Può succedere anche a te: Il folle abuso di potere di una direttrice di banca invidiosa che voleva distruggere la mia azienda – Parte 8: Il crollo di un castello di carte con un soffio di psicologia. Smantellare avversari fittizi

Rubrica: Può succedere anche a te

Titolo o argomento: Il folle abuso di potere di una direttrice di banca invidiosa che voleva distruggere la mia azienda

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Parte 8 | Il crollo di un castello di carte con un soffio di psicologia. Smantellare avversari fittizi

Non solo è verosimile ma talvolta propriamente fattibile portare questo tipo di persone su un binario di rimessa per fermare la loro inanimata corsa priva di destinazione e smantellarle.  Si può così avviare un’analisi effettuando una ricerca che porti a capire se ci sono dei guasti comportamentali irreversibili o sia ancora possibile trovare un barlume di senzienza da risvegliare.

Nessuno investe mai del tempo in questi approfondimenti perché il più delle volte, se l’impegno non è reciproco, non portano a nulla. Inoltre, nonostante le provocazioni banali che si possono usare, è molto difficile tenere testa alle variegate reazioni in un equilibrio precario. Il risultato è che spesso o si cade da una parte, rinunciando, oppure dall’altra, litigando.

La provocazione banale a cui mi riferisco si riduce ad una domanda piscologica molto semplice che istintivamente sorge spontanea nella mente di moltissimi ma che per ognuno di noi è piuttosto difficile piazzare in un modo che funzioni.

Nel momento in cui vedete che vi stanno comunicando, più che altro imponendo, la loro presunta superiorità con la supponenza, con il linguaggio del corpo autoritario (non autorevole, è ben diverso), con le espressioni con cui si auto-promuovono ai vertici delle strutture delle loro convinzioni e con quello che impropriamente vi negano (voi però dovete essere più che certi che si tratti di una negazione di un vostro diritto… articoli, commi e paragrafi alla mano), potete semplicemente chieder loro qualcosa del tipo:

“Come mai lei dà per scontato di potermi sottostimare? C’è qualcosa nel mio aspetto, in come mi sono presentato, in quello che le ho chiesto o in quello che lei ipotizza su me e il mio lavoro che l’ha ingannata e l’ha convinta che io possa esser destinatario passivo di questo trattamento e non abbia i requisiti per distinguermi e farmi valere?”.

In altre parole:

“Perché lei si sente superiore? Cos’ha fatto di particolare nella sua vita per accaparrarsi questa prevalenza?”.

Le persone che davvero hanno fatto grandi cose nella vita sono anche le più umili. Non vi metteranno mai a disagio, non si porranno mai in una posizione dominante. Anzi, spesso sono coloro che li osservano ad ammirarli al punto da porli in una posizione di rilievo alla quale nemmeno ambivano dato che li imbarazza. Chi ha fatto grandi cose ha fatto prima piccole cose; conosce cosa c’è nel mezzo. Le persone in gamba provano interesse per i propri obiettivi, passioni e sogni ma ignorano totalmente un possibile prestigio che ne potrebbe derivare. Non ho mai incontrato, nemmeno una volta, una persona dotata di talento puro che non fosse al tempo stesso sinceramente umile. Chi vive il talento sa quanto è fortunato, si rende conto del privilegio di avere avuto dalla vita una marcia in più e mai si farebbe beffa delle altre persone. Un simile talento poteva capitare a chiunque ed è stato un dono riceverlo. Questo per dire che sicuramente chi è arrogante con voi non ha nessun talento e nulla di speciale ha fatto nella vita altrimenti non sarebbe così arrogante.

“L’ambire molto gli onori è grande indizio di meritarli poco” – Cit. Michele Colombo – recita una simpatica bustina di zucchero (vedi foto in basso) che conservo da anni.

