Può succedere anche a te: Il folle abuso di potere di una direttrice di banca invidiosa che voleva distruggere la mia azienda – Pillola 2: Mi raccomando, non fare scherzi, mi ci gioco l’intera vita su questo progetto!

Rubrica: Può succedere anche a te

Titolo o argomento: Il folle abuso di potere di una direttrice di banca invidiosa che voleva distruggere la mia azienda

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Pillola 2: Mi raccomando, non fare scherzi, mi ci gioco l’intera vita su questo progetto!

Ci avviciniamo alla fine di Maggio del 2022. Mi viene comunicato che la direttrice di filiale è in ferie; una sua sostituta risponde alla mia richiesta di appuntamento e rendo subito chiaro che la necessità di incontrare la direttrice è legata alla necessità di rispettare una tabella di marcia. Spiego che sto effettuando delle operazioni strategiche nella mia impresa alle quali sto lavorando da quando ero ragazzino, fin dal 1999. Sono ventitre anni che preparo questo momento.

E’ per me fondamentale azzeccare i ritmi giusti e muovermi a tempo o posso perdere dei benefici fiscali (iva, ammortamenti, crediti), finanziari (la manovra Draghi sull’aumento dei tassi dei mutui era prevista per fine anno a cavallo tra Dicembre 2022 e Gennaio 2023), d’impresa (molti nuovi clienti mi stanno chiedendo di ampliare le mie sedi per fornire servizi più professionali, ad esempio i Vigili del Fuoco che mi chiedevano strutture per la preparazione di particolari impianti sui loro veicoli), strategici (arrivare in tempo sul mercato con una serie di servizi nuovi che “tirano” molto nel segmento temporale considerato, prima di cambiamenti che possono dar vita a cicli differenti da organizzare in altra maniera). Intervenire nel momento giusto equivale a prendere dei treni che passano raramente nella vita in modo così organizzato e a tempo perfetto.

La direttrice sarà disponibile tra qualche giorno. Spiego che, se la mia richiesta rappresenta un problema, posso rivolgermi, senza rancore, alle altre banche con cui intrattengo rapporti (anche se con condizioni meno sensate) perché devo rispettare dei tempi. Sono subito chiaro su questo. Preferisco questa banca ma sottolineo che purtroppo ho delle priorità di ordine superiore alle mie preferenze. La direttrice si mostra molto interessata ed esclude questa ipotesi. Mi fa sapere pertanto che mi incontrerà volentieri così che possa illustrarle tutto.

L’incontro è un’ottima occasione per ribadire in modo esauriente che se non intende erogare un mutuo, nonostante la mia richiesta di un piccolo importo, non ci sono problemi perché procederei a richiederlo alle altre banche oppure, in alternativa, potrei completare il progetto autonomamente essendo ancora in tempo per vendere i miei locali portando in ogni caso a compimento il mio progetto in poche settimane.

Devo produrre un risultato a breve perché la parte venditrice, giustamente, si ritiene ancora libera di poter vendere a chiunque finché non viene definito un vero accordo. La direttrice mi risponde di non vendere i negozi perché al mio mutuo pensa lei ritenendo che io ne abbia tutti i requisiti e facendomi capire che ci tiene ad avermi cliente. Conferma di tenermi in considerazione essendo un cliente ottimo pagatore, avendo richiesto un piccolo importo, avendo un’azienda che si distingue per l’elevato tasso di innovazione e avvalendomi di più garanzie di quelle richieste dalla banca. Sembra tutto perfetto. La ringrazio e cerco di sollecitare per non perdere la possibilità di acquistare la proprietà. La direttrice replica alla mia chiarezza dicendo che deve inviare un perito della banca utile a confermare se si tratta di un valido acquisto di cui la banca stessa può avere fiducia. Ovviamente è la prassi, in ogni caso anche io desidero ascoltare cosa ne pensa il perito della banca e confrontare gli esiti delle sue valutazioni con quelli delle mie fonti tecniche e dei miei collaboratori.

La perizia tecnica sull’immobile viene solitamente disposta dalla banca solo dopo una prima approvazione “reddituale” (delibera sul merito creditizio). L’istituto di credito incarica il perito per confermare il valore dell’immobile a garanzia, verificando che sia in regola, solitamente in una fase avanzata dell’istruttoria. La documentazione viene realizzata effettuando i dovuti sopralluoghi, rilievi, verifiche, redigendo la relazione tecnico estimativa che verrà poi caricata sul server, nell’apposita sezione del portale gestionale interno, dell’istituto di credito incaricante.

