Può succedere anche a te: Il folle abuso di potere di una direttrice di banca invidiosa che voleva distruggere la mia azienda – Pillola 4: Il furto di identità sospetto e la tutela enorme fornitami dalla Banca d’Italia e dal CRIF

Rubrica: Può succedere anche a te

Titolo o argomento: Il folle abuso di potere di una direttrice di banca invidiosa che voleva distruggere la mia azienda

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Pillola 4: Il furto di identità sospetto e la tutela enorme fornitami dalla Banca d’Italia e dal CRIF

La vicenda che segue è molto delicata. Va premesso, per corretteza, che non posso dimostrare chi siano i veri autori dell’azione criminale che vado a narrare. Di conseguenza vi chiederete legittimamente: “Perché inserisci questo capitolo in questo saggio?”.

Perché ci sono: un “dettaglio rilevante”, un “movente” ed un “sospetto fondato”. Aspetti che meritano di essere presi in considerazione, specie se proseguirete con la lettura dei prossimi capitoli, perché sommati a tutto il resto fanno venire i brividi. Ogni cosa assumerà un senso quando la lettura sarà più completa. In ogni caso, nel momento in cui scrivo, non sono a conoscenza della possibilità o meno della Giustizia di venire a capo di questa specifica parte della vicenda. Ad ognuno il suo mestiere. Non spettano a me le indagini o proferir parola su come si articoli un simile delicato lavoro, ovvero: la scoperta degli autori del misfatto.

Concatenamenti da brividi

Siamo ormai a Novembre del 2022, in prossimità della delibera del mutuo. Non c’è una ragione di senso compiuto sul perché ci sia voluto tanto. A quanto pare tutto è tranquillo. Siamo in tempo, ho fermato l’immobile con la Proposta di Acquisto, ho dato una caparra riducendo ulteriormente la richiesta di mutuo (cosa non da poco) diventata ormai esigua, la documentazione è completa. Abbiamo tribolato tanto ma ci siamo, pare proprio che ci siamo. Ormai è fatta? Uhm… non illudiamoci. Ora riesco persino a scherzarci su ma, al momento dei fatti, ero teso come una corda di violino tirata da un fabbro.

Mancano pochi giorni e la direttrice dovrà esprimere la delibera (positiva o negativa) emessa dalla commissione incaricata dall’istituto di credito. Mi contatta il collega della direttrice per un appuntamento. Si tratta del suo braccio destro, quello che aveva ricevuto tutta la documentazione ed era rimasto sorpreso della precisione che avevo mostrato, ricordate? Era un Lunedì e tra poco capiremo perché è così importante questo dettaglio…

Confermo che sarei andato a fargli visita l’indomani. Il Martedì entro nell’ufficio della direttrice dove trovo ad attendermi anche il suo collega. Hanno entrambi un’aria molto strana, sono molto seriosi. Non vedo alcun motivo di esserlo, ci troviamo davanti ad un’operazione di cui andare orgogliosi e secondo me un sorriso ci starebbe molto meglio. La direttrice, che ha avuto modo di sondare le mie abitudini di consumatore, investitore, risparmiatore, mi pone una serie di domande che non hanno senso alcuno perché male si addicono alla mia persona. Con un alone di tensione esordisce:

“Tu di solito fai acquisti d’impulso? Compri spesso con bancomat o carta di credito senza renderti conto di quanto stai spendendo? Di recente hai acquistato cellulari, divani, televisori, abbonamenti…?”

Ed io, che sono tutto fuorché uno che non pesa quello che fa, rispondo nella sorpresa più totale:

“Eh?!”

