Che cos’è un sistema Embedded?

Rubrica: Sistemi integrati (o dedicati)

Titolo o argomento: Ottimizzare un dispositivo elettronico per un preciso compito

Cercando di semplificare il concetto di Sistema Embedded potremmo effettuare una distinzione piuttosto intuitiva: immaginate due tipologie di dispositivi elettronici con i quali entriamo in conttato ogni giorno, una versatile ma complessa, una ottimizzata ma estremamente semplice.

La prima tipologia, versatile ma complessa, è costituita da quei dispositivi che richiedono all’utilizzatore di caricare programmi, adoperare interfacce come tastiere e monitor, aggiungere o rimuovere periferiche, mi riferisco ovviamente ai computers che tutti conosciamo e che, i più esperti possono programmare e riprogrammare a proprio piacimento per infiniti scopi di utilizzo (ragione per cui in ambito tecnico vengono definiti Sistemi General Purpose).

La seconda tipologia, ottimizzata ma estremamente semplice, è assai più semplice, non richiede alcuna particolare conoscenza tecnica da parte dell’utilizzatore, non richiede una interazione tale da dover aggiungere interfacce e/o periferiche, non richiede di caricare alcunché, sto parlando dei Sistemi Embedded ovvero di sistemi integrati concepiti per un unico preciso utilizzo, potremmo anche definirli come sistemi dedicati.

Esempi di sistemi embedded sono: un termometro digitale, una lavastoviglie, un bancomat, un telefono cellulare, una carta ricaricabile, la console di un’automobile moderna… tutti questi dispositivi eseguono un compito, con il minimo (se non totalmente assente) intervento dell’utente, e non possono essere riarchitettati per compierne altri.

Oggi l’importanza dei sistemi embedded è tale che l’elettronica può rappresentare fino al 50% del costo di un prodotto. Si tratta di una tecnologia il cui rilievo è talmente elevato che rappresenta una nuova importante branca dell’Ingegneria. Noi stessi nei nostri laboratori prototipiamo prodotti con dispositivi elettronici avanzati che simulano una tecnologia embedded con il vantaggio che, in ambito progettuale, può esser cancellata e rifatta infinite volte fino ad arrivare a prototipare il prodotto finale desiderato. Tramite il computer, cioè, e tramite la programmazione in linguaggi appositamente sviluppati per uso industriale, siamo in grado di programmare computers e schede elettroniche per svolgere precisi compiti, verificarne il corretto funzionamento, il feed-back con l’utente e la reale fattibilità del dispositivo finale.

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Un esempio di sistema Embedded: circuito di protezione per celle agli ioni di litio.

Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” – Intro

Rubrica: Eventi

Titolo o argomento: Partire dai fondamenti per dirigersi verso il futuro

Il Museo nazionale della Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci” è sito nella città di Milano all’interno della Cerchia dei Bastioni in un monastero olivetano costruito nei primi del ‘500. E’ stato fondato da Guido Uccelli ed inaugurato ufficialmente il 15 Febbraio del 1953.

La struttura copre una superficie di oltre 50.000 metri quadrati; 33.000 metri quadrati sono coperti e ben 25.000 metri quadrati sono espositivi. Vi trovate esposti quasi 17.000 beni storici ed è proprio sulla storia della scienza e della tecnologia che il museo punta molto.

Non troverete infatti esposte le tecnologie attuali e del futuro (fatta eccezione per temi di assoluto interesse come la Fisica delle Particelle e la relativa area che espone gli strumenti del CERN), ma tutto questo ha un senso. Andare in contro al futuro senza sapere da dove si proviene, infatti, non ci permette di conoscere veramente le cose. I principi di base della fisica e le soluzioni trovate dall’uomo grazie all’interazione con tali leggi, ad esempio, sono fondamentali per sapere come funzionano le tecnologie attuali e quelle del futuro.

Tanto per rendere l’idea uno schermo capacitivo, considerato oggi un oggetto futuristico, sfrutta semplicemente la variazione di capacità elettrica, propria dei condensatori, che si verifica al tocco dello schermo grazie ad un sottile strato di ossido metallico presente sulla parte esterna del vetro. In questo caso non sono le proprietà dei condensatori (presenti su qualunque libro di fisica delle scuole superiori) a rappresentare l’innovazione, bensì la possibilità per l’uomo di realizzare un sottile strato metallico grazie a moderne tecnologie meccaniche, elettroniche, dei materiali e dei nanomateriali.

