Rubrica: Può succedere anche a te
Titolo o argomento: Il folle abuso di potere di una direttrice di banca invidiosa che voleva distruggere la mia azienda
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Pillola 2: Mi raccomando, non fare scherzi, mi ci gioco l’intera vita su questo progetto!
Ci avviciniamo alla fine di Maggio del 2022. Mi viene comunicato che la direttrice di filiale è in ferie; una sua sostituta risponde alla mia richiesta di appuntamento e rendo subito chiaro che la necessità di incontrare la direttrice è legata alla necessità di rispettare una tabella di marcia. Spiego che sto effettuando delle operazioni strategiche nella mia impresa alle quali sto lavorando da quando ero ragazzino, fin dal 1999. Sono ventitre anni che preparo questo momento.
E’ per me fondamentale azzeccare i ritmi giusti e muovermi a tempo o posso perdere dei benefici fiscali (iva, ammortamenti, crediti), finanziari (la manovra Draghi sull’aumento dei tassi dei mutui era prevista per fine anno a cavallo tra Dicembre 2022 e Gennaio 2023), d’impresa (molti nuovi clienti mi stanno chiedendo di ampliare le mie sedi per fornire servizi più professionali, ad esempio i Vigili del Fuoco che mi chiedevano strutture per la preparazione di particolari impianti sui loro veicoli), strategici (arrivare in tempo sul mercato con una serie di servizi nuovi che “tirano” molto nel segmento temporale considerato, prima di cambiamenti che possono dar vita a cicli differenti da organizzare in altra maniera). Intervenire nel momento giusto equivale a prendere dei treni che passano raramente nella vita in modo così organizzato e a tempo perfetto.
La direttrice sarà disponibile tra qualche giorno. Spiego che, se la mia richiesta rappresenta un problema, posso rivolgermi, senza rancore, alle altre banche con cui intrattengo rapporti (anche se con condizioni meno sensate) perché devo rispettare dei tempi. Sono subito chiaro su questo. Preferisco questa banca ma sottolineo che purtroppo ho delle priorità di ordine superiore alle mie preferenze. La direttrice si mostra molto interessata ed esclude questa ipotesi. Mi fa sapere pertanto che mi incontrerà volentieri così che possa illustrarle tutto.
L’incontro è un’ottima occasione per ribadire in modo esauriente che se non intende erogare un mutuo, nonostante la mia richiesta di un piccolo importo, non ci sono problemi perché procederei a richiederlo alle altre banche oppure, in alternativa, potrei completare il progetto autonomamente essendo ancora in tempo per vendere i miei locali portando in ogni caso a compimento il mio progetto in poche settimane.
Devo produrre un risultato a breve perché la parte venditrice, giustamente, si ritiene ancora libera di poter vendere a chiunque finché non viene definito un vero accordo. La direttrice mi risponde di non vendere i negozi perché al mio mutuo pensa lei ritenendo che io ne abbia tutti i requisiti e facendomi capire che ci tiene ad avermi cliente. Conferma di tenermi in considerazione essendo un cliente ottimo pagatore, avendo richiesto un piccolo importo, avendo un’azienda che si distingue per l’elevato tasso di innovazione e avvalendomi di più garanzie di quelle richieste dalla banca. Sembra tutto perfetto. La ringrazio e cerco di sollecitare per non perdere la possibilità di acquistare la proprietà. La direttrice replica alla mia chiarezza dicendo che deve inviare un perito della banca utile a confermare se si tratta di un valido acquisto di cui la banca stessa può avere fiducia. Ovviamente è la prassi, in ogni caso anche io desidero ascoltare cosa ne pensa il perito della banca e confrontare gli esiti delle sue valutazioni con quelli delle mie fonti tecniche e dei miei collaboratori.
La perizia tecnica sull’immobile viene solitamente disposta dalla banca solo dopo una prima approvazione “reddituale” (delibera sul merito creditizio). L’istituto di credito incarica il perito per confermare il valore dell’immobile a garanzia, verificando che sia in regola, solitamente in una fase avanzata dell’istruttoria. La documentazione viene realizzata effettuando i dovuti sopralluoghi, rilievi, verifiche, redigendo la relazione tecnico estimativa che verrà poi caricata sul server, nell’apposita sezione del portale gestionale interno, dell’istituto di credito incaricante.