Immagino sembrassi un imbecille ma è come se un vostro collega durante il lavoro, come un fulmine a ciel sereno, vi venisse a dire: “Sai, mia moglie ed io questa estate andremo 60 giorni a Capo Nord con il Jimny a vedere se il globo metallico ha la messa a terra; abbiamo deciso che ti lascieremo i nostri tre bambini, Ughino, PieraPina e la piccola Mariangelita, ovviamente ci sarà anche il nostro Golden che svilupperà il primo istinto di accoppiarsi in quei mesi… beato te che potrai vederlo! Ah, avvisa il vicinato che la piccola Mariangelità soffre di coliche terrificanti con il caldo estivo, ma questo già lo sai perché te lo dicevamo quando ci hai aiutato a svuotare la cantina allagata dal cane che ha il brutto vizio di rosicchiare i tubi delle cannelle del giardino. Attila è adorabile ma è sempre stato tremendo fin da quando era cucciolo; comunque se lo metti a guardare le tre puntate della prima stagione de “L’ispettore Derrick” del 1974 si calma un pochino. Purché le trovi rimasterizzate in 8K. Sai, Attila ci tiene che tutto quel grigio sia enfatizzato… i cappotti, i capelli, gli occhiali, le macchine, le strade, il piano regolatore dei luoghi delle riprese…”.

Come vi sentite a questo punto? Spaesati? Qualcuno forse sta anche ridendo. Però con queste folli righe vi ho estraniato così come la direttrice ed il suo collega hanno estraniato me.

E’ a dir poco drammatico come prosegue la direttrice:

“Non possiamo più darti il mutuo perché tu hai troppi finanziamenti!”

Ed io, che mesi prima le avevo esposto limpidamente tutti i miei rapporti bancari a breve termine, senza alcun mistero, replico:

“Ma di quali finanziamenti sta parlando? Non mi risulta nulla di quanto state dicendo!”.

E la direttrice replica:

“Abbiamo fatto un controllo e abbiamo scoperto che spendi troppo! Purtroppo non possiamo fare più niente…”

La direttrice pensava a me probabilmente come ad uno sprovveduto che sta solo sui libri. Convinta forse che non sapessi come muovermi. Così replico:

“Mi date qualche ora che sistemo tutto? Non so di quali finanziamenti state parlando ma non sono i miei.”

Lei mi congeda come per insistere “Tanto ormai non possiamo più fare niente” ed io rinnovo il concetto che ciò a cui lei si riferisce a me non risulta, pertanto andrò nei luoghi preposti a verificare e sistemare quel che non torna. Anticipo che la situazione tornerà normale in pochi giorni.

Un dettaglio rilevante

E’ Mercoledì, raggiungo la sede della Banca d’Italia della mia città dove vengo ricevuto e seguito con una cura e una professionalità d’altri tempi. Dopo le verifiche di norma le guardie armate mi fanno salire in un apposito ufficio nel quale espongo quanto sostiene la direttrice su di me. Specifico che mi si accusa di avere finanziamenti che non mi risultano. L’incaricata con cui parlo è una persona disponibile e mi procura immediatamente dei riferimenti e la documentazione con cui operare in questi casi.

Da un rapido controllo emergono nuovi finanziamenti aperti proprio due giorni prima, il Lunedì… La responsabile mi dice:

“Caspita che tempismo! Può bloccare tutto rapidamente prima di andare in contro a problemi con le società di recupero crediti. Ma come ha fatto a sapere così presto che sono stati aperti nuovi finanziamenti a suo nome solo due giorni fa?”

Ed io replico:

“Me lo ha comunicato la direttrice di una delle banche con cui lavoro proprio Lunedì…”

E la responsabile d’istinto:

“E come faceva la sua direttrice a saperlo subito, proprio il giorno stesso in cui sono stati fatti?”

Ed io:

“Cosa significa?”

Ma la responsabile, a questo punto, in un silenzio indefinito, mi lascia senza risposta con uno sguardo che preferisco non descrivere ma che è già stato intuito dal lettore che ha maturato certe esperienze.

L’operazione di blocco dei finanziamenti, in pratica aperti solo grazie ad un furto di identità, prosegue tramite la Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria (CRIF) che si occuperà di fornirmi la visura delle attività che non riconosco.

Ottengo le informazioni complete e scopro che ci sono delle attività artefatte con istituti di credito con cui non ho rapporti. La documentazione prodotta è utile per effettuare la dovuta denuncia presso le Forze dell’Ordine.

