Rubrica: Può succedere anche a te
Titolo o argomento: Il folle abuso di potere di una direttrice di banca invidiosa che voleva distruggere la mia azienda
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Parte 7 | Perché dicono che non te lo meriti? Oltre lo specchio di un vecchio arcano italiano
Nella mia movimentata vita, in una moltitudine di occasioni tali da consolidare una specifica esperienza e formulare delle soluzioni, ho subìto comportamenti sgradevoli da parte di persone che non tolleravano che facessi cose secondo loro spettanti a persone di ben più alto livello. Mi permetto di affermare con un pizzico di sano orgoglio che sono un “nessuno figlio di nessuno”. Questo, per il mio personale modo di essere, conferisce ancora più gusto nel riuscire a fare certe cose molto elaborate. Non ho avuto aiuti né facilitazioni, solo ostacoli.
Ad ogni modo su quale base standard siano definiti questi presunti livelli e quanto siano attendibili, ad oggi, devo ancora capirlo. Secondo il loro tanto bizzarro quanto narcisistico modo di vedere non meritavo ciò che riuscivo a raggiungere, a conquistare, a guadagnare con le mie forze.
Un nessuno è considerato una persona con caratteristiche inferiori che non si deve permettere nemmeno di fare capolino nel mondo dei giganti. Attenzione però, certe luci, proiettate con gli angoli giusti, fanno apparire giganti anche persone minute opportunamente posizionate dietro un telo che li scherma e li protegge (vedi foto in basso). Quindi ci sono i giganti veri, poi ci sono quelli che si mescolano tra i giganti per mimesi ed infine i difettosi nessuno. I veri giganti trovano talvolta interessanti i difettosi nessuno ma quelli che fingono di essere giganti, sovente nel mezzo, tentano di evitare che avvenga un simile incontro.
Queste persone non si spiegano come un “inferiore” possa avere delle idee tanto attraenti, complesse e, oltraggiosamente, senza nessun rispetto per l’immagine che gli viene conferita dalle loro pregiate apparenze, essere anche in grado di realizzarle nonostante le grandi difficoltà che comportano. Sacrilegio!
La mia vita è piena di eventi riconducibili a questa forma di odio e a lungo ho riflettutto sul perché di tanta ostilità. Poi un giorno, forse, ho colto qualcosa. Quando una persona si ritiene migliore di voi, sta meglio economicamente (o cerca di farlo sembrare, sempre per il concetto di mimesi con i giganti), ricopre posizioni considerate di prestigio o quantomeno ritenute rispettabili dalla ordinarietà del senso comune, ha una famiglia per qualche motivo rilevante (o che lo è stata in passato) e magari persino storica in una determinata città; quando una persona ha avuto sempre le migliori occasioni e le mani in prima fila sugli strumenti più efficienti per accedere a vantaggiose occasioni, tenderà a sentirsi una persona prescelta dal successo, investita dal comando (quello comodo, esente da responsabilità), volta alla competizione pretenziosamente vincente, al potere vanitoso, alla “gestione degli eventi” e delle opportunità a prescindere dai risultati che è capace di ottenere. Sente sempre che la vita abbia dei grossi debiti nei suoi confronti.
Tenderà ad un certo momento, dopo essersi “abituata gradualmente”, giorno dopo giorno, con piccoli incrementi impercettibili, alle smanie di onnipotenza. Non avete idea di come le abitudini riescano a suggestionare e plagiare il cervello convincendolo di cose che non esistono, di bugie create ad hoc per sé stessi, per autogiustificarsi di un comportamento prevaricatore e rendere lecito l’illecito: “Non si può fare ma io lo posso fare perché me lo merito ed ho il tale motivo”, “Tanto per me è sempre stato così, abbiamo sempre fatto così”, “Sono abituato così, l’ho sempre fatto io, lo sono sempre stato io!”. Quell’io, io io, sempre perennemente io.