Se l’interlocutore ha impulsivamente delle reazioni forti non solo lo avete sorpreso (mai si sarebbe aspettato, seppur con una notevole calma e cordialità, un confronto così penetrante), ma probabilmente avete scheggiato il suo orgoglio. E’ un segno che rimarrà.

Chi alimenta una profonda passione per la comunicazione ed ha anche dei contenuti da esprimere può ordinarli ed esporre pacatamente le proprie ragioni d’effetto. Le parole possono colpire molto forte per questo non è necessario ricorrere a toni accesi ed inutili agitazioni, tantomeno trascendere.

“Ho avuto l’impressione, da come si è posto nei miei confronti, che lei sente di essere una persona in grado di decidere le sorti dei miei progetti e quindi della mia vita. Vedo che tende a delle riduzioni e delle semplificazioni probabilmente indotte dal fatto che lei non conosce la mia specializzazione, la mia professionalità, il mio impegno, la passione che metto tanto nel lavoro quanto nell’approfondire cose come quelle che le ho chiesto oggi. Le sto dicendo semplicemente che, anche se la tuta da lavoro probabilmente l’ha ingannata, conosco in modo magistrale quello che sto facendo e cosa posso fare. L’ho contattata per andare avanti, non per sentirmi dire che non mi fornirà il suo lavoro d’ufficio per qualcosa che so che è possibile, che posso lecitamente chiedere e che è un mio diritto poter fare. Mi corregga se sbaglio, ho avuto come l’impressione che lei si stia ponendo nei miei confronti come se desse per scontato di essere una persona in vantaggio ed io quello che deve adeguarsi al suo volere. Glie lo sto chiedendo sinceramente. Che cosa ha fatto nella vita per sentire di ricoprire questa classe di merito e privare le persone della possibilità di dar vita a progetti legittimi?”.

Parole simili le ho pronunciate spontaneamente davanti a persone che stavano esercitando nei miei confronti il reato di abuso di potere (abuso d’ufficio) ed in determinati casi persino tentativo di corruzione/concussione. Quindi situazioni di forte prepotenza come quelle che andrò ad esaminare nei prossimi capitoli che trattano le “anomalie” della direttrice in pillole.

Fate attenzione a come prounciate parole simili, usate le vostre. Più vi appartengono e più sono efficaci. Siate molto educati (non deboli) e scarsamente istiganti perché a simili domande generalmente corrispondo letterali “scleri”.

Le persone che sclerano a questo stimolo sono le persone a cui avete semplicemente toccato il nervo scoperto. Lo nascondono eppure qualcuno lo trova. Le masse le definiscono superficialmente persone “str*nze”, quelli che amano capire a fondo come funzionano le cose si accorgono che sono invece persone “disturbate”.

Loro si sentono migliori ma inconsciamente sanno di non esserlo perché nulla hanno fatto per meritare un livello più alto di altri. Pertanto gli state facendo osservare che non sono quello che, con grande pretesa, vogliono sembrare. E questo fa male. Anche se la persona davanti a voi ha una certa età, in quel momento potrebbe reagire come un bambino di 4 anni. Andateci cauti. Alzare i toni o assumere comportamenti prepotenti distoglie tutta l’attenzione dal contenuto delle vostre parole e vanifica qualsiasi buona volontà di costruire un risultato.

Esiste un tempo, un momento esatto, un modo pacato e allo stesso tempo distinto e ben definito per dire cose simili esattamente come nel teatro esistono i tempi delle battute o della comicità. Non puoi dire quello che vuoi quando vuoi e come vuoi pretendendo la reazione del pubblico ideale. Se sbagli i tempi, se sbagli i modi, rovini tutto. Di certo non dovete essere arroganti, l’arroganza non funziona. Essere arroganti contro un arrogante poi… Sicuri di voi stessi e non finti sicuri. Dovete forse esserci nati per la vostra battuta giusta, chi vi sta davanti se ne renderà conto se avete il carisma giusto, se avete la sintonia giusta per cavalcare la conversazione in modo nitido ed efficiente. Si arrabbierà comunque e forse incontrerete persino quel tipo di persona che, dopo tanta crudeltà nelle azioni passate nei vostri confronti, potrebbe avere un crollo emotivo.

