spesso incomprensibile, di realizzare un progetto nuovo dopo l’altro, sempre più affascinante. Io, “colpo su colpo” (Litfiba, cit. in basso) ho risposto, sto rispondendo e risponderò. Forse potrei anche vincere battaglie, la guerra, la sfida, la causa? Non è questo il punto.

Succede che ti concentri tanto sulle tue battaglie, sulle tue guerre, ci dedichi tutto te stesso perché lo sai che se non ti sacrifichi, rischi di perdere tutto quel che hai edificato e che ti edifica. Ma succede anche che un giorno mi accorgo che non sento più niente. Un impassibile simil robot.

Posso scegliere, voglio continuare a non sentire più niente? Almeno non soffrirei. Me lo chiedo e ci penso giorni, settimane e mesi. Per poi rispondermi come sempre. Preferisco la fatica. E’ dolorosa, si soffre. Ma il risultato è più appagante, dopo sto bene. Preferisco di gran lunga uno sforzo prima per star bene dopo. Si sta bene come chi ti vuole fermare non riesce a stare, se nella vita ha evitato le fatiche. Le fatiche fisiche come le fatiche mentali e le fatiche sentimentali. Certo fa paura. La paura di provare delle emozioni profonde, quando Amo, quando guido una Moto, quando svolgo un Lavoro appassionante. E allora…

A cosa serve l’Arte?

Serve a provare di nuovo le emozioni quando non senti più niente.

Per me è profondo un libro, un film, un dipinto, una musica, un oggetto lavorato dalle mani, come è profondo il mare nei paesaggi delle mie dimensioni in cui mi immergo fino a che diventano blu profondo.

Il dolore faticato, elaborato, vissuto, assaggiato, assaporato, digerito, risolto, rende più saggio il viaggio verso la Vittoria.

Può sembrare insolito ma, dopo quasi quattro anni, mi sono ricordato cosa fossero le emozioni all’improvviso, riguardando delle scene, delle opere, dipinti, il grande teatro di Eduardo De Filippo, delle rappresentazioni, ognuno credo abbia le proprie. Non vi annoio con i miei personali gusti, ma sicuramente c’è qualcosa che riesce a richiamare la vostra attenzione e sbloccare le vostre emozioni mentre siete completamente rapiti dalla stretta relazione tra gli eventi e la vostra dedizione. L’Arte, quando ti ci identifichi, serve a ricordare le emozioni di cui sei fatto.

Se ne sei composto dentro, se sei composto di emozioni, ciò che ti emoziona ti risolve…

Riporto di seguito una bellissima canzone dei Litfiba (Pierò Pelù, Ghigo Renzulli) di cui ho citato sopra l’espressione “Colpo su colpo risponderò”.

Litfiba, “Sparami”, Mondi Sommersi, EMI Music Italy, 1997

Scusami il mondo è il gioco dei ricchi o no
Scusami non era un gioco per tutti o no
Sparami ma la sostanza non cambierà mai
Bacio il buio e sto deviando
Poi bacio il cielo che quasi ci credo
Ho luci dentro e piume fuori
Chi vola prima o poi saremo anche noi
Sono io sei tu

Scusami ogni sistema è una gabbia mi dà rabbia
Perché aumenta le differenze
Tra chi ha potere
E chi non ha proprio niente
Sempre più niente

Sparami sparami io sarò sempre meno quello che pensi
Una nuova realtà sommersa
Colpo su colpo risponderò questo sistema è una gabbia
Mi dà in omaggio rabbia

Sparami lo farò colpo su colpo io risponderò

Apriti e scegli i semi più buoni e poi
Donali ai tuoi nemici più veri e poi
Passerà quest’anno nero come sono passati gli altri
Se vogliamo cadrà ogni muro anche il più duro fra di noi

Sparami sparami io sarò sempre meno quello che pensi
Una nuova realtà sommersa
Colpo su colpo risponderò questo sistema è una gabbia
Mi dà in omaggio rabbia
Sparami sparami lo farò
Colpo su colpo io risponderò
Sparami sparami lo farò

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Prologo | C’è una galassia persino in un piccolo barattolo di china
Introduzione | Domande che aprono alla lettura del saggio