Il Museo offre quindi delle solide basi di partenza che una volta apprese ci aprono la mente a concetti più complessi che da esse derivano. Le tecnologie attuali e del futuro potrete trovarne in opportuni percorsi di studi, aziende del settore, centri di ricerca e istituti come quello Italiano di Tecnologia (IIT).

Vengono organizzati diversi laboratori di scienze ma sono tutti dedicati ai bambini e le scolaresche. Il museo si aggiorna e, ritornando più volte, si possono vedere cose nuove. Personalmente, da ricercatore in campo tecnologico, speravo di trovarci anche altro ma non posso negare che sia comunque un luogo sbalorditivo e estremamente affascinante da vedere, assolutamente, almeno una volta.

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Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” – Farmacia
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” – Macchine da cucire

Isaac Asimov, nato Isaak Judovič Azimov (2 gennaio 1920 – New York, 6 aprile 1992),
è stato uno scrittore e biochimico russo naturalizzato statunitense. Le sue opere sono
considerate una pietra miliare sia nel campo della fantascienza sia in quello della
divulgazione scientifica. È autore di una vasta e variegata produzione, stimata
intorno ai 500 volumi pubblicati, incentrata non solo su argomenti scientifici, ma anche
sul romanzo poliziesco, la fantascienza umoristica e la letteratura per ragazzi.

La continua lotta contro il sistema Italia: Conclusioni – Parte 2

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Risolvere i problemi dell’Italia da soli

Questo articolo segue da:
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Le conclusioni di questa particolare rubrica sono scritte in modo che tu possa scegliere quale livello di approfondimento raggiungere. Ora ti trovi nella seconda parte suddivisa a sua volta in livelli e paragrafi.

Vuoi un maggiore approfondimento? Giù di un livello! – I

Quando acquisisci una sana cultura diventi libero di sapere cosa vuoi

Studiare in modo divertente e stimolante, quindi, vi seduce e vi fa capire “perché” certe rare agiatezze potrebbero non servirvi affatto. La cultura offre più agiatezze di lussi, vizi e superfluo. La cultura offre benessere, la cultura vi fa scoprire cosa vi attrae realmente, la cultura vi dà equilibrio dopo una prima fase in cui, probabilmente, vi potrebbe disorientare, persino spossare, perché non ci si aspetta che le cose siano diverse da come le abbiamo sempre immaginate sotto l’azione delle più varie influenze giornaliere.

Attenzione però, la cultura non è una Laurea, o più di una. La Laurea comporta l’apprendimento di nozioni di base, di metodi, di orizzonti… sta poi a voi costruire su una base di tale spessore. Appena conseguito un bel Diploma o una Laurea è il momento di iniziare a studiare seriamente, specializzarsi, verificare, dimostrare, estendere, esplorare, sperimentare. Altrimenti si sarà ignoranti… ma con la Laurea. Acquisendo una sana cultura, imparando ad applicarla, arricchirla, espanderla, imparando a “dimostrare” teorie e assunti diventerai libero. Libero di scoprire cosa ti piace realmente e di alimentare i tuoi grandi progetti.

Studiare meccanicamente è uno sforzo mnemonico, non logico

La Matematica in particolare, come raccontato nel penultimo articolo di questa rubrica, è un allenamento mentale fantastico così come (abbiamo detto in più occasioni) lo sport non agonistico lo è per il vostro sistema cardiovascolare, respiratorio, scheletrico, muscolare… (Mens sana in corpore sano… raramente una così semplice asserzione fu più utile all’uomo). Purtroppo però, per tirar via, nelle facoltà dov’è richiesto lo studio analitico della Matematica, in molti casi si approccia lo studio meccanicamente, facendo largo uso della memoria ed affidandosi all’uso di precedenti appelli d’esame per tentare di superare l’esame più sulla base di probabilità che sulla vera comprensione dei temi.

Scopri tutte le funzioni del tuo cervello!