Siamo in Agosto 2022, in netto ritardo sulla tabella di marcia. Le pillole che seguiranno, nei prossimi capitoli, entreranno nel dettaglio di comportamenti che, se “diluiti nel tempo”, possono sembrare incapacità, lentezza, ignoranza, menefreghismo, inaffidabilità nel rispettare accordi e consegne, anche se in realtà c’è molto di più. Non ho imbarazzo nel parlare educatamente, ma chiaro, con la direttrice che, vedendomi risoluto, non esita a replicare esponendo la verità. Ma andiamo con ordine e nel modo che, confido, non generi scomodi intrecci mentali

Finalmente abbiamo la perizia 🙂 Si rivela prodigiosa, il perito della banca ritiene il capannone scelto un ottimo investimento e con un valore di ben “tre volte” superiore a quello del mutuo richiesto. Una grande notizia! Non pensavo di trovare il perito della banca così perfettamente in linea con le mie ipotesi. E’ raro che ciò accada, di solito i periti delle banche tendono a ridurre il valore per contenere i rischi della banca e ridurre al contempo le erogazioni degli importi dei mutui, ma qui… qui è chiaramente confermata la bontà del prodotto e del progetto intero.

Felice dell’esito della perizia preparo meticolosamente, per la direttrice e per il suo collega che si occupa della parte burocratica della pratica, una cartellina con tutta la documentazione richiesta dalla banca. Ogni documento che mi viene richiesto è accuratamente raccolto, posto in ordine, diviso per tipologia ed aggiunto cronologicamente all’evolversi della procedura di istruttoria.

Si va dalle dichiarazioni dei redditi, il bilancio, la relazione di presentazione del progetto, passando per i dati catastali dell’immobile, la perizia (relazione tecnico-estimativa), i termini e gli estremi del mutuo, il piano di ammortamento accordato, arrivando fino alla Proposta di Acquisto completa della copia dell’assegno circolare della caparra, il responso fiscale sul trattamento iva prodotto dal notaio (fortemente scelto e voluto dalla direttrice -???- che mi impedì di impiegare il notaio a cui mi rivolgo di consueto) e persino le garanzie in eccedenza per evitare qualsiasi esitazione (anche se il capannone, di per sé, era una massiccia garanzia di tutto rispetto).

Ogni documento lo catalogo in una busta plastificata specifica affinché tutto sia a portata di mano e nulla manchi all’appello all’occorrenza. Il collaboratore della direttrice è sorpreso e mi dice che mai nessun cliente è stato così preciso ed efficiente negli adempimenti burocratici. Non manca nulla, è tutto perfetto e l’investimento è a dir poco eccellente. Ma commetto una leggerezza*.

*Potete essere rigorosi con me, quando sbaglio lo riconosco e sono propenso ad imparare da chi ha più esperienza e titolo. Non essendo permaloso e non pretendendo la ragione riesco così a mettere a frutto anche background inizialmente sfavorevoli. Quello che ho imparato in questi quattro anni è impressionante e cosa ho imparato a fare, in abbinamento a questa esperienza, è notevole.

Il primo errore

Felice della situazione non pongo molta attenzione ad alcune espressioni tragicamente preoccupanti pronunciate dalla direttrice. Un giorno, notando che il tempo passava e nulla si muoveva, vado a trovarla per sapere se era necessario qualcos’altro, lei mi ospita nel suo ufficio, chiude la porta, si siede, mi guarda e con aria triste, delusa, rammaricata, mi dice:

“Ho visto la perizia…”.

Non mi guardava negli occhi, guardava verso il basso, sulla scrivania, fissando un punto non ben definito in cui non c’era nulla, non stava leggendo nulla. Sembrava come se qualcosa di brutto fosse occorso. La osservo e le rispondo:

“Beh dai, mi sembra che sia molto buona come perizia, lo facciamo!?”.

E lei con aria piuttosto scocciata e ancora rammaricata mi risponde (testuali parole dette realmente dalla direttrice quel giorno):

“Che cosa ci devi fare con un capannone così bello? E’ troppo per te! A te non serve un capannone così!”.

La mia risposta istintiva è stata:

“Ma a dire il vero abbiamo già verificato ogni singolo metro quadrato e ci basta appena per quello che abbiamo in mente. Quindi non escludiamo tra qualche anno di passare addirittura ad un altro più grande da attrezzare meglio”.

E lei conclude con aria ancora più rammaricata come se le dispiacesse questo mio acquisto:

“Dimmi la verità questo capannone non serve a te, è un altro dei tuoi investimenti, vero? Lo prenderai, lo sistemerai e lo rivenderai? Non mi fa tanto piacere che guadagni con i nostri soldi”.

Io sono sbigottito, stranito, perplesso le rispondo:

“Ma io ti pago gli interessi sul denaro che mi finanzi, non è un tuo problema se quello che ne traggo è maggiore degli interessi che ti pago…”.

Mi congedo pensando benevolmente che lei non riuscisse a vedere ciò che di buono vedevo io (per migliorare le mie attività) ed avesse pensato ad una banale speculazione fine a sé stessa. Non riesce a vedere il primo passo verso uno spazio coperto dove ospitare grandi veicoli, fuoristrada, imbarcazioni, mezzi speciali, il tutto contornato da laboratori, officine di costruzione dei prodotti, reparti specializzati di Ingegneria. Cose che avevo studiato allo sfinimento lungo i ventitre anni. Lei vede solo la bellezza di quel capannone.