Mi reco dal Comandante della Caserma dei Carabinieri vicino casa e, grazie alla sua professionalità e ai suoi consigli, vengono effettuati: la denuncia del furto di identità verso ignoti ed il disconoscimento delle specifiche attività indicate nella visura del CRIF. Questa denuncia sarà fondamentale per annullare i finanziamenti avviati indebitamente presso i relativi istituti di credito.

Qualcuno che disponeva di molti miei dati aveva avviato dei finanziamenti a nome mio. La cosa stravagante è che l’Istituto di Credito che aveva erogato questi finanziamenti ha collaborato subito a bloccarli ma non ha messo alcun impegno nel cercare gli autori del misfatto rispondendomi per iscritto che non ne avevano alcun interesse. Inoltre non mi hanno mai mostrato i documenti che io “avrei firmato” per avviare questi finanziamenti.

Un movente

Che in tutta la mia vita mi sia stato fatto un furto di identità proprio pochi giorni prima della delibera del mutuo per un capannone di valore pari a tre volte l’importo del mutuo richiesto (richiesta di mutuo poi ulteriormente ridotta a seguito del versamento da parte mia della caparra) è una straordinaria coincidenza. Oppure no. Chi lo sa? Tu lo sai?

Un sospetto fondato

In molti siamo rimasti sorpresi che un flusso di informazioni relativo a furto di identità, apertura di finanziamenti e denuncia dell’accaduto (tale da impedire la delibera del mutuo) sia stato così rapido che nemmeno la Ferrari F2004 sul rettilineo a Monza, senza chicane, con motore V10 da qualifica, sarebbe stata in grado di stargli dietro… E sappiamo bene che non c’è nulla, nell’Universo conosciuto, a cui una Ferrari F2004 non possa stare avanti*.

*Modo di dire per esprimere la mia ammirazione verso la F2004.

Si riparte

Sono passati pochissimi giorni, comunico alla direttrice che ho sistemato le cose e la invito a chiedere conferma al CRIF della mia buona fede. L’ho spiazzata. Tra un borbottio e l’altro ho di nuovo la sua attenzione ma la Proposta di Acquisto scade a momenti.

Contatto la parte venditrice alla quale spiego cosa è accaduto e con la quale decidiamo serenamente di aggiungere alla Proposta di Acquisto un Addendum che ne estende la validità per altre 4 settimane. Si termina in Dicembre. Ora non ci sono scuse. La direttrice deve deliberare per il Sì o per il No.

Attenzione a questo ulteriore dettaglio. La direttrice risponderà chiaramente di aver compreso l’aggiunta dell’Addendum e ne riceverà copia firmata e controfirmata da inserire nel famoso fascicolo della documentazione, che avevo predisposto in ordine, richiesta dalla banca.

Continua…

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Prologo | C’è una galassia persino in un piccolo barattolo di china
Introduzione | Domande che aprono alla lettura del saggio

Parte 1: Se conosci hai netti vantaggi
Parte 2: Sembrava una brava persona ma è il nostro concetto di brava persona che è sbagliato
Parte 3: Dalla Fisica generale alla vita quotidiana
Parte 4: La direttrice criminale a cui piace uccidere lentamente e sadicamente
Parte 5: La disciplina, il bene, le arti marziali per la difesa, l’intelletto… i mezzi migliori
Parte 6: Sconfiggete il vostro nemico con risultati di eccellenza, fanno più male di qualunque arma
Parte 7: Perché dicono che non te lo meriti? Oltre lo specchio di un vecchio arcano italiano
Parte 8: Il crollo di un castello di carte con un soffio di psicologia. Smantellare avversari fittizi
Parte 9: In Italia ti perdonano tutto tranne il successo

