C’è una galassia persino in un piccolo barattolo di china

Rubrica: Il fantastico mondo della comunicazione, Narrativa

Titolo o argomento: Tradurre il significato di eventi eccezionali e scoprire gli stimoli positivi e gli enormi benefici nascosti in essi | Prologo che apre ad una preziosa risorsa d’impresa

Prologo | C’è una galassia persino in un piccolo barattolo di china

Quando senti il richiamo di una persona, una situazione, una scelta, un cambiamento… ma non capisci il perché e provi timore nel fare i tuoi passi, allora un rito di passaggio ti attende. Tanto più è vasto e bramante il timore e tanto più è importante quel passaggio e il messaggio che esso porta con sé. E’ molto difficile capire, ci vuole una gran sensibilità, una profondità interiore, il desiderio della scoperta, di esplorare oltre e di esser pronti a capire cose tutt’altro che intuitive. L’Universo ci nasconde in bella vista dei codici, dei messaggi, dei compiti, delle forme di comunicazione ancestrali. Devi solo chiederti: “Voglio rischiare che la realtà con le sue imperfezioni intacchi i miei sogni perfetti? Voglio davvero conoscere la verità? Voglio davvero scoprire quella dimensione coassiale del reale che mi accompagna ogni giorno e che stento a vedere alimentando un’ansia latente?”.

Quando queste sensazioni sembrano confonderti e persino inquietarti nella loro tenacia, hai raggiunto uno stato di tensione limite in cui devi trovare il coraggio di lasciarti andare, riposare, respirare profondamente, sentire quel che intorno a te è arrivato a fare un gran rumore pur di farsi ascoltare nel tuo trambusto quotidiano; rallentare il battito, sentirlo piano, rilassarti, ritrovarti, dedicarti a te, lasciar scorrere quel che non volevi farti passare dentro dalla testa ai piedi, o collasserai come una struttura che si rompe sotto un carico che non è fatta per sopportare.

Un rito di passaggio ha tutta l’eternità e non c’è rabbia, sordità, cecità, indifferenza che tenga. Se vuoi provare la libertà non devi fuggire dalle cose che ti succedono, devi immergerti in esse, affrontarle dalle viscere, scoprirle, conoscerle… ogni timore si dissolverà in un tempo che l’uomo non sa nemmeno quantificare. Ogni cosa in natura ti darà la sua spiegazione purché tu sia disposto ad ascoltarla.

Per un infinitesimo il tuo Universo si fermerà, muterà, passerà oltre e ripartirà senza che la percezione comune se ne sia accorta. Un tempo spasmodico per gli altri sarà infinitesimo per te. Succede ogni giorno, in ogni posto, ogni volta che si decide di affrontare i propri esami anziché marinarli imputando la colpa a scuse che si spengono frivole come scintille pirotecniche.

Il tratto di inchiostro si posa sulla carta che, per capillarità, ne aspira schegge invisibili ad un primo sguardo. Così come il movimento elettrico del tratto si nasconde davanti ad uno sguardo superficiale, quello che abbiamo dentro non affiora coperto dal frastuono del quotidiano. Eppure è lì. C’è una galassia persino in un piccolo barattolo di china.

Raffaele Berardi : )

Queste righe? Un prologo…

Queste righe sono il prologo di apertura ad una approfondita rubrica che vi racconterà, spero in modo coinvolgente, attraverso preziose risorse nonché minuziosi dettagli, le difficoltà attraversate a seguito di singolari slealtà subìte negli ultimi due anni e mezzo. La sussistenza di intervalli di conoscenza e non conoscenza del terreno di scontro possono forgiare ulteriormente, anziché annichilire, una persona che ha desiderio di imparare, di maturare, di crescere. Negli ultimi due anni e mezzo ho combattuto contro pesanti slealtà alle quali ho risposto colpo su colpo evolvendo gradualmente metodi che impiegano la potenza dell’avversario contro di esso. Per certi versi in modo similare al Jujutsu. Per altri versi, secondo principi che potremmo definire di fertilità (perché rendono l’Uomo, l’estroso, l’artigiano, il combattente più prolifico se perde e fa propria la sconfitta trasformandola in quello che vedremo), in modo similare ad un saggio filosofo che ogni giorno ha l’onore di potersi affacciare alla finestra che permette di ammirare come funziona la creatività.

Diventare più in gamba, più solidi, più affermati rispondendo alle sollecitazioni

Scrivo queste righe stimolato da eventi eccezionali che in un primo momento pensavo mi stessero sormontando e, invece, mi hanno aperto ventagli di ramificate possibilità di vivere ancora più intensamente, con maggiore successo professionale, conseguente soddisfazione personale e una notevole affermazione dei miei progetti d’impresa che, sono giunto a comprendere, ho iniziato a consolidare maggiormente proprio a partire dal momento in cui mi sono occorsi imprevisti che, fosse stato per me, avrei ingenuamente evitato.

