Può succedere anche a te: Il folle abuso di potere di una direttrice di banca invidiosa che voleva distruggere la mia azienda – Parte 6: Sconfiggete il vostro nemico con risultati di eccellenza, fanno più male di qualunque arma

Rubrica: Può succedere anche a te

Titolo o argomento: Il folle abuso di potere di una direttrice di banca invidiosa che voleva distruggere la mia azienda

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Parte 6 | Sconfiggete il vostro nemico con risultati di eccellenza, fanno più male di qualunque arma

Mi riferisco ai risultati che potete raggiungere mettendoci ancora più passione e caparbietà al punto che la persona, che bramava tanto distruggervi, implode rimanendo schiacciata sotto le sue stesse macerie. Attonita osserva che i suoi tentativi, per quanto vili e artefatti, non vanno in porto e vi ha dato la grinta per fare molto meglio rispetto alla migliore delle ipotesi che avevate in precedenza formulato per voi stessi e la vostra vita.

Vedo molte persone “incaponirsi” nel prendere di punta il carnefice e perdere tempo, anni preziosi. Ma, se ci pensiamo bene, è un tranello infimo. In tal modo si finisce con il fare il gioco del vostro carnefice. Potete vincere l’azione legale e rendervi conto che tutta la vostra spinta degli anni migliori l’avete impiegata per l’azione legale stessa. I vostri progetti sono ormai saltati, il futuro sfumato e l’età della saggezza la potreste passare con condizioni che vi preservano al  minimo. Per non considerare il patrimonio professionale denutrito. Cosa avrei potuto realizzare? Cosa avrei potuto vivere? Quali soddisfazioni avrebbero potuto accompagnare la mia vita? In cosa mi sarei potuto immergere? Quali treni avrei potuto prendere se fossi stato disponibile sulla banchina nei momenti giusti? Inconsciamente il vostro carnefice, anche nel caso abbia perso l’azione legale e sia stato condannato a risarcirvi, prova la sua soddisfazione più elevata: è riuscito nel suo piano di fermarvi. Tutto il denaro di questo mondo non vi rende quello che avreste potuto vivere e quanto lo avreste potuto gustare.

Approfittare invece delle energie extra, che vi arrivano dall’orrore verso le ingiustizie subite, vi spinge a brillare. Certo si tratta di una dote caratteriale ma confido che possa essere acquisita. Però dovete saper trasformare queste energie in utilità e forza di volontà. Si tratta di una semplicissima funzione matematica (quella più basilare in effetti) che in diversi campi della tecnologia e tecnica utilizziamo per trasformare qualcosa che rileviamo in entrata in qualcos’altro che ci è utile in uscita. Sta a voi sapere come dar luogo alle operazioni corrette scegliendo quale tipo di trasformazione.

Provo a porvi un esempio concreto che sia aderente per molti versi a quello che vi sto raccontando (capirete poi perché): il digestore. Il digestore è un contenitore ermetico in cui avviene la decomposizione di materia organica, come ad esempio “il letame”, attraverso processi biologici (fermentazione anaerobica) o chimici, per produrre biogas (metano e CO2) e un residuo solido (digestato) impiegato come fertilizzante. In questa sorta di stomaco artificiale di acciaio entra letame e ne escono energia rinnovabile e nutrienti per il terreno. Il digestore è un esempio di funzione matematica dove qualcosa ritenuto di scarto viene trasformato in qualcosa ritenuto prezioso.

Ogni diversa “funzione matematica” è un trasformatore, un’operazione, una regola. Voi ponete in ingresso la vostra trepidazione per quanto di sgradito vi è occorso, poi imparate, per tutto il tempo che sarà necessario e nel vostro intimo modo personale, come effettuare una trasformazione che risulti prolifica. Il frutto delle vostre fatiche, ovvero la funzione da voi generata, restituirà in uscita il valore del vostro successo personale. Fondamentale sarà fare perno soprattutto sui frutti della saggezza che postreste impegnarvi ad acquisire proprio mentre siete nauseati e meno propensi a farlo.

Continuare con successo per la vostra nobile strada, usando quell’energia trasformata, fidatevi, fa molto più male al vostro carnefice di un’azione legale da voi vinta. Pensateci. Con chi vi arrabbiereste di più? Con chi vi tiene in considerazione e vi risponde oppure con chi continua imperterrito e vi ignora? Essere ignorati fa più male che essere odiati. Se poi chi ci voleva oscurare scopre di essere stato ignorato perché troppo carichi di energia per dargli considerazione, allora abbiamo fatto faville… beh : )

Quindi se da un lato non vanno in galera coloro che commettono diluiti abusi di potere, è vero anche che non vanno in galera quelli che si impegnano in diluite rivoluzioni (nel rispetto delle leggi e delle persone) che però, in taluni carnefici intolleranti, potrebbero, “poveri loro”, provocare nauseabondi sensi di acidità.

Riconoscere le anomalie velate dietro gli abusi di potere e usarle come “forza” per diventare ancora più preparati, ancora più bravi, ancora più ambiziosi nel proprio lavoro e nei propri progetti, potrebbe rivelare talenti più grandi di quanto immaginato. Si apre sicuramente un ventaglio di possibilità ulteriori mai sondate. Forse la terra promessa verso la quale ora imposterete la rotta.

Questa storia ha un lieto fine. Un lieto fine che indubbiamente è costato tanto conferendo valore alle persone di buona volontà coinvolte e che, da quanto hanno subito, hanno tratto ancora più ricchezza (umana, morale, culturale ed economica) di quanto potessero aspettarsi.