Pillola 1: L’alba di un nuovo grande capitolo d’impresa
Pillola 2: Mi raccomando, non fare scherzi, mi ci gioco l’intera vita su questo progetto!
Pillola 3: Iniziano le richieste e gli abusi della direttrice che preme per avere “qualcosa” in cambio
Pillola 4: Il furto di identità sospetto e la tutela enorme fornitami dalla Banca d’Italia e dal CRIF
Pillola 5: La direttrice esordisce con “Tu ci usciresti con mia figlia?”
Pillola 6: Non tutti gli illeciti della direttrice vanno in porto
Pillola 7: Speculatori inviati dalla direttrice per tentare l’assalto a casa mia
Pillola 8: Arrivano i soccorsi! Ma la direttrice li respinge…
Pillola 9: La direttrice distrugge la documentazione e inizia a delirare davanti a tutti
Pillola 10: La direttrice dichiara il falso all’ispettorato della banca, “Era solo una chiacchierata!”
Pillola 11: Il tentativo di hacking per distruggere le prove
Pillola 12 – Disponibili tra poche ore : )
Pillola 13
Pillola 14
Pillola 15
Pillola 16
Pillola 17
Riferimenti utili
Conclusioni (parte 1, parte 2)

Estensioni

La vita è destabilizzante per sua natura
A cosa serve l’Arte?
Prendi un foglio bianco e progetta da zero – Reazioni costruttive

Complementi

Pagina Literature
L’Italiano, La Matematica e la Comunicazione visiva
Sempre di più: Viaggio dentro le proprie progressioni
Pensiero, ragione, presa di coscienza, paura…

Complementi neuroscientifici e filosofici

Lifelong Learning. L’apprendimento che non finisce mai: Un vasto territorio chiamato Cervello
Lifelong Learning. L’apprendimento che non finisce mai: Plasticità neuronale
Tra le masse le persone che tentano di argomentare vengono derise

www.de.mef.gov.it/it/attivita_istituzionali/antifrode_mezzi_pagamento/furto_identita/

Può succedere anche a te: Il folle abuso di potere di una direttrice di banca invidiosa che voleva distruggere la mia azienda – Pillola 3: Iniziano le richieste e gli abusi della direttrice che preme per avere “qualcosa” in cambio

Rubrica: Può succedere anche a te

Titolo o argomento: Il folle abuso di potere di una direttrice di banca invidiosa che voleva distruggere la mia azienda

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Pillola 3:  Iniziano le richieste e gli abusi della direttrice che preme per avere “qualcosa” in cambio

Settembre 2022 inoltrato, ogni settimana la direttrice trova un motivo, apparentemente plausibile, per ritardare la delibera del mutuo ma allo stesso tempo tranquillizzarmi che l’operazione si farà. E’ una continua perdita di tempo all’interno della quale opera ripetute modifiche al piano di ammortamento incrementando gli interessi ogni volta che ci incontriamo. Per evitarlo, inizio a non andare più a trovarla in ufficio con la stessa frequenza, anche se consapevole che avrebbe presentato ulteriori incrementi il giorno del rogito. La cosa “divertente” era che lei non faceva riferimento agli andamenti (Euribor, Eurirs) per generare un piano di mutuo aggiornato ma, rivangando la perizia eccellente per la quale non riusciva a darsi pace, se ne usciva con frasi del tipo:

“Béh, bisogna che 5.000 Euro in più ce li dai…”.

Ogni appuntamento era una mia conferma di desiderio e un suo conseguente gioco al rialzo. Disponeva dei suoi “margini di manovra” per trattare meglio o peggio il cliente indipendentemente dal merito creditizio e dal relativo ranking strettamente correlato. Non commento questo modo volgare di fare. Se siete arrivati a leggere fin qui avete i requisiti per saper commentare da soli. Dunque andare a trovare in ufficio questa persona, una decina di volte, poteva far alzare realmente gli interessi del mutuo di importi notevoli (le prove sono state depositate). Era sufficiente chiedere rassicurazioni e conferme circa il piano di ammortamento per ottenere l’effetto opposto. Mentre riuscire ad incontrarla una volta sola, ad esempio al rogito, poteva effettivamente contenere questi incrementi. Strano ma vero, recita una rubrica di una nota rivista di enigmi.