Continua…

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Introduzione | Domande che aprono alla lettura del saggio

Parte 1: Se conosci hai netti vantaggi
Parte 2: Sembrava una brava persona ma è il nostro concetto di brava persona che è sbagliato
Parte 3: Dalla Fisica Generale alla vita quotidiana
Parte 4: La direttrice criminale a cui piace uccidere lentamente e sadicamente
Parte 5: La disciplina, il bene, le arti marziali per la difesa, l’intelletto… i mezzi migliori
Parte 6: Sconfiggete il vostro nemico con risultati di eccellenza, fanno più male di qualunque arma
Parte 7: Perché dicono che non te lo meriti? Oltre lo specchio di un vecchio arcano italiano
Parte 8: Il crollo di un castello di carte con un soffio di psicologia. Smantellare avversari fittizi
Parte 9: In Italia ti perdonano tutto tranne il successo

Pillola 1: L’alba di un nuovo grande capitolo d’impresa
Pillola 2: Mi raccomando, non fare scherzi, mi ci gioco l’intera vita su questo progetto!
Pillola 3: Iniziano le richieste e gli abusi della direttrice che preme per avere “qualcosa” in cambio
Pillola 4: Il furto di identità sospetto e la tutela enorme fornitami dalla Banca d’Italia e dal CRIF
Pillola 5: La direttrice esordisce con “Tu ci usciresti con mia figlia?”
Pillola 6: Non tutti gli illeciti della direttrice vanno in porto
Pillola 7: Speculatori inviati dalla direttrice per tentare l’assalto a casa mia
Pillola 8: Arrivano i soccorsi! Ma la direttrice li respinge…
Pillola 9: La direttrice distrugge la documentazione e inizia a delirare davanti a tutti
Pillola 10: La direttrice dichiara il falso all’ispettorato della banca, “Era solo una chiacchierata!”
Pillola 11: Il tentativo di hacking per distruggere le prove
Pillola 12 – Disponibili tra poche ore : )
Pillola 13
Pillola 14
Pillola 15
Pillola 16
Pillola 17
Riferimenti utili
Conclusioni (parte 1, parte 2)

Estensioni

La vita è destabilizzante per sua natura
A cosa serve l’Arte?
Prendi un foglio bianco e progetta da zero – Reazioni costruttive

Complementi

Pagina Literature
L’Italiano, La Matematica e la Comunicazione visiva
Sempre di più: Viaggio dentro le proprie progressioni
Pensiero, ragione, presa di coscienza, paura…

Problemi ravvicinati del terzo tipo: problemi con ritorno atteso

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Problemi fittizi provocati per raggiungere uno scopo

Ci sono situazioni che nell’era moderna (chiamiamola così) le persone non sono disposte a tollerare. Situazioni che possono innescare reazioni concrete da parte di una popolazione che ha modo di rendersi conto più velocemente che in passato di qualcosa che non sta funzionando e, altrettando rapidamente, comunicare con altri individui generando aggregazioni sociali in grado di essere ascoltate seriamente. Per questo motivo chi coltiva particolari interessi, di dubbio valore etico, potrebbe esser costretto a generare un problema fittizio (un problema fasullo o che senza forzatura non ci sarebbe stato, o avrebbe avuto dimensioni di gran lunga inferiori) al fine di convincere chi osserva che la sua soluzione proposta, seppur scomoda e altrimenti inaccettabile, dovrebbe esser accettata per il bene di tutti.

Una logica inversa quindi, una logica che parte dallo studio di una soluzione utile ad una determinata realtà (che nutre particolari interessi), per poi arrivare allo studio del problema che può rendere accettabile, a chi osserva, la tale soluzione. Un po’ come se il soggetto tal dei tali desiderasse rendere più florido il mercato dei bulloni perchè ha problemi di profitto e, per raggiungere il suo scopo, inquinasse le fabbriche di collanti con sostanze cancerogene in modo da conferire una pessima immagine alla colla. A tal punto costui sarebbe libero di affermare: “Non comprate la colla, è tossica e in questo momento rappresenta un problema grave, non ci resta che utilizzare solo viti e dadi anche per attaccare le figurine sugli album dei calciatori!”.

Così le mamme dalle parrucchiere si ritroverebbero a dire: “Povero figliolo, questa mattina, dopo aver avvitato l’ultima figurina, l’album dei calciatori è arrivato a pesare 13 chilogrammi, un peso eccessivo per il suo zainetto e per la sua schiena!”, “Cosa vuole signora, del resto la colla in questo momento è troppo pericolosa, non ci resta che usare le viti!”. Ma nessuno, come accade solitamente, parlerebbe delle questioni centrali: Cosa ha reso la colla pericolosa? Come si fa per riportarla alla sua qualità ottimale? Chi ha tratto beneficio da questa situazione? Chi ci ha rimesso? Etcetera, etcetera…

Insomma è bene fare attenzione quando si valutano/accettano determinate soluzioni che ci vengono proposte come unica/ultima chance ad una situazione di disagio, perchè le responsabilità del disagio stesso potrebbero esser state impropriamente attribuite a coloro che non ne sono i reali autori.

Continua…

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Non si può credere solo alle prime apparenze altrimenti si rischia di rimanere ingannati,
esattamente come accade con la Fata Morgana. In ottica la Fata Morgana è un miraggio
dall’effetto tanto affascinante quanto inquietante per il tipo di illusione ottica che offre.
Esso si può osservare sia su terra che su mare in una ridotta porzione di cielo/terra
oppure di cielo/mare a cavallo dell’orizzonte. Si tratta di un miraggio frequente nelle
regioni polari e nei deserti (osservabile anche in Italia nello stretto di Messina) che
distorce in maniera considerevole l’oggetto su cui ha effetto restituendo alla vista una
immagine alienante che può deformarsi rapidamente senza soluzione di continuità.
Image’s copyright: Jack Stephens