Il secondo errore

Nonostante le sue preoccupanti teorie, mi conferma (molto scocciata) che l’operazione andrà avanti e si farà. E’ qui che probabilmente commetto il mio secondo errore fondamentale comunicando la mia debolezza e dicendole: “Mi raccomando, non fare scherzi perché mi sto giocando l’intera vita su questa operazione… ci sto dietro dal 1999, sono 23 anni, capisci vero?”. Il mio ulteriore errore è stato quello di comunicare chiaramente la mia debolezza ad una persona che scoprirò presto avere un odio recondo nei miei confronti, un odio così forte che lei stessa arriverà nei momenti di rabbia a confessarlo esponendo orgogliosa i modi con cui mi ha danneggiato.

Il terzo errore

Quando si palesano situazioni irrazionali, per non dire di pura follia, come queste, ma ritenete che la banca sia una valida banca e la preferite ad altre, la cosa più semplice da fare è: cambiare filiale. Nelle migliaia di testimonianze che ho raccolto ho potuto osservare come sia statisticamente rilevante il cambio di filiale. Non serve cambiare banca, non seve rivolgersi ad un istituto verso il quale non nutrite fiducia. Se la vostra banca è in linea con le vostre filosofie, cambiare filiale è la cosa più “banale” quanto efficiente da fare. Nella quasi totalità dei casi produce enormi benefici quali: concessione rapida di un mutuo che non andava avanti da mesi (frenato volontariamente da un direttore o una direttrice che stanno adottando comportamenti non regolari) presso la precedente filiale, annullamento di conflitti d’interessi, annullamento di invidie, annullamento di richieste di favori, corruzione, concussione… che vedremo nei prossimi capitoli.

Continua…

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Prologo | C’è una galassia persino in un piccolo barattolo di china
Introduzione | Domande che aprono alla lettura del saggio

Parte 1: Se conosci hai netti vantaggi
Parte 2: Sembrava una brava persona ma è il nostro concetto di brava persona che è sbagliato
Parte 3: Dalla Fisica generale alla vita quotidiana
Parte 4: La direttrice criminale a cui piace uccidere lentamente e sadicamente
Parte 5: La disciplina, il bene, le arti marziali per la difesa, l’intelletto… i mezzi migliori
Parte 6: Sconfiggete il vostro nemico con risultati di eccellenza, fanno più male di qualunque arma
Parte 7: Perché dicono che non te lo meriti? Oltre lo specchio di un vecchio arcano italiano
Parte 8: Il crollo di un castello di carte con un soffio di psicologia. Smantellare avversari fittizi
Parte 9: In Italia ti perdonano tutto tranne il successo

Pillola 1: L’alba di un nuovo grande capitolo d’impresa
Pillola 2: Mi raccomando, non fare scherzi, mi ci gioco l’intera vita su questo progetto!
Pillola 3: Iniziano le richieste e gli abusi della direttrice che preme per avere “qualcosa” in cambio
Pillola 4: Il furto di identità sospetto e la tutela enorme fornitami dalla Banca d’Italia e dal CRIF
Pillola 5: La direttrice esordisce con “Tu ci usciresti con mia figlia?”
Pillola 6: Non tutti gli illeciti della direttrice vanno in porto
Pillola 7: Speculatori inviati dalla direttrice per tentare l’assalto a casa mia
Pillola 8: Arrivano i soccorsi! Ma la direttrice li respinge…
Pillola 9: La direttrice distrugge la documentazione e inizia a delirare davanti a tutti
Pillola 10: La direttrice dichiara il falso all’ispettorato della banca, “Era solo una chiacchierata!”
Pillola 11: Il tentativo di hacking per distruggere le prove
Pillola 12 – Disponibili tra poche ore : )
Pillola 13
Pillola 14
Pillola 15
Pillola 16
Pillola 17
Riferimenti utili
Conclusioni (parte 1, parte 2)

Estensioni

La vita è destabilizzante per sua natura
A cosa serve l’Arte?
Prendi un foglio bianco e progetta da zero – Reazioni costruttive

Complementi

Pagina Literature
L’Italiano, La Matematica e la Comunicazione visiva
Sempre di più: Viaggio dentro le proprie progressioni
Pensiero, ragione, presa di coscienza, paura…

Complementi neuroscientifici e filosofici

Lifelong Learning. L’apprendimento che non finisce mai: Un vasto territorio chiamato Cervello
Lifelong Learning. L’apprendimento che non finisce mai: Plasticità neuronale
Tra le masse le persone che tentano di argomentare vengono derise

Può succedere anche a te: Il folle abuso di potere di una direttrice di banca invidiosa che voleva distruggere la mia azienda – Pillola 1: L’alba di un nuovo grande capitolo d’impresa

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Pilloa 1 | L’alba di un nuovo grande capitolo d’impresa

Maggio del 2022, è una bella annata, c’è un bel clima, belle giornate soleggiate, aria fresca, si lavora duramente ma con soddisfazione. Il calore prodotto dal lavoro muscolare viene portato via da una brezza gradevole, il refrigerante perfetto. Il sole scalda ma non scotta, sembra darti vigore. I colori vispi degli ambienti che ci circondano, immersi nella nostra zona tra il mare cristallino che si infrange sul monte e le calde cornici collinari, sono esaltati dalla nitidezza dell’atmosfera. C’è la luce giusta, è il paradiso. Il lavoro va come una macchina ben oliata, emette un suono scorrevole leggermente vischioso. I clienti sono contenti, si è formato un equilibrio che funziona, a lungo cercato, studiato, sognato per decenni.