Andando oltre, invece, migliorate in sostanza la qualità della vostra vita dotandovi di una logica più estesa che aumenta le funzioni generate del vostro cervello, nonché la capacità di risolverne di esterne: immaginate che la vostra mente in principio sia un cellulare che può effettuare solo chiamate, successivamente cresca al punto da permettervi di inviare anche brevi messaggi di testo, in seguito elaborare immagini, fotografie e poi, ancora, diventare in grado di connettersi ad altri dispositivi, scambiare contenuti, avere app specializzate nella risoluzione di problemi, calcoli, rilievi, lavori… Tutto ciò inizia a favorire una fame di conoscenza infinita che tenta di soddisfare le curiosità emergenti di volta in volta da nuove sinapsi, nuove connessioni, nuovi ragionamenti.

Tutto questo lo si può definire “evoluzione”. Una volta usciti dallo stand-by, una volta avviate le reali potenzialità della vostra mente, non ne potrete più fare a meno. Certo queste varieranno da persona a persona e non tutti potranno raggiungere prestazioni esasperate (perché dotati di altre capacità) ma di certo otterrete in ogni caso molto più di quanto siete soliti ottenere (provate a stimolare i vostri figli con le Scienze, divertendoli con esperimenti ben presentati e sicuri posti sotto forma di “gioco” e resterete sorpresi dal motore che metterete in moto, dalle tempeste di domande che riceverete, dalle idee più assurde e poi geniali che gli sentirete esprimere…).

La pazienza sarà comunque fondamentale, non pensate di ottenere risultati in maniera “forzata”, “immediata”, “rigida”, “noiosa”. Schemi rigidi e noiosi uccidono l’interesse, la sana attrattiva. Occorre pazienza, perseveranza, voglia di giocare, esplorare, scoprire e, soprattutto, “metodo” e “continuità”. Questo fa la vera differenza. Anche l’apprendimento di queste ultime peculiarità, come l’impegnarsi nel trovare un metodo, risveglierà le vostre prestazioni dormienti fornendo un indiretto e inaspettato miglioramento della vostra qualità della vita e, conseguentemente, della società. Senza arroganza: c’è più intelligenza di quanto si pensi, occorrono solo buoni stimoli.

Diceva un’aforisma

“Se io dò un soldo a te e tu dai un soldo a me, tutti e due avremo sempre e solo un soldo; ma se io dò un’idea a te e tu dai un’idea a me, entrambi avremo due idee“. Vale anche per la cultura… Se io sono preparato e tu sei preparato, la mia preparazione può far molto per te e la tua preparazione è preziosa per me.

Vuoi un maggiore approfondimento? Giù di un livello! – II

Un impegno notevole per ogni cosa… aumentano le cose, aumentano gli impegni…

Ora, se la compagnia telefonica vi inganna e adotta comportamenti opportunistici, se c’è una legge che tutela un vostro diritto ma nessuno ve ne ha parlato, se avete compiuto una serie di acquisti che si sono rivelati insoddisfacenti (eppure tutto sembrava così allettante), se le cose si rompono stranamente troppo presto e vi dicono che l’obsolescienza programmata non esiste, se un iter burocratico vi sta dannando l’esistenza, se il vostro veicolo o la vostra abitazione non hanno rispettato le vostre aspettative e avete nostalgia di “qualcosa” di un tempo che non sapete esattamente “cosa” sia, se non riuscite più a sapere una verità che sia una sul cibo e i suoi effetti sull’organismo, sulla veridicità del biologico, sulla natura degli ingredienti e gli scopi che hanno (estetici, conservativi, emozionali, nutritivi…), se quei tessuti addosso non sono freschi, robusti e comodi come un tempo, se sentite ancora parlare di modi obsoleti di produrre accumulare recuperare energia, se quelle tecnologie del “futuro” di cui avete realmente bisogno (e che non sono fidelizzanti) tardano sempre ad arrivare e, addirittura, non ne conoscete una (che sia una) di quelle già disponibili oggi per il presente (non stiamo parlando nemmeno di domani stesso ma proprio direttamente disponibili ora)… ebbene sappiate che, ogni cosa che desiderate, comporta un impegno notevole da parte vostra. Ogni volta che vi muovete, dovete necessariamente compiere un lavoro. Espressione stucchevole apparentemente priva di senso. Lo stereotipo di un futuro ricco di benessere e comodità offertevi da qualcuno che non siate voi, va sempre di pari passo con una riduzione delle vostre libertà. Come a dire che se non compiete gli sforzi necessari ad ottenere quel che desiderate, state passando il testimone dei vostri diritti a chi potrà approfittarsi delle vostre rinunce.

