Può succedere anche a te: Il folle abuso di potere di una direttrice di banca invidiosa che voleva distruggere la mia azienda – Pillola 9: La direttrice distrugge la documentazione e inizia a delirare davanti a tutti

Rubrica: Può succedere anche a te

Titolo o argomento: Il folle abuso di potere di una direttrice di banca invidiosa che voleva distruggere la mia azienda

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Pillola 9: La direttrice distrugge la documentazione e inizia a delirare davanti a tutti (seguita dal suo collega)

Addolorato, ma combattivo, aggiorno i miei genitori su quanto è accaduto. Fortemente increduli, nonché inquieti, ci proponiamo assieme di andare a far visita alla direttrice per ricevere spiegazioni complete circa l’ennesima delibera promessa e non mantenuta (nonostante fossero state rispettate tutte le sue estenuanti condizioni) e per informarla della perdita definitiva del capannone. Le chiediamo inoltre la sua copia della documentazione per recarci presso l’ispettorato della banca a muovere il primo passo di denuncia interna per via bonaria.

La direttrice si spaventa e, come una borseggiatrice che fugge alla cattura, corre in ufficio con il suo braccio destro. Non è un modo di dire, sentendo parlare di ispettorato, la vediamo proprio girarsi di colpo e rapidamente fuggire, nel senso letterale del termine, verso l’ufficio assieme al suo collega. Si chiudono dentro e distruggono tutta la documentazione. Escono riconsegnandoci unicamente le mie dichiarazioni dei redditi dichiarando di avere solo quelle (?!?). Di quelle, ovviamente, ne ha copia l’Agenzia delle Entrate e non si sa bene a cosa sarebbe servito farle sparire.

I miei genitori sono sbigottiti. Hanno visto tutti la scena, mia madre, mio padre, i clienti presenti in quel momento in filiale, i dipendenti della filiale ed io. Solo a questo punto singolare sia mia madre che mio padre capiscono che sta accadendo qualcosa di molto grave che non ha precedenti.

Io mi giro verso il braccio destro della direttrice e gli dico:

“Avevi fatto sparire la Perizia e ora anche tutto il resto della documentazione? Non sei corretto! Restituiscimi il fascicolo con tutta la documentazione!!”.

Non trovo nulla da nascondere e non ho nessuna difficoltà nell’ammettere che ho usato un tono irritato e tutt’altro che piacevole (ma senza violenza e senza parolacce né diffamazioni di sorta) ma lui… lui mi viene a ridosso, petto a petto, con un gesto per intimarmi, con un’azione di forza come a dire “Ti devo mettere le mani addosso?”.

Al suo irrispettoso e prepotente gesto ho risposto con parole definite:

“Fai pure quello che devi ma sappi che poi io mi difenderò, ti concedo la prima mossa!”.

Ma mia madre si è gettata tra di noi disperata, piangendo, temendo che qualcosa di brutto potesse succedere. Invece io non avevo alcuna intenzione di trascendere, volevo solo non essere soggetto passivo di una simile violenza. Vedere mia madre, vittima di tutto questo, piangere preoccupata che finissimo male, mi ha turbato ed ho dimenticato istantaneamente quell’uomo per tranquillizzarla e portarla via con me fuori dalla sede.

Mio padre resta in filiale perseverando nel chiedere spiegazioni di quei comportamenti ma la direttrice evita qualunque risposta. Invita mio padre al silenzio dicendo che non vuole che i clienti sentano e sappiano cosa è successo… Mio padre, senza minaccia fisica o prepotenza alcuna, comunica chiaramente:

“Non finisce qui! Adesso andremo all’Ispettorato a comunicare quanto accaduto!”.

La direttrice è terrorizzata, non vuole che andiamo all’ispettorato. Forse ha bisogno di nascondere e cancellare molte altre cose. Sembra le occorra tempo. Così risponde spaventata:

“E’ inutile che andiate adesso, non c’è nessuno a quest’ora, non vi riceveranno!”.

Ma ovviamente non era vero. Mio padre replica:

“Comunque ispettorato o non ispettorato, sarai chiamata a rispondere di quello che hai fatto davanti alla Giustizia!”.

In quel momento io rientro in filiale dopo aver rassicurato mia madre. Trovo la direttrice e mio padre faccia a faccia e tranquillizzo mio padre dicendogli:

“Babbo stai tranquillo, la direttrice ha toppato perché non ha pensato che ho le copie di tutta la documentazione, quindi è inutile che l’abbia distrutta”.

La direttrice rammenta che io fotocopiavo tutto e duplicavo in molteplici copie ogni documento per evitare che mancasse qualcosa per una distrazione. Capisce quindi che è vero e, fortemente stizzita, come una bambina capricciosa (comportamento in lei ricorrente), solleva un gruppo di carte dal bancone della filiale e, con un gesto di stizza, lo sbatte addosso a mio padre dicendo:

“Adesso mi volete rovinare?!?”.

E io replico:

“Tranquilla, lo so che a volte vincono le banche anche quando compiono comportamenti non regolari, in ogni caso ci pensa il Karma ad ognuno di noi!”.

E lei con l’acidità di una batteria al piombo sovraccarica:

“Tanto la paghi anche tu!”

Io a quel punto, con una schiettezza priva di filtri, replico :

“Per cosa? Perché non sono uscito con tua figlia che tra l’altro nemmeno conosco e non ho mai visto in vita mia?? E mi dici quale reato sarebbe?!?”.

Mi giro e me ne vado portando mio padre con me invitandolo con la mia mano sulla sua spalla. Mi ero accorto che i miei genitori erano profondamente turbati e in quel momento avevo dimenticato il capannone, la banca e tutto il resto. Volevo solo portare via i miei genitori da un luogo così antibiotico*. Mia madre era sotto shock, tremava, mio padre era sconvolto. Mi dicono che se non avessero visto con i loro occhi non mi avrebbero mai creduto. Dicono che è impossibile quanto accaduto eppure è successo.