Nelle vicende in cui ho sentito la necessità di usare simili espressioni, ho avuto l’impressione che fosse stato dato per scontato che io fossi un ingenuo solo perché, ad esempio, mi sono presentato in divisa da lavoro o con una moto da enduro con evidenti tracce di un percorso fuoristradistico (entrembe le cose, in certi ambienti, abbinate con “sommaria saggezza” ad una bassa istruzione). Il problema è che ho una mole di impegni tale che, per onorarli tutti secondo le mie personali tabelle di marcia, a volte devo azzerare i tempi morti e non ho modo di riporre tempo nelle apparenze. Essere sé stessi non paga, è ancora l’abito che fa il monaco nonostante con le vesti stereotipate, nel momento in cui scrivo, hanno luogo la stragrande maggioranza delle truffe.

Breve digressione

Ho una collezione di cravatte di seta e camicie eleganti, di diversi anni fa, che adoro ancora ma che con il tempo non ho sentito più bisogno di indossare. A quegli indumenti corrispondeva molto spesso l’avvicinamento di persone che non mi piacevano e con cui non volevo amalgamarmi. Ma restano pur sempre delle bellissime cravatte e delle bellissime camicie, magari un giorno, per celebrare l’occasione giusta, le spolvero.

Altre volte ho notato che certe persone hanno ritenuto che io non avessi un’istruzione adeguata, tantomeno una istruzione avanzata, perché non porto occhiali, ho i capelli mediamente lunghi (che vanno per i fatti loro), amo i miei orecchini, il Rock Punk e la gentilezza vestita di rudezza. Tendo alla socialità solo per la risoluzione di problemi nell’interesse e bene comune di persone che amo definire di “buona volontà” (come le definiva il buon, forse troppo, diretto Enzo Ferrari). Insomma non assomiglio affatto al supersecchione che hanno idealizzato forse influenzati da film e serie.

In effetti sono uno scherzo della Natura, sono un teorico e un pratico. Pare equivalga ad incontrare una bestia selvaggia: ci sono delle caratteristiche che possono portarti a provare un interesse ma non le riesci a gestire. Ci sono supersecchioni che risolvono equazioni differenziali alle derivate parziali alla lavagna nonostante le piattaforme di programmazione e calcolo numerico o le calcolatrici scientifiche per calcoli complessi, a stento però usano un utensile anche di semplice fattura. Ci sono poi i superpratici che fanno magie con il tornio e la saldatrice ma fanno a cazzotti con teoremi e operatori matematici. Infine, in una nicchia dove di solito non si va a vedere, ci sono quelli che, in un binomio teorico-pratico che funziona, generano eritemi nel sistema.

Fine digressione

Non ripetete quanto scritto in questo capitolo come un algoritmo. Non funzionerà. Le situazioni vanno osservate ed analizzate caso per caso. Il mio compito non è dare ad intendere che facendo come me si ottiene lo stesso risultato. Sarebbe folle comunicare questo e sarebbe ancora più folle crederlo.

Il mio scopo è comunicare che si può perturbare un fenomeno palesando la capacità di interferire. Esattamente come la luce disturba la misurazione di un elettrone rendendo impossibile ricavare al contempo sia la sua quantità di moto sia la sua posizione (Principio di Indeterminazione di Heisenberg).

Attenti ai veterani, i più pericolosi. Sono dietro a quella scrivania di truciolato laminato da molto tempo e bramano posizioni più alte. Invece di rimanere spiazzati da una domanda che, pur essendo posta educata, è il naturale preludio ad un conflitto, non sclereranno ma, anzi, resteranno incredibilmente calmi e probabilmente faranno sclerare voi con un gesto alquanto provocatorio: vi rideranno in faccia con le labbra serrate e una decisa contrazione delle guance mentre nemmeno vi guardano. Hanno capito il vostro gioco ma, siccome hanno molto da perdere, non cederanno a gesti d’impulso e probabilmente si rifaranno con brutti scherzi come far sparire la vostra pratica oppure metterla in coda o, ancora, crearvi tanti problemi da portare voi stessi a rinunciare.