Direttrice poco professionale, se non scorretta. Ho avuto rapporti con numerose banche per una miriade di operazioni in tanti anni e nessun direttore mai aveva adottato un simile comportamento, nemmeno all’interno di banche con reputazioni poco lusinghiere. Le due operazioni che avevo condotto prima dell’avvento del capannone, con altri due diversi istituti di credito, per dei beni strumentali,  avevano fatto perno sulla “parola” che i rispettivi direttori mi avevano dato e poi seriamente mantenuto per giorni e settimane fino alla conclusione proficua per entrambe le parti. Purtroppo una cosa sono i beni strumentali mobili (le atrezzature da lavoro, i veicoli professionali…), un’altra sono i beni immobili. Non tutte le realtà offrono soluzioni ideali per ogni tipo di richiesta. Un po’ come quando la compagnia assicurativa vi dice che non è specializzata sulle motociclette o sui veicoli d’epoca ma può farvi un buon trattamento per l’utilitaria.

Ignaro delle reali intenzioni della direttrice il pensiero negativo che formulo è che lei stia cercando di portare la situazione alle lunghe per arrivare all’imminente manovra Draghi e applicarmi interessi altissimi. Se ci si pensa è la cosa più logica che si può ipotizzare quando si è equilibrati. Chi può aspettarsi quello che seguirà? L’idea che si tratti esclusivamente di una trattativa scorretta condotta da una persona tutt’altro che professionale, però, mi porta anche a credere alla direttrice quando dice che l’operazione si farà. E’ evidente che vuole guadagnare di più (quindi portare a compimento la richiesta di mutuo) ma io sbaglio a credere che voglia guadagnare di più sugli interessi del mutuo. E così non metto in vendita i miei locali perdendo tempo prezioso. Si rivelerà un grave errore di strategia.

L’istinto mi dice di bloccare in qualche modo quel capannone. Ho la sensazione che qualcosa di illogico possa accadere. Contatto la parte venditrice e chiedo di poter procedere alla firma della Proposta di Acquisto legata alla delibera del mutuo. Questo significa che se verrà deliberato il “no” (quindi la negazione del mutuo) potrò quantomeno riavere indietro la mia caparra. Ormai siamo alle porte dell’Autunno, la parte venditrice voleva sganciarsi da me sapendo che, con la fine dell’estate ed i rientri dalle ferie, avrebbe avuto più opportunità di vendita ad altri acquirenti con banche meno problematiche. Non ero più in tempo per vendere i miei locali e far portare l’operazione con il saldo del capannone che doveva concludersi in Autunno 2022. Avrei necessitato di più tempo.

La parte venditrice mostra una grande stima nei miei confronti. Ci siamo visti molte volte, hanno visto come analizzo le cose, come presento i miei progetti, il mio sincero interesse. Sanno inoltre che i difetti del capannone li ho rilevati e argomentati opportunamente (trattando sul prezzo) quindi non rischieranno miei eventuali reclami (diverso sarebbe stato con un acquirente a digiuno su strutture, impianti, impermeabilizzazioni, finiture, etc.). Si trova l’accordo in modo sobrio e naturale. La Proposta di Acquisto c’è, ed è firmata da entrambe le parti. Essa prevede anche il rimborso della caparra in caso di negazione del mutuo. Tutte le voci della Proposta sono corrette, serie, senza stranezza di sorta. Ma ovviamente vengono riportati gli estremi in termini di tempo e questi non giocano a nostro favore se la direttrice continua con i suoi comportamenti. Del resto a Maggio ci stavamo regolando per completare l’operazione entro fine estate. Quattro mesi sarebbero stati più che sufficienti.

Quando informo la direttrice la sua reazione è da fuori di testa… Mi sgrida (???). A stento trattiene l’alterazione, sbatte in modo nervoso ma controllato le mani sulla sua scrivania esclamando:

“Chi ti ha detto di firmare la Proposta di Acquisto?!?”.

Subito dopo cade in una profonda tristezza. Era palesemente infastidita da questa mia azione. Avevo letteralmente vincolato a me quel capannone fino a Novembre 2022 e lei sapeva bene che i miei negozi avevano una posizione strategica ed un conseguente valore che mi avrebbe permesso l’acquisto in sicurezza del capannone anche senza mutuo (anche se ormai non c’era più tempo per organizzarne una vendita fatta con criterio). Cerca di rinsavire, si contiene ulteriormente, c’era in parte riuscita poco prima quando il suo fastidio camuffato sembrava così palese ed allo stesso tempo una mia possibile travisazione. Ero incredulo, mi sembrava impossibile, volevo convincermi di aver interpretato io male, di aver frainteso. La direttrice acquisisce all’interno della documentazione catalogata, anche la Proposta di Acquisto e la copia dell’assegno circolare della caparra. E’ molto arrabbiata ma anche triste. Perché?