*Dal greco anti (“contro”) e bios (“vita”)

Non vado subito all’ispettorato. Credo che il rispetto ed il benessere siano prioritari nei confronti dei propri genitori. Erano sconvolti così, per loro sorpresa, li porto al mare a fare una passeggiata per distendersi. Cerco di fargli capire che posso progettare di nuovo, idee nuove e nel migliore dei modi grazie alle cose che ho imparato. So che non capiscono a cosa mi riferisco ma questo li rincuora.

L’indomani in sede centrale mi riceve una consulente. Non riesco ad accedere all’ufficio di un responsabile dell’ispettorato e la consulente, nonostante stesse sentendo quanto di grave era accaduto in tutti questi mesi, cercava di sminuire avviando solo una richiesta di cambio filiale per il mio conto. Richiesta che successivamente sarà bloccata in quanto, mi faranno sapere, se non abbandono l’azione legale loro non collaboreranno nell’offrire i servizi richiesti.

Torno più volte ma… nulla. Non riesco a parlare con nessuno, solo con questa consulente la cui posizione non è idonea per gestire disagi di questo tipo. Un cassiere della sede centrale mi dice:

“Ma cosa è successo?”

Glie lo spiego e lui, allibito, mi risponde:

“Ma di quale filiale si tratta? Chi è la direttrice?”

Gli rispondo e lui mostra una reazione stucchevole, replicando prontamente:

“Senti a me, falle causa! E’ ora che qualcuno fa causa a quella!”.

Aveva l’aria di uno che non ne poteva più di quella direttrice. Mi informerò meglio e diversi altri colleghi si toglieranno sassolini dalle scarpe confermando e parlandone molto negativamente (anche quelli andati in pensione).

Sta lontano da una donna del genere, combina solo danni!”.

Nella mia sciocca diplomazia continuo a cercare accordi bonari con il supporto di una serie di specialisti ed inviando tramite legali opportune lettere che trovano risposta sempre ai limiti temporali definiti dalla legge (60 giorni).

Si rivela una perdita di tempo. Non viene mostrata intelligenza, non viene mostrata alcuna capacità di dialogo, di sanare la situazione in modo costruttivo. Ogni mio principio è vano e ciò che ottengo sono solo estese perdite di tempo. Però sono con la coscienza a posto, nessuno potrà mai dirmi che ho avviato un’azione troppo severa senza aver prima dato modo all’altra parte di spiegare o provare a risolvere il danno.

L’impossibilità di trovare accordi bonari mi obbliga a prendere la situazione ancora più sul serio e su questo tengo il massimo riserbo per questioni strategiche. Ma state pur certi che quando la vicenda volgerà al termine e saranno pubblicati gli atti del tribunale (cessazione del segreto istruttorio), non mancherò nel fornirvi aggiornamenti con gli ulteriori saggi di questa collana e gli appositi complementi.

Continua…

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Prologo | C’è una galassia persino in un piccolo barattolo di china
Introduzione | Domande che aprono alla lettura del saggio

Parte 1: Se conosci hai netti vantaggi
Parte 2: Sembrava una brava persona ma è il nostro concetto di brava persona che è sbagliato
Parte 3: Dalla Fisica generale alla vita quotidiana
Parte 4: La direttrice criminale a cui piace uccidere lentamente e sadicamente
Parte 5: La disciplina, il bene, le arti marziali per la difesa, l’intelletto… i mezzi migliori
Parte 6: Sconfiggete il vostro nemico con risultati di eccellenza, fanno più male di qualunque arma
Parte 7: Perché dicono che non te lo meriti? Oltre lo specchio di un vecchio arcano italiano
Parte 8: Il crollo di un castello di carte con un soffio di psicologia. Smantellare avversari fittizi
Parte 9: In Italia ti perdonano tutto tranne il successo

Pillola 1: L’alba di un nuovo grande capitolo d’impresa
Pillola 2: Mi raccomando, non fare scherzi, mi ci gioco l’intera vita su questo progetto!
Pillola 3: Iniziano le richieste e gli abusi della direttrice che preme per avere “qualcosa” in cambio
Pillola 4: Il furto di identità sospetto e la tutela enorme fornitami dalla Banca d’Italia e dal CRIF
Pillola 5: La direttrice esordisce con “Tu ci usciresti con mia figlia?”
Pillola 6: Non tutti gli illeciti della direttrice vanno in porto
Pillola 7: Speculatori inviati dalla direttrice per tentare l’assalto a casa mia
Pillola 8: Arrivano i soccorsi! Ma la direttrice li respinge…
Pillola 9: La direttrice distrugge la documentazione e inizia a delirare davanti a tutti
Pillola 10: La direttrice dichiara il falso all’ispettorato della banca, “Era solo una chiacchierata!”
Pillola 11: Il tentativo di hacking per distruggere le prove
Pillola 12 – Disponibili tra poche ore : )
Pillola 13
Pillola 14
Pillola 15
Pillola 16
Pillola 17
Riferimenti utili
Conclusioni (parte 1, parte 2)

Estensioni

La vita è destabilizzante per sua natura
A cosa serve l’Arte?
Prendi un foglio bianco e progetta da zero – Reazioni costruttive

Complementi

Pagina Literature
L’Italiano, La Matematica e la Comunicazione visiva
Sempre di più: Viaggio dentro le proprie progressioni
Pensiero, ragione, presa di coscienza, paura…

Complementi neuroscientifici e filosofici

Lifelong Learning. L’apprendimento che non finisce mai: Un vasto territorio chiamato Cervello
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Illustrazione realizzata con Artguru