Parte 1: Se conosci hai netti vantaggi
Parte 2: Sembrava una brava persona ma è il nostro concetto di brava persona che è sbagliato
Parte 3: Dalla Fisica Generale alla vita quotidiana
Parte 4: La direttrice criminale a cui piace uccidere lentamente e sadicamente
Parte 5: La disciplina, il bene, le arti marziali per la difesa, l’intelletto… i mezzi migliori
Parte 6: Sconfiggete il vostro nemico con risultati di eccellenza, fanno più male di qualunque arma
Parte 7: Perché dicono che non te lo meriti? Oltre lo specchio di un vecchio arcano italiano
Parte 8: Il crollo di un castello di carte con un soffio di psicologia. Smantellare avversari fittizi
Parte 9: In Italia ti perdonano tutto tranne il successo

Pillola 1: L’alba di un nuovo grande capitolo d’impresa
Pillola 2: Mi raccomando, non fare scherzi, mi ci gioco l’intera vita su questo progetto!
Pillola 3: Iniziano le richieste e gli abusi della direttrice che preme per avere “qualcosa” in cambio
Pillola 4: Il furto di identità sospetto e la tutela enorme fornitami dalla Banca d’Italia e dal CRIF
Pillola 5: La direttrice esordisce con “Tu ci usciresti con mia figlia?”
Pillola 6: Non tutti gli illeciti della direttrice vanno in porto
Pillola 7: Speculatori inviati dalla direttrice per tentare l’assalto a casa mia
Pillola 8: Arrivano i soccorsi! Ma la direttrice li respinge…
Pillola 9: La direttrice distrugge la documentazione e inizia a delirare davanti a tutti
Pillola 10: La direttrice dichiara il falso all’ispettorato della banca, “Era solo una chiacchierata!”
Pillola 11: Il tentativo di hacking per distruggere le prove
Pillola 12 – Disponibili tra poche ore : )
Pillola 13
Pillola 14
Pillola 15
Pillola 16
Pillola 17
Riferimenti utili
Conclusioni (parte 1, parte 2)

Estensioni

La vita è destabilizzante per sua natura
A cosa serve l’Arte?
Prendi un foglio bianco e progetta da zero – Reazioni costruttive

Complementi

Pagina Literature
L’Italiano, La Matematica e la Comunicazione visiva
Sempre di più: Viaggio dentro le proprie progressioni
Pensiero, ragione, presa di coscienza, paura…

Complementi neuroscientifici e filosofici

Lifelong Learning. L’apprendimento che non finisce mai: Un vasto territorio chiamato Cervello
Lifelong Learning. L’apprendimento che non finisce mai: Plasticità neuronale
Tra le masse le persone che tentano di argomentare vengono derise

Questo Blog è pieno di passaggi che collegano diversi temi in modo non direttamente intuitivo. La lettura approfondita vi svela curiosità e metodi per migliorare moltissimo la qualità della vita. Una vasta coltivazione di sinestesie che filtra i lettori del “prendo quello che mi fa comodo e fuggo” da quelli virtuosi. Un esempio semplicissimo, con una rapida ricerca si può risalire all’origine di questa immagine, che mi riprende in moto vicino casa, e scoprire il testo che in essa è fuso. Concetti ben più approfonditi ed utili sono distribuiti nell’intero Blog. Un affascinante caccia al tesoro tra esperienze e figure retoriche in qualche modo crittografate e disponibili per coloro che ne hanno la chiave : )

Può succedere anche a te: Il folle abuso di potere di una direttrice di banca invidiosa che voleva distruggere la mia azienda – Parte 5: La disciplina, il bene, le arti marziali per la difesa, l’intelletto… i mezzi migliori

Rubrica: Può succedere anche a te

Titolo o argomento: Il folle abuso di potere di una direttrice di banca invidiosa che voleva distruggere la mia azienda

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Parte 5 | La disciplina, il bene, le arti marziali per la difesa, l’intelletto… i mezzi migliori

Ho seguito molti casi di abuso di potere in ambito bancario per rendermi conto della situazione attuale. Quando mi informo su un determinato argomento mi confronto dialogando con una nutrita varietà di persone che hanno esperienze accreditate in merito. Siamo nell’ordine delle migliaia di persone per intenderci. Non è possibile stabilire un andamento attendibile basandosi su un campione ridotto di persone, né su voci di corridoio che arrivano trasformate su basi emotive o inesattezze dovute alla scarsa conoscenza dei temi.

