Rubrica: Può succedere anche a te
Titolo o argomento: Il folle abuso di potere di una direttrice di banca invidiosa che voleva distruggere la mia azienda
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Pillola 8: Arrivano i soccorsi! Ma la direttrice li respinge…
Siamo ormai a Primavera inoltrata del 2023, un caro amico mi vede realmente intenzionato a vendere casa e, mentre sono preso dal mettere ordine, mi viene a trovare per rivederla dopo un lungo periodo in cui non ci eravamo più visti. Da un anno stavo affrontando l’Odissea del capannone che mi aveva totalmente assorbito. Quando realizzo un progetto, qualsiasi progetto, gli dedico il 100% con accorgimenti che assomigliano ad un protocollo da agenzia spaziale. Le amiche che hanno studiato psicologia mi suggeriscono di oziare di tanto in tanto perché, sostengono, fa bene. Sono d’accordo con loro, però questo concetto è tanto più valido tanto meno ci piace il lavoro che stiamo facendo. In più, ozieresti se fossi appeso ad una corda che si sta sfilacciando? Ci sono momenti in cui proprio non puoi fermarti e solo la tua forza di volontà sa come farti avanzare. Tu ce l’hai e magari non la comprendi. Senti la spinta, non senti stanchezza e vai come un trattore. Poi quando riesci nei tuoi propositi magari dormi quasi venti ore di seguito, ma almeno… sai che è fatta.
Dopo averla vista ne è entusiasta, sa che è un ottimo affare perché il proprietario sono sempre stato io, la casa non ha difetti, è in regola, non ha abusi edilizi, non ci sono anomalie, è stata vissuta poco, è tutta nuova, che gli vuoi dire? Sì magari puoi preferire un altro tipo di rivestimenti e finiture, certamente, ci mancherebbe. Ma il prodotto in sé è valido ed è evidente.
Il mio caro amico è una splendida persona, un vero signore. Dopo aver visto casa mi offre di più di quanto chiedo. Lui conosce il valore dell’immobile, comprende l’importanza della sua specifica posizione rispetto alle altre abitazioni, la sua indipendenza, gli esterni nuovi perfetti, la struttura perfetta. Inoltre la casa si trova a pochi chilometri dalla residenza dei suoi genitori e ad altrettanto pochi chilometri da casa di suo fratello, nel mezzo. Sembra un acquisto ideale.
Rispondo alla serietà del mio amico dicendo che l’offerta più alta che lui mi ha fatto non la accetto. Basta meno… Con i potenziali acquirenti con cui sto in trattativa sono sceso allo stesso prezzo che ho proposto a lui e a me va bene così. Lui insiste per offrire un po’ di più e mi chiede di mettere a punto due cosette confermando di essere molto, molto interessato. Inizio i lavori per soddisfare le sue richieste con lui che ribadisce che praticamente è fatta. Non gli chiedo di firmare nulla perché siamo amici da molti anni ed ho sempre apprezzato la sua serietà ed onestà.
Chiacchierando mi dice che anche lui ha il conto proprio nella filiale di questa direttrice (?!?), così replico con naturalezza “Ma dimmi te! E pensi di prendere un mutuo prima casa?”, e lui “Sì”, così replico “Capirai, sarà tutta contenta perché lei cerca proprio acquirenti con questa prerogativa per poter portare a compimento l’operazione del capannone”, proseguo ancora “Poi quando avremo tempo per vederci con calma, magari una sera, ti racconto che cosa mi ha combinato…”. Ma non ci vedemmo mai più.
Alcuni giorni dopo vado a trovare la direttrice dicendole di buon umore:
“La finiamo con questo capannone? C’è un mio amico che vuole comprare casa e gli va bene di chiederti il mutuo, come volevi tu, perché ha già il conto qui da te…”.