“La gente sottovaluta i vantaggi del buon vecchio lavoro manuale, dà un grande senso di libertà, alcune delle persone più felici del mondo vanno a casa la sera che puzzano di sudore”. Cit. Morgan Freeman, Una settimana da Dio, Tom Shadyac, U.S., 2003

La mia azienda registra l’ennesimo incremento positivo dopo aver prima imparato a orientarsi nel buio, a navigare nelle tempeste senza scuffiare e a progettare ciò che le occorre per affrontare il viaggio più impegnativo. Anni di privazioni, impegno e caparbietà pagano se navigando attraverso mari e climi di ogni genere hai compreso come mettere a frutto queste esperienze. Siamo alle porte dell’estate e mi rendo conto che da anni realizzo un progetto dietro l’altro con cadenza costante. Un metronomo implacabile alimentato dalla costanza: obiettivo, scadenza, difficoltà, problemi, risoluzioni, risultato. E poi di nuovo, e ancora, in modo diverso, modellando qualcosa di inedito, inaspettato per i clienti e, alle volte, persino per me stesso.

Crescono le attrezzature, sempre più particolari e di qualità affidabile. I veicoli professionali da lavoro, dedicati a specifici impieghi, onorano egregiamente i loro compiti. I nostri laboratori mi permettono di fare cose sempre più difficili, lavori sempre più articolati appagano i nostri clienti. Progetti futuri sempre più complessi si prospettano al confine tra l’immaginazione e la realtà. Studio, studio sempre, temi tecnologici avanzati, matematica, fisica, le ramificazioni più affascinanti dell’ingegneria. I risultati delle ricerche mi emozionano. Ogni obiettivo che ci poniamo diventa un risultato, più o meno buono ma comunque concreto e utile per il passo successivo. Orari folli, non ci sono vacanze, non contemplo pause. Alterno lavori umili, d’officina o di tecnica, a lavori gravosi dal punto di vista mentale, ad altri ancora che sono estenuanti dal punto di vista fisico. L’alternanza mi completa. Passare da ricerca e calcoli difficoltosi ad assistenze tecniche di prodotti di meccatronica mi dà tutti i tipi di sensazioni che cerco. Incontro tantissime persone per i lavori tecnici di impianstica o di assistenza tecnica e non vedo nessuno per settimane nei miei riservati momenti di studio. Atipico ma a me piace così, e mi riesce bene. D’altronde ciò che faccio è ciò che mi piace, se mi fermassi ne sentirei la mancanza e non vedrei l’ora di ripartire.

Un bel giorno mio padre si accorge che nei pressi di casa mia c’è un capannone industriale nuovo che è invenduto da tanti anni. Ha una posizione sfavorevole, poco in vista per le aziende locali. Ma è perfetto per me che sto accrescendo i miei rapporti lavorativi in tutta Italia e in Europa. Ai miei clienti che vengono da fuori poco interessa se la mia sede si trova sulla strada principale più visibile ai concittadini o più internata e conosciuta solo da chi ha uno specifico interesse.

Non avevo fatto caso a quel capannone. Al momento non ci pensavo. Sono un ossimoro, un grande sognatore con i piedi molto saldi a terra. Sogno tutto quello che so di poter realizzare veramente. E’ bello quando le capacità della mente ti portano a riuscire in qualcosa che pochi anni prima ritenevi impossibile. Ed è severo da parte mia, ma inevitabile, pensare ogni volta, ogni nuovo anno, al me stesso dell’anno prima come ad uno stupido che non sapeva niente. Non c’è stato anno in cui sono stato lo stesso o mi sono accontentato degli approfondimenti e delle esperienze dell’anno precedente. Poliedrico all’ennesima potenza. Mi piace la concretezza, più delle parole, la adoro. Le parole devono saper descrivere quello che si è fatto, non quello che si farà. Sono le mani che devono tracciare quel che si farà. Le mani non parlano, le mani fanno. Le cose non si dicono, si fanno. Ma quel che è fatto poi si racconta.

Avevo pensato al capannone industriale come a qualcosa che sarebbe stato possibile più avanti nel tempo, dopo qualche anno. Mi sbagliavo. Mio padre si accorge di questo bel capannone industriale e riesce a reperire i proprietari. E’ in vendita, è molto bello, ha grandi difetti dovuti all’inutilizzo per molti anni ed all’assenza di manutenzione. Ci sono infiltrazioni d’acqua, impianti incompleti, finiture incomplete. Per noi che siamo immersi dentro l’Ingegneria, ogni giorno sempre di più, non rappresenta un problema. Anzi, è un’opportunità per poter trattare sul prezzo e poi personalizzare la struttura al meglio.