Vuoi un maggiore approfondimento? Giù di un livello! – III

Le leggi dell’Universo: il Lavoro

Ogni volta che vi muovete, state compiendo un lavoro. Cosa significa? E’ una fondamentale legge dell’Universo raccontata largamente in tutti i libri di fisica, anche quelli per bambini. Non si può scampare, non si può fare altrimenti. Ogni volta che muovete voi stessi, o un qualunque oggetto, dovete necessariamente compiere un lavoro. La fisica definisce il Lavoro come “la forza applicata ad un oggetto moltiplicata per lo spostamento effettuato”. Ad esempio compio un lavoro di 100 Newton per metro (Joule) se devo applicare una forza di 50 Newton (volgarmente potremmo dire di 5 kg) per spostare una scatola lungo la distanza di 2 metri.

Le leggi dell’Universo: l’Energia

Per poter compiere questo lavoro necessiterò di Energia (accumulata nel mio organismo), l’energia è per l’appunto quella grandezza che esprime la capacità di compiere lavoro. Finché ho energia nel mio “serbatoio” potrò compiere un lavoro. Per vivere dovete nutrirvi perché ogni cosa che fate, ogni sforzo che sostenete (fisico, mentale…) avviene a spese di un’energia che, nel caso degli esseri umani, proviene dal cibo, dal sole, dall’acqua, dalla respirazione…

Quando trasferisci ad altri un tuo lavoro ti accolli comunque una spesa

Con questo “Credo” dovreste ora riuscire ad immaginare che non eviterete un lavoro accollandolo alle spese di qualcun’altro. Se qualcun’altro lavorerà per voi, ad esempio compiendo uno sforzo fisico al posto vostro, verrà da voi in qualche modo comunque retribuito. Non spenderai fatica fisica ma spenderai denaro o un baratto. Capite quindi come il concetto di “lavoro” mal si addice all’astrazione di vizi e stravizi oggi promossi attraverso il racconto illusorio di una moltitudine di piaceri presentati come facili da ottenere e, soprattutto, comodi. La vita comoda, tanto ambita dalla massa, non porta a nulla per il semplice banale motivo che la vita comoda prevede l’esclusione massima possibile di “sforzi” e quindi di “lavoro”. Senza compiere lavoro nulla si sposterà, nulla si coltiverà, nulla crescerà.
Un altro esempio banale è rappresentato dal caso in cui vi dotiate di una comodità che vi risparmia un lavoro, magari la macchina per fare il pane. Impasterà per voi, certamente, ma utilizzerà energia elettrica anziché quella che passa attraverso i vostri muscoli; starete più comodi ma avrete un maggiore impegno, una spesa iniziale o una rata, degli interessi, manutenzione, ricambi, imprevisti, costo in bolletta… Non si scampa, quel che è comodo, si paga comunque in qualche forma. E’ importante esserne consapevoli per fare le proprie scelte qualunque sia il tema che si affronta.

Il sacrificio, il rischio e il riposo…

E’ semplicemente questa la ragione (ovvero Lavoro = Forza per Spostamento) per cui le persone che riescono nei loro progetti lavorano moltissime ore al giorno, gran parte dell’anno, e si circondano di altre persone volenterose, che non hanno orari, che rimandano le vacanze, che si concentrano sulle loro passioni, mettono a frutto il loro talento e che non riescono ad andare in pausa se non a risultato raggiunto, ovvero quando tutti sono soddisfatti, impressionati ed è vivamente necessario un recupero, un premio, una distensione dalle sollecitazioni sopportate. La maggior parte delle persone evita come la peste questo stile di vita. Stile che ovviamente, come per tutte le cose, non andrebbe mai esasperato in senso opposto… tutto necessita di un equilibrio da raggiungere. Il riposo, sia esso fisico che mentale, è prezioso.