La risposta della direttrice che si infrange sulla scrivania esanime in uno stato di evidente sconforto (forse interrogando sé stessa, la sua vita, la situazione) e non ritenendo possibile quel che ha appena sentito, è, testuali parole:
“Eh però… Raffaele… ma tu sei troppo caparbio, non molli mai!!”
Stravolta, sconsolata, ricurva come vittima di una improvvisa depressione, gli occhi persi nell’abisso di qualunque cosa stesse immaginando con lo sguardo perso in quel momento verso il pavimento, con un tono realmente drammatico di profondo sconforto che mi porta a dirle:
“Scusa ma non era quello che volevi tu? Qual è il problema adesso? Mi sembra persino incredibile, è pure tuo cliente, che cosa vuoi di più? E’ capitato anche al momento giusto! Deliberi ora per il capannone?”
Non dimostrava di poter reggere ulteriormente la conversazione. La lasciai ai suoi impegni e mi congedai. Tra le valutazioni fatte con altri istituti di credito il problema risultante era sempre il medesimo, interessi eccessivamente alti rispetto alla banca della direttrice delle misfatte e tempi di rientro da due a quattro volte più brevi. Non vi era razionalità di sorta. Per riuscire avrei dovuto lavorare come un mulo rinunciando ai miei studi, ai miei approfondimenti, ai miei test e questo avrebbe voluto dire perdere il lato innovativo della mia azienda e quindi avviare la stessa verso uno schiavismo impietoso.
Non aver venduto i negozi quando potevo, quando ero protetto dai termini della Proposta di Acquisto con margine di mesi, non aver spostato l’asse aziendale solo sui reparti professionali, mi era costato caro, carissimo.
Attendo risposta da parte della direttrice sulla delibera dell’agognato mutuo ma, ovviamente, come chiunque ormai si aspetterebbe, non mi ero fatto illusioni di sorta ed avevo fatto bene.
Pochi giorni dopo mi contatta il mio amico, a lavori già iniziati per dargli quanto mi aveva chiesto, il quale mi fa sapere che ha cambiato idea (?!?). Era come se me lo aspettassi anche se non me lo aspettavo. Lui non è una persona di quelle che dice una cosa se non la fa davvero, non si sbilancia mai in conclusioni rapide e se si esprime su qualcosa lo fa solo con cognizione di causa quando ne è realmente certo. Quindi, se ti dice che la casa la vuole e che è, parole sue, “seriamente interessato”, significa che lo è davvero. Non l’ho mai sentito una volta parlare a sproposito o senza misura o campato per aria. Molto razionale, efficace, con i piedi per terra e di parola. La perfetta persona affidabile su cui puoi contare, da sempre.
Eppure quando mi disse all’improvviso di annullare tutto perché aveva scelto un’altra casa, io non replicai, non gli dissi nulla di male, non chiesi motivazioni e non cercai di sapere se la direttrice lo aveva convinto in qualche modo a compiere altre scelte. Ad oggi ancora non gli ho chiesto nulla. Preferisco avere con me i ricordi belli e vorrei evitare di aggiungere ai ricordi il momento in cui non gli crederei.
Quattro settimane dopo mi trovavo a passare, come di consueto, davanti a questo capannone e ci trovai dentro delle persone. Solitamente si trattava dei giardinieri che la parte venditrice chiamava per tenere in ordine la proprietà. Mi fermai per parlarci, così potevo anche dare un’occhiata per sincerarmi che fosse tutto a posto. Non erano dei giardinieri, avevano tute simili in quel momento ma non erano giardinieri. Il capannone era stato venduto ad una persona del posto la quale mi disse che non ne aveva bisogno, mi disse che lo aveva preso solo come investimento e che voleva dividerlo in negozi e uffici per affittarlo e, se volevo, c’era uno spazzietto anche per me.
(…)
Ci sono tante cose che non posso scrivere al momento per questioni di procedimento. Ciononostante, su tutto quanto è stato scritto dal Prologo fino a qui, vi aggiornerò a tempo debito. State sereni, abbiate fiducia e buon cuore. Attraverso i rovi ci sono passato e, uscendo dalla foresta, ho visto il mare che ha disinfettato le mie ferite mentre il sole mi accarezzava donandomi conforto e vigore.