La parte venditrice riconosce che i difetti che abbiamo riscontrato sono concreti e ci scala dal prezzo i costi di manutenzione. Il prezzo è a dir poco perfetto soprattutto vista la grande superficie che avrebbe aumentato notevolmente il lavoro ed i servizi che avremmo potuto offrire (con circa 750 metri quadrati al coperto e oltre 2000 metri quadrati all’aperto attrezzabili).

Ho due opzioni. Vendere due negozi che ho nella mia città, aggiungere la differenza e acquistare il capannone senza alcun mutuo ma perdendo il punto vendita in città, sbilanciando così l’asse aziendale solo sui servizi professionali. Oppure prendere un piccolo mutuo e acquistare il capannone mantenendo anche il contatto con i clienti della mia città oltre che con quelli del resto d’Italia ed Europa.

Decido di andarne a parlare con una delle banche con cui ho rapporti. E’ una tra le più piccole di quelle che conosco. E’ nota per il rapporto di conoscenza con i propri clienti, quella per la quale in teoria non sei solo un numero di conto ma una persona con una storia alla quale vengono riconosciute delle capacità. A mio avviso una delle migliori. Quel tipo di banca che sostiene con orgoglio di finanziare il territorio ed i progetti ben congeniati. Capacità che la banca conosce bene e sulle quali incentra il suo rapporto di fiducia e di credito oltre che, ovviamente, sulle ordinarie garanzie pur sempre necessarie.

D’altra parte le banche grandi con cui avevo rapporti offrivano condizioni a dir poco proibitive, prive di qualsiasi senso logico matematico e microeconomico. Ad esempio pretendevano il rientro dell’importo finanziato in pochissimi anni, con rate elevate, interessi estremamente gravosi e senza tener conto in alcun modo del bilancio aziendale, dei costi mensili, della pressione fiscale, degli ammortamenti e degli altri investimenti necessari e fondamentali affinché il primo investimento funzionasse realmente. Vi era totale incompatibilità tra le condizioni offerte dalle loro ipotesi di ammortamento e le necessità di investimento annuale aziendale utili a rendere realmente possibili il ritorno degli investimenti con cui poi onorare gli interessi di mutuo. Anche in queste realtà non trovavo referenti con una preparazione adeguata a comprendere esigenze di impresa più sofisticate del classico schema standard (apertura partita iva > incoerenza matematica > delusioni > chiusura partita iva con situazione peggiore di quella di partenza | è un must in certi ambienti dediti solo ai conteggi mediante “sottrazioni”).

Va premesso che oggi, presso gli istituti di credito, non si studiano più i piani di impresa, le competenze, i progetti, lo storico del cliente circa le operazioni bancarie (anche perché vi sono continue acquisizioni e gli storici vengono annullati, inoltre i direttori vengono spostati spesso di filiale affinché non si facciano influenzare dal fatto di conoscere bene i clienti e si attengano unicamente alle linee guida).

Tutto si riduce a semplici condizioni superficiali che, se rispettate, il sistema restituisce in uscita il suo consenso. Come un termostato. Ci sono 20°C nell’ambiente? Sì! Allora non inoltrare alla caldaia il segnale di avvio. Ci sono 20°C nell’ambiente? No! Allora avvia la caldaia. Poi se qualcosa inlfuenza il rilevamento, il termostato sbaglia. Magari avete usato il forno, la cucina è molto calda, il termostato è lì vicino, e spegne la caldaia. Ma il resto della casa, specie la zona notte, è gelata. Il termostato non capisce che siete tornati da lavoro e state preparando la pasta al forno che avevate promesso e qualche delizia per ristorarvi dagli impegni snervanti. Il termostato è ottuso, dice solo: sì / no. L’intelligenza artificiale invece è “pettegola”, va a dire agli “altri” fatti vostri che non dovrebbe 🙂 L’ideale è sempre una forma di equilibrio in ogni campo ma non divaghiamo.

Quindi non si parla più di rischio ma di operazioni sicure (lato banca). Questo perché, quando le banche hanno rischiato, hanno più perso che guadagnato ed è molto più semplice ed economico non rischiare che specializzarsi. Non c’è tempo. Specializzarsi avrebbe costi proibitivi in tutti i termini e richiederebbe personale con una vocazione e delle attitudini notevoli. Personale così in gamba ci metterebbe poco a scalare i pendii della carriera ed inizierebbero numerosi conflitti interni per le diverse vedute. Quindi complicazioni. E’ più sicuro un sistema freddo che esegue la determinata operazione al verificarsi di un preciso evento. Ciò in effetti rende attualmente inutile una banca perché a questo punto si possono realizzare piani in tutt’altro modo se si ha una distinta preparazione. Se ne parlerà meglio tra circa vent’anni. Così come oggi state vedendo qualche approfondimento in più su ciò che accadeva, e si ignorava, vent’anni fa, nei primi del 2000. E’ tutto normale, non sono ironico. Poi in altri speciali capiremo perché.