Continua…

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Minimaforms PET 2.0 – Curiosità

Rubrica: Robotica e Intelligenza Artificiale

Titolo o argomento: Interazione sensoriale uomo-macchina

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I PET 2.0 sono in grado di sincronizzare i movimenti e le risposte comportamentali in base all’esito dell’interazione con l’uomo o con altri robot loro simili. La capacità di interagire è stata sviluppata attraverso un processo detto di “prototipazione attiva” che ha permesso di sviluppare un feedback digitale/analogico il quale consente al sistema di evolvere relazioni evitando “tendenze ripetitive” del controller. Si tratta del normale limite che definisce nettamente il passaggio tra uomo e macchina. L’uomo può disporre di reazioni di tipo “naturale”, alla macchina, invece, per farla sembrare più umana e capace di “decidere”, si può chiedere di evitare di comportarsi sempre allo stesso modo anche qualora si trattasse della risposta più logica. Quindi, mentre le reazioni dell’uomo sono di tipo “naturale”, le reazioni di una Intelligenza Artificiale vanno programmate a monte.

I sistemi di telecamere basati su Visione Embedded, a differenza delle normali telecamere, hanno la capacità di riconoscere oggetti effettuando una comparazione con quanto è stato inserito precedentemente nella loro memoria. La telecamera identifica la presenza umana all’interno di scene contestuali, scansiona e interpreta i dati ed effettua un tracking per seguire i movimenti dell’uomo stesso o di un’altra IA. Una moltitudine di punti e regioni, presi come riferimento nella scena, danno origine ad un flusso di dati in tempo reale denominato “Blob Tracking” (altresì chiamato “riconoscimento di regioni”) e ad un flusso ottico atto ad individuare le posizioni e l’attività gestuale dei partecipanti. La partecipazione inattiva di un esecutore all’ambiente può stimolare risposte di disinteresse e noia.

Il sistema quindi è in grado di “identificare” e “mappare” in tempo reale il numero di partecipanti in una sequenza duratura.

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Su VIMEO https://vimeo.com/74377028
Su YouTube https://www.youtube.com/watch?v=WiWT7s_bgcc

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Assistenza tecnica specializzata per biciclette elettriche – Berardi Store

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Tempo libero e avventura
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Minimaforms PET 2.0 – L’intelligenza artificiale entra nei tuoi ambienti

Rubrica: Robotica e Intelligenza Artificiale

Titolo o argomento: Interazione sensoriale uomo-macchina

Lo studio sperimentale di architettura e design Minimaforms, fondato da Stephen e Theodore Spyropoulos, ha realizzato un particolare ambiente robotico che imita la vita. Al suo interno i robot sono dotati di Intelligenza Artificiale (IA) e apprendono continuamente grazie all’interazione uomo-robot e robot-robot. In tal modo sviluppano quel che potremmo definire una sorta di carattere che potrà essere variabile da robot a robot in base alle esperienze che questo avrà maturato soprattutto con l’uomo, ossia con chi è in grado di fornire maggiori stimoli.

Il progetto prende il nome di PET 2.0 perché i robot hanno comportamenti che imitano quelli degli animali domestici, interagiscono con le persone intorno a loro, sono curiosi, giocano ed effettuano scambi emotivi (grazie a un’ampia sensoristica) che evolvono nel tempo (grazie all’elaborazione di dati tramite l’IA) fino a formare personalità distinte. I PET 2.0 interagiscono attraverso il movimento, il suono, il tatto e l’illuminazione (i loro sensi sono attualmente 3, vista, tatto udito). Lo scopo è quello di sperimentare una forma di comunicazione tra le persone e l’ambiente che vivono quotidianamente.

Grazie alla visione embedded le telecamere di cui sono dotati questi robot sono in grado di identificare la posizione delle persone e di altri robot intorno a loro in modo da sincronizzare opportunamente i loro movimenti e le loro risposte. Addirittura l’inattività può generare una risposta di noia o di disinteresse mentre un contatto fisico può riappacificare…

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Su VIMEO https://vimeo.com/74377028
Su YouTube https://www.youtube.com/watch?v=WiWT7s_bgcc

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Image’s copyright: minimaforms.com

Il cervello: ipotesi morfologiche

Rubrica: Neuroscienze

Titolo o argomento: Il cervello, ipotesi morfologiche

Da un punto di vista tecnico i neuroscienziati non hanno dubbi sul fatto che le pieghe tipiche del cervello umano adulto siano state la soluzione che Madre Natura ha adottato per montare l’equivalente di un potente processore in uno spazio ridotto. Sebbene il “perché” sia stato soddisfatto, il “come” è ancora frutto di intense ricerche. Ciò è stato possibile attraverso strumenti biologici, fisici?