Continua…
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Prologo | C’è una galassia persino in un piccolo barattolo di china
Introduzione | Domande che aprono alla lettura del saggio
Parte 1: Se conosci hai netti vantaggi
Parte 2: Sembrava una brava persona ma è il nostro concetto di brava persona che è sbagliato
Parte 3: Dalla Fisica generale alla vita quotidiana
Parte 4: La direttrice criminale a cui piace uccidere lentamente e sadicamente
Parte 5: La disciplina, il bene, le arti marziali per la difesa, l’intelletto… i mezzi migliori
Parte 6: Sconfiggete il vostro nemico con risultati di eccellenza, fanno più male di qualunque arma
Parte 7: Perché dicono che non te lo meriti? Oltre lo specchio di un vecchio arcano italiano
Parte 8: Il crollo di un castello di carte con un soffio di psicologia. Smantellare avversari fittizi
Parte 9: In Italia ti perdonano tutto tranne il successo
Pillola 1: L’alba di un nuovo grande capitolo d’impresa
Pillola 2: Mi raccomando, non fare scherzi, mi ci gioco l’intera vita su questo progetto!
Pillola 3: Iniziano le richieste e gli abusi della direttrice che preme per avere “qualcosa” in cambio
Pillola 4: Il furto di identità sospetto e la tutela enorme fornitami dalla Banca d’Italia e dal CRIF
Pillola 5: La direttrice esordisce con “Tu ci usciresti con mia figlia?”
Pillola 6: Non tutti gli illeciti della direttrice vanno in porto
Pillola 7: Speculatori inviati dalla direttrice per tentare l’assalto a casa mia
Pillola 8: Arrivano i soccorsi! Ma la direttrice li respinge…
Pillola 9: La direttrice distrugge la documentazione e inizia a delirare davanti a tutti
Pillola 10: La direttrice dichiara il falso all’ispettorato della banca, “Era solo una chiacchierata!”
Pillola 11: Il tentativo di hacking per distruggere le prove
Pillola 12 – Disponibili tra poche ore : )
Pillola 13
Pillola 14
Pillola 15
Pillola 16
Pillola 17
Riferimenti utili
Conclusioni (parte 1, parte 2)
Estensioni
La vita è destabilizzante per sua natura
A cosa serve l’Arte?
Prendi un foglio bianco e progetta da zero – Reazioni costruttive
Complementi
Pagina Literature
L’Italiano, La Matematica e la Comunicazione visiva
Sempre di più: Viaggio dentro le proprie progressioni
Pensiero, ragione, presa di coscienza, paura…
Complementi neuroscientifici e filosofici
Lifelong Learning. L’apprendimento che non finisce mai: Un vasto territorio chiamato Cervello
Lifelong Learning. L’apprendimento che non finisce mai: Plasticità neuronale
Tra le masse le persone che tentano di argomentare vengono derise

Questo saggio, dal Prologo fino alle estensioni, espone gli accadimenti che ho navigato a cavallo tra il 2022 e il 2024. Mi auguro che vi affascini conoscere le dinamiche anomale e gli sviluppi che vi gravitano attorno. Spero questi capitoli vi evitino di affrontare inermi situazioni simili. Più siete preparati e più opportunità avete di combattere nel modo che vi rende più forti e più saggi.
Vi informo che prossimamente tratterò, in un nuovo saggio, il secondo di questa collana, cosa invece ho studiato, progettato e realizzato tra il 2025 ed il 2026. Vedrete come, cose apparentemente impossibili, sono possibili : )
Più avanti ancora, quando cesserà il segreto istruttorio e gli atti del tribunale saranno pubblicabili, descriverò, con un ulteriore lavoro di scrittura, come la Giustizia avrà fatto il suo corso in questi anni… Ci vorrà pazienza : )