Siamo in Agosto 2022, in netto ritardo sulla tabella di marcia. Le pillole che seguiranno, nei prossimi capitoli, entreranno nel dettaglio di comportamenti che, se “diluiti nel tempo”, possono sembrare incapacità, lentezza, ignoranza, menefreghismo, inaffidabilità nel rispettare accordi e consegne, anche se in realtà c’è molto di più. Non ho imbarazzo nel parlare educatamente, ma chiaro, con la direttrice che, vedendomi risoluto, non esita a replicare esponendo la verità. Ma andiamo con ordine e nel modo che, confido, non generi scomodi intrecci mentali
Finalmente abbiamo la perizia 🙂 Si rivela prodigiosa, il perito della banca ritiene il capannone scelto un ottimo investimento e con un valore di ben “tre volte” superiore a quello del mutuo richiesto. Una grande notizia! Non pensavo di trovare il perito della banca così perfettamente in linea con le mie ipotesi. E’ raro che ciò accada, di solito i periti delle banche tendono a ridurre il valore per contenere i rischi della banca e ridurre al contempo le erogazioni degli importi dei mutui, ma qui… qui è chiaramente confermata la bontà del prodotto e del progetto intero.
Felice dell’esito della perizia preparo meticolosamente, per la direttrice e per il suo collega che si occupa della parte burocratica della pratica, una cartellina con tutta la documentazione richiesta dalla banca. Ogni documento che mi viene richiesto è accuratamente raccolto, posto in ordine, diviso per tipologia ed aggiunto cronologicamente all’evolversi della procedura di istruttoria.
Si va dalle dichiarazioni dei redditi, il bilancio, la relazione di presentazione del progetto, passando per i dati catastali dell’immobile, la perizia (relazione tecnico-estimativa), i termini e gli estremi del mutuo, il piano di ammortamento accordato, arrivando fino alla Proposta di Acquisto completa della copia dell’assegno circolare della caparra, il responso fiscale sul trattamento iva prodotto dal notaio (fortemente scelto e voluto dalla direttrice -???- che mi impedì di impiegare il notaio a cui mi rivolgo di consueto) e persino le garanzie in eccedenza per evitare qualsiasi esitazione (anche se il capannone, di per sé, era una massiccia garanzia di tutto rispetto).
Ogni documento lo catalogo in una busta plastificata specifica affinché tutto sia a portata di mano e nulla manchi all’appello all’occorrenza. Il collaboratore della direttrice è sorpreso e mi dice che mai nessun cliente è stato così preciso ed efficiente negli adempimenti burocratici. Non manca nulla, è tutto perfetto e l’investimento è a dir poco eccellente. Ma commetto una leggerezza*.
*Potete essere rigorosi con me, quando sbaglio lo riconosco e sono propenso ad imparare da chi ha più esperienza e titolo. Non essendo permaloso e non pretendendo la ragione riesco così a mettere a frutto anche background inizialmente sfavorevoli. Quello che ho imparato in questi quattro anni è impressionante e cosa ho imparato a fare, in abbinamento a questa esperienza, è notevole.
Il primo errore
Felice della situazione non pongo molta attenzione ad alcune espressioni tragicamente preoccupanti pronunciate dalla direttrice. Un giorno, notando che il tempo passava e nulla si muoveva, vado a trovarla per sapere se era necessario qualcos’altro, lei mi ospita nel suo ufficio, chiude la porta, si siede, mi guarda e con aria triste, delusa, rammaricata, mi dice:
“Ho visto la perizia…”.
Non mi guardava negli occhi, guardava verso il basso, sulla scrivania, fissando un punto non ben definito in cui non c’era nulla, non stava leggendo nulla. Sembrava come se qualcosa di brutto fosse occorso. La osservo e le rispondo:
“Beh dai, mi sembra che sia molto buona come perizia, lo facciamo!?”.
E lei con aria piuttosto scocciata e ancora rammaricata mi risponde (testuali parole dette realmente dalla direttrice quel giorno):
“Che cosa ci devi fare con un capannone così bello? E’ troppo per te! A te non serve un capannone così!”.
La mia risposta istintiva è stata:
“Ma a dire il vero abbiamo già verificato ogni singolo metro quadrato e ci basta appena per quello che abbiamo in mente. Quindi non escludiamo tra qualche anno di passare addirittura ad un altro più grande da attrezzare meglio”.
E lei conclude con aria ancora più rammaricata come se le dispiacesse questo mio acquisto:
“Dimmi la verità questo capannone non serve a te, è un altro dei tuoi investimenti, vero? Lo prenderai, lo sistemerai e lo rivenderai? Non mi fa tanto piacere che guadagni con i nostri soldi”.
Io sono sbigottito, stranito, perplesso le rispondo:
“Ma io ti pago gli interessi sul denaro che mi finanzi, non è un tuo problema se quello che ne traggo è maggiore degli interessi che ti pago…”.
Mi congedo pensando benevolmente che lei non riuscisse a vedere ciò che di buono vedevo io (per migliorare le mie attività) ed avesse pensato ad una banale speculazione fine a sé stessa. Non riesce a vedere il primo passo verso uno spazio coperto dove ospitare grandi veicoli, fuoristrada, imbarcazioni, mezzi speciali, il tutto contornato da laboratori, officine di costruzione dei prodotti, reparti specializzati di Ingegneria. Cose che avevo studiato allo sfinimento lungo i ventitre anni. Lei vede solo la bellezza di quel capannone.