Il cervello dei feti umani è liscio per le prime 20 settimane circa, successivamente ha inizio la fase di piegamento della zona denominata “corteccia” in cui si formano i noti arricciamenti. Quest’ultima prosegue fino al raggiungimento dei 18 mesi. La superficie coperta dalla corteccia piegata è quasi tre volte quella di un cervello liscio delle dimensioni della nostra testa.

Uno degli autori di questo studio, Lakshminarayanan Mahadevan della Harvard University nel Massachusetts, ha osservato come il numero, la dimensione, la forma e la posizione delle cellule neuronali durante la crescita del cervello portino tutti all’espansione della materia grigia, nota come corteccia. Questo la mette sotto compressione portando ad una instabilità meccanica che la fa piegare localmente. Tale innovazione evolutiva consente alla corteccia sottile, ma espansiva, di essere racchiusa in un piccolo volume, ed è la causa principale dietro la piegatura del cervello.

Mahadevan e la sua squadra hanno usato le scansioni MRI (imaging a risonanza magnetica) del cervello liscio del feto per costruire un modello tridimensionale costituito da gel (a base di elastomeri) che aveva la funzione di simulare la corteccia. La crescita del cervello è stata simulata immergendo il gel elastomerico in un solvente che è stato assorbito dallo strato esterno, causandone il rigonfiamento rispetto alla regione più profonda. In pochi minuti sono comparse le prime pieghe che erano notevolmente simili, per dimensioni e forma, alla realtà. Lo stesso processo si verifica quindi sia utilizzando tessuto vivente che non.

Commentando lo studio, Ellen Kuhl del dipartimento di Bioingegneria della Stanford University, ha affermato che i risultati potrebbero essere un importante passo avanti nella diagnosi, nel trattamento e nella prevenzione di una serie di disturbi neurologici come convulsioni, disfunzioni motorie, handicap mentale e ritardo dello sviluppo.
Sapere se prendere di mira cause “meccaniche” o “biologiche” è fondamentale per sviluppare trattamenti migliori.

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Il cervello: ipotesi morfologiche

Image’s copyright: health.adelaide.edu.au

Il cervello: similarità morfologiche – Le noci

Rubrica: Neuroscienze

Titolo o argomento: Similarità tra le noci e il cervello

Furono gli antichi greci, circa 3 millenni fa, a notare delle similarità tra le noci, più precisamente il “gheriglio”, ed il cervello umano. Osservarono che entrambi avevano emisferi distinti (nel primo caso doppiamente specchiati, come se vi fossero addirittura 4 emisferi, ognuno dei quali separato da una membrana legnosa detta “setto”; mentre nel secondo caso, il nostro, emisferi destro e sinistro suddivisi dal cosidetto “corpo calloso”, fascio nervoso estremamente rapido nella comunicazione che si occupa di tenere aggiornato ognuno degli emisferi su ciò che sta facendo l’altro). Entrambi inoltre presentavano rughe (o pieghe) tipiche della corteccia cerebrale dei mammiferi ed entrambi erano contenuti in una struttura robusta (nel primo caso il guscio, nel secondo il cranio).

Curiosamente le noci hanno principi attivi in grado di attraversare la nostra barriera emato-encefalica (barriera che ha la funzione di fermare gli elementi nocivi presenti nel sangue e lasciar passare invece solo le sostanze necessarie) per andare a stimolare la produzione di neurotrasmettitori, tra cui la serotonina, per una funzione cerebrale ottimale. L’olio di noci è anche noto per aiutare a rompere gli accumuli di placca nel nostro cervello. Le noci, quindi, non solo assomigliano al cervello ma gli forniscono nutrienti come acidi grassi sani utili per la memoria e l’attività mentale.

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Le conclusioni di questa particolare rubrica sono scritte in modo che tu possa scegliere quale livello di approfondimento raggiungere. Puoi leggere solo il paragrafo che segue o scegliere di spingerti oltre e, addirittura, quanto spingerti oltre.