Quindi perché non dare fiducia ad una piccola realtà che, pur avendo a suo modo dei forti limiti di comprensione, quantomeno sostiene di finanziare prolificamente il territorio offrendo tempi di rientro coerenti e sostenibili?

Del resto nulla poteva farmi essere prevenuto su certe “stranezze” commesse dalla direttrice perché, se avessi saputo riconoscere e leggere quei sentori, presumo sarebbe stato possibile solo per due motivi: o ero un filibustiere deviato per natura, oppure avevo già vissuto l’esperienza che spero questi capitoli possano analizzare stimolando in voi anticorpi strategici d’impresa.

Continua…

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Parte 4: La direttrice criminale a cui piace uccidere lentamente e sadicamente
Parte 5: La disciplina, il bene, le arti marziali per la difesa, l’intelletto… i mezzi migliori
Parte 6: Sconfiggete il vostro nemico con risultati di eccellenza, fanno più male di qualunque arma
Parte 7: Perché dicono che non te lo meriti? Oltre lo specchio di un vecchio arcano italiano
Parte 8: Il crollo di un castello di carte con un soffio di psicologia. Smantellare avversari fittizi
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Pillola 6: Non tutti gli illeciti della direttrice vanno in porto
Pillola 7: Speculatori inviati dalla direttrice per tentare l’assalto a casa mia
Pillola 8: Arrivano i soccorsi! Ma la direttrice li respinge…
Pillola 9: La direttrice distrugge la documentazione e inizia a delirare davanti a tutti
Pillola 10: La direttrice dichiara il falso all’ispettorato della banca, “Era solo una chiacchierata!”
Pillola 11: Il tentativo di hacking per distruggere le prove
Pillola 12 – Disponibili tra poche ore : )
Pillola 13
Pillola 14
Pillola 15
Pillola 16
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Parte 1 | Può succedere anche a te ma se conosci hai netti vantaggi

Se quanto vi vado a raccontare, tramite pillole e capitoli, può in qualche modo esservi utile, potete godere il vantaggio della trasmissione dell’esperienza. Certo, leggerla vi modella ma non vi forgia. L’esperienza diretta è decisamente impattante e formativa, vi insegna moltissimo ed allo stesso tempo vi lascia dei traumi che, no, non passeranno mai. Incrementerete la vostra esperienza ad un preciso prezzo, il trauma. Potete risolvere l’accaduto, potete vincere, potete far valere i vostri diritti ma il male che vi sarà stato fatto non svanirà, le cicatrici resteranno sotto i vostri occhi bene in vista ogni giorno, anche se siete persone in gamba con un bel carattere equilibrato.

Una cosa è certa, acquisire l’esperienza migliorerà le vostre mosse e avrete il vantaggio di una partita più brillante che evolve con minore dispendio di tempo e di energie. Sapere che determinati fenomeni esistono, saperli riconoscere e conoscerne i dettagli prismatici che suddividono la luce della follia nel suo spettro costituente, vi renderà consapevoli circa cosa vi sta investendo realmente.

Tanti subiscono abusi in varie forme (da sempre) ma pochi posseggono gli strumenti per comunicare, trasmettere, chiarire, spiegare, comparare, tradurre i fenomeni.

Alcuni non hanno gli strumenti per comunicare, altri sono indifferenti e non pensano sia importante avvisare che oltre la curva non è stato messo il triangolo che segnala un’emergenza. Altri ancora provano imbarazzo e non hanno piacere di raccontare ciò che di spiacevole gli è occorso. Quasi come se temessero di passare per stupidi. Personalmente non provo imbarazzo nel raccontare di aver subito un abuso gravissimo, la mia prima volontà è dare il mio contributo affinché non succeda più. Questo mi preme molto.

Desidero trasmettere le esperienze che seguono per raccontarvi nel modo più utile, e a più alto rendimento possibile, quello che le probabilità mettono ai bordi della gaussiana, ossia che simili eventi si verifichino tutti insieme con la medesima direttrice.

Confido che, nonostante i temi crudeli, la lettura sia piacevole e dettagliatamente utile. Per me non è stato affatto semplice, tutt’altro. Ho impiegato oltre tre anni per generare una funzione che trasformasse questo evento traumatico in una serie prolifica di opportunità per me, per i miei cari e per i miei progetti d’impresa che ora sono tra i più belli in assoluto della mia densa vita.

Quel che segue è il racconto imparziale (privato solo dei dettagli e delle prove fornite alla Giustizia) di quanto di più assurdo in assoluto nella mia vita è accaduto con una sgradevole direttrice di una piccola banca. La peggiore persona che abbia mai avuto modo di incontrare in tutta la mia vita. La forma umana della scoria. Impossibile da recuperare persino per il più avanzato sistema di recupero delle reflue al mondo.