In questo caso mi riferisco ad ex dipendenti di banca che amano togliersi il sassolino dallo stivale circa i colleghi mascalzoni, i diversi corpi delle Forze dell’Ordine che hanno seguito denunce e casi di vario genere, legali specializzati in diritto bancario, Arbitro Bancario Finanziario – ABF (database sulle decisioni dei collegi), clienti insoddisfatti che hanno terminato le loro azioni legali o ne sono a cavallo (pertanto raccontano in via del tutto generale senza specificare di quali istituti di credito si parla e omettendo, nel rispetto delle leggi vigenti, i nomi delle persone coinvolte fino a che gli atti del tribunale non possono essere resi pubblici), imprenditori locali e nazionali che hanno vissuto esperienze avverse di grande intensità.

Ascolto migliaia di persone, impiego mesi, anni prima di farmi un’idea completa, circoscritta ad un preciso arco temporale, confidando in cambiamenti che mi aspetto arrivino dai cittadini, non dai centri di potere. E’ assurdo pensare che chi arriva ai vertici sia improvvisamente un opportunista mentre prima era ligio alle leggi e cittadino modello. Quando la popolazione cambierà, di conseguenza, con gradualità, cambieranno anche i centri di potere che non saranno in ogni caso mai perfetti ma potranno contenere gli eccessi ai quali stiamo assistendo. E da situazioni moderate potremmo aprire le porte alla speranza di rendere anche i centri del potere dei centri di eccellenza che lascino un buon segno in tutto il Mondo. Progetto ambizioso, può contenere tracce di surrealtà.

Vi sto semplicemente comunicando che, se non scadete nella banale violenza e usate l’intelletto al punto tale da riuscire a sorprendere voi stessi, potete sconfiggere il male usando la sua stessa forza, come nelle arti marziali.

Non solo, il dolore che potete infliggere con la vostra elevazione personale, culturale, intellettuale nonché la conseguente saggezza, acquisita da un assorbimento positivo delle vostre esperienze, è uguale ed opposto a quello di chi vi ha abusato. Non vi criminalizza, quindi è legale, è molto intenso, è costruttivo ed è lento al punto che risulta impercettibile. Come se un’azione offensiva di chi vi abusa venisse ribaltata, invertita, osmotizzata e restituita dilatando l’asse temporale da un gesto impulsivo perfettamente inutile ad una azione rallentata costruttiva che si espande lungo decenni. Cosa intendo? : )

Hai fatto un danno considerevole al mio progetto? Mossa da sentimenti umani? Posso comprendere i limiti della tua visione. Non ti ferirò con le tue stesse armi, perché sono metodi trogloditi, perfettamente inutili e non mi restituirebbero comunque ciò che mi hai tolto indebitamente.
Il male genererebbe altro male, non ci sarebbe mai fine e non ci sarebbe nulla di utile per nessuno, nulla di costruttivo per chi osserva e ha voglia di imparare.
No. Farò di più, molto di più. Realizzerò comunque il mio progetto che tu pensavi di aver affossato per sempre. Sì impiegherò più tempo, ma non sarà lo stesso progetto, quello che detestavi con veemenza. Sarà molto più grande. Perché ora devo recuperare il tempo perso, le tappe mancate. E tanto più detesterai i miei risultati virtuosi, tanto più ti autoflagellerai. Io non ti sfiorerò nemmeno con i pensieri perché sarò assorto nei miei progetti, attratto dalle mie passioni, impegnato a dimostrare a chi osserva che la mente vince sulla forza rozza. Il credito per i progetti ancora più grandi me lo avrai fornito tu, in qualche modo inconsapevole, con quello che mi hai insegnato. Volevi evitare che io riuscissi e proprio intraprendendo la strada per evitare che io riuscissi mi hai insegnato come si riesce.

“Spesso incontriamo il nostro destino sulla strada intrapresa per evitarlo”.
Jean de La Fontaine.

Continua…

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