Può succedere a chiunque se investito nella propria vita da troppe condizioni favorevoli, da troppo agio, da troppi vizi, da troppe vittorie facili e immeritate, specie se dalla tenera età. La struttura di quello che sarà il nostro modo di ragionare e il nostro modus operandi la formeremo entro i primi quattro anni di età, oltre tale limite sarà molto difficile cambiare una convinzione, un’abitudine anche se è sbagliata e sappiamo inconsciamente che è sbagliata.
L’abitudine porterà a creare la bugia per giustificare perché per l’individuo si concede ciò che è sbagliato per altri e non a comprendere facilmente che sta prendendo un abbaglio. Quando questa persona vedrà uno come molti di voi, come me, particolarmente in gamba e audace nelle proprie arti e mestieri, con capacità sopra la media (ma pur sempre un perfetto signor nessuno), penserà semplicemente che ciò che di bellissimo state finalmente facendo non siete voi a meritarlo ma lui (o lei a seconda dei casi). Perché è sempre stato così. Senza particolare impegno ha sempre vinto lei e così pretende che rimanga per sempre. Tremende le abitudini.
Continua…
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Prologo | C’è una galassia persino in un piccolo barattolo di china
Introduzione | Domande che aprono alla lettura del saggio
Parte 1: Se conosci hai netti vantaggi
Parte 2: Sembrava una brava persona ma è il nostro concetto di brava persona che è sbagliato
Parte 3: Dalla Fisica generale alla vita quotidiana
Parte 4: La direttrice criminale a cui piace uccidere lentamente e sadicamente
Parte 5: La disciplina, il bene, le arti marziali per la difesa, l’intelletto… i mezzi migliori
Parte 6: Sconfiggete il vostro nemico con risultati di eccellenza, fanno più male di qualunque arma
Parte 7: Perché dicono che non te lo meriti? Oltre lo specchio di un vecchio arcano italiano
Parte 8: Il crollo di un castello di carte con un soffio di psicologia. Smantellare avversari fittizi
Parte 9: In Italia ti perdonano tutto tranne il successo
Pillola 1: L’alba di un nuovo grande capitolo d’impresa
Pillola 2: Mi raccomando, non fare scherzi, mi ci gioco l’intera vita su questo progetto!
Pillola 3: Iniziano le richieste e gli abusi della direttrice che preme per avere “qualcosa” in cambio
Pillola 4: Il furto di identità sospetto e la tutela enorme fornitami dalla Banca d’Italia e dal CRIF
Pillola 5: La direttrice esordisce con “Tu ci usciresti con mia figlia?”
Pillola 6: Non tutti gli illeciti della direttrice vanno in porto
Pillola 7: Speculatori inviati dalla direttrice per tentare l’assalto a casa mia
Pillola 8: Arrivano i soccorsi! Ma la direttrice li respinge…
Pillola 9: La direttrice distrugge la documentazione e inizia a delirare davanti a tutti
Pillola 10: La direttrice dichiara il falso all’ispettorato della banca, “Era solo una chiacchierata!”
Pillola 11: Il tentativo di hacking per distruggere le prove
Pillola 12 – Disponibili tra poche ore : )
Pillola 13
Pillola 14
Pillola 15
Pillola 16
Pillola 17
Riferimenti utili
Conclusioni (parte 1, parte 2)
Estensioni
La vita è destabilizzante per sua natura
A cosa serve l’Arte?
Prendi un foglio bianco e progetta da zero – Reazioni costruttive
Complementi
Pagina Literature
L’Italiano, La Matematica e la Comunicazione visiva
Sempre di più: Viaggio dentro le proprie progressioni
Pensiero, ragione, presa di coscienza, paura…
Complementi neuroscientifici e filosofici
Lifelong Learning. L’apprendimento che non finisce mai: Un vasto territorio chiamato Cervello
Lifelong Learning. L’apprendimento che non finisce mai: Plasticità neuronale
Tra le masse le persone che tentano di argomentare vengono derise