Continua…

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Prologo | C’è una galassia persino in un piccolo barattolo di china
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Parte 1: Se conosci hai netti vantaggi
Parte 2: Sembrava una brava persona ma è il nostro concetto di brava persona che è sbagliato
Parte 3: Dalla Fisica Generale alla vita quotidiana
Parte 4: La direttrice criminale a cui piace uccidere lentamente e sadicamente
Parte 5: La disciplina, il bene, le arti marziali per la difesa, l’intelletto… i mezzi migliori
Parte 6: Sconfiggete il vostro nemico con risultati di eccellenza, fanno più male di qualunque arma
Parte 7: Perché dicono che non te lo meriti? Oltre lo specchio di un vecchio arcano italiano
Parte 8: Il crollo di un castello di carte con un soffio di psicologia. Smantellare avversari fittizi
Parte 9: In Italia ti perdonano tutto tranne il successo

Pillola 1: L’alba di un nuovo grande capitolo d’impresa
Pillola 2: Mi raccomando, non fare scherzi, mi ci gioco l’intera vita su questo progetto!
Pillola 3: Iniziano le richieste e gli abusi della direttrice che preme per avere “qualcosa” in cambio
Pillola 4: Il furto di identità sospetto e la tutela enorme fornitami dalla Banca d’Italia e dal CRIF
Pillola 5: La direttrice esordisce con “Tu ci usciresti con mia figlia?”
Pillola 6: Non tutti gli illeciti della direttrice vanno in porto
Pillola 7: Speculatori inviati dalla direttrice per tentare l’assalto a casa mia
Pillola 8: Arrivano i soccorsi! Ma la direttrice li respinge…
Pillola 9: La direttrice distrugge la documentazione e inizia a delirare davanti a tutti
Pillola 10: La direttrice dichiara il falso all’ispettorato della banca, “Era solo una chiacchierata!”
Pillola 11: Il tentativo di hacking per distruggere le prove
Pillola 12 – Disponibili tra poche ore : )
Pillola 13
Pillola 14
Pillola 15
Pillola 16
Pillola 17
Riferimenti utili
Conclusioni (parte 1, parte 2)

Estensioni

La vita è destabilizzante per sua natura
A cosa serve l’Arte?
Prendi un foglio bianco e progetta da zero – Reazioni costruttive

Complementi

Pagina Literature
L’Italiano, La Matematica e la Comunicazione visiva
Sempre di più: Viaggio dentro le proprie progressioni
Pensiero, ragione, presa di coscienza, paura…

Il Prisma divide la luce bianca in uno spettro di sette colori (rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco, viola) tramite il fenomeno di dispersione. Image’s Copyright: Wikipedia.org

Può succedere anche a te: Il folle abuso di potere di una direttrice di banca invidiosa che voleva distruggere la mia azienda – Introduzione

Rubrica: Può succedere anche a te

Titolo o argomento: Il folle abuso di potere di una direttrice di banca invidiosa che voleva distruggere la mia azienda

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Introduzione | Domande che aprono alla lettura del saggio

Volete sapere come si riconosce il personale di banca che, a seconda delle vostre vulnerabilità, può danneggiare seriamente la vostra vita, il vostro lavoro, il vostro equilibrio mentale, la vostra salute, la vostra famiglia o persino tutti questi aspetti insieme se vi trovate in un punto nevralgico della vostra vita?

Un punto nevralgico della vita è un punto singolare, molto delicato, in cui avete molte occasioni insieme, esposte davanti a voi e tutte, per un limitato arco temporale, alla vostra portata. E’ tutto retto da uno straordinario equilibrio. Muovere un ciglio nella direzione giusta può far riuscire ogni passaggio con un’armonia strabocchevole che vi porta a dialogare con i vostri pensieri: “Sta succedendo davvero? E’ la mia occasione? Posso farcela!”.

Può succedere quando meno ce lo aspettatiamo. Dopo anni di intenso lavoro, ostacoli impervi, persino ostilità. Può arrivare all’improvviso, come un riconoscimento. Tutto vi sembra così ben oliato, una volta tanto, che comprendete da soli che difficilmente si riproporranno concomitanze così efficaci tutte assieme.

Quel ciglio tuttavia può esser soffiato via se, per fissarlo intensamente, non vi accorgete che sta arrivando qualcuno di soppiatto che inspira più del normale. Può cogliervi alle spalle con totale sorpresa, può affiancarvi un poco alla volta, con il tempo, sfruttando la vostra fiducia, può pararsi davanti improvvisamente come un sinistro. Può arrivare da qualunque direzione, può avere qualunque aspetto, e forse i suoi sorrisi di plastica assomigliano più a quelli del Grinch.  Qualcuno pertanto può essere pronto a perturbare il delicato equilibrio.