Abbiamo due mesi di tempo per effettuare ogni singola operazione ed io continuo a chiedere una delibera per il sì o per il no che non sembra arrivare mai. Passa il tempo, tutto è pronto da settimane e settimane, la proposta di acquisto scadrà a Novembre del 2022 ma la direttrice continua a rimandare la delibera… niente, non arriva mai niente. Le dico che l’altra banca onestamente mi offre una condizione meno favorevole ma tempi più rapidi e lei continua a rassicurarmi per tenermi fidelizzato promettendo risultati che, puntuamente, non arrivano mai, eternamente preceduti dalle scuse più improbabili.

La direttrice inizia ad avere dei toni da “padrina”, mi chiede all’improvviso la lista di tutti i miei clienti e dei miei fornitori (che non le farò avere perché non ne ha diritto). Mi chiede come mai azzecco sempre i miei investimenti. Ma questo non è vero. Spesso non è sempre. Ci sono anche le volte in cui sbaglio ma lei non vuole neanche sentir parlare di qualcosa che si allontani dalle sue convinzioni e, quando spiego le difficoltà, lei non ascolta superficiale oppure risponde maleducata “sì sì sì…” o cambia discorso perché secondo lei non le sto dicendo i presunti “segreti”. Avanza sempre più spesso domande inopportune, tra queste ripetutamente:

“Mi dici perché tutti gli altri chiudono e tu vai sempre meglio? Mi spieghi come fai? Chi sono i tuoi clienti? Mi faresti una lista?”.

“Come realizzi tutte queste cose? Mi fai un elenco dei pezzi che usi per fare questa determinata cosa? Chi ti dice come si fa?”.

“Mio marito si trova in difficoltà con la sua impresa, mi dici cosa potrebbe fare per guadagnare di più?”-

“Perché ti tieni tutto per te?”.

“Vorrei che tenessi delle conferenze per i soci della nostra banca in cui gli spieghi quali sono i tuoi metodi di impresa!”.

Domande alle quali rispondo puntualmente che sarebbe impossibile per me conoscere il lavoro di un’altra persona meglio della persona stessa, che i miei risultati sono legati esclusivamente alle mie forti passioni e sacrifici e non sono folle al punto da ritenere di saper fare meglio degli altri il loro lavoro; quindi non so come aiutare suo marito né i soci della banca. Lei non mi crede e scocciata esclama la frase delle frasi:

“Eh! Ma a noi non dai mai niente!!”

dove io rispondo preoccupato:

“Mi scusi, ma cosa le dovrei dare? Gli interessi sul mutuo non sono sufficienti?”.

Vorrei ricordare che gli interessi su un mutuo partita iva sono drasticamente più elevati rispetto a quelli del mutuo prima casa con cui siamo tutti abituati a rapportarci, in ogni caso con difficoltà.

Parlo preoccupato ai miei genitori dell’accaduto. Mia madre mi chiede di essere paziente. Lei sa che è tutta la vita che mi succedono cose di questo tipo perché un certo tipo di persone non ha piacere di vedere che quello che dice un ragazzo diventa reale. Il mio carattere giocoso, talvolta giullare, fa pensare a me più come ad una persona con cui si passa il tempo per ridere e scherzare piuttosto che una sorta di atleta dell’impresa che scandisce fin da adolescente i progressi della propria carriera di Triathlon. Uso il Triathlon come termine di paragone perché sono tre i settori nei quali mi cimento con risultati che possono essere presi in considerazione da molti anni.

Continua…

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Parte 1: Se conosci hai netti vantaggi
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Tra le masse le persone che tentano di argomentare vengono derise

C’è tanto sporco a rovinare il bello, a gelare il calore di questo Mondo.

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