Una rapida conclusione: puoi leggere solamente questo paragrafo se vuoi

Si conclude questa serie di articoli che racconta una lotta che ha inizio ogni giorno quando vi svegliate e termina, forse, la sera se riuscite a mettere la testa sul comodino per dissociarvi da cose che, vi accorgerete prima o poi, non sono fondamentali. In tal caso non somatizzate forme di stress nocive per l’umore, la concentrazione, la produttività, la creatività, l’apprendimento, per il sistema immunitario e per gran parte delle funzioni del vostro organismo così come per capacità particolari. Ad esempio forme di stress prolungate e particolarmente intense possono alterare il vostro equilibrio (inteso proprio come barcollare, vacillare) utile per attività sportive che vanno dal ballo all’atletica o, perché no, per andare sulle due ruote o semplicemente muoversi bene nel quotidiano. Se immaginate l’equilibrio come una funzione del vostro organismo che si serve delle vostre orecchie, vedreste calare drasticamente la finezza (quindi la risoluzione) offerta dai sensori (ovvero i timpani) al cervello aumentando il rischio di errori grossolani e conseguenti cadute.

Se desideri una conclusione più accurata leggi anche questo paragrafo (e oltre…)

Stress, controllo, metodo di apprendimento e qualità della vita sono in relazione tra loro

Ma lo stress lo abbattete esclusivamente se riconoscete quello che non potete controllare (ad esempio gli eventi o la volontà delle persone care che avete intorno; la mania del controllo è una pessima illusione) ed agite invece, piuttosto seriamente, su tutto ciò che richiede un impegno, uno sforzo, anche consistente, da parte vostra (qui avete un gran margine di manovra).
In sostanza studiando con curiosità e, soprattutto, trovando il vostro metodo (trovare il proprio metodo permette di capire che studiare non è assolutamente noioso come appare nei comuni e quantomai ordinari piani di studi, ma è una scoperta che sazia la vostra fame di sapere, di capire, di conoscere, che potreste avere insospettabilmente in stato dormiente), migliorate la qualità della vostra vita senza necessità di particolari e rare agiatezze (quelle la cui mancanza dovreste dimenticare quando mettete la testa sul cuscino per lasciar spazio a sogni che siano meritevoli di esser definiti tali…).
Non significa che, se ad esempio siete appassionati di moto, non dovete perseguire la vostra passione dotandovi di tutto ciò che desiderate, che vi occorre, non mi fraintendete. Solo non vi servirà sprecare risorse (impegno, economie, finanziamenti, indebitamenti, rapporti sociali…) per possedere cose che servono solo a dimostrare agli altri che si è come gli altri o, peggio, che servono per poter sembrare migliori degli altri (fenomeno che ha raggiunto i vertici negli ultimi anni in cui ci si vende l’anima per ottenere il finanziamento per l’auto “importante” che ci fa sembrare migliori, invece di lavorare un po’ meno per passare più tempo con i propri figli).
Non vi serviranno le omologazioni destinate alla massa così come i stravizi lussuriosi perfettamente inutili perché da essi non nasce nulla, non si alimenta nulla, non cresce nulla, non scaturiscono nuove opportunità, non scaturisce nulla se non altra noia da tentare apaticamente di smontare rincorrendo altri stravizi che in realtà non desiderate (o che sicuro non desidererete più quando avrete scoperto cosa vi appaga realmente).

Risolverete problemi apparentemente insormontabili

La sola cultura e agilità mentale, accompagnata da strumenti che nutrono il cervello come tutto quel che potete studiare da fonti attendibili e in modo approfondito, vi permetterà di risolvere problemi che ad altri possono apparire insormontabili. L’importante è allenare il cervello e nutrirlo non solo di ciò di cui necessita per stare biologicamente in forma, bensì di uno studio continuo, non stressante, elastico e “divertente”. Avete presente quanto occorre per diventare in gamba con uno strumento musicale? I neurologi hanno scoperto che un impegno costante che va dal quarto d’ora ad un’ora al giorno, mantenuto nel tempo, produce effetti decisamente migliori rispetto a studiare per qualche mese ore e ore al giorno. E’ la costanza che premia… gli stimoli giusti, poi, giocano un ruolo importante.

Continua…

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