Se avete avuto modo di assaporare il destino potreste intuire, anche se inizialmente mal volentieri, che quella situazione, apparentemente quasi perfetta e poi gravemente perturbata, può aprirvi le porte ad orizzonti ben più vasti, multidimensionali, esplorazioni più ricche di scoperte, opportunità che pesano ma che non avreste mai saputo reggere se tutto si fosse evoluto con la perfezione iniziale. Perché non avevate la profondità dell’esperienza ma solo le sue quote di facciata (larghezza e altezza) senza sapere cosa ci fosse oltre. Mancavano le dovute conoscenze per capire i movimenti corretti necessari per maneggiare quei pesi. La schiena ben dritta (piani di impresa solidi, verificati, collaudati), le gambe toste e flessibili (capacità di assorbire colpi, sopportare carichi, adeguare l’assetto, equilibrarsi), quei glutei ben sodi che non guastano (la spinta, la forza di volontà, il dolore delle fibre che è costato quell’allenamento) e aiutano gli audaci, quelle braccia asciutte, leggere agili forti come quelle di un carpentiere instancabile. Un enigmatico controsenso vi scuote e vi aliena ed ognuno può addentrarsi e portare alla luce da sé le proprie ambite risposte ed i metodi, a cui mai aveva pensato prima, per raggiungere elegantemente tali ambizioni. Oppure potete lasciarvi cadere.

“La pressione… cambia tutto vivere sotto pressione, certe persone le spremi e si svegliano, altre crollano”. Cit. Al Pacino, L’avvocato del diavolo, Taylor Hackford, U.S., 1997.

Che forma hanno gli indizi, le azioni, le parole, le espressioni in presenza delle quali dovreste preoccuparvi anche solo se vi si accenna timidamente? Come si ferma sul nascere un imminente dramma che sta per sfociare in un grave abuso di potere? Che provvedimenti potreste prendere e a chi potreste davvero rivolgervi con efficacia qualora vi troviate avvolti in un turbine irrazionale di consigli errati e informazioni tra loro incompatibili, contrastanti?

Come evitare, in un momento di profonda vulnerabilità, di essere travolti e mal consigliati da chiacchiere leggere che riverberano nei corridoi della banalità e che recitano fantasie trasformate in mito che si riveleranno perfettamente inutili e che non faranno altro che esaurire “il vostro tempo” e “le vostre energie” bruciando le vostre risorse e lasciando, a chi vi ha danneggiato, la  beffarda serenità di proseguire indisturbata/o con la sua dannosa vita criminale?

Soprattutto, come risolvere problemi all’apparenza insormontabili con un successo schiacciante che faccia leva sul virtuosismo e la nobiltà della mente umana anziché su scadenti e approssimative soluzioni violente di bassa levatura?

Se avete il piacere di proseguire la lettura lungo i capitoli che seguiranno troverete una foresta fitta di curiosità e situazioni assurde.

Continua…

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Prologo | C’è una galassia persino in un piccolo barattolo di china
Introduzione | Domande che aprono alla lettura del saggio

Parte 1: Se conosci hai netti vantaggi
Parte 2: Sembrava una brava persona ma è il nostro concetto di brava persona che è sbagliato
Parte 3: Dalla Fisica Generale alla vita quotidiana
Parte 4: La direttrice criminale a cui piace uccidere lentamente e sadicamente
Parte 5: La disciplina, il bene, le arti marziali per la difesa, l’intelletto… i mezzi migliori
Parte 6: Sconfiggete il vostro nemico con risultati di eccellenza, fanno più male di qualunque arma
Parte 7: Perché dicono che non te lo meriti? Oltre lo specchio di un vecchio arcano italiano
Parte 8: Il crollo di un castello di carte con un soffio di psicologia. Smantellare avversari fittizi
Parte 9: In Italia ti perdonano tutto tranne il successo

Pillola 1: L’alba di un nuovo grande capitolo d’impresa
Pillola 2: Mi raccomando, non fare scherzi, mi ci gioco l’intera vita su questo progetto!
Pillola 3: Iniziano le richieste e gli abusi della direttrice che preme per avere “qualcosa” in cambio
Pillola 4: Il furto di identità sospetto e la tutela enorme fornitami dalla Banca d’Italia e dal CRIF
Pillola 5: La direttrice esordisce con “Tu ci usciresti con mia figlia?”
Pillola 6: Non tutti gli illeciti della direttrice vanno in porto
Pillola 7: Speculatori inviati dalla direttrice per tentare l’assalto a casa mia
Pillola 8: Arrivano i soccorsi! Ma la direttrice li respinge…
Pillola 9: La direttrice distrugge la documentazione e inizia a delirare davanti a tutti
Pillola 10: La direttrice dichiara il falso all’ispettorato della banca, “Era solo una chiacchierata!”
Pillola 11: Il tentativo di hacking per distruggere le prove
Pillola 12 – Disponibili tra poche ore : )
Pillola 13
Pillola 14
Pillola 15
Pillola 16
Pillola 17
Riferimenti utili
Conclusioni (parte 1, parte 2)

Estensioni

La vita è destabilizzante per sua natura
A cosa serve l’Arte?
Prendi un foglio bianco e progetta da zero – Reazioni costruttive

Complementi

Pagina Literature
L’Italiano, La Matematica e la Comunicazione visiva
Sempre di più: Viaggio dentro le proprie progressioni
Pensiero, ragione, presa di coscienza, paura…

Il sorriso beffardo del Grinch. Image’s Copyright Dr. Seuss Enterprises, LP