Queste persone hanno generalmente grandi leve del potere (nel loro dominio di competenza) ed è probabile che, anche non ponendo alcuna domanda, vi forniranno comunque il minimo o nulla di quanto vi aspettavate. Vi hanno ignorato (non nel migliore dei modi), li avete provocati, vi hanno ignorato di nuovo. E’ una posizione di gioco che vi conviene sempre evitare a meno che non vogliate di proposito sacrificare una pedina per accedere ad una mossa più sofisticata, ma questo sta a voi.

Quello che avrete scelto di comunicare e come lo avrete comunicato potrebbe non portarvi all’esito sperato. Di certo, tanto più sarete stati comunicativi e con delle ottime argomentazioni logiche e incontrovertibili, tanto più sarete estratti dal gregge normato a cui è destinato il trattamento più superficiale.

Continua…

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Prologo | C’è una galassia persino in un piccolo barattolo di china
Introduzione | Domande che aprono alla lettura del saggio

Parte 1: Se conosci hai netti vantaggi
Parte 2: Sembrava una brava persona ma è il nostro concetto di brava persona che è sbagliato
Parte 3: Dalla Fisica generale alla vita quotidiana
Parte 4: La direttrice criminale a cui piace uccidere lentamente e sadicamente
Parte 5: La disciplina, il bene, le arti marziali per la difesa, l’intelletto… i mezzi migliori
Parte 6: Sconfiggete il vostro nemico con risultati di eccellenza, fanno più male di qualunque arma
Parte 7: Perché dicono che non te lo meriti? Oltre lo specchio di un vecchio arcano italiano
Parte 8: Il crollo di un castello di carte con un soffio di psicologia. Smantellare avversari fittizi
Parte 9: In Italia ti perdonano tutto tranne il successo

Pillola 1: L’alba di un nuovo grande capitolo d’impresa
Pillola 2: Mi raccomando, non fare scherzi, mi ci gioco l’intera vita su questo progetto!
Pillola 3: Iniziano le richieste e gli abusi della direttrice che preme per avere “qualcosa” in cambio
Pillola 4: Il furto di identità sospetto e la tutela enorme fornitami dalla Banca d’Italia e dal CRIF
Pillola 5: La direttrice esordisce con “Tu ci usciresti con mia figlia?”
Pillola 6: Non tutti gli illeciti della direttrice vanno in porto
Pillola 7: Speculatori inviati dalla direttrice per tentare l’assalto a casa mia
Pillola 8: Arrivano i soccorsi! Ma la direttrice li respinge…
Pillola 9: La direttrice distrugge la documentazione e inizia a delirare davanti a tutti
Pillola 10: La direttrice dichiara il falso all’ispettorato della banca, “Era solo una chiacchierata!”
Pillola 11: Il tentativo di hacking per distruggere le prove
Pillola 12 – Disponibili tra poche ore : )
Pillola 13
Pillola 14
Pillola 15
Pillola 16
Pillola 17
Riferimenti utili
Conclusioni (parte 1, parte 2)

Estensioni

La vita è destabilizzante per sua natura
A cosa serve l’Arte?
Prendi un foglio bianco e progetta da zero – Reazioni costruttive

Complementi

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L’Italiano, La Matematica e la Comunicazione visiva
Sempre di più: Viaggio dentro le proprie progressioni
Pensiero, ragione, presa di coscienza, paura…

Complementi neuroscientifici e filosofici

Lifelong Learning. L’apprendimento che non finisce mai: Un vasto territorio chiamato Cervello
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Tra le masse le persone che tentano di argomentare vengono derise