Mai e poi mai ricorrere alla violenza con chi vi ha fatto del male, non fareste altro che trasformare il vostro carnefice in un martire adorato dalle masse che non conoscono la verità. Distruggete chi vi voleva distruggere utilizzando unicamente le vostre virtù, coltivando pazienza, un’infinita pazienza, imparando a sopportare e mandare giù i bocconi amari, imparando a perdere, capendo che si impara davvero di più quando si perde e non si tratta di un mero motto di chi non accetta la sconfitta (della battaglia).

Volete comunque portare avanti l’azione legale? Magari occupandovi prima di riuscire nel vostro progetto, per cui, una volta scalata la montagna vi prendete un meritato riposo osservando quanta strada avete fatto? Si può fare! Chi ve lo impedisce? Per legge avete 10 anni di tempo, dal momento dell’accaduto a cui risalgono le prime prove, per consegnare la missiva completa di prove alla Procura della Repubblica presso il Palazzo di Giustizia tramite il vostro avvocato di fiducia o, persino, autonomamente.

Ponete però attenzione ad un dettaglio importante. La missiva deve essere completa degli allegati contenenti tutte le prove che dimostrano che quanto riportato nella missiva stessa è reale. Altrimenti rischiate solo querele. Operate con tranquillità se avete i mezzi. La missiva va scritta con un italiano corretto (ma non artefatto o calcato) evitando inutili dilungamenti e riflessioni personali tantomeno illazioni, ma inserendo dati di fatto oggettivi e provati, riportati con ordine anche cronologico. Pensate di dover trasmettere i dettagli di quanto è accaduto ad una persona, il magistrato, che sta venendo a consocenza dei fatti per la prima volta e non può stare nella vostra testa né dare per scontato le stesse cose che date per scontato voi che conoscete i vari avvicendamenti degli eventi. Non inserite mai in nessun caso anche solo un cavillo che non potete dimostrare o l’avvocato della controparte farà perno proprio su quello. Siate inespugnabili.

Volete ora sapere se la mia azione legale è in corso, se si svolgerà in modo singolare, se mi avvalgo di professionisti particolari, se ho presentato la missiva in Procura della Repubblica autonomamente e chissà quanti altri dettagli. Vi capisco. Non mancherò nello scrivere in merito, ma a tempo debito. In questo saggio saranno comunque presenti numerose indicazioni asettiche che vi introdurranno questo mondo. Per ora ci occupiamo del tema centrale “Il folle abuso di potere di una direttrice di banca invidiosa che voleva distruggere la mia azienda”.

“Sconfiggete il vostro nemico con risultati di eccellenza, fanno più male di qualunque arma…”

Continua…

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Prologo | C’è una galassia persino in un piccolo barattolo di china
Introduzione | Domande che aprono alla lettura del saggio

Parte 1: Se conosci hai netti vantaggi
Parte 2: Sembrava una brava persona ma è il nostro concetto di brava persona che è sbagliato
Parte 3: Dalla Fisica generale alla vita quotidiana
Parte 4: La direttrice criminale a cui piace uccidere lentamente e sadicamente
Parte 5 | La disciplina, il bene, le arti marziali per la difesa, l’intelletto… i mezzi migliori
Parte 6 | Sconfiggete il vostro nemico con risultati di eccellenza, fanno più male di qualunque arma
Parte 7: Perché dicono che non te lo meriti? Oltre lo specchio di un vecchio arcano italiano
Parte 8: Il crollo di un castello di carte con un soffio di psicologia. Smantellare avversari fittizi
Parte 9: In Italia ti perdonano tutto tranne il successo

Pillola 1: L’alba di un nuovo grande capitolo d’impresa
Pillola 2: Mi raccomando, non fare scherzi, mi ci gioco l’intera vita su questo progetto!
Pillola 3: Iniziano le richieste e gli abusi della direttrice che preme per avere “qualcosa” in cambio
Pillola 4: Il furto di identità sospetto e la tutela enorme fornitami dalla Banca d’Italia e dal CRIF
Pillola 5: La direttrice esordisce con “Tu ci usciresti con mia figlia?”
Pillola 6: Non tutti gli illeciti della direttrice vanno in porto
Pillola 7: Speculatori inviati dalla direttrice per tentare l’assalto a casa mia
Pillola 8: Arrivano i soccorsi! Ma la direttrice li respinge…
Pillola 9: La direttrice distrugge la documentazione e inizia a delirare davanti a tutti
Pillola 10: La direttrice dichiara il falso all’ispettorato della banca, “Era solo una chiacchierata!”
Pillola 11: Il tentativo di hacking per distruggere le prove
Pillola 12 – Disponibili tra poche ore : )
Pillola 13
Pillola 14
Pillola 15
Pillola 16
Pillola 17
Riferimenti utili
Conclusioni (parte 1, parte 2)

Estensioni

La vita è destabilizzante per sua natura
A cosa serve l’Arte?
Prendi un foglio bianco e progetta da zero – Reazioni costruttive

Complementi

Pagina Literature
L’Italiano, La Matematica e la Comunicazione visiva
Sempre di più: Viaggio dentro le proprie progressioni
Pensiero, ragione, presa di coscienza, paura…

Complementi neuroscientifici e filosofici

Lifelong Learning. L’apprendimento che non finisce mai: Un vasto territorio chiamato Cervello
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