Il secondo errore
Nonostante le sue preoccupanti teorie, mi conferma (molto scocciata) che l’operazione andrà avanti e si farà. E’ qui che probabilmente commetto il mio secondo errore fondamentale comunicando la mia debolezza e dicendole: “Mi raccomando, non fare scherzi perché mi sto giocando l’intera vita su questa operazione… ci sto dietro dal 1999, sono 23 anni, capisci vero?”. Il mio ulteriore errore è stato quello di comunicare chiaramente la mia debolezza ad una persona che scoprirò presto avere un odio recondo nei miei confronti, un odio così forte che lei stessa arriverà nei momenti di rabbia a confessarlo esponendo orgogliosa i modi con cui mi ha danneggiato.
Il terzo errore
Quando si palesano situazioni irrazionali, per non dire di pura follia, come queste, ma ritenete che la banca sia una valida banca e la preferite ad altre, la cosa più semplice da fare è: cambiare filiale. Nelle migliaia di testimonianze che ho raccolto ho potuto osservare come sia statisticamente rilevante il cambio di filiale. Non serve cambiare banca, non seve rivolgersi ad un istituto verso il quale non nutrite fiducia. Se la vostra banca è in linea con le vostre filosofie, cambiare filiale è la cosa più “banale” quanto efficiente da fare. Nella quasi totalità dei casi produce enormi benefici quali: concessione rapida di un mutuo che non andava avanti da mesi (frenato volontariamente da un direttore o una direttrice che stanno adottando comportamenti non regolari) presso la precedente filiale, annullamento di conflitti d’interessi, annullamento di invidie, annullamento di richieste di favori, corruzione, concussione… che vedremo nei prossimi capitoli.
Continua…
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Prologo | C’è una galassia persino in un piccolo barattolo di china
Introduzione | Domande che aprono alla lettura del saggio
Parte 1: Se conosci hai netti vantaggi
Parte 2: Sembrava una brava persona ma è il nostro concetto di brava persona che è sbagliato
Parte 3: Dalla Fisica generale alla vita quotidiana
Parte 4: La direttrice criminale a cui piace uccidere lentamente e sadicamente
Parte 5: La disciplina, il bene, le arti marziali per la difesa, l’intelletto… i mezzi migliori
Parte 6: Sconfiggete il vostro nemico con risultati di eccellenza, fanno più male di qualunque arma
Parte 7: Perché dicono che non te lo meriti? Oltre lo specchio di un vecchio arcano italiano
Parte 8: Il crollo di un castello di carte con un soffio di psicologia. Smantellare avversari fittizi
Parte 9: In Italia ti perdonano tutto tranne il successo
Pillola 1: L’alba di un nuovo grande capitolo d’impresa
Pillola 2: Mi raccomando, non fare scherzi, mi ci gioco l’intera vita su questo progetto!
Pillola 3: Iniziano le richieste e gli abusi della direttrice che preme per avere “qualcosa” in cambio
Pillola 4: Il furto di identità sospetto e la tutela enorme fornitami dalla Banca d’Italia e dal CRIF
Pillola 5: La direttrice esordisce con “Tu ci usciresti con mia figlia?”
Pillola 6: Non tutti gli illeciti della direttrice vanno in porto
Pillola 7: Speculatori inviati dalla direttrice per tentare l’assalto a casa mia
Pillola 8: Arrivano i soccorsi! Ma la direttrice li respinge…
Pillola 9: La direttrice distrugge la documentazione e inizia a delirare davanti a tutti
Pillola 10: La direttrice dichiara il falso all’ispettorato della banca, “Era solo una chiacchierata!”
Pillola 11: Il tentativo di hacking per distruggere le prove
Pillola 12 – Disponibili tra poche ore : )
Pillola 13
Pillola 14
Pillola 15
Pillola 16
Pillola 17
Riferimenti utili
Conclusioni (parte 1, parte 2)
Estensioni
La vita è destabilizzante per sua natura
A cosa serve l’Arte?
Prendi un foglio bianco e progetta da zero – Reazioni costruttive
Complementi
Pagina Literature
L’Italiano, La Matematica e la Comunicazione visiva
Sempre di più: Viaggio dentro le proprie progressioni
Pensiero, ragione, presa di coscienza, paura…
Complementi neuroscientifici e filosofici
Lifelong Learning. L’apprendimento che non finisce mai: Un vasto territorio chiamato Cervello
Lifelong Learning. L’apprendimento che non finisce mai: Plasticità neuronale
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